giovedì 10 dicembre 2009

BENEFICENZA

giovedì 10 dicembre 2009

“Ehi, vecchio, vieni un po’ qua”

Il barbone si alzò barcollando dall’angolo dove stava cercando di recuperare la lucidità perduta la sera prima, o meglio, il mese, l’anno prima. Negli occhi spenti aveva la consapevolezza che la sua esistenza non lo avrebbe mai portato a fare altro se non trascinarsi a fatica verso una meta inutile.

Quel giovane che lo aveva invitato a raggiungerlo, però, gli ispirava fiducia. Di solito, quando qualcuno richiamava la sua attenzione, era solo perché voleva usarlo per sentirsi meglio con sé stesso. La gente lo utilizzava come ricostituente, godeva delle sue disgrazie illudendosi di essere più fortunato di lui, migliore di lui; ma quel ragazzo no, non pareva come gli altri stolti che erano soliti avvicinarlo.

Il vecchio arrivò, ansimante.

“Brutta serata, eh?”

“Non diversa dalle altre. Non vedo l’ora di finire questa bottiglia, scordarmi di tutto per qualche ora e stare un po’ in pace”

Il ragazzo si sfilò un anello dal dito, lo porse al barbone e se ne andò, senza dire una parola. Il vecchio rimase impietrito, spiazzato: da un momento all’altro, si era ritrovato in mano un cerchio d’oro con su sopra  quello che aveva tutta l’aria di essere un diamante, un gran bel diamante. Avrebbe voluto dire qualcosa, ma la situazione era talmente surreale che non riuscì a proferire parola. Una lacrima bagnò il suo volto, e poi un’altra, e poi un’altra ancora. L’ultimo regalo lo aveva ricevuto anni ed anni addietro, quando tutto era diverso, quando le persone, vista la posizione che occupava all’epoca, si sentivano obbligate a tempestarlo di doni, praticamente ogni settimana. Era il primo regalo disinteressato da anni, forse da una vita.

Il giovane, mentre si allontanava, guardava davanti a sé con un sorriso compiaciuto, soddisfatto. Sapeva che quel vecchio, con ogni probabilità, non ne avrebbe avuto per molto. Era solo, malato ed impaurito, mentre lui aveva tutto: prospettive, sogni, possibilità, la prima delle quali pochi giorni dopo. Un po’ di beneficenza a quel pover’uomo non gli sarebbe costata niente, mentre lui, il barbone, avrebbe magari vissuto i suoi ultimi giorni con un po’ più di serenità, avviandosi sul sentiero della morte con qualche speranza e, se vogliamo, anche l’illusione, l’illusione che no, non stava tutto per finire, che ce l’avrebbe fatta, che non si sarebbe spento solo come un cane, nella solitudine di un vicolo.

Per il barbone, in realtà, non c’era speranza: sarebbe morto tre giorni dopo. Grazie al gesto del ragazzo, però, quei tre giorni furono i migliori dei suoi ultimi, terribili anni di vita: vagò per quello che era diventato il suo quartiere condividendo la propria gioia con chiunque gli passasse a tiro, affrontando ogni minuto, ogni secondo con un sorriso genuino, sincero, quasi convinto che, da un momento all’altro, sarebbe passato qualcuno con un regalo per lui.

Il giorno della sua morte, il ragazzo, che ogni sera passava per quelle vie, lo vide mentre stava lentamente spegnendosi. Vide il suo sorriso deformarsi in una smorfia di dolore, ma fu felice, conscio del fatto che il bel gesto di qualche sera prima aveva reso meno arduo il cammino del barbone verso la fine. Il bel gesto di un sabato sera di dicembre, quando il più forte aveva regalato qualcosa al più debole.

Tuttosport

P.S. : a Londra già tremano. Ah, grazie per una partita normale: ne avevamo bisogno. Anche se, un pochino, il pathos della rimonta mi è mancato. Per una volta, però, ne ho fatto volentieri a meno.

P.S.2: un saluto ad Emanuele.

21 commenti:

Grappa e Vinci ha detto...

non so quanto sia arduo da cogliere, ho cercato di rendere il più comprensibile possibile il senso di tutta questa storiella.
comunque sia, per chi non capisse, la morale é:
juve merda.

fedeintersr93 ha detto...

se capisce se capisce ;) xD

Dexter Morgan ha detto...

ci si guadagna il paradiso così

comunque: juve merdacea

Lanerosso ha detto...

fecis juventinus:
strano tipo di animale invertebrato e saprofago che ha come habitat il Nord Italia, in particolare la regione del Piemonte.

Bel post. Quando scopriremo cosa succede allo Sceriffo Bianchino?

Anonimo ha detto...

ma "delpieroking" e "ciropersempre" non si sono visti?!?

