sabato 7 novembre 2009

ANNUNCIO

Come avrete potuto intuire, l’imitatore (quello del video di Ibra-Moratti-Zanetti) pare non avere accettato la mia proposta di lavoro a progetto precario indeterminato sottopagato sfruttato, quindi niente, mettetevi il cuore in pace.

L’imitatore servirebbe ancora, quindi, se qualcuno di voi sa fare Moratti alla perfezione, sappia che potrebbe essere ingaggiato con un lauto stipendio.

Nel frattempo, avevo deciso di pubblicare il testo della prima imitazione, ma mi ci sono sbizzarrito un po’ sopra e, da qualche riga insignificante, è diventato una lunga storia fantasy, che non vorrei sprecare per un sabato pomeriggio nel quale la maggior parte di voi è al cinema a vedere “Amore 14”. Per questo, la pubblicherò martedì. E vedete di esserci, perchè sembra davvero che mi sia uscita bene.

Per rifarvi gli occhi, tanto, c’è la Juve tra qualche ora.

Pace e bene.

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venerdì 6 novembre 2009

I PROFETI

Come promesso, ecco la vignetta biblica: Zazzaroni e Mauro sul monte Sinai.

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REGALACI UNA PERLA

Giochi nella Juventus? Hai un forte ritardo mentale? (come dici, è proprio per questo che giochi nella Juventus?)

E allora, cosa aspetti? Spara anche tu qualche fregnaccia sull’Inter degna del peggior commentatore di Tuttosport.com . Avrai a disposizione un’ampia gamma di argomenti, dai favori arbitrali all’incredibile fortuna che caratterizza quest’annata dei nerazzurri, passando per i propositi di rimonta e per il nervosismo di Mou. E tutto senza doverti preoccupare dell’attendibilità di quello che dici: il pubblico cui ti rivolgerai, qualsiasi cosa uscirà dalla tua bocca, accoglierà le tue perle come verità assolute ed inconfutabili, ed alla prima occasione le scaglierà contro i suoi detrattori alla prima accesa discussione al baretto.

imageCome si fa a non darti retta, se ci guardi così

Perciò, non perdere quest’occasione: fatti portavoce della tifoseria più raffinata d’Italia, entra nei loro cuori con dichiarazioni al vetriolo, grondanti acume e intrise, anche, di una certa classe. Potresti, un giorno, approdare nell’Olimpo dei grandi, e divenire immortale. Pensa a Cannavaro, a Chiellini e Legrottaglie: in poche ore, tre uscite che resteranno negli annali. Il primo vuole Scudetto e Champions, il secondo sottolinea come l’Inter stia andando avanti a botte di culo da tre mesi; ma è suor Nicola a superarsi, che col suo “Se non prendiamo gol, la Juve vince” scopre la strategia definitiva per annientare gli avversari e si propone come nuovo Sun Tzu.

imageNe hai sempre una pronta

Il ritardo mentale non pregiudicherà il gradimento delle tue dichiarazioni, anzi, se possibile, lo accrescerà in modo apprezzabile. Non stare lì ad affaticarti pensando ai sette punti di svantaggio rimediati in undici giornate, o al fatto che siate riusciti a battere un’armata come il Maccabi solo grazie a due mezzi gol ed ai miracoli di Buffon. Lascia stare, lascia stare! Sono gli interisti che hanno fortuna, che rubacchiano, che si cacano sotto e che presto la pagheranno per le loro malefatte.

ne hai sempre una pronta Un uomo di classe si riconosce dalle piccole cose

Allora, ci siamo capiti: domattina, quando a fine allenamento un illustre giornalista ti avvicinerà, non fuggire come al solito credendo che voglia romperti il microfono in fronte, ma vagli incontro convinto e spara la prima cazzata che ti passa per la testa, ricordandoti di pronunciare la parola “Inter”: vedrai, sarà un successo.

 

*****

 

A proposito di fregnacce, non potevo certo non sottolineare questa prima pagina:

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No, dai, quel “fermate chi lo picchia” è il massimo.

Basta, basta! Guardate come avete ridotto quel povero ragazzo! E’ in lacrime!

E’ ora di prendere dei provvedimenti contro questi bulli. Gira voce di un video su youtube dove dei disadattati rubano la Kinder Brioss a Diego e poi gli tirano i cazzottini sulle costole! C’è da fare qualcosa, c’è da chiamare i genitori, la maestra, il preside, bisogna porre fine alle violenze su questo giovane, che ha l’unica colpa di essere irrimediabilmente più talentuoso di tutti gli altri.

