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giovedì 17 dicembre 2009

GUIDO ROSSI S’E’ INVENTATO TUTTO

giovedì 17 dicembre 2009 19

Ho appena terminato di vedere la famosa docu-fiction (termine che a mio avviso svilisce il tutto) su Calciopoli. Un tentativo di seguire il dibattito susseguente alla proiezione del video l’ho fatto, ma il sentire Mughini derubricare il tutto a “chiacchiere da bar sport” mi ha subito scoraggiato, ed ho desistito.

Che dire, per chi ha seguito con un minimo di interesse la vicenda non sono certo delle novità le amenità sentite e viste in questo prodotto, molto ben fatto. Una delle cose che più mi hanno colpito (chiaramente, oltre al fatto che ci fosse un uomo che decidevano come dovessero finire i campionati) è la vastità di quell’organizzazione: ci si rivolgeva a Moggi addirittura per chiedere il trasferimento di un finanziere, come se fosse, chessò, un ministro, o uno dei vertici della guardia di finanza. Un dirigente sportivo era arrivato a poter disporre delle carriere di pubblici ufficiali: sembra fantascienza.

Un’altro aspetto, che forse mi ha dato ancora più noia, è la figura dei Della Valle. Entrati nel calcio per cambiarlo, per dare nuova linfa, per schierarsi contro il sistema salvo poi inchinarvisi e stringere patti d’onore. Patti d’onore?

Che razza di pagliacci. Si sono riempiti la bocca di paroloni, di frasi ad effetto, volevano guidare la rivolta delle medio piccole e poi eccoli lì, che se la fanno sotto per la paura di retrocedere (dopo, tra l’altro, aver costruito una squadra pessima spendendo una cinquantina di milioni) e, per salvare la baracca, stringono le loro labbra attorno all’enorme fallo del capo e succhiano con forza. Le telefonate post Lecce-Parma, il capolavoro di De Santis – artista indiscusso ed indimenticabile – sono quanto di più riprovevole sentito in tutto il filmato: sembravano, erano felicitazioni per la riuscita messa in scena di un grande spettacolo. “Quando ci si mette le mani noi, non c’è problemi”, “ci s’ha i cavalli boni”, “siamo grandi”, sembrano i commenti di un produttore che ha appena messo in piedi uno spettacolo di successo. Invece, sono le parole di un dirigente federale, ebbro di gioia per l’efficienza dell’organizzazione di cui fa parte e per la perfezione con la quale riesce a falsare i campionati.

Secondo me, i due Della Valle sono quelli che hanno fatto la figura peggiore, in questa vicenda: quelli che facevano parte della cupola, almeno, erano criminali dichiarati, e non finti paladini della giustizia.

Ovviamente, questi due furboni sono usciti male da questa vicenda solo dal  profilo morale: le gentili condanne dell’estate del 2006 costrinsero la Fiorentina a 15 punti di penalizzazione, permettendole di rimanere in A. La società viola, insieme alla Lazio di Lotito, avrebbe meritato la B, senza tante discussioni. Per quanto riguarda la Juventus, beh, non credo nemmeno che valga la pena esprimersi.

Ora, rimango in attesa per la stangata all’Inter: quanto dovrà passare ancora perché si scopra che anche Moratti c’era dentro fino al collo, che è tutta una montatura, che Guido Rossi, Telecom, scudetto di cartone, passaporto, ladri, referto di Cordoba, eccetera? Voglio vederci chiaro.

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martedì 15 dicembre 2009

TRE ANNI

martedì 15 dicembre 2009 5

Volevo scrivere qualcosa a riguardo, ma ho visto che l’hanno già fatto, e molto bene, qui.

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