Anonimo ha detto...

Grande Grappaaaaa
Post eccelso come al solito!
JUVE MERDA SEMPREEEEEE

ps grazie per il saluto :D

Continua così!!!
emanu :D

Vincenzo ha detto...

Complimenti, bellissima fiaba. Non è difficile da capire, forse i gobbi ci metteranno un po di tempo per capirla, dato il loro livello media di intelligenza....

Grande Inter ieri sera, un saluto

Universointer

Anonimo ha detto...

-Varriale: "L'Inter copia il Milan!"
-Bruno Gentili(GR1 Sport ore 8:30): "Inter qualificata ma nono trova pace"....
Che aggiungere altro?
E' crisi Inter!

joelson ha detto...

Vincenzo non è una fiaba:
è la dura realtà bianconera.


grande Grappa

Grappa e Vinci ha detto...

per lo sceriffo blancos devo trovare un po' di tempo, dovrei studiare e già lo faccio abbastanza alla cazzo

Unknown ha detto...

Come in ogni fiaba che si rispetti, la morale si scopre sempre alla fine!
Ottimo lavoro Grappa :)

P.S.: anche se ormai è inflazionato, un bel Juve merda ci sta sempre bene!

Carlo77 ha detto...

Grande Grappa, fai veramente dei post fantastici, condivederli su facebook è il minimo che possa fare per mostrarli in giro;)

TLV ha detto...

per prima cosa: forza noi e juve merda.

e poi, bella la favola, bravo! spero che i gobbentini maledetti la capiscano.

Tu che saltellavi sei fuori dagli ottavi!!! merda!!!!

Anonimo ha detto...

tanto uscite agli ottavi

Anonimo ha detto...

sul secondo gol di balotelli
evidente papera del portiere russo
e tutti a dire che é un grande goal
mah...

Bruce ha detto...

Era una botta che ha girato appena oltre la barriera senza contare che era decisamente veloce e il portiere nemmeno l'ha vista partire, ergo no papera, solo zebra rosicona.
E poi, dopotutto, intanto ci siamo arrivati agli ottavi.

Grappa e Vinci ha detto...

macchè, balotelli voleva crossare

Plastico ha detto...

Anonimo delle 14.35, ti assicuro che quando sei in porta questi tiri sono tra i più difficili da prendere, se poi te la sparano a 100 all'ora....

gianni ha detto...

sono uno juventino
ma stimo e apprezzo mourinho
peccato che sia da voi...

Lanerosso ha detto...

La punizione di Balotelli: era prendibile, ma molto difficilmente e soltanto da un portiere top. E' un tiro potentissimo che gira velocemente e va nella parte alta della rete, qundi difficile da respingere. In piu' come si vede dalla ripresa fatta da dietro Balotelli, la palla gira leggermente ma poi vira bruscamente a sinistra, confondendo il portiere ulteriormente. Quasi Cristiano Ronaldiana, solo che lui prende la rincorsa in modo diverso e colpisce la palla in modo divero...il risultato, cmq, e' un gol importante e bello :D

Anonimo ha detto...

CALCIOPOLI In sala, oltre all’ex designatore, il figlio di Facchetti: clima rovente e furiosa discussione con un tifoso della Juve
Presentato tra le polemiche il libro di Bergamo
Dalla redazione
MILANO - Si torna a parlare di cal­ciopoli e gli animi si scaldano. E’ successo ieri, durante la presenta­zione del libro «Sono morto una not­te di luglio» scritto dall’ex arbitro e designatore Paolo Bergamo insie­me a Valberto Miliani, giornalista ed ex capo ufficio stampa dell’In­ter.
Per un’ora e mezzo il dibattito è stato rovente e non sono mancati i momenti di tensione. In sala c’era anche Gianfelice Facchetti, il figlio dell’ex bandiera nerazzurra Giacin­to, e quando uno dei presenti, un ti­foso juventino che ha mostrato grande conoscenza di calciopoli e del processo di Napoli, ha sottoli­neato che « l’unico dirigente che aveva contatti continui con un arbi­tro era Facchetti. Lui parlava spes­so con Nucini », l’atmosfera si è sur­riscaldata e sono volate parole pe­santi.
A riportare il giusto clima ha pen­sato Bergamo che nel libro ha rac­contato il suo pensiero su calciopo­li o, se preferite la sua definizione, « su falsopoli » . « Le telefonate che sono state registrate e che sono fini­te in quest’inchiesta - ha sottolinea­to - sono state selezionate a uso e consumo di chi faceva le indagini. Quando ero designatore ricevevo chiamate da tutti i dirigenti, ma al­cune sono state documentate e altre no. Vorrei sapere perché ».

ma non é che il tifoso juventino e delpieroqueen?

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