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lunedì 23 novembre 2009

FERMATE IL NEGRO

lunedì 23 novembre 2009 12

E’ ufficialmente ripartita la caccia al negro. Dopo qualche mese di stallo, in cui Balotelli ha preso insulti a domeniche alternate, adesso siamo finalmente tornati a pieno regime, ed addirittura con un nuovo record: infamate in due stadi diversi, nella stessa giornata di campionato.

A Bologna, il negretto si è reso colpevole di sconsiderate gesta come un paio di sbuffate ed una vergognosacensurabbiledanunfavedèairegazzini entrata da dietro su Raggi che gli è costata un CARTELLINO GIALLO (IH!!!!), punizione nella quale possono incorrere soltanto i peggiori individui di questo universo. Il pubblico, sconvolto da questa disumana ondata di crudeltà, ha giustamente inveito contro l’orribile mostro e gli si è scagliato contro, senza saperne bene il perché.

image Una scena di uno dei film dedicati a Balotelli, il primo serial killer senza il pollice opponibile

Solo grazie al pubblico di Torino, però, si è concretizzato il record: i raffinati supporters juventini - quelli che l’anno scorso hanno sfogato il loro odio per il mostro venuto dall’Africa spiegando che “l'avversione per Balotelli è dovuta al suo comportamento ritenuto antisportivo e non al colore della pelle” (“frase” presa direttamente dal comunicato degli ultras gobbi) – hanno prima  fischiato l’annuncio con il quale la loro società dichiarava di schierarsi contro il razzismo, per poi iniziare gli ululati contro l’animale che ogni domenica, con i suoi comportamenti dissennati, mette a repentaglio l’intero movimento calcistico.

imageBalotelli, subito dopo l’entrata su Raggi 

Tutti noi speriamo che questo pazzo la smetta, che qualcuno lo ingabbi per evitare che qualche innocente ci vada di mezzo; urge un appello alle autorità, affinchè la gente sia messa a conoscenza del rischio che corre a trovarsi nei pressi di questo pericolo pubblico. Proteggiamo le nostre donne e i nostri bambini! Dotiamo le forze dell’ordine di proiettili e di sedativi in modo che, nel caso in cui l’energumeno dovesse attaccare, possano fermarlo all’istante, preferibilmente per sempre.

CatturalBret Easton Ellis ha recentemente dichiarato di essersi ispirato a Balotelli per creare Patrick Bateman 

Da oggi dovrebbe essere disponibile un numero verde della protezione civile: chiunque avvisti il bestio in giro è tenuto a chiamare e a fornire quante più informazioni possibili. C’è bisogno di tutti, per assicurarlo finalmente alla giustizia.

P.S. : questo è il mio ultimo post su Balotelli, visto che ne ho già scritti abbastanza spiegando in modo anche abbastanza chiaro (credo) il motivo per il quale questi poveri mentecatti fanno bubbù allo stadio. Ne scriverò ancora solo in caso di stravolgimenti che, in questo momento, non credo davvero possibili. Comunque sia, per chi volesse, ecco i link agli articoli:

http://milanellobianco.blogspot.com/2009/04/il-popolo-dei-manipolati.html

http://milanellobianco.blogspot.com/2009/03/alla-gogna.html

http://milanellobianco.blogspot.com/2009/03/i-codici-del-gruppo.html

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lunedì 9 novembre 2009

DON DE LILLO

lunedì 9 novembre 2009 55
INCREDIBILE SENATORE PDL: "L'INTER HA FATTO BULLISMO SPORTIVO!"
09.11.2009 15:18 di Daniele Mari Fonte: ansa

«È necessaria la realizzazione di una federazione autonoma degli arbitri, in modo da non dover più commentare casi di sudditanza psicologica». Lo ha detto, intervistato dal sito 'Romagiallorossa.com', il presidente del Roma Club Palazzo Madama, il senatore del Pdl Stefano De Lillo, per stigmatizzare l'operato di ieri sera dell'arbitro Rocchi. «A Milano abbiamo assistito ad episodi di bullismo sportivo, - ha detto ancora De Lillo - con i giocatori dell'Inter che in più occasioni hanno potuto picchiare i nostri senza essere adeguatamente sanzionati. E ci è toccato anche assistere alle lamentele dei nerazzurri per l'arbitraggio. Incredibile...»


Ho sempre sostenuto, 
relativamente ad alcuni casi, la tesi del collegamento tra fazione politica di appartenenza e quoziente intellettivo del soggetto. Questo caso umano non fa che confermarla: siamo addirittura giunti a parlare di bullismo sportivo, un qualcosa di assolutamente inedito ed inesplorato perfino in un paese come il nostro, dove chiunque si sente in dovere di sparare cazzate e di creare scompiglio tra un pubblico che è già burbero di suo. Dopo l'epico "figlio di questa epoca senza ideali" partorito dall'immenso Roberto Renga, ecco il Bullismo Sportivo, l'ennesima deriva di un mondo che dopo ogni Inter-Roma ci tiene a cadere nel trash.

Cosa ci aspetta, adesso? Ci accuseranno di sfruttare gli extracomunitari? Moratti verrà processato perchè ha un sacco di soldi mentre nel mondo c'è gente che muore di fame? I razzisti si uniranno per tutelare i loro diritti messi in pericolo dalla squilibrita società nerazzurra? Sono curioso, non vedo l'ora del prossimo Inter-Roma.

Ah, promemoria: stanotte vedrà la luce l'attesissimo thriller-horror-splatter-noir con Moratti protagonista, un capolavoro che mi renderà celebre in tutto il mio condominio. Quindi, no, per dire, non mancate.

Anche perchè domani si parte con la nuova versione grafica. Mica pizza e fichi, eh.
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sabato 17 ottobre 2009

FERMATE QUELL’UOMO

sabato 17 ottobre 2009 5

Prosegue senza sosta l’inchiesta di Mattino 5, la trasmissione più scomoda della tv. Un manipolo di infaticabili detective, di specialisti dell’appostamento, continua a sgobbare duramente ed a lavorare per il bene del paese. Sono silenziosi, precisi, letali: con loro sulle tue tracce, al primo sgarro sono dolori.

Un servizio scomodo

L’intelligence guidata dal generale Mauro “Il cobra” Brachino non esita certo a mettersi contro i potenti: per loro, il bene del nostro popolo viene prima di tutto, e, se qualche oppressore o qualche golpista tenta di scardinare il sublime equilibrio che regna in questa splendida nazione, non gliela faranno certo passare liscia. Sono loro, sono i Bastardi Senza Gloria del giornalismo italiano, sono il movimento underground che genererà dissapori nel palazzo, che andrà a dar noia a coloro che credono di poter utilizzare le istituzioni come meglio gli si confà. Sono indie, sono trendy, sono ciò di cui avevamo bisogno: i paladini dell’informazione, eroi che ti spiattellano in faccia i fatti nudi e crudi, che dicono alla gente quello che vuole sapere.

