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lunedì 10 maggio 2010

UNA BELLA DOMENICA

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L’amore per le nuove generazioni, il gladiatore che difende l’orgoglio di un intero popolo, lo spot del buon padre di famiglia, la Roma che “non solleva mai una polemica”. E poi uno stadio che non sa più come insultare i commedianti in bianco e nero, i petardi, la sconfitta numero 14 e i preliminari di Europa League. E le facce di Galliani. E una vittoria che fino a poco dalla fine non valeva tre, ma diciotto.

Tutto sommato, insomma, una bella domenica.

uno L’amore è sbarcato anche a Roma

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venerdì 7 maggio 2010

IL PEDAGOGO

venerdì 7 maggio 2010 6
I bambini che hanno preso esempio

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CASA TOTTI

Grande pollogommoso, chiunque tu sia.

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giovedì 5 marzo 2009

SIAMO ALLA CANNA DEL GAS

giovedì 5 marzo 2009 51

Riporto due dei maggiori capolavori degli ultimi giorni: l'intervista a Totti sul Corriere dello Sport e l'epico pezzo di Roberto Renga (chi?) sul Messaggero.
Argomento di queste pietre miliari del giornalismo, ovviamente, l'esultanza di quell'abbronzato maleducato di Balotelli.
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LA RABBIA DI TOTTI: "CHE MALEDUCATO BALOTELLI"

CODICE DEL CAMPO - Tante volte ho parlato di situa­zioni che poi si sono verificate nel cor­so del tempo, sono stato deferito, e an­che accusato di essere il solito roma­no piagnone. Basta andare a rivedere l’ultima intervista fatta dopo la parti­ta con l’Inter dello scorso campionato a San Siro. Tutti ricorderanno come andò a finire. Non voglio commentare le decisioni arbitrali, né il comportamento di diri­genti e allenatori perché io sono un calciatore e voglio riferirmi solo ai miei colleghi. Noi calciatori in campo abbiamo un codice comportamentale, ce le possiamo dare di santa ragione, ma dobbiamo sempre avere rispetto dei tifosi avversari.
In passato posso aver commesso tanti errori, sia nei confronti di avversari e anche di qual­che tifoseria avversaria, ma ho sem­pre pagato e riconosciuto di aver sba­gliato in prima persona. Non si può tollerare che un calciatore giovane co­me Balotelli, che ha grandissime qua­lità tecniche, fisiche e atletiche, debba tenere un comportamento così brutto nei confronti di compagni di squadra, avversari e tifosi. Ricordo che nella fi­nale di Supercoppa, mentre si accin­geva a battere un calcio d’angolo, l’ho sentito pronunciare la frase «romani di m...». Può capitare un momento di rabbia, ma offese come questa non si dovrebbero ripetere. Invece si sono puntualmente ripetute domenica, con l’aggiunta della linguaccia ai miei compagni che si sono risentiti e pren­devano le difese dei 2500 tifosi che so­no stati derisi. Non sono e non voglio essere nello spogliatoio dell’Inter, ma credo che neanche lì Balotelli abbia i comporta­menti giusti. Magari stando a contatto con grandi uomini come Materazzi e Gattuso, se un giorno lo incontrerà in Nazionale, potrà imparare tante cose, soprattutto come ci si comporta. In campo fanno della grinta e della forza la loro arma migliore, ma sono sem­pre stati corretti in tutte le situazioni.
ALTRI TEMPI - Mi ha dato fastidio vedere Balotelli avere un comportamento irriguardo­so con Panucci. Magari se Christian gli fa vedere tutti i trofei che ha vinto in carriera, Balotelli si potrebbe fare una foto ricordo... Personalmente posso anche risulta­re antipatico con certi atteggiamenti, ma mi sono sempre attenuto a queste regole di vita importanti. Ricordo che quando mi sono infortunato nel 2006 mi sono arrivate tantissime telefonate, anche da avversari con i quali avevo avuto grandissimi scontri in campo. Uno per tutti Stankovic, il quale mi ha testimoniato la sua vicinanza durante il mio infortunio. Queste sono cose che non posso dimenticare. Se io a dician­nove anni avessi avuto lo stesso atteg­giamento di Balotelli, i miei compagni di squadra di allora, Cervone e Gian­nini, mi avrebbero preso a calci. Maz­zone mi avrebbe dato due schiaffi e a casa avrei preso il resto dai miei geni­tori. Probabilmente oggi è un altro calcio, e c’è un’altra maniera di educa­re i giovani. Spesso sento parlare di convegni contro la violenza negli stadi e di esempi da dare ai giovani. Come ci si può sentire se sui campi minori i ra­gazzini hanno lo stesso comportamen­to di Balotelli? Non si tratta di perso­nalità e non si può tollerare che si di­ca che lui è fatto così.
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Quel che c'è scritto qui sopra ha dell'incredibile. Fosse stato detto da un Maldini, da un Del Piero o da uno Zanetti, forse ci sarebbe potuto anche stare. Forse.
Ma detto da uno come Totti, che in campo ha fatto di tutto (sputacchi, cazzotti, insulti ad arbitri, avversari, tifosi, allenatori, dirigenti, magazzinieri, raccattapalle, steward, bidelli, ecc) suona veramente assurdo.
Lezioni di morale da parte di Totti: siamo a questo punto. Quale sarà il prossimo passo? Lezioni di italiano da parte di Biscardi? Lezioni di stile da parte di Lapo Elkann? (come?già fatto?), Lezioni di calcio da parte del Milan?

