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sabato 17 ottobre 2009

FERMATE QUELL’UOMO

sabato 17 ottobre 2009 5

Prosegue senza sosta l’inchiesta di Mattino 5, la trasmissione più scomoda della tv. Un manipolo di infaticabili detective, di specialisti dell’appostamento, continua a sgobbare duramente ed a lavorare per il bene del paese. Sono silenziosi, precisi, letali: con loro sulle tue tracce, al primo sgarro sono dolori.

Un servizio scomodo

L’intelligence guidata dal generale Mauro “Il cobra” Brachino non esita certo a mettersi contro i potenti: per loro, il bene del nostro popolo viene prima di tutto, e, se qualche oppressore o qualche golpista tenta di scardinare il sublime equilibrio che regna in questa splendida nazione, non gliela faranno certo passare liscia. Sono loro, sono i Bastardi Senza Gloria del giornalismo italiano, sono il movimento underground che genererà dissapori nel palazzo, che andrà a dar noia a coloro che credono di poter utilizzare le istituzioni come meglio gli si confà. Sono indie, sono trendy, sono ciò di cui avevamo bisogno: i paladini dell’informazione, eroi che ti spiattellano in faccia i fatti nudi e crudi, che dicono alla gente quello che vuole sapere.

Gli ultimi aggiornamenti relativi al pedinamento dell’anarchico-insurrezionalista-terrorista-golpista Mesiano, il folle che ha oltraggiato il nostro Comandante condannando la Fininvest a pagare 750 milioni alla Cir, recitano così:

  • Alle 21 di ieri sera Masiano esce di casa, inciampa in uno scalino e a momenti cade in terra. Affidereste le sorti di una vostra causa ad un individuo che fatica a reggersi in piedi, palesando evidenti segnali di debolezza psicomotoria?
  • Il giudice, per la serata che di lì a poco avrebbe trascorso in compagnia, presumibilmente, di trans, brigatisti, spacciatori e scavezzacolli, sfoggia un look quantomeno discutibile: giubbotto di camoscio, pantaloni nero pece, scarpe marrone diarrea e, udite udite, niente calzino. E’ sicuramente pazzo, uno così dovrebbe girare col guinzaglio.
  • Prima di attraversare la strada, volge attentamente lo sguardo prima a destra, e poi a sinistra: chiaro segnale di diffidenza verso il prossimo. Si capisce che nasconde qualcosa. Qualcosa di grosso.
  • Entrato in macchina, una macchina di merda tra l’altro, si accende la seconda sigaretta e la fuma!!!LA FUMA! Sappiamo che credere ad un’assurdità simile è davvero arduo; noi stessi, che abbiamo assistito dal vivo ai fatti, non credevamo ai nostri occhi. Il giudice si è infilato in macchina e, invece di metterla in moto e di partire come tutti gli onesti cittadini, ha tirato giù il finestrino e si è messo a fumare. Pazzesco, pazzesco: solo più tardi abbiamo capito che stava aspettando un’altra persona, sicuramente un bolscevico che sta tramando qualcosa alle spalle dello stato.
  • Dopo l’arrivo del bolscevico, il fatto che ci ha indotto a terminare l’appostamento e correre dalle autorità competenti a denunciare la pericolosità di quest’uomo. Dopo che il compagno sale in macchina, Mesiano, ormai completamente fuori di sè, prende un’ultima boccata e poi lancia la sigaretta sull’asfalto, ANCORA ACCESA! Eppure dovrebbe sapere che il catrame è un materiale facilmente infiammabile! Pazzo! Con questo gesto sconsiderato ha messo a repentaglio l’incolumità di una città intera, e questo noi non lo accettiamo.

Quest’uomo dev’essere fermato, in un modo o nell’altro. E se nessuno muoverà un dito, lo faremo noi.

Firmato

Annalisa Spinoso e il suo team

 

A seguire, le vignette di µ, anche se non c’entrano un cazzo. Ma tanto, chi se ne frega.