Vogliamo ancora vedere immagini come queste? Ci vogliamo alzare la mattina ed essere costretti a sentire storie così tristi? Non credo proprio.

E allora diciamo tutti insieme no al bullismo, restituiamo il sorriso a Diego e a tutte le vittime di chi è così vigliacco da prendersela con i più deboli. Potremmo avere, magari, un futuro migliore.

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giovedì 5 novembre 2009

VIGNETTE

Momento biblico: nelle vignette di oggi, il Santo e il Profeta.

Su chi sia il Profeta, credo non ci siano grossi dubbi.

Ah, a proposito di Profeta e di Bibbia: c’è un’altra vignetta in elaborazione, che si annuncia pronta a toccare vette di misticità ancora inesplorate.

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TRADIZIONI

Contro le tradizioni non c’è nulla da fare. La storia vuole che, in Champions, l’Inter prenda gol al primo tiro in porta degli avversari, che spesso assume la forma di un gran bel colpo di culo. La storia vuole anche che Shevchenko, l’uomo che l’anno scorso ha trascinato il Milan nelle amichevoli in Albania, trovi sempre il modo di romperci i coglioni.

Nessuna sorpresa, quindi, quando (quindi quando? come sono peggiorato) il tiraccio scagliato dallo stinco di Sheva viene deviato da Cambiasso e si trasforma in un pallonetto perfetto, che va ad infilarsi nell’unico spiraglio esistente tra le mani di Julio Cesar e la porta. Niente di strano: ci siamo abituati, ormai. D’altra parte, l’ultima volta che siamo andati in vantaggio in Champions è stato contro l’Anorthosis a San Siro, grazie ad Adriano (rendetevi conto).

Dopo il gol, mentre la fauna del sottobosco prepara Champagne e rinfreschi, inizia il solito copione: scazzo collettivo, apparente sovrumanità degli avversari, un tiro dei nostri verso la porta accolto come un evento memorabile.

Finito il primo tempo, inizia un nuovo appuntamento con le tradizioni. E’ risaputo, infatti, che un “giornalista” prematuramente imbiancato abbia lo straordinario potere di far smentire dalla realtà ogni sua qualsivoglia considerazione.

In uno dei più memorabili collegamenti dallo studio Rai di tutti i tempi, il genio di cui sopra, con la solita maestria, dichiara “Mi auguro che Sneijder venga sostituito”. In quel preciso momento, a duemila chilometri di distanza, in Wesley scatta qualcosa: le stelline cominciano a girargli intorno, Diego gli appare dinnanzi e gli accarezza il piede destro con la bacchetta magica, sussurrandogli “ora va, e diffondi il mio verbo”. Zanetti (che, essendo all’Inter da quei due o trecento anni, sa come funzionano le cose), vedendolo, intuisce all’istante ed urla “Zazzaroni deve aver detto che Wesley ha fatto cagare! E’ fatta!”.

Dall’inizio del secondo tempo, come volevasi dimostrare, uno straordinario Sneijder elargisce assist prelibati che però nessuno riesce a sfruttare. Pali, traverse, tiri fuori di un millimetro, errori incredibili: il pallone non vuole entrare. Un incantesimo misterioso, un qualcosa di perverso, impedisce ai nerazzurri di segnare anche un solo misero golletto. Il portiere avversario non si getta esanime al suolo, nessun nostro centravanti segna venendo colpito per caso da una punizione calciata alla cazzo. A niente serve un’Inter strepitosa, carica di rabbia e di furore agonistico, il pari non arriva e l’eliminazione è ad un passo.

Fortunatamente, quando mancano solo undici minuti alla fine, Mourinho si ricorda che, da quando ha posato le sue chiappe sulla panchina dell’Inter, la storia ha sempre parlato chiaro. In quest’anno e qualcosa, tutte le sconfitte (a parte quella col Manchester, ma vabbè, lì era tutto troppo compromesso) hanno avuto un comun denominatore: l’assenza di Muntari. Con Sulley in campo fino al termine della gara, il fischio finale non può regalare nient’altro che gioia, sorrisi, amore. Josè, memore di tutto questo, decide che è ora di rispolverare il talismano e mandarlo in campo a fare sfracelli. Il cambio Muntari-Samuel è il capolavoro dell’anno, una roba che Materazzi sportellatore, in confronto, è la mossa De Ceglie per Trezeguet.

