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sabato 21 novembre 2009

RIDATECELO

sabato 21 novembre 2009 9

E’ scomparso. Era il vanto di una società all’avanguardia, il fiore all’occhiello di una squadra proiettata nel futuro. Non passava giorno senza un’innovazione, una scoperta, una resurrezione; non si parlava d’altro.

Da qualche anno a questa parte, però, è svanito, nel nulla. Nessuno ne parla più, nessuno millanta nuove sensazionali scoperte realizzate dopo esperimenti su cavie ottuagenarie. E’ tutto finito.

imageIl primo paziente di Milan Lab,della cui guarizione un impostore si è preso tutto il merito

Su Milan Lab, l’oasi curativa di Milanello, è sceso un preoccupante silenzio. Sono lontani  i tempi in cui ad ogni novantenne che si desiderava far tornare agli antichi fasti veniva stilato un programma d’allenamento alla Ivan Drago, con il quale il relitto di turno poteva riacquistare il vigore dei suoi diciott’anni in cambio di una tripla ernia al disco e della prospettiva di una vita quadrupede. Che ne è stato di Messerman, l’unto dal Signore in grado di guarire qualsivoglia patologia con una lieve carezza? E dov’è finita la Mind Room, la palestra di vita dalla quale uscivano guerrieri Zen capaci di distorcere lo spazio-tempo? Dove l’avete messa, eh? EH?

image“E che luce sia!”

Vorrei proprio non pensare che questa indispensabile struttura sia stata fatta rimuovere perché troppo scomoda. Non vorrei credere che lo straordinario livello raggiunto da marchingegni che la Nasa, forse, sarà in grado di utilizzare tra una ventina d’anni, abbia spinto qualche soggetto senza scrupoli ad agire illegalmente affinché questo luogo fatato chiudesse i battenti. E’ un’ipotesi troppo vergognosa, troppo indegna per essere presa in considerazione, lo so; io, però, non riesco a smettere di pensarci. Certo, viene da chiedersi “Come può qualcuno volere la fine di una cosa così bella? Che razza di mostro devi essere per togliere al mondo una simile sublimazione dell’intelletto umano?”, ma, in un mondo povero di valori come quello in cui viviamo, non ci sarebbe da sorprendersi se qualche essere abietto si fosse davvero messo in moto per far chiudere l’Eden rossonero. Ormai, non mi stupisco più di niente.

Chi ne fa le spese, come al solito, sono i più deboli. Gli anziani che affollano il parco di Milanello non hanno più nessuno che si prenda cura di loro, che gli faccia fare la ginnastica per l’artrite e che gli dia le pasticchine con dentro tante cose buone. Nessuno pensa più a questa povera gente? Tutti lì, fermi a guardare, mentre dei poveri vecchi deperiscono inesorabilmente?

Con questo mio articolo di denuncia, voglio risvegliare la sensibilità di chi siede ai piani alti e probabilmente sa perché di Milan Lab non si ha più notizia. Mi rivolgo a voi, signori del palazzo, a voi che dovreste avere a cuore i problemi della povera gente, e chiedo delle risposte. Delle risposte chiare, precise, che vadano al cuore del problema: è questo quello che chiedo, solo questo.  Perché io, a queste condizioni, non ci sto.

Firma l’appello per la restituzione di Milan Lab alla collettività: tra i firmatari, verrà estratto un fortunato vincitore che riceverà in premio una gigantografia di Vittorio Feltri.

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giovedì 29 ottobre 2009

VIA DI CORSA

giovedì 29 ottobre 2009 17

Tra le varie categorie di tifosi, una di quelle che mi fanno innervosire maggiormente è senza dubbio quella dei “fighi che se ne vanno via prima”. Mi chiedo da sempre che senso abbia, a dieci o cinque minuti dalla fine, alzarsi e lasciare il proprio posto. Forse c’è qualcosa in palio per chi esce prima dallo stadio o dal baretto? Non finire di vedere la partita fa di te un duro? La gente quando passi ti mormora dietro “oh, l’hai visto, è quello che va via sempre all’85esimo! Che tempra!” ?

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I cowboy in questione si dividono in due sottocategorie: quelli che vanno via perché stanno perdendo (stile mio nonno che se al 70esimo non si vinceva se la filava borbottando “Via, via”), ossia la totalità meno uno, e quello che va via perché sta vincendo, ossia Galliani. Se già i primi mi sembrano deprecabili – pensate un po’ a tutti quei geni che se ne sono andati sullo 0-2 della Samp quattro anni fa, o a De Laurentiis ieri sera: sono felicissimo che non abbiano potuto assistere allo spettacolo –, il secondo mi sconvolge davvero. Voglio dire, ma..perché? Per quale motivo a cinque minuti dalla fine, con la tua squadra sopra di due gol, prendi e te ne vai? Cosa vuoi dimostrare? Un tempo, almeno, se Adriano abbandonava la tribuna anzitempo era per andare in campo ad urlare “via, via, andiamo via!”, ora invece si dilegua in silenzio.

