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giovedì 27 maggio 2010

RICONOSCENZA

giovedì 27 maggio 2010 8

Catturajps

Clausole o non clausole, tira e molla o no,
lui è leggenda.
E ci sono un milione di perché:

  • Perché prima di lui da Chiasso in poi partivano le sgommate di merda;

  • Perché con lui tutti, e ripeto, tutti i cazzo di titolari di questa squadra hanno tirato fuori la miglior stagione della loro carriera, andando oltre ogni loro stessa aspettativa.
    Mai si era visto un Lucio così, un Milito così, uno Sneijder così, un Samuel così, un Eto’o miglior terzino al mondo, un Motta (motta!) del genere, un Cambiasso magistrale contro i migliori del mondo. Zanetti ha tirato fuori la stagione perfetta a 36 anni suonati;

  • Perché con lui siamo andati a Stamford con 3 attaccanti più Sneijder e ce li siamo mangiati;

  • Perché abbiamo schiantato il calcio del 2015;

  • Perché  ci ha liberati da un’ossessione che durava da 45 anni;

  • Perché grazie a lui (e anche alla squadra, ovviamente, ma soprattutto a lui) siamo stati, e siamo ancora FELICI come molti di noi, suppongo, non sono mai stati nella loro vita, e sentiamo di aver toccato, in qualche modo, un apice che pare davvero irripetibile (tutto questo per qualche partita di calcio. Felicità pura in cambio di partite di calcio);

  • Perché, in questi due anni, ha incarnato tutto quello che è l’interismo, rendendoci ancora più orgogliosi di tifare per questa squadra;

  • Perché nessuno si era mai permesso di venire in questo paese di ladri, servi e puttane e denunciare apertamente quello che vi succede, mettendoci sempre la faccia (in tutti i sensi: il suo volto è davvero segnato da questi due anni, al Chelsea era fresco come una rosa), e sempre da solo;

  • Perché ha insegnato a questa squadra a vincere, a vincere ovunque, e grazie al suo lavoro anche il prossimo anno potremo lottare su tutti i fronti, senza aver paura di ciprioti o neozelandesi;

  • Perché…non so, credo che basti.

Quindi, anche se se ne va, anche se lui e il suo procuratore tireranno fuori clausole e cavilli, anche se tenterà di comprare qualcuno dei nostri, quello che quest’uomo merita è una sola cosa:

RICONOSCENZA.

Ha fatto la sua scelta. E’ stanco di questo paese. Sa di non poter dare più di quello che ha dato questa stagione. Ha una sfida (per lui) intrigante a portata di mano. Ci lascia una squadra fortissima, una squadra che lui ha reso fortissima. Quindi,

RICONOSCENZA.

Perché non è un tradimento alla Ronaldo, che ci ha lasciati dopo un fallimento clamoroso e dopo, soprattutto, essere stato rimesso in piedi ed atteso con infinta pazienza. Mourinho ci lascia dopo aver vinto tutto. Mourinho ci lascia da leggenda, dopo aver avverato i nostri sogni, ed essersi spinto anche un po’ più in là.

Quindi, per l’ultima volta

RICONOSCENZA.

Ed in bocca al lupo.

Per la famiglia.

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giovedì 29 aprile 2010

COMPAGNO MOU

giovedì 29 aprile 2010 18

Nel calcio di oggi, nel calcio dell’applicazione, dei minimi dettagli, della disciplina, c’è ancora chi si ostina a dire che l’allenatore non incide poi così tanto sui risultati di una squadra. E a dirlo non sono, che so, Vocatelli o Paolo Ziliani, ma anche personaggi illustri (uno su tutti: Capello).

Pensandoci bene, questa tesi non è del tutto sbagliata: la maggior parte degli allenatori, rappresentata dai mediocri, dai banali, dagli scaldapanchine, effettivamente non influisce granché sui destini delle proprie squadre. Il fatto è che i sostenitori di questa corrente di pensiero asseriscono che l’allenatore non può incidere più di un 15% sui risultati del suo team. E questa, anche e soprattutto alla luce di ciò che abbiamo visto negli ultimi mesi, è una gran boiata.

Proviamo ad immaginare di essere un calciatore importante. Proviamo ad immaginare di essere, per dirne uno, Samuel Eto’o. Samuel Eto’o ha vinto tutto, più volte; è universalmente apprezzato come grande campione ed è, a ragione, considerato un esempio da milioni di persone, in special modo dagli africani. Ha, insomma, tutte le ragioni per riternersi un fuoriclasse, un intoccabile. Può pretendere un ruolo da protagonista in tutte le squadre del mondo.

Ecco, immaginiamo di essere lui. Un bel giorno, cambia squadra, e il suo nuovo allenatore è, per dirne uno, Alberto Zaccheroni. Alberto Zaccheroni sopra Lugano non lo conosce nessuno, Eto’o non è in grado nemmeno di pronunciare il suo nome e quando se lo trova davanti per la prima volta lo scambia per il magazziniere.

Zac ha in mente un ruolo particolare per Eto’o: vuole farne un’ala in grado di sopportare entrambe le fasi di gioco, vuole che si sacrifichi per il bene della squadra, in ogni partita. Samuel vorrebbe, chiaramente, continuare ad occupare il ruolo che tanto bene ha dimostrato di saper interpretare in passato: lui è un centravanti, si sente un centravanti e vuole giocare in quella posizione. Ma è in un grande club, e accetta il ruolo che il mister ha designato per lui.

Poniamo adesso che, per tre-quattro partite di fila, le cose per Samuel vadano male. Il nuovo ruolo gli va stretto, non trova intesa con i compagni, è nervoso e gioca al minimo delle sue possibilità. Inizia a montare, sempre più, lo scetticismo nei confronti della nuova posizione e, soprattutto, nei confronti dell’allenatore. A questo punto, gli scenari possibili sono due: o il giocatore continua a dare fiducia al tecnico e dà tutto per migliorare la propria situazione, convinto che ci sia una ragione ben precisa per la quale l’allenatore lo utilizza in quel ruolo e che questa scelta pagherà, oppure questa fiducia viene definitivamente meno, il giocatore si impunta e viene praticamente perso, diventando un grosso problema per la squadra.