Gli ultimi aggiornamenti relativi al pedinamento dell’anarchico-insurrezionalista-terrorista-golpista Mesiano, il folle che ha oltraggiato il nostro Comandante condannando la Fininvest a pagare 750 milioni alla Cir, recitano così:

  • Alle 21 di ieri sera Masiano esce di casa, inciampa in uno scalino e a momenti cade in terra. Affidereste le sorti di una vostra causa ad un individuo che fatica a reggersi in piedi, palesando evidenti segnali di debolezza psicomotoria?
  • Il giudice, per la serata che di lì a poco avrebbe trascorso in compagnia, presumibilmente, di trans, brigatisti, spacciatori e scavezzacolli, sfoggia un look quantomeno discutibile: giubbotto di camoscio, pantaloni nero pece, scarpe marrone diarrea e, udite udite, niente calzino. E’ sicuramente pazzo, uno così dovrebbe girare col guinzaglio.
  • Prima di attraversare la strada, volge attentamente lo sguardo prima a destra, e poi a sinistra: chiaro segnale di diffidenza verso il prossimo. Si capisce che nasconde qualcosa. Qualcosa di grosso.
  • Entrato in macchina, una macchina di merda tra l’altro, si accende la seconda sigaretta e la fuma!!!LA FUMA! Sappiamo che credere ad un’assurdità simile è davvero arduo; noi stessi, che abbiamo assistito dal vivo ai fatti, non credevamo ai nostri occhi. Il giudice si è infilato in macchina e, invece di metterla in moto e di partire come tutti gli onesti cittadini, ha tirato giù il finestrino e si è messo a fumare. Pazzesco, pazzesco: solo più tardi abbiamo capito che stava aspettando un’altra persona, sicuramente un bolscevico che sta tramando qualcosa alle spalle dello stato.
  • Dopo l’arrivo del bolscevico, il fatto che ci ha indotto a terminare l’appostamento e correre dalle autorità competenti a denunciare la pericolosità di quest’uomo. Dopo che il compagno sale in macchina, Mesiano, ormai completamente fuori di sè, prende un’ultima boccata e poi lancia la sigaretta sull’asfalto, ANCORA ACCESA! Eppure dovrebbe sapere che il catrame è un materiale facilmente infiammabile! Pazzo! Con questo gesto sconsiderato ha messo a repentaglio l’incolumità di una città intera, e questo noi non lo accettiamo.

Quest’uomo dev’essere fermato, in un modo o nell’altro. E se nessuno muoverà un dito, lo faremo noi.

Firmato

Annalisa Spinoso e il suo team

 

A seguire, le vignette di µ, anche se non c’entrano un cazzo. Ma tanto, chi se ne frega.

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mercoledì 23 settembre 2009

VACCATE DEGNE DI NOTA

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Non usa mezzi termini mister Ventura quando, "interrogato" dai giornalisti in merito ai cori razzisti ai danni di Mario Balotelli in Cagliari-Inter, afferma schietto: "Ho una teoria terra-terra: Balotelli fa di tutto, e qui cito Mourinho, per non farsi adorare dalla gente". Il tecnico del Bari prosegue, poi, commentando i fischi che il giovane attaccante nerazzurro ha ricevuto domenica scorsa a Cagliari, città dove ha allenato quattro anni e dove - sottolinea - non ha "mai trovato tifosi che odiano, anche perché sono sempre stati fuori dalle tradizionali rivalità dei gruppi della penisola".

"Cassano - aggiunge poi Ventura - ha buttato via una parte della sua carriera per certe intemperanze, soprattutto in chiave Nazionale. Allo stesso modo Balotelli, che è una grande espressione del calcio italiano, dovrebbe tenere conto che la strada per emergere non è quella dello stile o degli atteggiamenti forzati".

Giampiero Ventura

Eccolo, il fenomeno di giornata. Mi tornano in mente i tempi del dopo Inter-Roma, quando a qualsiasi inetto veniva permesso di dire la sua sul teppistello interista. Questi geni, capeggiati da un super Zazzaroni (che qui toccò l’apice di una carriera) e dall’indimenticabile Roberto Renga (ecco il pezzo che lo consegnò alla storia, insieme ad altri capolavori senza tempo come l’intervista ad un Totti indignato), mi diedero davvero molto lavoro. Un po’ perché in quel periodo non avevo davvero un cazzo da fare, un po’ perché ogni giorno se ne sentivano veramente di enormi ed in qualche modo dovevo pur sfogarmi (se ora state leggendo questo, è anche e soprattutto grazie all’opera dei signori qua sopra, che mi hanno costretto a creare questo sito).

Ora, a mesi di distanza, leggere qualcosa di simile mi ha fatto riprovare le sensazioni di un tempo. Sono stato non dico felice, ma quasi, quando ho letto le fregnacce di Ventura. Era davvero da troppo che qualcuno non diceva vaccate degne di nota sull’argomento, temevo quasi che lo facessero apposta per farmi tornare disoccupato. E per vaccate degne di nota intendo assurdità pronunciate da qualcuno che non ha assolutamente seguito approfonditamente i fatti, ma ha sentito pontificare, chessò, Liguori e si è convinto che quel che questi dice sia la verità.

Tanto tempo senza poter ridere di queste boiate, e poi – finalmente - eccolo, il fenomeno. Su, amici: forza Zazza, forza Renga, forza Ordine! Datemi lavoro! Ci si era messo pure Travaglio a sparare cazzate (anche se continuo a sperare che quell’articolo non sia suo, o che l’abbia scritto da ubriaco), e ora nessuno mi fa più felice!

Imitate Giampiero: un bel luogo comune per iniziare, una frecciatina a Mourinho (che ignora del tutto la vostra esistenza e si farà beffe delle vostre prediche) e infine una bella considerazione alla Lippi, del tipo “Mai visto un gay nel calcio” (ma d’altra parte lui non si era mai accorto nemmeno dei giocatori pieni di creatina, degli arbitri compiacenti, dei campionati truccati, delle carriere stroncate, ecc. Tutti quegli anni passati all’oscuro dei fatti. Pover’uomo). Ecco la ricetta per rilasciare una dichiarazione che mi dia lavoro e che dia un senso alla mia attività.

Suvvia, non posso mica sempre inventarmi le storie sulle gengive di Ronaldinho, eh! Ho bisogno di voi.

Piccolo spazio per le questioni personali: se qualcuno volesse chiarirsi le idee sulla multa di Mutu, legga qua. Magari si è perso qualche particolare.

 

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venerdì 22 maggio 2009

STUDIO SPORT

venerdì 22 maggio 2009 9
Studio Sport, la scaletta di domani.

Zanetti ad un passo dal Milan. Il capitano interista avrebbe confidato ad amici che non ha nessuna intenzione di lasciare Milano, e che ci resterà al 100%. Viste le precarie situazioni dello spogliatoio dell'Inter (una vera e propria polveriera) questo non può che significare che l'argentino abbia in mente solo il Milan. Galliani nicchia, ma l'affare è praticamente chiuso.

Moratti: "Vendo". Il patron dell'Inter avrebbe confidato ad amici che la Saras sta fallendo e che, da qui a poco, non avrà più la possibilità di gestire la società nerazzurra. Pronta una cordata capeggiata da Rosella Sensi ed Antonio Giraudo.

Ibrahimovic al Piacenza, Mourinho in Grecia con Recoba. Inter allo sbando, Cambiasso fa outing ed annuncia al mondo la sua relazione con Paolillo.

Inter, un campionato di cartone. La classifica della serie A al netto dei colpi di mano, delle punizione e dei rigori a favore dell'Inter e dei gol di Ibrahimovic.