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mercoledì 22 aprile 2009

LA NEWS DEL GIORNO

mercoledì 22 aprile 2009 10
Da buon cacciatore di notizie, da una mezz'ora circa mi sono messo a scandagliare il web per trovare qualcosa di succulento da proporvi.
Le news del giorno sono la rescissione di Adriano e la conferma dell'acquisto di Cannavaro da parte della Juve (questa era di ieri, ma vabè): eventi di questo tipo, sommati all'addio di Emerson, non fanno che aumentare lo sdegno provocato dalla notizia della fine del rapporto fra il Puma e il club più titolato della galassia. Il calcio italiano è morto, ormai ce ne siamo accorti tutti.

La pochezza di queste news mi ha spinto ad intensificare la ricerca. Mi sentivo in dovere di offrire di più, conscio del fatto che di Adriano e Cannavaro non fotte un cazzo a nessuno.
Girando per i vari siti dei quotidiani sportivi, ho notato un filo conduttore che li lega (oltre alle orribili vaccate che pubblicano): oggi, tutti hanno un angolo del sito in comune.
Si tratta di uno spazio riservato ad una ragazza con dei problemi, due grossi problemi, alla quale i nostri baldi giornalisti hanno voluto dare risalto: si sa, la grande informazione italiana non trascura temi ai quali siamo tutti molto sensibili.

Dal mio web-tour, quindi, ho capito quale sia la notizia del giorno, senza ombra di dubbio. Se non fosse così importante, nessuno se la sarebbe filata; l'attenzione che ha ricevuto, invece, testimonia a favore del fatto che il dramma di questa ragazza non deve passare inosservato.

Ciò considerato, ho deciso di darle anch'io lo spazio che merita. Non voglio mica sfigurare, eh.

Ecco il principale spunto di riflessione apparso oggi sulle versioni web dei maggiori quotidiani sportivi italiani:


Meditate, gente. Meditate.
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giovedì 2 aprile 2009

CARTA IGIENICA

giovedì 2 aprile 2009 26
Che Tuttosport, fra i poco qualitativi quotidiani sportivi italiani, sia quello più adatto per pulirsi le terga, lo sapevamo già.
Stamattina, l'autorevole giornale torinese ce ne ha fornito l'ennesima, inutile, prova, partendo dal fantastico titolo d'apertura (Mourinho BASTA!) e proseguendo con un epico editoriale firmato Paolo de Paola, detto anche Sticazzi.
Ho letto questa bestialità, e penso sia il caso di condividerla con chi ancora non ha potuto farlo. Così, per farsi due risate.


"La frase più comica è il riferimento a Robin Hood. Un uomo che guadagna nove milioni all’anno si sente come l’eroe che rubava ai ric­chi per donare ai poveri.
Ma a questo mondo ognuno può dire ciò che vuole. L’antidoto è non prenderlo sul serio. Anche perché un altro per­sonaggio così è difficile trovarlo.
Il suo biglietto da visita era stato il seguente: mai nessun gioca­tore parla male di lui. Bene: Crespo ancora piange e lo maledice, Maxwell ha chiesto di an­dare via, Jimenez è un ufo che si lamenta perché gioca poco, Cruz conta i giorni che mancano al­la separazione. Insomma una balla.
I colleghi allenatori? Il più sereno lo considera un maledu­cato. Ulivieri ha detto testualmente che «Mou­rinho l’ha fatta fuori dal vaso». Chiama voluta­mente «Barnetta» l’ex allenatore del Lecce, Be­retta, offende Ranieri dandogli senza mezzi ter­mini del «vecchio» e ieri «un allenatore che non ha vinto niente». Insomma, un grande (s)comu­nicatore. Eppure un simile professore che misu­ra la vita solo in «tituli» vinti non è riuscito a far meglio di Mancini facendosi eliminare negli ot­tavi di Champions come il suo predecessore. Ma non era stato assunto da Moratti soprattutto per vincere la competizione europea?