Ecco, se l’allenatore che si trova davanti sia chiama Alberto Zaccheroni, è facile che Samuel Eto’o pensi, a ragione, che le innovazioni tattiche che gli vengono proposte siano delle clamorose assurdità e le ripudi del tutto, lasciando da solo il tecnico (anche nel caso in cui questi avesse ragione). Se invece il tuo tecnico si chiama Josè Mourinho, ed è circondato da quell’aura di infallibilità che lo caratterizza, a Samuel Eto’o non viene in mente neppure per un secondo che l’uomo che lo costringe a farsi un mazzo tanto sia un ciarlatano. E’ qui che passa, soprattutto, l’alta percentuale di incidenza di un allenatore sulla sua squadra.

Mourinho è un grande tattico, un genio che riesce a plasmare una squadra in grado di lottare per qualsiasi obiettivo, contro qualsiasi avversario. E, oltre a questo, è un grandissimo, enorme, infinito comunicatore. Non per quello che fa davanti alla telecamere, ma per il magnifico lavoro che fa con ognuno dei suoi giocatori. Per come riesce a trasmettere ad ognuno di loro la sua grinta, la sua fiducia, la sua forza. Per come riesce a convincere star acclamate a fare un lavoro da muli, senza che questi dubitino delle sue scelte. Per come è riuscito a creare una Squadra, quarantacinque anni dopo.

E’ un comunista del calcio. Uno che punta all’annientamento del singolo in nome del bene comune. Ogni mossa, ogni movimento dei suoi giocatori è finalizzato alla vittoria della squadra, e non a quella del singolo, del fuoriclasse, del genio. Al trionfo di quella entità collettiva che si pone al di sopra di qualunque altra cosa, all’entità alla quale tutti devono sottostare e in nome della quale tutti devono lavorare, con fatica, disciplina, abnegazione. E’ un comunista, un estremista, ed ha instaurato il suo regime proprio nella nostra squadra, nella nostra Inter. E il comunismo, nel calcio, funziona.

Non so fare delle percentuali a proposito del suo contributo nei risultati fin qui ottenuti, ma credo che non ci siano dubbi sul fatto che la sua incidenza sia alta, altissima. E’ lui, il grande protagonista di questa annata, che si perda o che si vinca. E’ grazie a lui che siamo tornati ad essere un grande d’Europa e che, soprattutto, possiamo permetterci di guardare negli occhi chiunque. Nessuno è più in grado di spaventarci. Anzi, direi proprio che la questione si è capovolta.

Per questo, non è vero che gli allenatori non incidono più di tanto sulle loro squadre. Gli allenatori, se preparati, incidono molto.

Se si chiamano Josè Mourinho, poi, incidono ancor di più.

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venerdì 26 febbraio 2010

IL MAIALE NEL SACCO

venerdì 26 febbraio 2010 8

Nelle vignette di oggi, Mou e la vittoriosa caccia al maiale.

Delle squalifiche penso che sia inutile parlare: davvero qualcuno pensava che il nostro amico Tosel si sarebbe rimangiato tutto?

Già che c’era, ha anche ridotto le due giornate di Muntari. Sta cercando di condannarci al peggio.

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mercoledì 25 novembre 2009

VIGNETTE

mercoledì 25 novembre 2009 8

Gli schemi di Mourinho e la corsa agli abbonamenti del Milan nelle vignette di un µ sempre più implacabile.

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lunedì 16 novembre 2009

IMITAZIONI

lunedì 16 novembre 2009 17

Perchè appaiano titolo e descrizione si dovrà aspettare ancora un po’, ma, diciamocelo, chissenefotte. Ecco qua:

Spero che si veda, è ancora in fase di approvazione.

Mi è venuta un po’ la lisssca alla Muccino, però dai, su, mi ero appena svegliato, non potete pretendere più di tanto. Prometto che seguirò un corso di dizione, come la Gelmini.

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venerdì 30 ottobre 2009

LA REGOLA DEL 5

venerdì 30 ottobre 2009 33
Ogni volta che l'Inter segna cinque gol mi viene in mente Lucescu. La regola del cinque a San Siro era una figata, lo erano un po' meno la regola dello zero in trasferta e la regola del Milan in classifica, a meno 800 punti dalla vetta.

Ieri ho riscoperto sensazioni che erano assopite da anni, cose che, con l'Inter pragmatica e vincente (anche se sempre esposta a follie varie) degli ultimi anni, avevo dimenticato (per fortuna,  aggiungerei ) (quante parentesi) . Con Santon in versione Gilberto, ogni discesa sulla sinistra era un brivido: sembra che 'sti ragazzi facciano a turno a soffrire di turbe adolescenziali. Balotelli l'anno scorso, Santon adesso: non vorrei che il prossimo anno toccasse a Favalli.

Comunque sia, quest'Inter lo spettacolo alla Lucescu lo offre spesso, e non contro Venezia ed Empoli. Nelle prime dieci giornate si contano un 4-0 al Maifredi Team, un 5-0 al Genoa e un 5-3 al Palermo, risultati che, se li avesse fatti qualcun altro, leggeremmo tutti i giorni di "Barça d'Italia", "Meravigliosi", "Gladiatori", eccetera. Eppure, fino ad una settimana fa, si parlava di esonero per Mourinho e di ultimatum di Moratti, come se fossimo quinti a nove punti dalla prima in classifica. Massimo, hanno ragione: è l'ora di prendere provvedimenti, ingaggia Ferrara e facciamola finita.

Tornando alla partita col Palermo, a impressionare di più è stato Balotelli. La cosa che mi ha colpito maggiormente è che, nonostante la prova-monstre, abbia dato l'impressione di poter fare molto di più. Uno così è bene che non ci vada, in nazionale: a forza di giocare con quelli là, sotto la direzione di Lippi, potrebbe solo peggiorare. Basta vedere cos'è successo a  Santon da quando ha esordito.

Unica nota stonata di ieri sera, il passo indietro nella classifica dei secondi tempi: un 1-3 che pesa. Fortuna che la capolista, a Napoli, non è riuscita a fare meglio. Il problema è che loro sono in testa anche alla classifica delle partite giocate a Madrid e a Verona, oltre che a quella delle gare giocate senza Kaladze. Quindi, c'è da rincorrere. Magari entro Natale ce la facciamo.