Balotelli, un negro cattivo. Segna e non esulta, non passa il pallone ad Ibrahimovic, zittisce i tifosi avversari. Che stronzo. Vergogna.

Milan, mercato. Presi Adebayor, Fabregas, Messi, Ashley Cole e Weah. Galliani: "Kakà resta".

Megaofferta del Real per Kakà. Sul piatto 300 milioni di euro cash per il Milan, un contratto ventennale a 15 milioni all'anno per il calciatore ed una compilation di bestemmie. Ricky non ha nemmeno considerato l'offerta, ed è subito sceso dall'aereo per Madrid dopo una chiamata di Berlusconi. Fiaccolata sotto casa Iseckson Leite.

Ancelotti al Chel..ma no, dai, chissenefrega.

Ronaldinho pescato in un bordello, dove due nigeriani lo stavano stringendo in un affettuoso sandwich. Galliani: "Erano Seedorf e Ba, nella grande famiglia Milan ci si vuol bene e si sta insieme anche fuori dal campo".

Berlusconi: "Sono stato frainteso".

Juve, mercato. Presi tutti.

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lunedì 20 aprile 2009

IL POPOLO DEI MANIPOLATI

lunedì 20 aprile 2009 21
Altra domenica, stessa sorte. Balotelli è sceso in campo, e contro, più che gli 11 carenti serutitulati, si è trovato un intero (pseudo) stadio, riempito da un ammasso di capre piene di rancore ed odio per il numero 45 nerazzurro.

Il problema di questi signori è che non sanno assolutamente perchè ce l'abbiano tanto con Balotelli. Loro non ne hanno idea, si sono semplicemente svegliati una mattina consapevoli del fatto che Mario è uno stronzo.
Non è solo razzismo, perchè, se così fosse, lo stesso trattamento dovrebbe essere riservato a tutti i coloured della serie A; il solo fatto che verso Muntari e Vieira non ci siano stati cori o grugniti vari, fa capire la situazione.

Il problema è che contro questo ragazzo, dalla partita contro la Roma in poi, è stata scatenata ad arte una campagna mediatica volta a farlo passare per l'individuo più deplorevole di questo mondo: prima di quella gara, l'avversione contro di lui proveniva soltanto da quei cavernicoli che non riescono ad accettare di vedere uno con la pelle nera giocare per la Nazionale italiana, essendo, oltretutto, il migliore di tutti.
Dopo quei gesti (linguaccia a San Panucci, cenno di silenzio alla benevolente curva romanista) l'odio nei confronti di Balotelli è diventato generale. Ogni tifoseria lo odia, lo bersaglia di insulti che sono a sfondo razziale soltanto perchè è la prima cosa alla quale possono attaccarsi, sapendo poi che si tratta sicuramente di un argomento nei confronti del quale Mario è molto sensibile e che quindi, premendo su quel tasto, è facile fargli perdere il controllo.

Questa situazione è venuta a crearsi esclusivamente per tutto il polverone che è stato tirato su dalle famose prostitute, che nel "caso-Balotelli" hanno visto una grandissima possibilità per attuare una ggrandissima, ma ggrandissima manipòlasiòne intelectuale (cit.). Ore ed ore di processi televisivi sul cattivone interista, articoli su articoli, prediche giunte dalle più disparate ed incompetenti fonti, interventi volti a depenalizzare l'insulto razzista, equiparandolo ad altri più comuni e tollerati: ne abbiamo viste (e sentite) di tutte.
Di fronte a questo bombardamento, la maggior parte della popolazione italiana, facilmente equiparabile ad un gruppo di ovini in libera uscita nei pascoli, ha reagito nell'unico modo in cui possono reagire dei soggetti privi di una qualsiasi propria personalità e coscienza critica: odiando, incondizionatamente, Balotelli.

Per portare un esempio, posso dirvi che la sera di Inter-Fiorentina ho visto la partita in compagnia di persone che non seguono minimamente il calcio, essendo semplicemente dei simpatizzanti viola. Eppure, pur non conoscendo praticamente nessun calciatore, il nome e la faccia di Balotelli suscitava in loro rancore, odio. Di calcio non sanno assolutamente niente, ma di Mario sanno che è "un pezzo di merda" e che "è insopportabile, vergognoso". Questo significa manipolare le opinioni, questa è la massima dimostrazione di cosa sia la manipolazione intellettuale tirata in ballo da Mourinho.

Nei confronti di Mario si è scatenato un vero e proprio clima di terrore: addirittura i tifosi della Samp, che all'Inter non portano certo rancore, si sono lanciati in cori a sfondo razzista. Il culmine l'abbiamo avuto domenica sera, quando non solo una curva di beceri, ma un intero stadio ha intonato all'unisono, per tutta la durata della partita, canti deplorevoli contro il miglior talento italiano, che ha le uniche colpe di essere un fenomeno e di avere la pelle nera.

Certo, Balotelli non è un tipo tranquillo, ed in campo non si comporta come Zanetti o Maldini; di fronte ad una situazione di questo tipo, però, ha dimostrato anche troppa maturità. Io, ad esempio, dopo il gol avrei come minimo fatto tre giri di campo con le chiappe di fuori, indicando ai gobbi il punto in cui dovevano inserirsi le loro speranze di rimonta.

Ora, finalmente, si è iniziato a parlare di quello che, ormai a tutti gli effetti, è diventato un problema. La speranza che si prendano provvedimenti seri c'è sempre, unita però alla consapevolezza che, con ogni probabilità, il tutto si risolverà con una multa pagata dalla società ed al massimo una giornata di squalifica al campo. Poi, tutto tornerà come prima, e gli insulti potranno ricominciare.

I cani che gesticono l'informazione nel nostro paese hanno creato questo clima ostile, la demenza del popolo ha fatto il resto.

Ora, tutta l'Italia odia Balotelli, e non sa perchè.

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martedì 7 aprile 2009

ADEBAYOR CHI?