In Italia si chiama etica, Mourinho forse l’ha sottovalutata quando ha chiesto al suo presiden­te di spendere 30 milioni per un giocatore come Quaresma con il quale condivide lo stesso pro­curatore. Piccolissimo conflitto di interessi per un acquisto da dimenticare. Un’altra chicca è stata l’impennata d’orgoglio con cui ha chiesto al suo padrone di rifondare la squadra appena eliminata dal Manchester. Ma con quale faccia? La stessa che ieri ha pronunciato un attacco al nostro giornale accusandoci di essere “asservi­ti” alla Juve. Mister Mourinho, la differenza è molto semplice: noi (fra l’altro) ci occupiamo di Juve, ma non apparteniamo alla Juve. Lei inve­ce è stipendiato dall’Inter verso cui sente oggi un improvviso moto d’amore. Siamo disposti a scommettere che nemmeno per 12 milioni di eu­ro all’anno lei andrà mai via da questa società."
Paolo de Paola


E' il caso di commentare? E' degno di replica il direttore di Tuttosport che nega la fragorosa juventinità del suo giornale, lo stesso degli epici titoli "Pulita solo la Juve" e "Inter, vergogna!"?
E' giornalismo una prima pagina dove troneggia una frase come "Mourinho, BASTA"?
Basta di fare cosa? Di farvi sentire le merde che siete ogni volta che apre bocca? E' questo che deve smettere di fare Mourinho?
L'uomo che ha scritto questo "articolo" non sa niente, nè dell'Inter nè di Mourinho. Il portoghese non ha mai offeso nessuno, ha soltanto detto le cose come stanno: il fatto che Ranieri, dopo una ventina d'anni di carriera, non abbia vinto niente è un dato di fatto, non un'offesa. E poi, questo Paolo de Paola ha ben poco da dire sull'argomento Ranieri, visto che il suo giornale sbertuccia ad ogni occasione il tecnico della Juve da un paio d'anni.
Mou non se l'è presa con il Milan e con Inzaghi, ha soltanto riportato la realtà, ossia che la squadra rossonera ha un enorme ed eccessivo potere mediatico e che il suo centravanti si è comportato in modo molto scorretto nella partita col Cagliari.
Ma probabilmente, per questo genio, anche dare del "Barnetta" ad uno che si chiama Beretta è un'offesa. Beh, in effetti, da uno che nei suoi scritti cita un guru del calcio e della vita in generale come Ulivieri, non ci si può aspettare granchè. Più in generale, da uno che dirige Tuttosport, non ci si può aspettare granchè.

Qui non si parla nemmeno di prostituzione intellettuale, qui siamo più sul genere "troietta-demente", una sorta di 14enne che prende cazzi da tutte le parti senza bene sapere il perchè.

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ROBIN HOOD

"Cos'è prostitusione intelectuale? Ti faccio un esempio: che differensia c'è fra quel che ha fatto la stampa intorno il..toc..di Adriano al difensore della Samp e quello che ha fatto con Del Piero la settimana scorsa con la Roma, o con Inzaghi dopo la partita col Cagliari? Questa è prostitusione intelectuale. Noi abbiamo Inter Channel con i suoi 45 mila abbonati, la Juve ha Tuttosport e il Milan tre tv e i giornali. Per questo mi piace lavorare all'Inter, perchè è più difficile. Mi sento un po' Robin Hood"


"............................................................."








"Carlo ha vinto tanto, anch'io ho vinto tanto al Porto e al Chelsea. Ferguson ha vinto due coppe ma lui ha 68 anni, tra 23 anni vediamo quante ne avrò vinte io. Tanti hanno vinto la coppa più di una volta, Hitzfeld, Ancelotti e Ferguson due, ma c'è anche un solo club e un allenatore che vinceva una finale 3-0 e l'ha persa"




"Signor Mourinho, intanto complimenti, la rispetto, Ancelotti la rispetta, tutti noi la ris-ris-rispettiamo...ehm, sì, n-n-on crede che nel derb-b-b-by l'Inter sia stata aiutata diciamo 2-3 volte? complimenti, ancora, la rispetto"





"Tu se dici così dici mezza verità. L'altra metà è che con Ambrosini espulso sul 2-0 forse il risultato della partita non è 2-1 ma sarebbe finita 3-0 o 4-0 per noi.