Ok, lo so che in campo c’erano gli Eroi dei secondi tempi e lui era giustamente convinto che il risultato non fosse in discussione, ma in una serata in cui il Milan era in vantaggio praticamente solo grazie ad un Dida incredibile non c’era molto da fare gli splendidi.

A proposito, Dida. Una decina d’anni fa, su Topolino, ho letto una storia nella quale si narrava di Plottigat e Macchia Nera che avevano inventato un marchingegno per rubare il talento ai migliori calciatori del mondo e trasferirlo a undici brutti ceffi di loro conoscenza, che avrebbero poi dato vita ad un dream team imbattibile in grado di stravincere la coppa del Mondo. Ecco, non vorrei che a Milan Lab avessero assunto Plottigat e nell’ultima settimana avessero rapito Julio Cesar, Muslera e Consigli per creare un Dida bionico, visto che alla rinascita di Nelson è coincisa una strana pioggia d’errori degli estremi difensori del nostro campionato.

Nella storia, comunque, il Mondiale fu salvato da Pippo - reso un portiere invincibile da un paio di guanti di un suo pro-zio trovati in soffitta e subito convocato in Nazionale -, che in finale murò tutti i tentativi del dream team. Quindi, alle brutte, potremmo sempre ingaggiare Pippo.

In ogni caso, per tornare ai “fighi che se ne vanno via prima”, per un motivo o per un altro entrambi i presidenti (ma Galliani è presidente? mah) si sono alzati dalle loro poltrone. Io, invece, mi sono collegato con la Tv cinese intorno al quarantesimo, proprio quando De Laurentiis (che comunque poi è tornato per salire sul carro dei pareggianti) è stato inquadrato mentre diceva “dai, andiamo via”, e mi sono potuto gustare tutta la festa. Anche il telecronista cinese si è entusiasmato: al gol di Denis ha cominciato ad urlare “Gnapiuli, 南船北馬, Gnapiuli!”. Io invece no, perché alla fine il Milan è comunque una squadra di Milano e..mavvaccagà.

Che peccato: le nostre p.i. avevano già pronti titoloni, articoli, sburrate varie ed odi agli Eroi, che ora che si erano sbloccati anche nei primi tempi erano finalmente pronti per la conquista dell’universo. Niente elogio alla panchina lunga, che permette di avere alternative del livello di Kaladze, niente esaltazione della fame (sportiva) di Ronaldinho che s’immestrua per la sostituzione, niente “Per lo scudetto ci siamo anche noi”, niente crisi Inter. Conosco una decina di persone che su facebook, nel momento del gol di Denis, avevano certamente appena terminato di scrivere “NELSON NELSON DIDA INZAGHI PATO SFINTERISTI STIAMO ARRIVANDOOOOOOO” e sono stati costretti a fare destro-seleziona tutto-elimina-pioggia di bestemmie. Peccato.

La verità è che stasera le temperatura potrebbero farsi sempre più polari, che Chievo ed Udinese incalzano e, soprattutto, che Denis si è messo in pari con l’anno scorso.

Arrivederci.

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Come? Non ho scritto niente sulla Juve?

E’ perché ho le occhiaie, è meglio se vado a dormire.

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martedì 10 marzo 2009

ALZATI E CAMMINA

martedì 10 marzo 2009 2
Ormai ad un passo dalla morte, ieri ho deciso di rivolgermi a Milan Lab. Che struttura, che competenza!
Una legione di guaritori mi ha accolto calorosamente, promettendomi una miracolosa e fulminea riabilitazione in stile Nesta.
Dopo una mezz'oretta di test psico-fisici, i luminari di Milanello mi hanno consegnato un paio di pozioni, da assumere al mattino e alla sera, con la garanzia che, usandole, sarei tornato un agile fringuello nel giro di poche ore.
"Sono le stesse che abbiamo usato per la sciatica di Emerson, e guarda che risultati!", mi hanno detto.
Pieno di entusiasmo, ho subito assunto la dose di intruglio raccomandata e, miracolo! Mi sono alzato in piedi da solo ed ho cominciato a camminare, tra la commozione dei presenti. Il febbrone è scomparso, ho sputato via le tonsille infiammate e mi sono sentito pervaso da una potentissima scarica d'energia. Purtroppo, al terzo passo ho rimediato uno strappo ad un adduttore, una lesione al legamento crociato della gamba destra ed un distaccamento del tendine rotuleo. A quanto pare sono gli effetti collaterali delle cure di Milan Lab; inezie, se si considera che questi sant'uomini mi hanno rimesso in piedi!
Il miracolo è stato compiuto, grazie all'equipe del dottor Meersseman (per intendersi, quello che scommise con Vieri che, nel suo anno milanista, avrebbe segnato come minimo 30 gol. Mica un ciarlatano qualsiasi) la mia vita è salva. Da oggi festeggerò un nuovo compleanno, e mi inginocchierò ogni giorno in direzione di Milanello per rendere grazie agli illuminati medici che mi hanno guarito.

Grazie, Milan Lab! Leggi tutto...
 
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