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giovedì 15 ottobre 2009

L’OFFESO

giovedì 15 ottobre 2009 6

Marcello si è offeso. Si è offeso ed ha travolto Carlo Paris Hilton con una travolgente ondata di risentimento verso le bestie che si sono azzardate ad invocare altri giocatori (o meglio, un altro giocatore), mentre in campo sgambettavano leste primizie come Pepe e Gattuso, splendidi interni di un rombo che è piaciuto.

Quello che Marcello non ha capito, mentre agitava il ditino e si lamentava, non capacitandosi di come si possa contestare un gruppo così..uhm, così..così, è che le proteste del pubblico non erano per la partita, o per l’atteggiamento della squadra in campo. Quelle proteste erano per lui, per il genio che è riuscito nell’impresa di far stare sulle palle la nazionale a gran parte degli italiani.

L’hippie, che si bulla di aver vinto un girone tra i più vergognosi della storia – se la gioca spalla a spalla con quello con Anorhosis, Pana e Werder- non capisce che il risentimento della gente è tutto per la sua figura, per il suo operato. Conquistata la beatitudine tre anni fa (senza sapere nemmeno tanto bene come), il suo ego ha assunto proporzioni ciclopiche, tanto grosse da fargli credere che anche il ritorno dopo i due anni di Donadoni sarebbe stato un successo.

Probabilmente, è ancora convinto di questo. Spero che sia certo di vincere il mondiale, così, al prossimo passo falso col primo Bangladesh che capita, potrò gustarmi un’altra bella sclerata come quella di stasera, o magari anche qualcosa di meglio.

In tutte le sue sfuriate, poi, ci tiene a ricordare che il gruppo che viene tanto vituperato è composto perlopiù da campioni del mondo, che questi ragazzi hanno dato tanto, che sono capaci di grandi imprese e cose così. Vi ricorda qualcuno, per caso?

D’altra parte, i nodi stanno venendo al pettine. La Juve è stata in B, il Milan è crollato, Berlusconi ha perso il processo dell’anno e persino le api hanno capito che Cannavaro è un pessimo esemplare di essere umano. E’ giunto il momento che anche L’Hippie, del quale non elenco le negligenze per non sfociare nella retorica ed annoiarvi con l’ovvio, faccia le sue belle figure di merda in mondovisione, sparisca dalla nazionale e vada a rincorrere secondi posti alla Juventus. Ormai è solo questione di tempo, ed anche questo lieto avvenimento si aggiungerà all’elenco delle soddisfazioni che, dopo anni di oblio, ci stiamo togliendo sempre più frequentemente.

Solo qualche mese, ed avrà quel che si merita. L’antipasto l’ha già potuto gustare questa estate, prendendo sberle persino da Abu Trekka e compagni.

E se quello era l’antipasto, figuriamoci come saranno le altre portate.

P.S.: ma adesso i giornali scriveranno che Lippi è nervoso, che Lippi non rispetta i giornalisti o una delle altre amenità che si tirano fuori quando di mezzo c’è l’allenatore dell’Inter, o si uniranno compatti all’accusa del ct?

P.S.2: Ancelotti, da Chiambretti, ha dichiarato "Se Mourinho è Gesù, io non sono suo apostolo”. La cosa che più mi spiazza è che, dopo un anno, continuino tutti a non capire un cazzo di quel che dice Mou. Se domani il nostro si presentasse in conferenza stampa dicendo “fa un freddo cane”, sarebbero capaci di dire che Mourinho si è paragonato ad un cocker, o che si è pesantemente lamentato del clima italiano e che non vede l’ora di scappare alle Baleari.

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martedì 29 settembre 2009

ZEMAN?

martedì 29 settembre 2009 2

Zeman? Io conosco Zè Manria, Benzeman, Gran Prix di Lussemanburgo, Zemanuele Filiberto, ma nessuno Zeman. Si qualche Zeman vuole farsi pubblicità grazie a me, mi deve pagare.

Ulivieri: "Mourinho sgradevole, meglio il silenzio". Ulivieri? E chi è?

Gli vogliono tutti un gran bene, a Josè.

Mughini si lancia nella settimanale ode a Moggi. Allora è proprio vero che gli piace chi glielo mette..sì, esatto.

Borriello va in discoteca, trova la sua Belen con Corona, torna a casa e scopre che l’hanno derubato. Ci credo che poi finisce a stimolarsi con Gattuso.

Galliani: “Leonardo è a rischio? Assolutamente no, sentivo le stesse cose riguardo Ancelotti dopo la finale di Champions persa ad Istanbul e poi abbiamo di nuovo vinto tutto. Calma e gesso”. Chissà se, circa 27 anni fa, sentiva le stesse cose riguardo un certo Radice.

Galliani: “A Natale saremo sopr..no vabbè dai, niente”

Proiezione distacco Inter-M***n: 5 punti alla sesta giornata equivalgono a 31,66 punti alla 38esima. La salvezza è alla portata.

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lunedì 13 luglio 2009

IL PRECAMPIONATO PIU' BELLO DEL MONDO

lunedì 13 luglio 2009 6
Fa uno strano effetto vedere il Milan impegnato con avversari importanti. Il test di ieri col Varese era una gara da prendere con le molle: di solito, i dirimpettai dei ragazzini terribili di Milanello sono di ben altro rango.
Cioè, come dire..fanno schifo. I match contro le associazioni di sindacalisti albanesi e le selezioni di aristocratici arabi non sono molto probanti, a pensarci bene.
Ecco, il Varese invece è già un avversario tosto. Neopromosso in Prima Divisione, tante ambizioni ed un glorioso ed impavido capitano: Maurone Milanese. Una sorta di Juventus, insomma.

Per la cronaca, gli uomini di Leonardo hanno prevalso con un netto 2-0, come per far capire bene chi comanda dalle nostre parti. Doppietta di Inzaghi, "il Cannibale" (gazzetta docet).
In tribuna, Berlusconi ritratta le dichiarazioni della settimana scorsa sull'Inter, affermando che "il paragone era dal solo punto di vista tecnico". Stupore fra i presenti: nessuno si aspettava un qualsiasi retrofront da un uomo del suo spessore. Il patron milanista ha poi aggiunto che le sue dichiarazioni sono state travisate dai soliti socialisti, che la giustizia ad orologeria ha colpito ancora e che lei, Santoro, fa un uso criminoso del servizio pubblico.