martedì 7 aprile 2009 7
Avete visto cos'ha fatto Adebayor stasera, no? Ora, gol così non ne farà tutti i giorni, ma sul fatto che si tratti di un campione (con grandi margini di miglioramento, fra l'altro) non ci sono dubbi. Con quella struttura fisica, quella velocità e quella tecnica, ha tutto per diventare il miglior centravanti al mondo.
Eppure, a settembre dell'anno scorso, c'era qualcuno che non lo riteneva un pezzo poi così pregiato. In un sontuoso articolo sul mercato del Milan, uno stimato e brillante giornalista dava un bel 9,5 alla campagna condotta dalla sua società, lanciandosi in considerazioni tecniche davvero argutissime sul centravanti dell'Arsenal e sui nuovi acquisti dei rossoneri, rivelatisi poi dei rinforzi davvero azzeccati.
Niente da dire, se non che questo è davvero uno che se ne intende.
Ecco l'articolo, un vero e proprio pezzo di storia giornalistica.
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Appena letto i voti sul mercato pubblicati su Sportmediaset.it, ho telefonato al responsabile del sito, dicendogli: "Scusa, devi aver invertito il voto. Il collega avrà certamente messo 9 ½ alla campagna acquisti del Milan, e tu hai scritto 6 ½ . Può capitare!" Lui, piccato, mi risponde: "No, guarda. Abbiamo proprio dato 6 ½. 6 ½" La campagna acquisti che ha portato, a Milano, 6 nazionali, Ronaldinho, Flamini, Zambrotta, Senderos, Shevchenko e Borriello, più Abbiati, Antonini, Cardacio e Viudez "permette", dunque, al Milan di avere alle spalle, quanto a voto per la campagna rafforzamento solo Bologna ,Cagliari, Lecce, Lazio, Palermo, Reggina, Sampdoria e Siena.
Meno male, siamo al dodicesimo posto!!! Magari se il Milan avesse comprato anche Drogba e Cristiano Ronaldo, saremmo precipitati certamente al terzultimo o al penultimo posto. Sì, perché ai rossoneri serviva un solo giocatore. Il grande e unico Adebayor, già più volte in lizza per il "Pallone d'Oro", uno dei cannonieri più prolifici degli ultimi anni, come sta confermando anche in questa stagione, dove, in 3 partite, ha segnato ben 0 gol! Lui, però è uno che permette alla squadra di salire, mentre Dinho che cosa fa? La fa scendere forse?
Eh, però l'età passa per tutti. Infatti Ronaldinho da 28 anni passerà a 29, Flamini da 24 a 25, Senderos (ecco accontentati quelli del partito "Serve un difensore !") da 23 a 24, e Borriello addirittura da 26 a 27 anni. Però c'è Zambrotta di 31 anni, uno scandalo!!! Se poi qualche altra squadra vuole comprare il trentenne Lampard, è solo per dare maturità ed esperienza alla squadra, una squadra dove Javier Zanetti, classe 1973, si è fermato a... 25 anni! So che siete certamente sorpresi dell'età dell'ancora eccellente capitano dell'Inter, perché mai si è sottolineato questo dato. Conoscete tutti a memoria,invece, l'età del povero Inzaghi, coetaneo dell'argentino, ma che, a furia di scriverlo, sembra che di anni ne abbia... 45 !
Tanti grandi campioni per Ancelotti? Allora diamo un 6 e mezzo, perché è stata una campagna acquisti che creerà difficoltà al tecnico, che deve gestire una...polveriera. Intanto a Milano, ma non sulla sponda rossonera, il primo ad esplodere è Crespo, tagliato dalla lista Uefa. Chiusa parentesi. Gli altri allenatori, invece, stanno benissimo. Ranieri deve mettere in panchina o Trezeguet o Del Piero o Amauri o Iaquinta. Mourinho deve decidere tra Adriano, Balotelli, Cruz, Crespo ed Ibrahimovic. I problemi, però, li ha solo Carlo Ancelotti. Mah!!
Vado a vedere chi precede il Milan, in questa classifica del mercato in parità con Chievo, Udinese, Torino, Roma e Juventus, bontà loro, Catania ed Atalanta. Ben un punto dietro il Genoa, che ha acquistato Matteo Ferrari, Papasthopuolos, Mesto, Modesto, Palladino, Gasbarroni e Milito. Un punto e mezzo dietro la Fiorentina, regina del mercato, con Gilardino, Jovetic, Almiron, Melo, Vargas ,Comotto e Zauri. Beh ,l'Inter è sempre fuori gara! Quaresma, costato il 50 per cento più di Ronaldinho, Mancini e Muntari, sono sufficienti a regalare un punto in più, rispetto ai cugini. Cugini rossoneri, che, altro dato magari da tenere in conto, terminano a + 5 milioni di euro, mentre altre chiudono con il solito e classico passivo over 50 milioni.
Io insisto e non ti credo, caro amico. Il voto è 9 e mezzo, l'errore è certamente il tuo. Oppure non ho capito nulla io e i 41.000 abbonati , 7 volte Campioni d'Europa ed ancora oggi Campioni del Mondo. Eh, però l'età è passata anche per loro, che si sono divertiti con i grandi giocatori di ieri, di oggi e di domani, Campioni da 10 e lode!!!
Carlo Pellegatti
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Adebayor? Ma chi è? Ma se ha fatto 0 gol nelle prime 3 partite di campionato? Mah, uno con uno score così non può che essere un povero brocco. Carlo fa bene ad usare una frase piena d'ironia come "uno dei cannonieri più prolifici degli ultimi anni": i trenta e passa gol dell'anno scorso li avrebbe segnati chiunque, Borriello ne avrebbe fatti perlomeno una cinquantina. Questo lungagnone non è capace, è sotto gli occhi di tutti. E non è nemmeno mai stato in lizza per il pallone d'oro! Ma come si fa soltanto a pensare di acquistare una simile merdaccia, quando si ha la possibilità di mettere le mani sull'elefantino brasiliano e lo zio di Shevchenko?

Pellegatti non è altro che un fine intenditore. Il 9,5 alla campagna acquisti del Milan ci sta tutto. Con Senderos (che ha accontentato a suon di prestazioni capolavoro quei matti del partito "serve un difensore!"), Ronaldinho, Flamini, Zambrotta, Shevchenko e Borriello, più Abbiati, Antonini, Cardacio e Viudez, l'Invincibile Armada ha ripreso vita.
Eh sì, quel cane del responsabile del sito deve aver per forza sbagliato, come si fa a dare un 6,5 a questo ben di dio? E non era ancora arrivato Beckham!
Ma vi rendete conto? Sei e mezzo ad una società che ha portato a Milanello l'allegria, diciotto palloni d'oro, enormi patrimoni d'esperienza ed anche dei grandi mammiferi, per la gioia degli zoologi che hanno visto calcare il prestigioso campo di San Siro da prestigiosi esemplari sudamericani.

La chiusura, poi, è da applausi: non posso esimermi dal citarla nuovamente.

"Io insisto e non ti credo, caro amico. Il voto è 9 e mezzo, l'errore è certamente il tuo. Oppure non ho capito nulla io e i 41.000 abbonati , 7 volte Campioni d'Europa ed ancora oggi Campioni del Mondo. Eh, però l'età è passata anche per loro, che si sono divertiti con i grandi giocatori di ieri, di oggi e di domani, Campioni da 10 e lode!!!"

Essì Carlo, pare proprio che tu non c'avessi capito un cazzo.
Per queste panzane, più che qualsiasi commento o valutazione, quel che ci vuole è questo.


(nella foto: seru palloni d'oru. che schifu)

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giovedì 2 aprile 2009

CARTA IGIENICA

giovedì 2 aprile 2009 26
Che Tuttosport, fra i poco qualitativi quotidiani sportivi italiani, sia quello più adatto per pulirsi le terga, lo sapevamo già.
Stamattina, l'autorevole giornale torinese ce ne ha fornito l'ennesima, inutile, prova, partendo dal fantastico titolo d'apertura (Mourinho BASTA!) e proseguendo con un epico editoriale firmato Paolo de Paola, detto anche Sticazzi.
Ho letto questa bestialità, e penso sia il caso di condividerla con chi ancora non ha potuto farlo. Così, per farsi due risate.


