mercoledì 10 giugno 2009

EMILIO THE LION

mercoledì 10 giugno 2009

Una mattina, un uomo piuttosto in là con gli anni giunse al suo ufficio e, come tutti i giorni, trovò la scrivania zeppa di giornali, riviste, documenti e book fotografici.
Era un anziano piuttosto occupato, con mille cose da fare. Per questo, si tolse le scarpe e, poggiati i piedi sul tavolo, si mise a leggere un giornale, preso a caso dalla pila di quotidiani che la sua segretaria gli aveva accatastato sulla scrivania.
Sfogliò un po' di pagine, zeppe di calunnie scritte con ogni probabilità da qualche bolscevico, senza trovare niente di minimamente interessante.
Proprio mentre stava per gettare il quotidiano nel tritadocumenti, notò una notizia che lo folgorò.
Il titolo dell'articolo, in fondo ad una pagina, era “Leone in vendita”. Sotto a questo, in bella vista, troneggiava la foto di un leone all'apparenza molto giovane, sicuramente minorenne.
L'articolo parlava della vicenda di un leoncino di poche settimane, messo in vendita a causa del cambio di proprietà che lo zoo dove viveva coi suoi genitori aveva appena subito. Chiamando un certo numero di cellulare, si poteva contattare la persona che aveva in custodia il cucciolo, per ricevere maggiori informazioni ed, eventualmente, trattarne l'acquisto.

L'uomo, fulminato dal provocante sguardo dell'animale, non riuscì a resistere. Doveva mettersi in contatto con chi deteneva l'oggetto del suo desiderio, e doveva farlo subito. L'avrebbe fatto lui stesso, in persona: avrebbe tranquillamente potuto delegare uno dei suoi subordinati, vista la gran mole di lavoro che era chiamato a fronteggiare; la questione, però, era troppo importante. Doveva occuparsene personalmente.
Dopo qualche squillo, finalmente, una voce di donna rispose.

“Pronto?”
“Ehi, ciao. Sai chi sono? Mi riconosci?”
“Uhm, veramente no. Chi è lei?”
“Ma come, sì che mi riconosci..eddai, quante volte avrai sentito questa voce?”
“Ma chi è lei, un maniaco?

“Oh, di nuovo con questa storia del maniaco..l'avrai letta su uno di quei giornalacci di sinistra, ci scommetto”
“Senta, si può sapere cosa vuole? Non ho tempo da perdere, io”
“Oh, giusto..chiamo per il leone. Sai, ho trovato il tuo numero sul giornale, stamattina..Volevo sapere, è molto giovane, vero?”
“Sì, ha circa un mese”
“Oh, molto bene. L'importante è quello: che sia giovane e fresco. Pensi che abbia bisogno di un papi?”
“Di un che??”
“Niente, lascia stare. Ad ogni modo, ho visto che è in vendita”.
“Proprio così. E' interessato all'acquisto? E' il titolare di uno zoo?”
“Beh, proprio titolare no. Almeno, non ancora. Diciamo che presiedo uno zoo, un vasto, enorme zoo. E, sì, sono interessato all'acquisto”
“Ne sono felice. Sa, l'articolo gira sui quotidiani già da qualche giorno, ma ancora nessuno si era fatto avanti”
“Sono fatto così. Arrivo prima degli altri”.
“Bene, allora possiamo fissare un appuntamento. Per domani alle 16, magari?”
“Per domani va benissimo. Il luogo è quello citato nell'articolo, giusto?”
“Sì, esatto”
“A domani, allora”.

E così, l'uomo acquistò il piccolo leone e lo portò con sé nella sua grande tenuta. L'anziano decise di chiamarlo Emilio, proprio come uno dei suoi già numerosi animali domestici.
La moglie dell'uomo non prese molto bene l'arrivo del nuovo “inquilino”. Dopo aver fatto presente al marito il suo disappunto, comunque, fra sé e sé pensò che il nuovo arrivo era sì molto giovane, ma perlomeno era un maschio. Questo era già un passo in avanti, rispetto alle ultime comparsate verificatesi nella tenuta.
Papi, invece, stravedeva per l'animale. Se lo portava dietro appena poteva, mostrandolo con fierezza.
Quando andavano insieme al parco, l'uomo si sentiva pieno di sé. Tutte le persone lo guardavano con rispetto e timore: loro lì, con i loro piccoli mucchietti di pelo, e lui, baldanzoso ed autoritario, con un leone al guinzaglio. Gli sguardi stupiti lo galvanizzavano: si aspettava quasi che, da un momento all'altro, partisse qualche applauso.
Papi educava il leone. Cercava di insegnargli cosa è giusto e cosa è sbagliato, per fare in modo che diventasse serio, onesto ed irreprensibile. Proprio come lui.