Intanto, mentre Onyewu e compagni sgobbano su per i boschi, l'Inter va ad Hollywood. Non in corso Como come sempre, ma nella vera Hollywood, quella dove ci sono Paris col cane nella borsetta, Mickey Rourke che si fa due strisce e Will il Principe di Bel Air.

Si va laggiù, dice Mourinho, perchè "sci sono condisiòni migliori, due campi adiascenti". Beh insomma, vuoi mettere, due campi adiacenti valgono bene il viaggio di 98 ore per andare a presentare le nuove maglie in un teatro e per giocare un'amichevole col Milan. Era una scelta obbligata.
Poi beh, ci sarà la Supercoppa a Pechino, magari anche la prima di campionato in una riserva nella Savana. Dobbiamo rinnovarci, è il progresso: altro che le ripetute sulle scalinate della tribuna fatte con un compagno sulle spalle, stile FoggiadiZeman. Tutti a tirar su la gonna a Scarlett Johansson, poi su in aereo e via per metropoli internazionali, con la macchina fotografica appesa al collo.

Ah, come se non bastasse, tutto questo mentre il Milan prende Zigoni e Beretta e noi ce ne stiamo lì con le mani in mano, o chissà dove.
Che palle.

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martedì 30 giugno 2009

L'ILLUMINATO

martedì 30 giugno 2009 7
Purtroppo, il blog ancora non esisteva quando, a settembre, uno stimato dirigente siciliano propose un nuovo, interessante utilizzo per il bastone, prima, e per il cemento a presa rapida, poi. Mi è dispiaciuto molto non poter parlare di questo splendido esponente del nostrano calcio, di uno degli ultimi romantici, una figura stimata e rispettata che tutto il mondo c'invidia. Un vero peccato, eh sì.
I veri signori, però, non vanno mai in vacanza. Lui, poi, che già un annetto e mezzo fa si appellò alla federgiuococalcio perchè convinto di aver svelato l'inghippo, è uno particolarmente fertile.
Dopo aver idealmente scagliato l'intera sua città contro l'impostore portoghese, in questi giorni ci ha finalmente donato nuove, dolci parole permeate di tutta la sua sapienza.

“Spero che faccia vedere presto di essere il tecnico che si dice che sia; più che per l’espressione del gioco della sua squadra, in Italia è stato apprezzato di più per le sue accese manifestazioni fuori dal campo. Mi auguro di veder giocare l’Inter a livello del suo allenatore, che si dice sia il numero uno al mondo. Comunque, non dico che l’Inter non ha giocato bene, ma non ha fatto vedere questo grande gioco,non ha dato un grande spettacolo”

Ecco qui. Oh, però, guardando bene, queste gemme sono sprecate se buttate giù così, alla buona. Non vorrei sminuire il maestro.
Eccole, dunque, in una forma a loro più consona: in versi.

“Spero che faccia vedere presto di essere
il tecnico che si dice che sia;
più che per l’espressione del gioco
della sua squadra, in Italia è stato apprezzato
di più per le sue accese manifestazioni
fuori dal campo.
Mi auguro di veder giocare l’Inter
a livello del suo allenatore,
che si dice sia il numero uno al mondo.
Comunque, non dico che l’Inter
non ha giocato bene, ma non ha fatto vedere
questo grande gioco,
non ha dato un grande spettacolo”

Notate lo stile, l'eleganza, la leggiadria di queste soavi liriche. Le parole sfuggono via fugaci, una dopo l'altra. Ogni frase è un tuffo al cuore, un'illuminazione, una rivelazione dell'arcano. Una delizia, il succo dell'acume di una creatura meravigliosa.

Una partenza delicata, come nel suo stile. La premessa dei primi due versi, intrisi di viva speranza ("Spero che..") è la quiete prima della tempesta: è pronto a sconvolgerci.
"più che per l’espressione del gioco / della sua squadra, in Italia è stato apprezzato / di più per le sue accese manifestazioni / fuori dal campo.".
La fiamma arde, l'emozione è forte: la straordinaria assonanza "più che per...di più per" ci sconvolge, ci turba, ci smaschera; siamo nudi, nudi di fronte alla potenza delle parole, inermi dinnanzi alla tempesta dei sentimenti.
Andare avanti è pericoloso, ma necessario. Il timore di nuovi sconvolgimenti è forte, ma la bramosia, la fame, la voglia di cibarsi ancora dei frutti del genio sono accecanti, e prevalgono.

E allora si scende, si spostano gli occhi sul resto dell'opera. Si scorge, per la prima volta, il nome, il riferimento diretto ai turbamenti del Poeta. L'esistenza non è più lieta come un tempo: l'antico sovrano è deposto, e in assenza della sua gendarmeria le truppe del Nemico avanzano, impetuose, verso la seconda stella.
Il tono è ora cupo, i versi si fanno lame e si scagliano contro il perfido invasore:
"Comunque, non dico che l’Inter / non ha giocato bene, / ma non ha fatto vedere/ questo grande gioco / non ha dato un grande spettacolo”
Quale scomoda critica, quale tagliente ironia. Al turbamento, in noi lettori si sostituisce la rabbia, il tormento proprio del senso di ingiustizia. Il poeta si erge a paladino degli oppressi, e scaraventa dardi infuocati all'indirizzo del despota lusitano, rendendoci partepici della battaglia, arruolandoci nel suo esercito.
L'omaggio ad un altro grande dei nostri tempi è facilmente coglibile ("che l'Inter non ha"), e conferisce al componimento le stimmate del capolavoro.

Stremati per le troppe verità scaricateci addosso in un sol colpo, concludiamo la lettura, e ci accingiamo a vedere il mondo da una nuova prospettiva. Una nuova vita ha inizio.

Grazie.

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martedì 26 maggio 2009

RINNOVI

martedì 26 maggio 2009 6
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venerdì 17 aprile 2009

VIGILIA DI TENSIONE

venerdì 17 aprile 2009 6
Pre Juve-Inter: dichiarazioni di un certo livello.
Inizia Cobolli Gigli, che in una delle sue ottocento interviste settimanali, esordisce oggi con un "Del Piero non si tocca". C'era proprio bisogno di precisare che Alex ha smesso di pasticciarsi come un tredicenne?
Comunque, pensandoci, ha fatto bene a dire così: sono sicuro che ci fosse la fila per toccarlo. Ehi voi, avventori inglesi, ladri di giovincelli: girate al largo da Del Piero, capito?

