Come avrete potuto notare in questi mesi, io sono uno che lavora. E duro, anche.Per questo, oggi, con appena due mesi di ritardo da quando me ne è stata fatta richiesta, ho provveduto a recensire "Manuale di prostituzione intellectuale", il mirabile lavoro del Collettivo Bauscia.
Questi simpatici signori hanno raccolto, negli anni, tutto quello che noi ex-sciagurati abbiamo dovuto subire grazie allo splendido lavoro dei nostri rivali, che come si sa si trovano decisamente a loro agio in salotti televisivi, spogliatoi di arbitri e farmacie. Dal giorno in cui si incazzò addirittura Simoni a quello in cui il nostro vate portoghese coniò definizioni e sfottò immortali come "prostitusiòne intelectuale" e "seru tituli" (segnando, tra l'altro, la nascita di questo blog), non si sono persi nemmeno un mezzo editoriale di Feltri. Hanno letto tutto, visto tutto, ascoltato tutto e lo hanno trascritto (rischiando plurimi travasi di bile) su una sorta di bibbia dello sportivo non ipnotizzato da nani o ferrovieri.
Il tutto è strutturato in modo da poter convincere anche il peggiore dei gonzi che non si tratta di invenzioni di Guido Rossi, ma di fatti realmente accaduti e che gli erano sfuggiti perchè ha passato troppo tempo a guardare Italia 1. Tutto è documentato, provato: la lettura aiuta decisamente a capire perchè l'Inter, in quegli anni, sia diventata la squadra da prendere per il culo per eccellenza. Oltre ai propri demeriti, certo non da poco, le ragioni di quegli insuccessi sono rappresentate da ciò che è successo in quegli anni, quando la Sacra Alleanza la faceva da padrona.
Ognuno metteva qualcosa: chi il controllo dei media, chi quello dei calciatori, degli arbitri o, più semplicemente, dell'intero sistema. Ci sono i casi montati ad arte per far gridare allo scandalo, ci sono arbitri e vertici federali compiacenti tenuti buoni con promesse, cronografi e sim estere (e, a volte, porte di spogliatoio sbarrate); c'è tutto ciò che è stato messo in atto per controllare il calcio nostrano.
Nessuno si è mai azzardato a denunciare qualcosa, nemmeno quando parte del castello di carte è crollata: nessuno, tranne Facchetti, Mancini e soprattutto Mourinho, il primo allenatore in Italia a schierarsi pesantemente contro pennivendoli e commedianti vari. E' con un capitolo dedicato alla definizione che Josè ha dato al comportamento - un pelino anti-interista - tenuto dai media sportivi italiani che termina la "narrazione", al termine della quale anche il più sprovveduto ha bene in mente il concetto di "prostituzione intellettuale".
Purtroppo, l'utilità di questo "documentario" è solo potenziale. E' un po' lo stesso discorso dei libri di Travaglio & Co. che raccontano l'avvincente storia del nostro caro Silvio: se tutti li leggessero, saprebbero chi si nasconde davvero a sua nanezza e (si spera) dirotterebbero il suo voto altrove. La realtà, purtroppo, è che questi libri li legge, di solito, chi non ne ha bisogno. Chi è spinto dalla voglia di conoscere e di informarsi, sa già ciò che agli altri è precluso; certo, leggendo molti diventeranno più esperti di quanto fossero prima ed avranno la possibilità di diffondere questo loro sapere presso chi ne ha davvero bisogno, ma non sarà mai come se questi scritti arrivassero al grande pubblico.
Così, lo juventino o il milanista medio - ossia la maggioranza dei tifosi italiani -, visto il "Manuale di prostituzione intellectuale" in libreria, non pensa altro che "la solita cagata da intertristi", o "perdenti", o "Guido Rossi", comportandosi esattamente come il classico Silvio-elettore mentre, tramite gli spiragli che le fette di bresaola che ha sugli occhi gli concedono, vede un libro di Travaglio o chi per lui.
Per questo dico che l'utilità del Manuale è, purtroppo, solo potenziale: perchè a leggerlo saranno, praticamente, tutti interisti che vogliono semplicemente saperne di più, e che non hanno bisogno di essere indottrinati. Con questo non voglio dire che sia inutile, anzi: se così fosse, non avrei aperto un blog chiamato "Milanellobianco". Il solo fatto che il Manuale abbia un'utilità potenziale rende necessaria la sua presenza in tutte le librerie, nella speranza che sempre più persone riescano a togliersi di dosso la famosa bresaola.