Emilio, intanto, cresceva a vista d'occhio, divenendo sempre più un motivo di vanto per il suo padrone, che faceva di tutto per esporlo il più possibile.
L'uomo era diventato iperapprensivo nei confronti del suo cucciolo: per un motivo o per un altro, gli ronzava sempre intorno. Dopo che, una mattina, notò il suo evidentissimo stato di eccitazione, palesato da una certa rigidità che persistette stranamente per molte ore, si mise in testa addirittura di trovargli una fidanzata.

Un brutto giorno, però, durante una delle loro visite al parco, Emilio si ricordò di essere un leone, ed ingoiò il barboncino Billy che si era messo ad abbaiargli contro. Papi, preoccupato da ciò che sarebbe potuto accadere al suo animale, fece in modo che la cosa non divenisse di dominio pubblico, conversando amichevolmente con coloro che avevano assistito al fatto e convincendoli tutti, compresa la padrona del defunto cane, che le colpe fossero da imputare integralmente al barboncino, e che Emilio non c'entrava niente, ma anzi era stato vittima di una provocanzione.

Sulla via di casa, osservando l'animale che aveva ancora un po' di Billy spalmato sulla faccia, Papi riflettè molto. Forse era giunto il momento che la sua strada e quella di Emilio si separassero. Il leone cominciava a diventare troppo grande e, visti i fatti, non poteva certo portarlo di nuovo al parco.
Questa era una vera disgrazia: niente più sguardi intimoriti, niente più camminate trionfali. Era dura da accettare, molto dura.
Dopo aver a lungo ponderato, l'uomo, con profondo malincuore, decise che si sarebbe attivato affinchè Emilio potesse essere portato nel suo habitat naturale, dove avrebbe potuto vivere come un vero leone ingoiando impunemente tutti i Billy che avesse voluto.
Una sera, col cuore a pezzi, chiamò la protezione animali per informarlo sui tempi e sui modi del trasporto. Papi apprese che si sarebbe dovuto separare dal suo amico l'indomani stesso.
Poco dopo, davanti al fuoco, mentre ammirava Emilio per l'ultima serata, Papi ripensò con soddisfazione a come, poche ore prima, tutte quelle persone al parco avessero abboccato alle sue fregnacce.
“Quasi quasi mi butto in politica”, pensò sghignazzando.

Il giorno dopo, Emilio fu sedato e trasportato fuori dalla villa, dove una gabbia e un camioncino lo attendevano.
Tre addetti spostavano il leone; Papi, intanto, stava conversando con un tizio della protezione animali.
“E' una brava bestia, ma non mi sentivo più in grado di badargli quanto meritava. Sa, sono molto occupato”
“Sicuramente, signore. Ha fatto bene a chiamarci. Lo porteremo subito in Africa, dove lo aiuteremo a reinserirsi nel suo habitat naturale”
“Bene, ne sono felice. Siate molto prudenti, nel reinserirlo: non potrei tollerare che gli succedesse qualcosa. Siamo molto legati, lui in particolare tiene davvero molto a me”
“Ma certo, ma certo. Del resto, è cosa nota che lei ha un certo ascendente sugli animali”
“Modestamente..”

Così Emilio venne portato in Africa, nella savana. Il leone, inizialmente spaesato, non impiegò molto ad abituarsi alla nuova realtà. Ancora attanagliato da quello strano indurimento che ogni tanto lo coglieva quando abitava con Papi, si fiondò su una leonessa e riuscì finalmente a trovare un po' di sollievo.
Trascorso un periodo di ambientamento, il felino fu definitivamente reintrodotto nella colonia di leoni che popolava la zona. Di lì a poco, sarebbe divenuto il capobranco ed avrebbe messo su famiglia, visto che la femmina che aveva conosciuto il primo giorno non gli si era schiodata più di dosso.