Dice la sua anche Ranieri: "Moratti spende? Non ha vinto per 10 anni...". In effetti, lui che in un paio di decenni da allenatore ha fatto razzie di titoli, facendo spendere alla sua società (per restare all'attualità) una quarantina di milioni per Tiago, Poulsen, Andrade ed Almiron, è sicuramente nelle condizioni di tirare frecciatine agli altri.

Mourinho, invece, si è limitato ad un "Vi facciamo il culo", senza addentrarsi troppo nei particolari. La verve dimostrata in conferenza stampa non è quella dei giorni migliori: preoccupante. Per domani temo un 4-2-3-1 con Obinna, Jimenez e Figo dietro ad uno scalpitante Crespo, una roba che non farebbero vedere neppure su Rotten.

I nervi sono tesissimi: io per esempio sono qua che mi contorco, terrorizzato all'idea dei cambi di passo di Nedved e dei lanci di Poulsen.

Comunque sia, domani sera non avrò tempo per questo match di beneficenza: ricomincia la quarta serie di Prison Break, dopo mesi di attesa. Ci eravamo lasciati con Sara che salva Micheal dai cattivoni della Compagnia, e la choccante conferma che la mamma dei fratelli Scofield-Burrows è viva ed ha Scylla con sè: la tensione è altissima.

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giovedì 9 aprile 2009

CONFRONTI

giovedì 9 aprile 2009 7
Noi Muntari, loro Xavi, Fabregas, Essien.

Noi Vieira, loro Tourè, Mascherano, Carrick.

Noi Stankovic, loro Iniesta, Gerrard, Lampard.

Noi Mancini, loro Messi, Cristiano Ronaldo, Henry.

Noi Adriano, loro Drogba, Eto'o, Torres, Adebayor.

Noi Jimenez, loro Hleb, Park, Giggs.


Ma anche:

Noi Julio Cesar, loro Helton, Almunia, Victor Valdes.

Noi Samuel,
loro Bruno Alves, Evans, Piquè.

Noi Maicon,
loro Saponaru, Ivanovic, Arbeloa.

Noi Cambiasso,
loro Raul Meireles, Song, Eguren (?)

Noi Balotelli,
loro Mariano Gonzalez (!), Rodriguez, Nasri.

Noi Ibrahimovic,
loro Lisandro Lopez, Hulk, Llorente.


E quindi?
Quindi ci vogliono sì i campioni, ma il collettivo è ugualmente importante. Il fuoriclasse serve, ma la coesione della squadra, la sua capacità di aggredire gli spazi e di avere una manovra corale e soprattutto rapida, sono cose altrettanto fondamentali, come l'avere giocatori che non se la fanno nei pantaloncini nelle partite fondamentali.

Tralasciando il Barcellona, vero e proprio caso a parte, le partite di Champions ci hanno fatto vedere che, per andare avanti in Europa, prima dei fenomeni, serve ciò di cui parlo sopra: serve essere una squadra.
Fortunatamente, Mourinho dovrebbe sapere molto bene tutto ciò visto quel che ha fatto col Porto, dove aveva una sola prima donna (Deco) e grazie ad un gruppo fantastico e ad una squadra che giocava a memoria è riuscito a tagliare grandissimi traguardi.

Il fatto che tecnicamente l'Inter fosse inferiore al Manchester non può e non deve essere una scusante: il Porto martedì ci ha dimostrato che, dove non arriva la tecnica, arrivano sacrificio, voglia ed intelligenza. Con la nostra linea difensiva, i portoghesi avrebbero probabilmente vinto tre o quattro a zero, pur non avendo un centesimo della qualità degli avversari.

Viene allora da chiedersi: perchè non abbiamo giocato così anche noi, allora?
Perchè l'Inter non è fatta per quel tipo di gioco, direte voi.

E' vero, le caratteristiche dei nostri giocatori non sono quelle giuste per praticare il calcio aggressivo che serviva per mettere alla corda lo United, soprattuto all'andata: ma Mancini e Quaresma sono forse inferiori a Rodriguez, Hulk e Mariano? Stankovic è meno bravo di Meireles? No, non credo proprio. Quindi, è tutta questione di testa, di voglia, di palle. Si riassume tutto in queste tre cose, che a quanto pare importanti quanto tecnica e fantasia, e in alcuni casi addirittura di più.
Per carità, non voglio assolutamente dire che questa Inter manchi di temperamento o che non abbia un gruppo unito: una squadra che vince quattro (tre) campionati di fila non può prescindere da queste cose. L'Inter è una grandissima squadra, che ha però delle evidenti lacune che emergono con prepotenza quando gioca in Europa. Ha una manovra lenta, viaggia a folate e si affida esclusivamente alla qualità dei singoli per creare occasioni pericolose; tutto quello che, in Champions, bisogna evitare. Le squadre migliori, a centrocampo, schierano maestri del palleggio: noi terzini, stopper o randellatori.
I giocatori che avrebbero dovuto farci fare il salto di qualità in questo senso, ossia Muntari, Mancini e Quaresma, hanno tutti (o quasi) miseramente fallito, soprattutto per questioni che non hanno a che fare con le abilità tecniche ma che riguardano esclusivamente la personalità e la voglia di imporsi (ovviamente, sto parlando degli ultimi due).

Il modo per colmare queste lacune c'è, e da quanto ho capito Mou lo conosce. Subito dopo la partita di Manchester, ha detto che all'Inter servono più tecnica e più intensità: ok, esatto.
Lui deve essere il protagonista assoluto di questa "metamorfosi". Deve cambiare il modo di giocare della squadra, trasformarla nel famoso "blocco unico" e darle una dimensione internazionale, oltre a scegliere, insieme ai dirigenti, qualche acquisto mirato che ben si addica al progetto, senza compiere i clamorosi errori dello scorso anno.
Questo è tutto ciò che manca all'Inter: un gioco "europeo" e qualche innesto di qualità.
Non è poco, ma nemmeno tanto. Soprattutto, se ci si mette a guardare in casa d'altri e ci si accorge di come sono messi.