"Sì, complimenti. Però signor Mourinho quei due o tre aiuti.."








"Allora si tu mi dici così ti dico che se due minuti fa la tua verità valeva 50% , ora vale 33%. 33 quello che dici tu, 33 Ambrosini che andava espulso y 33 il gol del derby d'andata con Kakà in fuorigioco"






"Eh ma la-la-la-la-la posizione del signor Kakà era regolare...a-a-a-a-a al Chelsea lei non ha vinto la Champions e Abvrsam Grvtant invece..f-f-inale, Ancelotti...titolata al mon...beeeeeee beeeeeee"





"Non abbiamo nessun rigore contro? Difendiamo bene, giochiamo alto"

"Io non sono il mago dell'Inter. Potrei essere stato mago del Porto, visto che ho vinto una Champions quando nessuno se lo aspettava, o del Chelsea, dove ho vinto campionato dopo 50 anni che non vincevano. Non è vero che sono antipatico, e nemmeno che sono sempre incazzato. Il mio obiettivo è solo lavorare per la mia squadra. Neppure Gesù piaceva a tutti, figurati io"



"............................................................."









Un paio d'ore di monologo senza contraddittorio. Non perchè questo mancasse, come avviene quando in tv appaiono ex-capostazioni, ma perchè semplicemente il contraddittorio non sapeva cosa dire ed ha taciuto, risparmiandosi cacine figure. Quando Mourinho inziava a parlare, in tutto lo studio calava il silenzio, erano tutti lì che lo fissavano adoranti.
Il povero Crudeli sarebbe stato ben felice di rimanere con la benda sulla bocca, ma purtroppo per lui (probabilmente ha dovuto farlo per contratto) è stato sbavagliato ed ha belato un paio di "domande" infarcendole di complimenti ed attestati di rispetto. I venticinque giornalisti presenti in sala, messi insieme, hanno prodotto un "Lei va mai al cinema? Si diverte, ride al cinema?".
Domandona scomoda, di quelle che tutti vorrebbero schivare. Quale sapiente critica, quale pungente ironia in quelle parole. Cose così, ti spiazzano.

Ferrara (Giuliano, non Ciro che non è in grado di andare oltre al "troppobbbuona, làllàlàlàlà), qualche tempo fa, ha detto "Spero che prenda le redini del Paese". Ora, magari Ferrara esagera, ma, pensandoci bene e considerati i personaggi che comandano in Italia, questo brizzolato al G8 non farebbe poi una brutta figura.


(edit: in edicola, stamattina, ho visto questo)

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giovedì 19 marzo 2009

TRAVAGLIO SI', CHE SE NE INTENDE

giovedì 19 marzo 2009 47
E' successo esattamente quello che mi aspettavo. L'Inter è stata eliminata dalla Champions, e il mondo si è mobilitato nella campagna anti-Mourinho. Decine di dichiarazioni, di articoli, di sproloqui: sembra che il mondo giornalistico non attendesse altro che questa grande occasione per schiumare astio nei confronti di Josè.
Dei vari Zazzaroni &co, di quelli cioè che fanno confronti con Mancini da settembre e che non pensano ad altro che a Mourinho, dal quale sono veramente ossessionati tanto che lo tirano in ballo in ogni cosa che scrivono/fanno, non parlo neanche. Non meritano di essere citati, visto che nelle loro critiche non c'è nessuna argomentazione, ma soltanto rancore verso un uomo che li tiene in scacco.
Voglio parlare, invece, dell'ennesimo personaggio che si improvvisa esperto calcistico e spara sentenze sull'allenatore dell'Inter: voglio parlare dell'articolo di Marco Travaglio, uscito in questi giorni sul settimanale "A".
L'articolo ve lo posto, penso si possa fare visto che cito autore e fonte. Se a qualcuno non va bene, me lo dica: non è una gran visione, potrei toglierlo anche immediatamente.