Perciò, prendetene e diffondetene. Dite anche voi "no" ai salumi che ostruiscono la visuale.
Leggi tutto...
Questi simpatici signori hanno raccolto, negli anni, tutto quello che noi ex-sciagurati abbiamo dovuto subire grazie allo splendido lavoro dei nostri rivali, che come si sa si trovano decisamente a loro agio in salotti televisivi, spogliatoi di arbitri e farmacie. Dal giorno in cui si incazzò addirittura Simoni a quello in cui il nostro vate portoghese coniò definizioni e sfottò immortali come "prostitusiòne intelectuale" e "seru tituli" (segnando, tra l'altro, la nascita di questo blog), non si sono persi nemmeno un mezzo editoriale di Feltri. Hanno letto tutto, visto tutto, ascoltato tutto e lo hanno trascritto (rischiando plurimi travasi di bile) su una sorta di bibbia dello sportivo non ipnotizzato da nani o ferrovieri.
Il tutto è strutturato in modo da poter convincere anche il peggiore dei gonzi che non si tratta di invenzioni di Guido Rossi, ma di fatti realmente accaduti e che gli erano sfuggiti perchè ha passato troppo tempo a guardare Italia 1. Tutto è documentato, provato: la lettura aiuta decisamente a capire perchè l'Inter, in quegli anni, sia diventata la squadra da prendere per il culo per eccellenza. Oltre ai propri demeriti, certo non da poco, le ragioni di quegli insuccessi sono rappresentate da ciò che è successo in quegli anni, quando la Sacra Alleanza la faceva da padrona.
Ognuno metteva qualcosa: chi il controllo dei media, chi quello dei calciatori, degli arbitri o, più semplicemente, dell'intero sistema. Ci sono i casi montati ad arte per far gridare allo scandalo, ci sono arbitri e vertici federali compiacenti tenuti buoni con promesse, cronografi e sim estere (e, a volte, porte di spogliatoio sbarrate); c'è tutto ciò che è stato messo in atto per controllare il calcio nostrano.
Nessuno si è mai azzardato a denunciare qualcosa, nemmeno quando parte del castello di carte è crollata: nessuno, tranne Facchetti, Mancini e soprattutto Mourinho, il primo allenatore in Italia a schierarsi pesantemente contro pennivendoli e commedianti vari. E' con un capitolo dedicato alla definizione che Josè ha dato al comportamento - un pelino anti-interista - tenuto dai media sportivi italiani che termina la "narrazione", al termine della quale anche il più sprovveduto ha bene in mente il concetto di "prostituzione intellettuale".
Purtroppo, l'utilità di questo "documentario" è solo potenziale. E' un po' lo stesso discorso dei libri di Travaglio & Co. che raccontano l'avvincente storia del nostro caro Silvio: se tutti li leggessero, saprebbero chi si nasconde davvero a sua nanezza e (si spera) dirotterebbero il suo voto altrove. La realtà, purtroppo, è che questi libri li legge, di solito, chi non ne ha bisogno. Chi è spinto dalla voglia di conoscere e di informarsi, sa già ciò che agli altri è precluso; certo, leggendo molti diventeranno più esperti di quanto fossero prima ed avranno la possibilità di diffondere questo loro sapere presso chi ne ha davvero bisogno, ma non sarà mai come se questi scritti arrivassero al grande pubblico.
Così, lo juventino o il milanista medio - ossia la maggioranza dei tifosi italiani -, visto il "Manuale di prostituzione intellectuale" in libreria, non pensa altro che "la solita cagata da intertristi", o "perdenti", o "Guido Rossi", comportandosi esattamente come il classico Silvio-elettore mentre, tramite gli spiragli che le fette di bresaola che ha sugli occhi gli concedono, vede un libro di Travaglio o chi per lui.
Per questo dico che l'utilità del Manuale è, purtroppo, solo potenziale: perchè a leggerlo saranno, praticamente, tutti interisti che vogliono semplicemente saperne di più, e che non hanno bisogno di essere indottrinati. Con questo non voglio dire che sia inutile, anzi: se così fosse, non avrei aperto un blog chiamato "Milanellobianco". Il solo fatto che il Manuale abbia un'utilità potenziale rende necessaria la sua presenza in tutte le librerie, nella speranza che sempre più persone riescano a togliersi di dosso la famosa bresaola.
Perciò, prendetene e diffondetene. Dite anche voi "no" ai salumi che ostruiscono la visuale.