"La frase più comica è il riferimento a Robin Hood. Un uomo che guadagna nove milioni all’anno si sente come l’eroe che rubava ai ric­chi per donare ai poveri.
Ma a questo mondo ognuno può dire ciò che vuole. L’antidoto è non prenderlo sul serio. Anche perché un altro per­sonaggio così è difficile trovarlo.
Il suo biglietto da visita era stato il seguente: mai nessun gioca­tore parla male di lui. Bene: Crespo ancora piange e lo maledice, Maxwell ha chiesto di an­dare via, Jimenez è un ufo che si lamenta perché gioca poco, Cruz conta i giorni che mancano al­la separazione. Insomma una balla.
I colleghi allenatori? Il più sereno lo considera un maledu­cato. Ulivieri ha detto testualmente che «Mou­rinho l’ha fatta fuori dal vaso». Chiama voluta­mente «Barnetta» l’ex allenatore del Lecce, Be­retta, offende Ranieri dandogli senza mezzi ter­mini del «vecchio» e ieri «un allenatore che non ha vinto niente». Insomma, un grande (s)comu­nicatore. Eppure un simile professore che misu­ra la vita solo in «tituli» vinti non è riuscito a far meglio di Mancini facendosi eliminare negli ot­tavi di Champions come il suo predecessore. Ma non era stato assunto da Moratti soprattutto per vincere la competizione europea?

In Italia si chiama etica, Mourinho forse l’ha sottovalutata quando ha chiesto al suo presiden­te di spendere 30 milioni per un giocatore come Quaresma con il quale condivide lo stesso pro­curatore. Piccolissimo conflitto di interessi per un acquisto da dimenticare. Un’altra chicca è stata l’impennata d’orgoglio con cui ha chiesto al suo padrone di rifondare la squadra appena eliminata dal Manchester. Ma con quale faccia? La stessa che ieri ha pronunciato un attacco al nostro giornale accusandoci di essere “asservi­ti” alla Juve. Mister Mourinho, la differenza è molto semplice: noi (fra l’altro) ci occupiamo di Juve, ma non apparteniamo alla Juve. Lei inve­ce è stipendiato dall’Inter verso cui sente oggi un improvviso moto d’amore. Siamo disposti a scommettere che nemmeno per 12 milioni di eu­ro all’anno lei andrà mai via da questa società."
Paolo de Paola


E' il caso di commentare? E' degno di replica il direttore di Tuttosport che nega la fragorosa juventinità del suo giornale, lo stesso degli epici titoli "Pulita solo la Juve" e "Inter, vergogna!"?
E' giornalismo una prima pagina dove troneggia una frase come "Mourinho, BASTA"?
Basta di fare cosa? Di farvi sentire le merde che siete ogni volta che apre bocca? E' questo che deve smettere di fare Mourinho?
L'uomo che ha scritto questo "articolo" non sa niente, nè dell'Inter nè di Mourinho. Il portoghese non ha mai offeso nessuno, ha soltanto detto le cose come stanno: il fatto che Ranieri, dopo una ventina d'anni di carriera, non abbia vinto niente è un dato di fatto, non un'offesa. E poi, questo Paolo de Paola ha ben poco da dire sull'argomento Ranieri, visto che il suo giornale sbertuccia ad ogni occasione il tecnico della Juve da un paio d'anni.
Mou non se l'è presa con il Milan e con Inzaghi, ha soltanto riportato la realtà, ossia che la squadra rossonera ha un enorme ed eccessivo potere mediatico e che il suo centravanti si è comportato in modo molto scorretto nella partita col Cagliari.
Ma probabilmente, per questo genio, anche dare del "Barnetta" ad uno che si chiama Beretta è un'offesa. Beh, in effetti, da uno che nei suoi scritti cita un guru del calcio e della vita in generale come Ulivieri, non ci si può aspettare granchè. Più in generale, da uno che dirige Tuttosport, non ci si può aspettare granchè.

Qui non si parla nemmeno di prostituzione intellettuale, qui siamo più sul genere "troietta-demente", una sorta di 14enne che prende cazzi da tutte le parti senza bene sapere il perchè.

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giovedì 19 marzo 2009

TRAVAGLIO SI', CHE SE NE INTENDE

giovedì 19 marzo 2009 47
E' successo esattamente quello che mi aspettavo. L'Inter è stata eliminata dalla Champions, e il mondo si è mobilitato nella campagna anti-Mourinho. Decine di dichiarazioni, di articoli, di sproloqui: sembra che il mondo giornalistico non attendesse altro che questa grande occasione per schiumare astio nei confronti di Josè.
Dei vari Zazzaroni &co, di quelli cioè che fanno confronti con Mancini da settembre e che non pensano ad altro che a Mourinho, dal quale sono veramente ossessionati tanto che lo tirano in ballo in ogni cosa che scrivono/fanno, non parlo neanche. Non meritano di essere citati, visto che nelle loro critiche non c'è nessuna argomentazione, ma soltanto rancore verso un uomo che li tiene in scacco.
Voglio parlare, invece, dell'ennesimo personaggio che si improvvisa esperto calcistico e spara sentenze sull'allenatore dell'Inter: voglio parlare dell'articolo di Marco Travaglio, uscito in questi giorni sul settimanale "A".
L'articolo ve lo posto, penso si possa fare visto che cito autore e fonte. Se a qualcuno non va bene, me lo dica: non è una gran visione, potrei toglierlo anche immediatamente.




Notevole, non c'è che dire. Da quest'orgia di fesserie emerge chiaramente che Marco Travaglio, in materia calcistica, è a dir poco un ignorante.
Si parte con l'intelligentissimo paragone Mancini-Mourinho: 1 punto in meno per il portoghese, che tra l'altro ha pure una squadra più forte (più forte? più vecchia di un anno, forse). Come a dire, ma che l'avete preso a fare.
Inutile sottolineare l'assurdità di questi paragoni: il campionato è diverso ogni anno, e le variabili sono tantissime (infortuni, fortuna, decisioni arbitrali, coppe europee, pressioni mediatiche, eccetera). Se proprio si vorranno fare dei confronti, che si facciano quando il torneo sarà finito. Evidenziare che dopo 28 giornate Mancini aveva un punto in più di Mourinho è davvero senza senso.
Nel prosieguo dell'articolo, Travaglio definisce poi Mourinho come una sorta di giullare, un allenatore che di calcio capisce poco ma che in compenso è bravo davanti alle telecamere. Dice che il portoghese, prima di arrivare all'Inter, ha vissuto "alterne fortune", ed ora ha trovato l'America in Italia. Vengono riportate, poi due frasi-cult del portoghese, senza però che siano contestualizzate: mezzucci da pseudo-giornalismo. Mou non si autodefinì "Special One", disse soltanto che tutti gli allenatori che hanno vinto la Champions sono speciali, e che quindi lo è anche lui; per quanto riguarda la sparata "Dio, e dopo di lui io", la dichiarazione completa è "Se avessi voluto vivere tranquillo sarei rimasto al Porto, con la Coppa dei Campioni, Dio e dopo di lui io", che sta a significare che lui è uno che ama le sfide, non un folle che si crede l'onnipotente.
Verso la fine dell'articolo, infine, la bomba: in Italia ci sarebbero almeno trenta allenatori più bravi di Mourinho che, sebbene abbia a disposizione una squadra di fenomeni, rischia di non vincere.