Notevole, non c'è che dire. Da quest'orgia di fesserie emerge chiaramente che Marco Travaglio, in materia calcistica, è a dir poco un ignorante.
Si parte con l'intelligentissimo paragone Mancini-Mourinho: 1 punto in meno per il portoghese, che tra l'altro ha pure una squadra più forte (più forte? più vecchia di un anno, forse). Come a dire, ma che l'avete preso a fare.
Inutile sottolineare l'assurdità di questi paragoni: il campionato è diverso ogni anno, e le variabili sono tantissime (infortuni, fortuna, decisioni arbitrali, coppe europee, pressioni mediatiche, eccetera). Se proprio si vorranno fare dei confronti, che si facciano quando il torneo sarà finito. Evidenziare che dopo 28 giornate Mancini aveva un punto in più di Mourinho è davvero senza senso.
Nel prosieguo dell'articolo, Travaglio definisce poi Mourinho come una sorta di giullare, un allenatore che di calcio capisce poco ma che in compenso è bravo davanti alle telecamere. Dice che il portoghese, prima di arrivare all'Inter, ha vissuto "alterne fortune", ed ora ha trovato l'America in Italia. Vengono riportate, poi due frasi-cult del portoghese, senza però che siano contestualizzate: mezzucci da pseudo-giornalismo. Mou non si autodefinì "Special One", disse soltanto che tutti gli allenatori che hanno vinto la Champions sono speciali, e che quindi lo è anche lui; per quanto riguarda la sparata "Dio, e dopo di lui io", la dichiarazione completa è "Se avessi voluto vivere tranquillo sarei rimasto al Porto, con la Coppa dei Campioni, Dio e dopo di lui io", che sta a significare che lui è uno che ama le sfide, non un folle che si crede l'onnipotente.
Verso la fine dell'articolo, infine, la bomba: in Italia ci sarebbero almeno trenta allenatori più bravi di Mourinho che, sebbene abbia a disposizione una squadra di fenomeni, rischia di non vincere.

Tutto questo mi lascia davvero basito.
Vorrei ricordare a Travaglio che Josè Mourinho, all'età di 46 anni, ha già vinto tutto a livello di club, cosa di cui possono fregiarsi davvero pochi allenatori al mondo. E che questo tutto l'ha vinto non col Manchester Utd, o col Barcellona, ma col Porto.
Capito? Col Porto.
Una squadra costruita da lui in persona, piena di gente che prima di essere allenata dallo Special One era semisconosciuta ed in un paio di stagioni s'è ritrovata campione d'Europa (dopo aver vinto anche una Uefa).
Vorrei ricordargli anche che Mourinho ha vinto in tutte le squadre che ha allenato, e che da quando lui le ha lasciate, le sue ex-squadre di vittorie ne hanno collezionate davvero poche.
La storia dei trenta allenatori migliori di Mourinho, poi, la dice lunga sull'incompentenza di Travaglio. A chi si riferisce? Dove sono questi trenta geni in grado di umiliare Mourinho? Sta parlando di Spalletti, Ranieri, Prandelli e compagnia bella? Sta parlando di eterni piazzati, di allenatori monoschema, che dicono sempre le stesse cose?
Nessuno di loro riuscirà a vincere quel che ha vinto Mou, nemmeno in quarant'anni. Eppure, a quanto pare, ne sanno più di lui. Per quanto mi riguarda, neppure Ancelotti, schiavo di una società folle e dei debiti di riconoscenza, è un tecnico migliore di Mourinho.