Sono queste cose che, per citare Settore, ci permetteranno (forse) di schiacciare il Caps Lock e di definire la nostra squadra non più soltanto "grande", ma "Grande".
Sarò un illuso, ma io ci credo.
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giovedì 2 aprile 2009

CARTA IGIENICA

giovedì 2 aprile 2009 26
Che Tuttosport, fra i poco qualitativi quotidiani sportivi italiani, sia quello più adatto per pulirsi le terga, lo sapevamo già.
Stamattina, l'autorevole giornale torinese ce ne ha fornito l'ennesima, inutile, prova, partendo dal fantastico titolo d'apertura (Mourinho BASTA!) e proseguendo con un epico editoriale firmato Paolo de Paola, detto anche Sticazzi.
Ho letto questa bestialità, e penso sia il caso di condividerla con chi ancora non ha potuto farlo. Così, per farsi due risate.


"La frase più comica è il riferimento a Robin Hood. Un uomo che guadagna nove milioni all’anno si sente come l’eroe che rubava ai ric­chi per donare ai poveri.
Ma a questo mondo ognuno può dire ciò che vuole. L’antidoto è non prenderlo sul serio. Anche perché un altro per­sonaggio così è difficile trovarlo.
Il suo biglietto da visita era stato il seguente: mai nessun gioca­tore parla male di lui. Bene: Crespo ancora piange e lo maledice, Maxwell ha chiesto di an­dare via, Jimenez è un ufo che si lamenta perché gioca poco, Cruz conta i giorni che mancano al­la separazione. Insomma una balla.
I colleghi allenatori? Il più sereno lo considera un maledu­cato. Ulivieri ha detto testualmente che «Mou­rinho l’ha fatta fuori dal vaso». Chiama voluta­mente «Barnetta» l’ex allenatore del Lecce, Be­retta, offende Ranieri dandogli senza mezzi ter­mini del «vecchio» e ieri «un allenatore che non ha vinto niente». Insomma, un grande (s)comu­nicatore. Eppure un simile professore che misu­ra la vita solo in «tituli» vinti non è riuscito a far meglio di Mancini facendosi eliminare negli ot­tavi di Champions come il suo predecessore. Ma non era stato assunto da Moratti soprattutto per vincere la competizione europea?

In Italia si chiama etica, Mourinho forse l’ha sottovalutata quando ha chiesto al suo presiden­te di spendere 30 milioni per un giocatore come Quaresma con il quale condivide lo stesso pro­curatore. Piccolissimo conflitto di interessi per un acquisto da dimenticare. Un’altra chicca è stata l’impennata d’orgoglio con cui ha chiesto al suo padrone di rifondare la squadra appena eliminata dal Manchester. Ma con quale faccia? La stessa che ieri ha pronunciato un attacco al nostro giornale accusandoci di essere “asservi­ti” alla Juve. Mister Mourinho, la differenza è molto semplice: noi (fra l’altro) ci occupiamo di Juve, ma non apparteniamo alla Juve. Lei inve­ce è stipendiato dall’Inter verso cui sente oggi un improvviso moto d’amore. Siamo disposti a scommettere che nemmeno per 12 milioni di eu­ro all’anno lei andrà mai via da questa società."
Paolo de Paola


E' il caso di commentare? E' degno di replica il direttore di Tuttosport che nega la fragorosa juventinità del suo giornale, lo stesso degli epici titoli "Pulita solo la Juve" e "Inter, vergogna!"?
E' giornalismo una prima pagina dove troneggia una frase come "Mourinho, BASTA"?
Basta di fare cosa? Di farvi sentire le merde che siete ogni volta che apre bocca? E' questo che deve smettere di fare Mourinho?
L'uomo che ha scritto questo "articolo" non sa niente, nè dell'Inter nè di Mourinho. Il portoghese non ha mai offeso nessuno, ha soltanto detto le cose come stanno: il fatto che Ranieri, dopo una ventina d'anni di carriera, non abbia vinto niente è un dato di fatto, non un'offesa. E poi, questo Paolo de Paola ha ben poco da dire sull'argomento Ranieri, visto che il suo giornale sbertuccia ad ogni occasione il tecnico della Juve da un paio d'anni.
Mou non se l'è presa con il Milan e con Inzaghi, ha soltanto riportato la realtà, ossia che la squadra rossonera ha un enorme ed eccessivo potere mediatico e che il suo centravanti si è comportato in modo molto scorretto nella partita col Cagliari.
Ma probabilmente, per questo genio, anche dare del "Barnetta" ad uno che si chiama Beretta è un'offesa. Beh, in effetti, da uno che nei suoi scritti cita un guru del calcio e della vita in generale come Ulivieri, non ci si può aspettare granchè. Più in generale, da uno che dirige Tuttosport, non ci si può aspettare granchè.

Qui non si parla nemmeno di prostituzione intellettuale, qui siamo più sul genere "troietta-demente", una sorta di 14enne che prende cazzi da tutte le parti senza bene sapere il perchè.

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ROBIN HOOD

"Cos'è prostitusione intelectuale? Ti faccio un esempio: che differensia c'è fra quel che ha fatto la stampa intorno il..toc..di Adriano al difensore della Samp e quello che ha fatto con Del Piero la settimana scorsa con la Roma, o con Inzaghi dopo la partita col Cagliari? Questa è prostitusione intelectuale. Noi abbiamo Inter Channel con i suoi 45 mila abbonati, la Juve ha Tuttosport e il Milan tre tv e i giornali. Per questo mi piace lavorare all'Inter, perchè è più difficile. Mi sento un po' Robin Hood"


"............................................................."








"Carlo ha vinto tanto, anch'io ho vinto tanto al Porto e al Chelsea. Ferguson ha vinto due coppe ma lui ha 68 anni, tra 23 anni vediamo quante ne avrò vinte io. Tanti hanno vinto la coppa più di una volta, Hitzfeld, Ancelotti e Ferguson due, ma c'è anche un solo club e un allenatore che vinceva una finale 3-0 e l'ha persa"




"Signor Mourinho, intanto complimenti, la rispetto, Ancelotti la rispetta, tutti noi la ris-ris-rispettiamo...ehm, sì, n-n-on crede che nel derb-b-b-by l'Inter sia stata aiutata diciamo 2-3 volte? complimenti, ancora, la rispetto"





"Tu se dici così dici mezza verità. L'altra metà è che con Ambrosini espulso sul 2-0 forse il risultato della partita non è 2-1 ma sarebbe finita 3-0 o 4-0 per noi.