Tutto questo mi lascia davvero basito.
Vorrei ricordare a Travaglio che Josè Mourinho, all'età di 46 anni, ha già vinto tutto a livello di club, cosa di cui possono fregiarsi davvero pochi allenatori al mondo. E che questo tutto l'ha vinto non col Manchester Utd, o col Barcellona, ma col Porto.
Capito? Col Porto.
Una squadra costruita da lui in persona, piena di gente che prima di essere allenata dallo Special One era semisconosciuta ed in un paio di stagioni s'è ritrovata campione d'Europa (dopo aver vinto anche una Uefa).
Vorrei ricordargli anche che Mourinho ha vinto in tutte le squadre che ha allenato, e che da quando lui le ha lasciate, le sue ex-squadre di vittorie ne hanno collezionate davvero poche.
La storia dei trenta allenatori migliori di Mourinho, poi, la dice lunga sull'incompentenza di Travaglio. A chi si riferisce? Dove sono questi trenta geni in grado di umiliare Mourinho? Sta parlando di Spalletti, Ranieri, Prandelli e compagnia bella? Sta parlando di eterni piazzati, di allenatori monoschema, che dicono sempre le stesse cose?
Nessuno di loro riuscirà a vincere quel che ha vinto Mou, nemmeno in quarant'anni. Eppure, a quanto pare, ne sanno più di lui. Per quanto mi riguarda, neppure Ancelotti, schiavo di una società folle e dei debiti di riconoscenza, è un tecnico migliore di Mourinho.

Comunque sia, non è possibile che si conceda l'opportunità di parlare a queste persone che, animate da astio e rancore, non sono assolutamente in grado di partorire qualcosa di sensato. L'articolo di Travaglio assomiglia molto ad uno sfogo, di quelli che si sentono al bar. Scrive senza cognizione di causa, senza argomentazioni, solo con rancore.

Caro Travaglio, l'Inter ha una squadra di fenomeni che vincerebbero anche da soli? Ah sì? E dove sono sti fenomeni? Perchè non me li presentate? Sarei felice di goderne.
L'Inter ha 5 giocatori di livello superiore (Julio Cesar, Maicon, Samuel, Cambiasso, Ibra) che bastano per vincere in Italia, ma non per farlo in Europa. Tuttavia, una squadra non è fatta di 5 giocatori, ma di quasi 30, e per farli rendere al meglio c'è bisogno di un grande allenatore, che sappia come schierarli e soprattutto sappia gestire un gruppo di persone in competizione fra loro ogni giorno.

Mi sembra di ricordare che il Real dei galacticos, o il Barcellona dei due anni scorsi non abbiano vinto niente, pur avendo una rosa fatta di campionissimi (probabilmente superiori a quelli che ha l'Inter adesso) ma non un'adeguata guida tecnica.
E mi sembra di ricordare pure che un certo Lippi, detto anche "Mr. Carta Bianca", con circa 170 miliardi messi a disposizione da Moratti per comprare qualunque giocatore volesse, sia arrivato quarto (e dopo aver vinto uno spareggio grazie ad uno che secondo lui non meritava di giocare, un certo Baggio). Anche lui è fra i trenta che danno la paga a Mourinho? Probabilmente sì.

Travaglio sì, che se ne intende.

Josè, Josè: rischi di non vincere il campionato! Non è mica vero che lo stai dominando dalla prima giornata, e che a dieci partite dalla fine hai 7 punti di vantaggio sulla seconda e una quarantina sulla terza! La verità è che stai rischiando di perdere.

Ripeto: Travaglio sì, che se ne intende.

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sabato 7 marzo 2009

E' CRISI INTER

sabato 7 marzo 2009 6
Sono ormai passati 7 giorni dalla settimana terribile del Milan, dal ciclo di partite in cui tutto, finalmente, è venuto a galla.
L'eliminazione in Coppa Uefa contro l'11esima squadra della Bundesliga e l'ennesimo tonfo in campionato a Marassi hanno sancito la fine della stagione milanista con tre mesi d'anticipo.
Un bel trionfo, considerando com'erano partiti spavaldi ad agosto, con la loro campagna acquisti fatta di tanti nomi e poca sostanza, che pareva adatta (almeno, ai miei occhi: per altri, il Milan poteva dire la sua per lo scudetto) al massimo per creare una bella squadra a Pro 2009.

Insomma, quella milanista è stata proprio una stagione tragicomica, con un lento ma inesorabile calo che poi è sfociato nel punto di non ritorno della settimana scorsa.

Mi aspettavo, quindi, un po' di critiche da parte di stampa e tifosi, qualche mea culpa da parte di quei geni che hanno gestito la campagna acquisti. E invece?
Invece niente, qualche titolo il giorno dopo il pareggio col Werder, qualche paginetta e poco altro. I dirigenti hanno dato la colpa agli infortuni (ma guarda un po'? la squadra con l'età media più alta d'Europa ha giocatori che si infortunano spesso? non l'avrei mai detto).
Non è stato creato nessun caso, niente spogliatoio spaccato, niente gatto nero morto, niente sarto mafioso. Solo un bel "Ancelotti resta se arriva terzo", detto da quel genio di Galliani. Sì, proprio lui, quello che ha preso Viudez. Mica pizza e fichi.

Se ci fosse stata un'altra squadra al posto del Milan (vediamo un po', una a caso: l'Inter), i giornalisti avrebbero stappato lo champagne e sparato in prima pagina titoli di ogni tipo.
Sarebbero venute fuori, nell'ordine, notizie a riguardo di:
  • una ventina di risse nello spogliatoio, dieci dopo l'eliminazione in coppa e altre dieci dopo la sconfitta in campionato;

  • Balotelli che picchia e scippa una vecchietta;

  • Adriano che cala paste fino alle 9 di mattina in discoteca, va direttamente all'allenamento e sviene subito dopo essere sceso dalla macchina;

  • un'accusa di stupro per Chivu e Stankovic;

  • un indifeso cervo investito ed ucciso da Muntari;

  • Balotelli che mostra il big bamboo ad una scolaresca delle elementari;

  • una furibonda lite Mourinho-Moratti, al termine della quale il presidente aumenta del 50 % l'ingaggio del portoghese;

  • Moratti che chiude Rizzoli, Ayroldi e Collina nello stesso spogliatoio di Muntari e Materazzi;

  • Balotelli che fa sega a scuola e va a farsi le canne al parchetto;

  • Adriano che scappa in Brasile e fa festa fino a tardi, per poi svegliarsi la mattina dopo in compagnia di due prestanti africani;

  • Rivas e Cordoba sorpresi a coltivare strane piantine vicino casa;

  • Balotelli protagonista di episodi di bullismo in un video su Youtube.


(nella foto: è crisi inter)

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venerdì 6 marzo 2009

I CODICI DEL GRUPPO

venerdì 6 marzo 2009 6
"Qualcuno non vuole capire. E allora ribadisco che c’è assai poco di razzistico - oggi, anno 2009 - nei buuu di una curva indirizzati a un avversario di colore (Balotelli domenica scorsa). Specie se la tifoseria ululante è la stessa disposta a applaudire i vari Juan e Diamoutene che non hanno precisamente la pelle chiarissima. Questo non significa che io li gradisca, quei cori. Tutt’altro. Il buuu è entrato nei codici del gruppo, nel suo linguaggio disarticolato ma diretto. E’ cambiato il suo significato: ora è un’offesa come un’altra, vale ”pezzo di merda”, “devi morire” e così via: la curva educata non esiste. Che c’entra, poi, il caso Zoro con Balotelli, peraltro italiano a tutti gli effetti? Sono passati alcuni anni, ci siamo raffinati, per forza di cose abbiamo “nemici” diversi, il nuovo razzismo è nei confronti di albanesi e romeni, quelli che ci fanno paura."