Comunque sia, non è possibile che si conceda l'opportunità di parlare a queste persone che, animate da astio e rancore, non sono assolutamente in grado di partorire qualcosa di sensato. L'articolo di Travaglio assomiglia molto ad uno sfogo, di quelli che si sentono al bar. Scrive senza cognizione di causa, senza argomentazioni, solo con rancore.

Caro Travaglio, l'Inter ha una squadra di fenomeni che vincerebbero anche da soli? Ah sì? E dove sono sti fenomeni? Perchè non me li presentate? Sarei felice di goderne.
L'Inter ha 5 giocatori di livello superiore (Julio Cesar, Maicon, Samuel, Cambiasso, Ibra) che bastano per vincere in Italia, ma non per farlo in Europa. Tuttavia, una squadra non è fatta di 5 giocatori, ma di quasi 30, e per farli rendere al meglio c'è bisogno di un grande allenatore, che sappia come schierarli e soprattutto sappia gestire un gruppo di persone in competizione fra loro ogni giorno.

Mi sembra di ricordare che il Real dei galacticos, o il Barcellona dei due anni scorsi non abbiano vinto niente, pur avendo una rosa fatta di campionissimi (probabilmente superiori a quelli che ha l'Inter adesso) ma non un'adeguata guida tecnica.
E mi sembra di ricordare pure che un certo Lippi, detto anche "Mr. Carta Bianca", con circa 170 miliardi messi a disposizione da Moratti per comprare qualunque giocatore volesse, sia arrivato quarto (e dopo aver vinto uno spareggio grazie ad uno che secondo lui non meritava di giocare, un certo Baggio). Anche lui è fra i trenta che danno la paga a Mourinho? Probabilmente sì.

Travaglio sì, che se ne intende.

Josè, Josè: rischi di non vincere il campionato! Non è mica vero che lo stai dominando dalla prima giornata, e che a dieci partite dalla fine hai 7 punti di vantaggio sulla seconda e una quarantina sulla terza! La verità è che stai rischiando di perdere.

Ripeto: Travaglio sì, che se ne intende.

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sabato 7 marzo 2009

E' CRISI INTER

sabato 7 marzo 2009 6
Sono ormai passati 7 giorni dalla settimana terribile del Milan, dal ciclo di partite in cui tutto, finalmente, è venuto a galla.
L'eliminazione in Coppa Uefa contro l'11esima squadra della Bundesliga e l'ennesimo tonfo in campionato a Marassi hanno sancito la fine della stagione milanista con tre mesi d'anticipo.
Un bel trionfo, considerando com'erano partiti spavaldi ad agosto, con la loro campagna acquisti fatta di tanti nomi e poca sostanza, che pareva adatta (almeno, ai miei occhi: per altri, il Milan poteva dire la sua per lo scudetto) al massimo per creare una bella squadra a Pro 2009.

Insomma, quella milanista è stata proprio una stagione tragicomica, con un lento ma inesorabile calo che poi è sfociato nel punto di non ritorno della settimana scorsa.

Mi aspettavo, quindi, un po' di critiche da parte di stampa e tifosi, qualche mea culpa da parte di quei geni che hanno gestito la campagna acquisti. E invece?
Invece niente, qualche titolo il giorno dopo il pareggio col Werder, qualche paginetta e poco altro. I dirigenti hanno dato la colpa agli infortuni (ma guarda un po'? la squadra con l'età media più alta d'Europa ha giocatori che si infortunano spesso? non l'avrei mai detto).
Non è stato creato nessun caso, niente spogliatoio spaccato, niente gatto nero morto, niente sarto mafioso. Solo un bel "Ancelotti resta se arriva terzo", detto da quel genio di Galliani. Sì, proprio lui, quello che ha preso Viudez. Mica pizza e fichi.