Tralasciando l'argomento Totti, è il momento di parlare dello straordinario articolo di Roberto Renga, apparso lunedì sul Messaggero, dove questo virtuoso della penna raggiunge picchi di follia impensabili soltanto fino a pochi giorni fa.

Ecco il capolavoro:

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SCANDALO BALOTELLI, SIMULA, PROVOCA, OFFENDE: CI VORREBBE IL DASPO

ROMA (3 marzo) - Ha giusto l’età per guidare la macchina e per assistere a un film vietato l’anti eroe di Inter-Roma, il calciatore cui milioni di romanisti in queste ore vorrebbero soffiare qualche parola nelle orecchie: Mario Balotelli, diciannove anni il dodici agosto, un grande futuro davanti, se mette la testa a posto.
Dicono che sotto sotto non sia un cattivo figliolo e che se guardi da un’altra parte ed eviti di rivolgergli la parola, se proprio non te lo fili, lui addirittura se ne sta zitto a pensare ai fatti suoi. Che in campo, e questo è il problema, si scontrano con i fatti degli altri e allora sono dolori. Soprattutto per lui: gli avversari (il mondo meno uno?) su due piedi possono perdere le staffe e non si sa mai; tutti gli altri, tramite la tivvù, vedono, esaminano, bocciano e sentenziano: un guappo prepotente, immaturo e vestito da giocatore.
In realtà sappiamo ben poco di questo ragazzo di origine ghanese e adottato da una famiglia italiana quando aveva tre anni. Potrebbe essere figlio di quest’epoca senza ideali.
Forse gli va di fare il bulletto in campo, come a tanti altri ragazzi della sua età piace alzare la voce o le mani in classe. Ha il fisico e magari pensa che altezza e muscoli gli permettano tutto, fatevi sotto che ci pensa lui. Del ragazzo Balotelli si occuperà la sua famiglia.
Al giocatore, che è bellissimo se non unico, dobbiamo pensare tutti: la Nazionale, l’Inter, la Federcalcio, noi, voi, chiunque possa dargli una lezione e una mano. Salvarlo come calciatore significa offrirgli un traguardo, un sogno, un ideale. Non ricordiamo un giocatore così. Pelè probabilmente, che da bambino vinse un mondiale. Maradona lo mostrarono al mondo più o meno alla sua età. Messi e Cristiano Ronaldo non avevano le stesse misure e la stessa qualità. Avrete visto il primo gol segnato alla Roma: banale per lui, una prodezza per chiunque altro.
Già meriterebbe, se contassero solo i numeri calcistici, la nazionale campione del mondo e, personalmente, saremmo felici di vederlo con il nove in Sudafrica. Ma non questo Balotelli, bensì un altro: normale, educato, rispettoso, intelligente. Con personalità e carattere, doti che non vanno confuse con maleducazione e presunzione.
Domenica sera il ragazzo ha scippato un rigore, invitato migliaia di romanisti a stare zitti appoggiando l’indice alle labbra, fatto per due volte la linguaccia a Panucci, ringhiato a Riise. Non si può usare la prova televisiva per la simulazione: l’arbitro ha visto e valutato male. Ma il resto del suo show deve finire nelle mani del giudice: violenza e istigazione alla violenza.
Si parla tanto di prevenzione, le tifoserie restano a casa, gli stadi sono pieni di steward e poi si lascia che la provocazione si verifichi impunemente in campo? La linguaccia va messa sullo stesso piano dello sputo. Venne condannato Totti agli Europei portoghesi e senza valutare le attenuanti. Va condannato Balotelli, con l’aggravante della provocazione nei confronti della tifoseria romanista. Un Daspo anche per lui. La porta della Nazionale chiusa sino a quando non avrà capito e chiesto scusa.
Una lunga squalifica adesso. Mourinho e Moratti non gli diano spago: la prossima volta la linguaccia sarà per loro.