IVAN ZAZZARONI


Più passano i giorni e più ogni tipo di pseudo-giornalista si sente in dovere di dire vaccate sul caso-Balotelli. Ok, va bene che da qualche anno c'è la fuga dei cervelli, ma è proprio possibile che non ci sia un qualche individuo (a parte Sacchi) in grado di non cadere nell'assurdo in ogni sua dichiarazione?

Zazzaroni dice che oggi, nel 2009, siamo più raffinati che nel 2005, e che il razzismo non è più nei confronti dei neri, ma degli albanesi e dei romeni. Certo, come no.

Oggigiorno, nel 2009, siamo raffinatissimi, molto più di quattro anni fa.
Infatti, in un Paese nel quale, per restringere il discorso al calcio, si lascia parlare in tv ogni settimana gente come Maurizio Mosca e Franco Ordine (per dirne due, eh), in un Paese nel quale negli approfondimenti calcistici domenicali si parla di arbitri e non di calcio, nel quale si permette ad un personaggio come Luciano Moggi di dare lezioni di etica e di presenziare ad innumerevoli trasmissioni televisive e radiofoniche, nel quale a qualsiasi demente che vuole fare la predichetta si concede la ribalta nazionale, in un paese nel quale negli ultimi 4 anni (per non dire 25, o 50) non è cambiato un bel cazzo, insomma, non possono che esserci persone estremamente raffinate, una vera elite di illuminati capaci di mirabili gesta.

Tornando ai "buuuu", da oggi, grazie a Zazza, fare il verso dell'orango ad un giocatore non è razzismo, ma solo un'offesucola di poco conto, come quella che un bambino a cui hanno appena rubato un giocattolo rivolgerebbe al piccolo ladro ("cattivo, lo dico alla maestra").
I "buuu" sono entrati nei codici del gruppo, il loro significato è cambiato; quindi, cari negri, non ve la prendete se domani qualcuno si metterà a saltellare davanti a voi e vi offrirà una banana, perchè il qualcuno in questione non lo farà per il colore della vostra pelle, ma soltanto perchè non gli andate a genio.
Gioite, razzisti delle curve! Dalla prossima domenica, potrete insultare Balotelli e tutti quelli della sua sporca tribù senza che nessuno possa storcere il naso!

Tutto questo grazie all'opera di Zazza e alla nostra società raffinata, che adesso può spostare il tiro sugli albanesi e sui romeni, visto che i negri ormai son passati di moda.

(nella foto: un negro)

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giovedì 5 marzo 2009

OSSERVATORIO CEPPA DI MINCHIA

giovedì 5 marzo 2009 0
In seguito alla pubblicazione, da parte dell'autorevole Osservatorio sugli errori arbitrali (ma quanti osservatori ci sono?mah), della classifica della serie A senza gli errori arbitrali, il mio Osservatorio di questa gran ceppa di minchia ha elaborato le seguenti classifiche:

Classifica senza

  • i minuti giocati da Emerson

  • le puttanate di Kaladze

  • l'addio al calcio di Rivera

  • i ghanesi adottati

  • i gol di Pizarro (Claudio)

  • i gol di Adriano

  • i gol di Stankovic

  • le linguacce

  • i miracoli di Milan Lab

  • il Valium a Pirlo

  • gli addii di Cafu e Serginho

  • le pugnette di Pato nei momenti difficili

  • gli abbronzati

  • la fastidiosa prostatite di Favalli

  • le bastonate sui denti

  • il gravoso impegno infrasettimanale del Milan contro l'Al Sadd

  • il crac della Lehman (milanista!) Brothers

  • la prostituzione intellettuale

  • l'infortunio di Andrade

  • la calvizie di Spalletti

  • i gol da palla inattiva

  • le sconfitte in casa contro il Bologna

  • una società senza ideali

  • la manipolassiòne intelectuale

  • sssèro titoli

  • i 4-0 in casa d'altri

  • la cessione di Quaresma al Chelsea

che sanciscono tutte gli stessi verdetti: Milan campione d'Italia per distacco, Juve e Roma a contendersi il secondo posto e la finale di Champions League e Inter in piena bagarre in zona retrocessione.



(nella foto: occhio, che ti deferiscono)

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SIAMO ALLA CANNA DEL GAS


Riporto due dei maggiori capolavori degli ultimi giorni: l'intervista a Totti sul Corriere dello Sport e l'epico pezzo di Roberto Renga (chi?) sul Messaggero.
Argomento di queste pietre miliari del giornalismo, ovviamente, l'esultanza di quell'abbronzato maleducato di Balotelli.
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LA RABBIA DI TOTTI: "CHE MALEDUCATO BALOTELLI"

CODICE DEL CAMPO - Tante volte ho parlato di situa­zioni che poi si sono verificate nel cor­so del tempo, sono stato deferito, e an­che accusato di essere il solito roma­no piagnone. Basta andare a rivedere l’ultima intervista fatta dopo la parti­ta con l’Inter dello scorso campionato a San Siro. Tutti ricorderanno come andò a finire. Non voglio commentare le decisioni arbitrali, né il comportamento di diri­genti e allenatori perché io sono un calciatore e voglio riferirmi solo ai miei colleghi. Noi calciatori in campo abbiamo un codice comportamentale, ce le possiamo dare di santa ragione, ma dobbiamo sempre avere rispetto dei tifosi avversari.
In passato posso aver commesso tanti errori, sia nei confronti di avversari e anche di qual­che tifoseria avversaria, ma ho sem­pre pagato e riconosciuto di aver sba­gliato in prima persona. Non si può tollerare che un calciatore giovane co­me Balotelli, che ha grandissime qua­lità tecniche, fisiche e atletiche, debba tenere un comportamento così brutto nei confronti di compagni di squadra, avversari e tifosi. Ricordo che nella fi­nale di Supercoppa, mentre si accin­geva a battere un calcio d’angolo, l’ho sentito pronunciare la frase «romani di m...». Può capitare un momento di rabbia, ma offese come questa non si dovrebbero ripetere. Invece si sono puntualmente ripetute domenica, con l’aggiunta della linguaccia ai miei compagni che si sono risentiti e pren­devano le difese dei 2500 tifosi che so­no stati derisi. Non sono e non voglio essere nello spogliatoio dell’Inter, ma credo che neanche lì Balotelli abbia i comporta­menti giusti. Magari stando a contatto con grandi uomini come Materazzi e Gattuso, se un giorno lo incontrerà in Nazionale, potrà imparare tante cose, soprattutto come ci si comporta. In campo fanno della grinta e della forza la loro arma migliore, ma sono sem­pre stati corretti in tutte le situazioni.
ALTRI TEMPI - Mi ha dato fastidio vedere Balotelli avere un comportamento irriguardo­so con Panucci. Magari se Christian gli fa vedere tutti i trofei che ha vinto in carriera, Balotelli si potrebbe fare una foto ricordo... Personalmente posso anche risulta­re antipatico con certi atteggiamenti, ma mi sono sempre attenuto a queste regole di vita importanti. Ricordo che quando mi sono infortunato nel 2006 mi sono arrivate tantissime telefonate, anche da avversari con i quali avevo avuto grandissimi scontri in campo. Uno per tutti Stankovic, il quale mi ha testimoniato la sua vicinanza durante il mio infortunio. Queste sono cose che non posso dimenticare. Se io a dician­nove anni avessi avuto lo stesso atteg­giamento di Balotelli, i miei compagni di squadra di allora, Cervone e Gian­nini, mi avrebbero preso a calci. Maz­zone mi avrebbe dato due schiaffi e a casa avrei preso il resto dai miei geni­tori. Probabilmente oggi è un altro calcio, e c’è un’altra maniera di educa­re i giovani. Spesso sento parlare di convegni contro la violenza negli stadi e di esempi da dare ai giovani. Come ci si può sentire se sui campi minori i ra­gazzini hanno lo stesso comportamen­to di Balotelli? Non si tratta di perso­nalità e non si può tollerare che si di­ca che lui è fatto così.
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Quel che c'è scritto qui sopra ha dell'incredibile. Fosse stato detto da un Maldini, da un Del Piero o da uno Zanetti, forse ci sarebbe potuto anche stare. Forse.
Ma detto da uno come Totti, che in campo ha fatto di tutto (sputacchi, cazzotti, insulti ad arbitri, avversari, tifosi, allenatori, dirigenti, magazzinieri, raccattapalle, steward, bidelli, ecc) suona veramente assurdo.
Lezioni di morale da parte di Totti: siamo a questo punto. Quale sarà il prossimo passo? Lezioni di italiano da parte di Biscardi? Lezioni di stile da parte di Lapo Elkann? (come?già fatto?), Lezioni di calcio da parte del Milan?