"Sì, complimenti. Però signor Mourinho quei due o tre aiuti.."








"Allora si tu mi dici così ti dico che se due minuti fa la tua verità valeva 50% , ora vale 33%. 33 quello che dici tu, 33 Ambrosini che andava espulso y 33 il gol del derby d'andata con Kakà in fuorigioco"






"Eh ma la-la-la-la-la posizione del signor Kakà era regolare...a-a-a-a-a al Chelsea lei non ha vinto la Champions e Abvrsam Grvtant invece..f-f-inale, Ancelotti...titolata al mon...beeeeeee beeeeeee"





"Non abbiamo nessun rigore contro? Difendiamo bene, giochiamo alto"

"Io non sono il mago dell'Inter. Potrei essere stato mago del Porto, visto che ho vinto una Champions quando nessuno se lo aspettava, o del Chelsea, dove ho vinto campionato dopo 50 anni che non vincevano. Non è vero che sono antipatico, e nemmeno che sono sempre incazzato. Il mio obiettivo è solo lavorare per la mia squadra. Neppure Gesù piaceva a tutti, figurati io"



"............................................................."









Un paio d'ore di monologo senza contraddittorio. Non perchè questo mancasse, come avviene quando in tv appaiono ex-capostazioni, ma perchè semplicemente il contraddittorio non sapeva cosa dire ed ha taciuto, risparmiandosi cacine figure. Quando Mourinho inziava a parlare, in tutto lo studio calava il silenzio, erano tutti lì che lo fissavano adoranti.
Il povero Crudeli sarebbe stato ben felice di rimanere con la benda sulla bocca, ma purtroppo per lui (probabilmente ha dovuto farlo per contratto) è stato sbavagliato ed ha belato un paio di "domande" infarcendole di complimenti ed attestati di rispetto. I venticinque giornalisti presenti in sala, messi insieme, hanno prodotto un "Lei va mai al cinema? Si diverte, ride al cinema?".
Domandona scomoda, di quelle che tutti vorrebbero schivare. Quale sapiente critica, quale pungente ironia in quelle parole. Cose così, ti spiazzano.

Ferrara (Giuliano, non Ciro che non è in grado di andare oltre al "troppobbbuona, làllàlàlàlà), qualche tempo fa, ha detto "Spero che prenda le redini del Paese". Ora, magari Ferrara esagera, ma, pensandoci bene e considerati i personaggi che comandano in Italia, questo brizzolato al G8 non farebbe poi una brutta figura.


(edit: in edicola, stamattina, ho visto questo)

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venerdì 13 marzo 2009

IL MALROVESCIO

venerdì 13 marzo 2009 9
Spuntano prove pesanti a discapito di Mourinho e del suo cazzottone:

LONDRA (Inghilterra), 13 marzo 2009 - Spuntano due presunti testimoni che avrebbero visto José Mourinho dare uno schiaffo al tifoso, ancora senza nome, del Manchester United, dopo la sfida persa dall’Inter all’Old Trafford, che ha sancito l’uscita di scena dei nerazzurri dalla Champions League. I due ragazzi hanno raccontato al "Sun" "il momento di follia" dell’allenatore portoghese, mentre il "Manchester Evening News" ha attivato un numero di telefono per spingere il tifoso misterioso a farsi avanti e il "Daily Mirror" ha ribattezzato lo Special One, "The Special One-Two", ovvero un asso nell’uno-due, inteso come colpi di boxe.
"GO HOME" - Il primo a parlare è Steven Mace, 24enne senza lavoro di Doncaster, che era nel gruppetto di fan dei Red Devils che stavano aspettando i giocatori per gli autografi al termine della partita. "Mourinho stava facendo delle interviste tv e molti di noi gli cantavano 'Go home Mourinho' mentre lui parlava. Quando ha finito l’intervista, si è diretto verso di noi con uno sguardo… Pensavamo volesse farci l’autografo, ma lui è andato dritto verso un ragazzo e gli ha fatto il verso, cantando in tono sarcastico 'Go home Mourinho?', prima di colpirlo. Non è stato un pugno, ma qualcosa di simile a un malrovescio in faccia. Il ragazzo è rimasto così scioccato che non ha reagito. A quel punto, Mourinho si è allontanato con calma. E’ stato un momento di pazzia da parte sua, non ci potevo credere".
C'E' UN VIDEO? - Anche il suo compagno Dean Vickers, 28 anni, pure lui di Doncaster, ha visto la stessa cosa e da una posizione ancor più privilegiata, dato che sostiene di essere stato praticamente accanto all’uomo che sarebbe stato aggredito dall’allenatore dell’Inter. "Ero accanto a lui e stavamo cantando 'Go home Mourinho' e lui non sembrava affatto impressionato. Ad un certo punto è venuto verso di noi e si è messo a scimmiottare il nostro coro, poi 'bang', quel ragazzo, sui quarant’anni e di certo non un hooligan, si è beccato un malrovescio. E’ impallidito e si teneva il volto, in stato di choc. La polizia mi ha contattato per sapere se volessi rilasciare una dichiarazione e io ho detto di sì". Non solo. A quanto si legge, Vickers avrebbe filmato con il suo telefono cellulare l’intervista che stava rilasciando Mourinho pochi istanti prima della presunta aggressione e sostiene che il tifoso colpito non stesse nemmeno cantando. "Mourinho se l’è presa con la persona sbagliata".
MOU SMENTISCE -
Stando alle prime ricostruzioni, l’uomo ancora senza volto, originario della zona di Cambridge, avrebbe denunciato quanto accaduto a una stazione di polizia nei pressi dello stadio e l’indagine sarebbe partita in automatico, sebbene la presunta vittima non avrebbe riportato alcun danno.
gazzetta.it

Riassumendo: due simpaticoni di Doncaster affermano di essere stati testimoni della follia di Mourinho, scatenatasi fuori dallo stadio nel dopopartita di Manchester-Inter. Josè, con una manovra alla Gaucci vs Matarrese, sarebbe andato verso un gruppetto di persone che lo sfotteva per far valere le proprie ragioni con un bel malrovescio (ma non era maNrovescio?mah). La vittima, ancora senza volto (Mourinho deve averlo tumefatto), senza nome ma originario di Cambridge, ha subito denunciato il tutto. Che bella storia, è tutto molto chiaro.
Il 18esimo bicchiere dev'esser stato fatale per questi ragazzotti, convinti di aver assistito alla furia di Mou e ad un potente maLrovescio che ha sconvolto i connotati di un 40enne originario di Cambridge, ed ora decisi più che mai ad andare avanti perchè "Mourinho se l’è presa con la persona sbagliata". Trema Josè, stanno venendo a prenderti.
Ora pretendo mano ferma e sanzioni pesanti: per Mourinho, almeno 6 giornate di squalifica e arresto cautelare prima del processo, per l'Inter 10 punti di penalità nella classifica alla moviola e prova tv per Adriano e Samuel.