Passò un anno. Papi, seduto sulla sua poltrona, era triste e malinconico.
Eppure, a lavoro le cose andavano benone: le sue gesta erano molto apprezzate anche da importanti personalità estere, che facevano a gara per ottenere la sua compagnia e la sua amicizia; lui, in tutta risposta, dispensava carinerie.
Oltre al lavoro, anche le relazioni interpersonali, soprattutto quelle orali, andavano a gonfie vele. Poteva contare, poi, su una numerosissima schiera di fans sfegatati, che inneggiavano a lui in ogni sede e lo stimavano profondamente.
Insomma, tutto sembrava sorridergli. Qualcosa, però, lo turbava nel profondo del suo cuore.
Era preoccupato per Emilio. “Come potrà sopravvivere senza il suo Papi, senza qualche amicizia importante nei piani alti?”.
La preoccupazione, col tempo, divenne esasperata. Per risolvere la situazione, l'uomo decise di partire alla volta dell'Africa per riabbracciare il suo Emilio, ed assicurarsi che tutto andasse per il meglio. Durante il viaggio, effettuato con uno dei voli gratuiti dei quali poteva beneficiare (alle spese provvedevano personalmente i suoi numerosi fans), pensò a quanto dovesse essere mancato a quel povero animale. Se lo immaginò triste e sconsolato, mentre aspettava vanamente che qualcuno lo accompagnasse al parco. Papi pianse per tutto il tragitto, commosso al solo pensiero del bene che quella bestia gli voleva.
Arrivato a destinazione, una folta schiera di esperti cercò di dissauderlo dal proseguire il suo viaggio.
“E' altamente improbabile che il leone si ricordi di lei: animali del genere possono conservare il ricordo di una persona solo in caso di un legame fortissimo ed inscindibile, e finora non è mai capitato. Lei rischia la vita”, fu quello che si sentì dire.
Papi, punto nell'orgoglio, si inalberò:
“Calunnie! Frottole! Panzane! Siete dei poveri idioti, Emilio mi adora! Mi riempirà di coccole!”

L'uomo si inoltrò dunque nella Savana, seguendo le indicazioni che lo avrebbero portato dritto dritto nel luogo dove il suo Emilio era stato spesso avvistato in quelle settimane.
Giunto a destinazione, l'uomo si appostò. Sempre più emozionato, aspettava fremente la comparsa del suo amico felino. Si sentiva esattamente come quando qualche amica di famiglia lo stava per raggiungere.
Emilio comparve quasi subito. Appena lo vide, Papi gli corse incontro a braccia aperte, con un sorriso compiacente stampato sul volto.

“Emilio! Guarda chi c'è! Sono il tuo Papi! Come sei cresciuto, come sei bello! Io con te andrei ovunque.. Quasi quasi ti faccio venire da me per Capodanno, do una festa sai, ci sarà tanta carne fresca. Oh, ma questo ora non è importante. Vieni qua, fatti abbracciare! Sì, bravo, vieni da Papi..ok, magari non così velocemente, che sennò cadiamo, eheheheh..ehi, Emilio, ti vedo indurito..no, piano, cosa stai facend...no! Fermo! NO! Posso presentarti qualche velin..”



9 commenti:

Crive ha detto...

Bello il video! (e la metafora..)

Dexter Morgan ha detto...

s'è inzaccherata la tastiera di formaggio per colpa tua

Fabregas ha detto...

Ma senti sto rotto in culo di cambiazzo75...dice di me e loro quando hanno venduto Roberto Carlos per due soldi e Ronaldo ceduto al real come se fosse un rifiuto.

Prima di parlare conta fino a dieci fava

Comincerà il New Deal del Milan con Leonardo...nuovo modulo nuovi giocatori...nuove facce affiancato da una capa tosta come Tassotti e con Galli osservatore delle giovanili le quali rifonderanno l'ACM posso dormire lo stesso sonni tranquilli.

MALDINI & BARESI le uniche due vere bandiere.

Anonimo ha detto...

caro fab , vi brucia il culo essere come l'inter di 10 anni fa...calciatori che se vanno non vincete un cazzo...e sai cosa avete in più galliani e belusconi....complimenti !!!
leonardo e tassoti rifonderanno il milan....se tu sei tranquillo noi dormiamo beati....

ps ti sei accorto che il tuo presidente ti prende per il culo....se 4 mesi fa diceva che rimaneva a vita...come mai è stato ceduto....
pss prende il culo anche me perche ce gente che lo vota...

mao

Cambiasso75 ha detto...

Fabregas,posa il fiasco...mi attachi senza che io abbia postato,ma.....detto questo....la vicenda-kakà,ci sta facendo GODERE DA PAZZI,non tanto per un discorso tecnico,polvere mangiavate e polvere mangerete,con o senza Riccardino....ma è la presa di culo che ci fa impazzire!!!L Immagine di quell ebete di Crudeli,che piange,ringraziando commosso il suo Presidente,rimarrà per sempre nei nostri cuori.BELLISSIMO!Fate ka...gare!Forza Inter,tutti gli altri stanno a guardare!

Cambiasso75 ha detto...

Per Kakà,guardo Gattuso.

Unknown ha detto...

"... e con Galli osservatore delle giovanili..."

Lo stesso Giovanni Galli che si è candidato come sindaco di Firenze per il PDL??
Certo che al Milan perdono il pelo ma non il vizio!

Grappa e Vinci ha detto...

no davide, è un altro Galli. Filippo, per l'esattezza

si sa che sono pieni di pollame

Anonimo ha detto...

bellissimo!

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