Tralasciando l'argomento Totti, è il momento di parlare dello straordinario articolo di Roberto Renga, apparso lunedì sul Messaggero, dove questo virtuoso della penna raggiunge picchi di follia impensabili soltanto fino a pochi giorni fa.

Ecco il capolavoro:

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SCANDALO BALOTELLI, SIMULA, PROVOCA, OFFENDE: CI VORREBBE IL DASPO

ROMA (3 marzo) - Ha giusto l’età per guidare la macchina e per assistere a un film vietato l’anti eroe di Inter-Roma, il calciatore cui milioni di romanisti in queste ore vorrebbero soffiare qualche parola nelle orecchie: Mario Balotelli, diciannove anni il dodici agosto, un grande futuro davanti, se mette la testa a posto.
Dicono che sotto sotto non sia un cattivo figliolo e che se guardi da un’altra parte ed eviti di rivolgergli la parola, se proprio non te lo fili, lui addirittura se ne sta zitto a pensare ai fatti suoi. Che in campo, e questo è il problema, si scontrano con i fatti degli altri e allora sono dolori. Soprattutto per lui: gli avversari (il mondo meno uno?) su due piedi possono perdere le staffe e non si sa mai; tutti gli altri, tramite la tivvù, vedono, esaminano, bocciano e sentenziano: un guappo prepotente, immaturo e vestito da giocatore.
In realtà sappiamo ben poco di questo ragazzo di origine ghanese e adottato da una famiglia italiana quando aveva tre anni. Potrebbe essere figlio di quest’epoca senza ideali.
Forse gli va di fare il bulletto in campo, come a tanti altri ragazzi della sua età piace alzare la voce o le mani in classe. Ha il fisico e magari pensa che altezza e muscoli gli permettano tutto, fatevi sotto che ci pensa lui. Del ragazzo Balotelli si occuperà la sua famiglia.
Al giocatore, che è bellissimo se non unico, dobbiamo pensare tutti: la Nazionale, l’Inter, la Federcalcio, noi, voi, chiunque possa dargli una lezione e una mano. Salvarlo come calciatore significa offrirgli un traguardo, un sogno, un ideale. Non ricordiamo un giocatore così. Pelè probabilmente, che da bambino vinse un mondiale. Maradona lo mostrarono al mondo più o meno alla sua età. Messi e Cristiano Ronaldo non avevano le stesse misure e la stessa qualità. Avrete visto il primo gol segnato alla Roma: banale per lui, una prodezza per chiunque altro.
Già meriterebbe, se contassero solo i numeri calcistici, la nazionale campione del mondo e, personalmente, saremmo felici di vederlo con il nove in Sudafrica. Ma non questo Balotelli, bensì un altro: normale, educato, rispettoso, intelligente. Con personalità e carattere, doti che non vanno confuse con maleducazione e presunzione.
Domenica sera il ragazzo ha scippato un rigore, invitato migliaia di romanisti a stare zitti appoggiando l’indice alle labbra, fatto per due volte la linguaccia a Panucci, ringhiato a Riise. Non si può usare la prova televisiva per la simulazione: l’arbitro ha visto e valutato male. Ma il resto del suo show deve finire nelle mani del giudice: violenza e istigazione alla violenza.
Si parla tanto di prevenzione, le tifoserie restano a casa, gli stadi sono pieni di steward e poi si lascia che la provocazione si verifichi impunemente in campo? La linguaccia va messa sullo stesso piano dello sputo. Venne condannato Totti agli Europei portoghesi e senza valutare le attenuanti. Va condannato Balotelli, con l’aggravante della provocazione nei confronti della tifoseria romanista. Un Daspo anche per lui. La porta della Nazionale chiusa sino a quando non avrà capito e chiesto scusa.
Una lunga squalifica adesso. Mourinho e Moratti non gli diano spago: la prossima volta la linguaccia sarà per loro.

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Sembra incredibile, ma questo individuo (Roberto Renga) è pagato per scrivere articoli su un quotidiano nazionale.
Nel suo delirio, Renga parla di Balotelli come di un bullo, un poco di buono, come di un disadattato, di un ragazzo che ha bisogno di aiuto.
Mette sullo stesso piano uno SPUTO, uno degli atti più vili che si possano fare su un campo di calcio, ed una LINGUACCIA fatta da un 18enne ad uno che potrebbe essere suo nonno.
Mette sullo stesso piano la scaracchio di Totti a Poulsen, in mondovisione e alla prima partita degli Europei 2004, e la linguaccia di Balotelli a Panucci. Non solo: aggiunge anche che a Mario dovrebbero dare l'aggravante della provocazione alla tifoseria romanista, così tenera e benevola nei confronti di questo ragazzo che è stato ferito nell'orgoglio per un'ora e mezza.

Renga usa un evidente tono razzista, sottolineando come Balotelli sia di origine africana e sia stato adottato ("sappiamo ben poco di questo ragazzo di origine ghanese e adottato da una famiglia italiana quando aveva tre anni"). Certo, non lo sapevate che se uno è di origine africana è automaticamente un teppista, un deliquente?
Robertone, poi, all'apice della pazzia, si lascia andare ad un memorabile "Potrebbe essere figlio di quest’epoca senza ideali" (ovviamente riferito a Mario), sicuramente il punto più basso del giornalismo italiano e probabilmente mondiale.
Roberto Renga, io il Daspo lo darei a te, per fare in modo che tu non possa più partorire scemenze come quella che ho appena commentato.

Mi disgusti profondamente.
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