E’ scomparso. Era il vanto di una società all’avanguardia, il fiore all’occhiello di una squadra proiettata nel futuro. Non passava giorno senza un’innovazione, una scoperta, una resurrezione; non si parlava d’altro.
Da qualche anno a questa parte, però, è svanito, nel nulla. Nessuno ne parla più, nessuno millanta nuove sensazionali scoperte realizzate dopo esperimenti su cavie ottuagenarie. E’ tutto finito.
Il primo paziente di Milan Lab,della cui guarizione un impostore si è preso tutto il merito
Su Milan Lab, l’oasi curativa di Milanello, è sceso un preoccupante silenzio. Sono lontani i tempi in cui ad ogni novantenne che si desiderava far tornare agli antichi fasti veniva stilato un programma d’allenamento alla Ivan Drago, con il quale il relitto di turno poteva riacquistare il vigore dei suoi diciott’anni in cambio di una tripla ernia al disco e della prospettiva di una vita quadrupede. Che ne è stato di Messerman, l’unto dal Signore in grado di guarire qualsivoglia patologia con una lieve carezza? E dov’è finita la Mind Room, la palestra di vita dalla quale uscivano guerrieri Zen capaci di distorcere lo spazio-tempo? Dove l’avete messa, eh? EH?
Vorrei proprio non pensare che questa indispensabile struttura sia stata fatta rimuovere perché troppo scomoda. Non vorrei credere che lo straordinario livello raggiunto da marchingegni che la Nasa, forse, sarà in grado di utilizzare tra una ventina d’anni, abbia spinto qualche soggetto senza scrupoli ad agire illegalmente affinché questo luogo fatato chiudesse i battenti. E’ un’ipotesi troppo vergognosa, troppo indegna per essere presa in considerazione, lo so; io, però, non riesco a smettere di pensarci. Certo, viene da chiedersi “Come può qualcuno volere la fine di una cosa così bella? Che razza di mostro devi essere per togliere al mondo una simile sublimazione dell’intelletto umano?”, ma, in un mondo povero di valori come quello in cui viviamo, non ci sarebbe da sorprendersi se qualche essere abietto si fosse davvero messo in moto per far chiudere l’Eden rossonero. Ormai, non mi stupisco più di niente.
Chi ne fa le spese, come al solito, sono i più deboli. Gli anziani che affollano il parco di Milanello non hanno più nessuno che si prenda cura di loro, che gli faccia fare la ginnastica per l’artrite e che gli dia le pasticchine con dentro tante cose buone. Nessuno pensa più a questa povera gente? Tutti lì, fermi a guardare, mentre dei poveri vecchi deperiscono inesorabilmente?
Con questo mio articolo di denuncia, voglio risvegliare la sensibilità di chi siede ai piani alti e probabilmente sa perché di Milan Lab non si ha più notizia. Mi rivolgo a voi, signori del palazzo, a voi che dovreste avere a cuore i problemi della povera gente, e chiedo delle risposte. Delle risposte chiare, precise, che vadano al cuore del problema: è questo quello che chiedo, solo questo. Perché io, a queste condizioni, non ci sto.
Firma l’appello per la restituzione di Milan Lab alla collettività: tra i firmatari, verrà estratto un fortunato vincitore che riceverà in premio una gigantografia di Vittorio Feltri.
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