Col numero undici in campo, succede l’incredibile: arriva, finalmente, un po’ di culo. Milito sgancia una pietta col sinistro spiazzando Bubosh (o quel che è) e fa esplodere le tiroidi di tutti gli interisti esausti davanti alla tv, ma è quello che sta per accadere che sconvolgerà nel profondo il popolo nerazzurro. Gli straordinari poteri di Muntari e Zazzaroni si fondono, Mario fa un magia, Sulley spara un diagonale che Bubosh respinge alla Dida di qualche settimana fa, Milito ci crede anche se la palla è quasi uscita (sono ancora commosso), respinte, fracasso, arriva Sneijder e piazza il 2-1. Miliardi di spermatozoi si levano al cielo, un magone terribile se ne va affanculo, niente ha più importanza se non sfogarsi per questa serata pazzesca.

E’ una goduria insana, nuova, bellissima, dettata dalla consapevolezza di tifare l’unica squadra al mondo capace di imprese come questa. Vincere una partita in tre minuti, dall’86esimo all’89esimo, dopo aver passato quaranta minuti a cercare di infilare un porta stregata, è un qualcosa che solo l’Inter può fare. Nessuno è capace di logorare così tanto i propri tifosi per poi farli esplodere tuttauntratto, quando ormai sono quasi rassegnati alla catastrofe. Nessuno può passare da ultimo a primo in tre minuti. Nessuno.

Si sa, dare di pazzo all’improvviso è nel DNA di questa squadra. Abbiamo avuto modo di scoprirlo in questi anni passati a condividerne gioie e sofferenze, ma ancora non ci abbiamo fatto l’abitudine, ce ne sorprendiamo tutte le volte. Eppure è una tradizione.

L’ho detto, io. Contro le tradizioni, non c’è nulla da fare.

Catturad

P.S.: Magari per una tradizione, quella che ci vuole liberi il mercoledì sera da febbraio in poi, uno strappo alla regola si potrebbe anche dare.

P.S.2: Florentino, Valdano, non ci capite davvero un cazzo. Detto così, in amicizia, eh.

P.S.3: il party del sottobosco è stato rovinato. Peccato.

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mercoledì 4 novembre 2009

GODO

Catturad

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Il post lo faccio, eh. Lasciatemi solo smaltire la sbornia.

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BOH

Sono stato malato (a dir la verità, un po’ lo sono ancora), ma fortunatamente vedo che i vari King/Queen vi hanno intrattenuto a sufficienza. Per quanto riguarda le dichiarazioni di Platini – uno che parla poco, ma che quando parla dice sempre cazz..ehm, cose interessanti –, non ho voglia di commentarle, tanto l’hanno già detto in mille che l’Inter non ha debiti (si è addirittura scomodato il sito bulgaro, quindi, figuriamoci).

Stasera, il crocevia dei fegati bianco-rossoneri: se si perde/pareggia, salteranno i tappi e si brinderà per tutto l’anno, anche in caso di uscita agli ottavi e di salvezza all’ultima giornata. Se si vince, non so cosa tireranno fuori: magari le scottanti – quanto fantomatiche – dichiarazioni di Bobone, che si è detto pronto a smascherare il terribile Moratti, il genio del crimine che ha architettato la farsa calciopoli. Fregnacce, queste, che sono state chiaramente prese per verità assolute dai Gobbi&Gonzi, da sempre pronti a tirar fuori sproloqui come “Tanto prima o poi scoppia il bubbone anche per Moratti” o “ci siete dentro fino al collo anche voi!”. Ormai gli è rimasto solo questo.

A parte le ironie su chi è più sfortunato, una vittoria non farebbe schifo a nessuno, comunque.

Forza, eh.

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martedì 3 novembre 2009

GOLDEN FOOT

C’è stato un malinteso.

Mi sono giunte voci secondo le quali io, un povero vignettista sottopagato, sono avvezzo a  schernire Ronaldinho.

Io. Ronaldinho. Schernire.

Bè, sì.

Mentre i nostri eroi sono impegnati con il Real, dedico loro questa vignetta nella speranza che anche questa sera Dinho li trascini verso la vittoria. Perché io, sotto sotto, al Milan, voglio bene

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Lo so, il golden fùt è roba di un mese fa, ma Dinho è pur sempre Dinho.

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