Ah, comunque, l'altra sera, mentre commentavo la prestazione del Capitano della Nazionale Italiana contro il Liverpool, mi sono spuntati da dietro Lippi, Agroppi e Cannavaro e mi hanno sacagnato di botte. Che dite, li denuncio?
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mercoledì 4 marzo 2009

PROSTITUZIONE INTELLETTUALE

mercoledì 4 marzo 2009 0
RANIERI: "Josè non risponde ai messaggi, non mi fa più gli squilli, se lo chiamo non mi risponde. Perchè Josè? Perchè mi pianti così? Dai, ti preparo una bella cenetta, ti stiro le camicie e dopo mi metto il costume da infermiera solo per te. Però rispondimi Josè, tv1kdbxs4ever&ever"

COBOLLI GIGLI: "Penso che ci sia bisogno di un comunicato ufficiale da parte della società Internazionale, nel quale questa si dissoci dal suo allenatore. Le prostitute di cui parla Mourinho saranno pure intellettuali, ma andare a baldracche resta una cosa da depravati. Ehi, Fester, vieni un po' più in qua con questo sedere, che con la lingua non ci arrivo"

BRUNO CONTI: "Quel Murigno è un pogo debbono, lassatelo stà. Dovrebbe 'mparà da Spalletti, soprattutto sotto il punto di vista del comportamento e del rispetto che bisogna avè paaggente. E pure da De Rossi c'avrebbe d'amparasse qualcosa, st'infame"

SPALLETTI: " ma porca puxxxna txxia di quella mxxxla impestata ladra, Rizzoli sei una mxxxa, non capisci un caxxo, stxxxzo schiavo di Moratti. E' per colpa tua che non abbiamo vinto con l'Inter, che siamo sesti in classifica, che all'andata con l'Inter è finita 4-0 per loro, che Ancelotti è grasso, che c'è il buco nell'ozono e che l'economia è in crisi. Se non fosse stato per te, a quest'ora sarei pieno di capelli, avvenente e superdotato"

DE ROSSI: "muuuuuuuuuuuuuuuuuuuu, cazzominchia-aò, muuuuuuuuuuuuuuuuuuu"

GIORNALISTI IN CORO: "Non sono i tifosi della Roma che sono razzisti, è Balotelli che è un negro dimmerda che fa i gestacci"

BRUNO CONTI: "Balotelli dovrebbè 'mparà qualcosa da Totti"

TOTTI: "La penso come De Rossi"

IL MESSAGGERO: "Balotelli figlio di una società senza ideali, ci vorrebbe il Daspo. Ed è pure negro! Che schifo"

COBOLLI GIGLI: L'Inter dovrebbe emettere un cominicato ufficiale con cui dissociarsi da Balotelli, dalla sua pelle nera e da questa società senza ideali

RANIERI: "Josè xkè non mi risp? c'è qklcs ke nn va? ti prg kiamami xkè io tat dvvr. X te mi
prostituirei intellettualmente"

FIGC: "le esternazioni di Mourinho non fanno altro che alimentare tensioni"

ANCELOTTI: "Qualcuno ha parlato di alimenti?"
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martedì 3 marzo 2009

NIENTE DI POLITICAMENTE CORRETTO

martedì 3 marzo 2009 3
Oggi Mourinho ha sbottato, definitivamente.

Sognavo un attacco così a quei cani ignoranti che popolano il mondo del calcio italiano da anni.
Mancini, negli anni scorsi, ha cercato di percorrere questa strada, ma mai si è esposto nel modo in cui lo ha fatto Josè oggi, e cioè trattando a pesci in faccia quei poveri bifolchi che cercano in ogni modo di riempire di parole un giornale, o una qualsiasi trasmissione, e gli altri allenatori, quelli sempre politicamente corretti e che passano il loro tempo a piangere e rosicare.

Li ha zittiti, uno per uno. Ha preso la parola, li ha stesi e poi se n'è andato, sbattendo la porta.
Si è scagliato contro gli allenatori avversari, contro Ancelotti, Ranieri e Spalletti, gli "Intoccabili", quelli che "sono amici di tutti".
Ha evidenziato la vomitevole manipolazione dell'opinione pubblica messa in atto negli ultimi giorni, o meglio, negli ultimi mesi, per far credere al popolo che l'Inter sia un'accozzaglia di ladroni e che non abbia alcun merito nelle sue vittorie.
Si è chiesto perchè non si parli mai dei continui e clamorosi insuccessi altrui, e si parli invece di Balotelli che fa le linguacce. Ha parlato di "prostituzione intellettuale", dei favori alla Juve di cui nessuno si è azzardato di parlare.

Mourinho non ne può più, esattamente come ognuno di noi, e gliel'ha detto in faccia, con le parole giuste, quelle che sognavamo di sentire da tempo.
Mai in Italia si era visto un personaggio di questo tipo, che non ha paura di niente e di nessuno, che difende la propria squadra contro tutto e tutti.
Un giorno se ne andrà, per il sollievo di tutto il resto del mondo calcistico italiano. Senza di lui, gli avversari non si dovranno confrontare ogni settimana con uno che è in grado di smerdarli su ogni tipo di questione, e potranno riprendere ad attaccare l'Inter impunemente, come hanno sempre fatto. Non vedono l'ora che se ne vada, ne sono convinto.

Resta per sempre, Josè. C'è bisogno di gente come te, non di altri Spalletti, Ranieri ed Ancelotti. Di questi ce ne sono in abbondanza, e ne abbiamo le palle piene.

Link al Mourinho Show:

http://www.youtube.com/watch?v=12ixv4HPqDA

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