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Sembra incredibile, ma questo individuo (Roberto Renga) è pagato per scrivere articoli su un quotidiano nazionale.
Nel suo delirio, Renga parla di Balotelli come di un bullo, un poco di buono, come di un disadattato, di un ragazzo che ha bisogno di aiuto.
Mette sullo stesso piano uno SPUTO, uno degli atti più vili che si possano fare su un campo di calcio, ed una LINGUACCIA fatta da un 18enne ad uno che potrebbe essere suo nonno.
Mette sullo stesso piano la scaracchio di Totti a Poulsen, in mondovisione e alla prima partita degli Europei 2004, e la linguaccia di Balotelli a Panucci. Non solo: aggiunge anche che a Mario dovrebbero dare l'aggravante della provocazione alla tifoseria romanista, così tenera e benevola nei confronti di questo ragazzo che è stato ferito nell'orgoglio per un'ora e mezza.

Renga usa un evidente tono razzista, sottolineando come Balotelli sia di origine africana e sia stato adottato ("sappiamo ben poco di questo ragazzo di origine ghanese e adottato da una famiglia italiana quando aveva tre anni"). Certo, non lo sapevate che se uno è di origine africana è automaticamente un teppista, un deliquente?
Robertone, poi, all'apice della pazzia, si lascia andare ad un memorabile "Potrebbe essere figlio di quest’epoca senza ideali" (ovviamente riferito a Mario), sicuramente il punto più basso del giornalismo italiano e probabilmente mondiale.
Roberto Renga, io il Daspo lo darei a te, per fare in modo che tu non possa più partorire scemenze come quella che ho appena commentato.

Mi disgusti profondamente.
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mercoledì 4 marzo 2009

PROSTITUZIONE INTELLETTUALE

mercoledì 4 marzo 2009 0
RANIERI: "Josè non risponde ai messaggi, non mi fa più gli squilli, se lo chiamo non mi risponde. Perchè Josè? Perchè mi pianti così? Dai, ti preparo una bella cenetta, ti stiro le camicie e dopo mi metto il costume da infermiera solo per te. Però rispondimi Josè, tv1kdbxs4ever&ever"

COBOLLI GIGLI: "Penso che ci sia bisogno di un comunicato ufficiale da parte della società Internazionale, nel quale questa si dissoci dal suo allenatore. Le prostitute di cui parla Mourinho saranno pure intellettuali, ma andare a baldracche resta una cosa da depravati. Ehi, Fester, vieni un po' più in qua con questo sedere, che con la lingua non ci arrivo"

BRUNO CONTI: "Quel Murigno è un pogo debbono, lassatelo stà. Dovrebbe 'mparà da Spalletti, soprattutto sotto il punto di vista del comportamento e del rispetto che bisogna avè paaggente. E pure da De Rossi c'avrebbe d'amparasse qualcosa, st'infame"

SPALLETTI: " ma porca puxxxna txxia di quella mxxxla impestata ladra, Rizzoli sei una mxxxa, non capisci un caxxo, stxxxzo schiavo di Moratti. E' per colpa tua che non abbiamo vinto con l'Inter, che siamo sesti in classifica, che all'andata con l'Inter è finita 4-0 per loro, che Ancelotti è grasso, che c'è il buco nell'ozono e che l'economia è in crisi. Se non fosse stato per te, a quest'ora sarei pieno di capelli, avvenente e superdotato"

DE ROSSI: "muuuuuuuuuuuuuuuuuuuu, cazzominchia-aò, muuuuuuuuuuuuuuuuuuu"

GIORNALISTI IN CORO: "Non sono i tifosi della Roma che sono razzisti, è Balotelli che è un negro dimmerda che fa i gestacci"

BRUNO CONTI: "Balotelli dovrebbè 'mparà qualcosa da Totti"

TOTTI: "La penso come De Rossi"

IL MESSAGGERO: "Balotelli figlio di una società senza ideali, ci vorrebbe il Daspo. Ed è pure negro! Che schifo"

COBOLLI GIGLI: L'Inter dovrebbe emettere un cominicato ufficiale con cui dissociarsi da Balotelli, dalla sua pelle nera e da questa società senza ideali

RANIERI: "Josè xkè non mi risp? c'è qklcs ke nn va? ti prg kiamami xkè io tat dvvr. X te mi
prostituirei intellettualmente"

FIGC: "le esternazioni di Mourinho non fanno altro che alimentare tensioni"

ANCELOTTI: "Qualcuno ha parlato di alimenti?"
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