Se ci fosse stata un'altra squadra al posto del Milan (vediamo un po', una a caso: l'Inter), i giornalisti avrebbero stappato lo champagne e sparato in prima pagina titoli di ogni tipo.
Sarebbero venute fuori, nell'ordine, notizie a riguardo di:
  • una ventina di risse nello spogliatoio, dieci dopo l'eliminazione in coppa e altre dieci dopo la sconfitta in campionato;

  • Balotelli che picchia e scippa una vecchietta;

  • Adriano che cala paste fino alle 9 di mattina in discoteca, va direttamente all'allenamento e sviene subito dopo essere sceso dalla macchina;

  • un'accusa di stupro per Chivu e Stankovic;

  • un indifeso cervo investito ed ucciso da Muntari;

  • Balotelli che mostra il big bamboo ad una scolaresca delle elementari;

  • una furibonda lite Mourinho-Moratti, al termine della quale il presidente aumenta del 50 % l'ingaggio del portoghese;

  • Moratti che chiude Rizzoli, Ayroldi e Collina nello stesso spogliatoio di Muntari e Materazzi;

  • Balotelli che fa sega a scuola e va a farsi le canne al parchetto;

  • Adriano che scappa in Brasile e fa festa fino a tardi, per poi svegliarsi la mattina dopo in compagnia di due prestanti africani;

  • Rivas e Cordoba sorpresi a coltivare strane piantine vicino casa;

  • Balotelli protagonista di episodi di bullismo in un video su Youtube.


(nella foto: è crisi inter)

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lunedì 2 marzo 2009

Vergogna, Inter. Non sei la squadra più titolata al mondo

lunedì 2 marzo 2009 0
Ho creato questo blog perchè non ne posso più.
Non ne posso più di questo assurdo mondo dell'informazione, corrotto fino al midollo e in preda al panico come non mai.
In questi giorni, come del resto da un paio d'anni a questa parte, o forse anche di più, i "giornalisti" stanno praticando il loro sport preferito: l'attacco all'Inter.
A questi figuri, schiavi devoti dell'Onnipotente Nano, che l'Inter sia in testa non va proprio giù. Ogni settimana c'è un nuovo caso, un nuovo scandalo arbitrale che riguarda l'Inter e nessun altro.

Balotelli è oltraggiato per 90 minuti dalla curva romanista?
Bene, parliamo di quanto sia stato maleducato a zittirla dopo il suo secondo gol.

La Roma non è in grado di gestire per due(!) volte un doppio (!) vantaggio a San Siro?
Bene, parliamo del rigore assegnato all'Inter.

Del Milan, che per il secondo anno consecutivo rischia di non qualificarsi nemmeno per i preliminari di Champions League, che a febbraio è fuori da ogni competizione, non parliamo. Non parliamo di come siano, finalmente, venuti a galla i limiti di una dirigenza presuntuosa e poco competente.
Non parliamo di una squadra alla frutta, completamente da rifondare, costruita coi piedi.
Non parliamo di una società che pensava che per colmare il clamoroso gap con l'Inter bastassero Flamini, Senderos e Ronaldinho, più lo zio di Zambrotta e Shevchenko in crisi d'identità.
Non parliamo di una società che ha occupato i due posti per gli extracomunitari con Viudez e il già citato Sheva, precludendosi di fatto importanti e necessari interventi di mercato, o rimandandoli all'anno prossimo ( vedi Thiago Silva).
Non parliamo di Galliani che ad agosto dichiarava "Con questa rosa Ancelotti deve vincere lo scudetto".
Parliamo invece dell'Inter, di quanto sia incredibilmente aiutata dagli arbitri (ben DUE rigori a favore nell'ultimo anno! non 8, come qualcun altro) e di quanto i suoi calciatori siano arroganti e maleducati.

Io di tutto questo ne ho piene le palle: perciò, ho deciso che, da ora in avanti, spalerò sterco sul milan, su tutti i rosiconi che popolano il nostro paese e su tutto il mondo del giornalismo italiano.
Forza Inter, gli altri stanno a guardare.
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