Nella giornata del ritorno in serie A di Beckham, l'unico calciatore del mondo che gioca in due squadre, e della prestazione maiuscola di Vieira, che presto ci lascerà riducendo ulteriormente il monte dei giocatori simpatia (già avevamo subito un duro colpo con la partenza di Ciccio Suazo, che non ho ancora digerito), a spiccare, più di chiunque altro, è Antonio Conte, un uomo che è sempre stato il mio punto di riferimento in quanto a stile ed eleganza.
Prestazione da vero duro, la sua: prima, durante una partita nella quale la sua squadra è riuscita a prendere gol addirittura da Pazienza, non abbassa la testa di fronte agli sberleffi del pubblico e anzi lo affronta fieramente, dichiarandosi pronto a salire in tribuna e prendere tutti a schiaffoni; poi, nel dopo-gara, passa dalle parole ai fatti, scagliandosi con rabbia contro il muro dei contestatori, con una mano protesa verso la folla e l'altra a protezione del peloso animale che cova la sua testa. Verde di rabbia, con la camicia a brandelli, sembrava sul punto di fare una strage, ma fortunatamente per i tifosi bergamaschi è stato placcato da una cinquantina di uomini accorsi sul posto per fermarlo.
Prestazione da vero duro, la sua: prima, durante una partita nella quale la sua squadra è riuscita a prendere gol addirittura da Pazienza, non abbassa la testa di fronte agli sberleffi del pubblico e anzi lo affronta fieramente, dichiarandosi pronto a salire in tribuna e prendere tutti a schiaffoni; poi, nel dopo-gara, passa dalle parole ai fatti, scagliandosi con rabbia contro il muro dei contestatori, con una mano protesa verso la folla e l'altra a protezione del peloso animale che cova la sua testa. Verde di rabbia, con la camicia a brandelli, sembrava sul punto di fare una strage, ma fortunatamente per i tifosi bergamaschi è stato placcato da una cinquantina di uomini accorsi sul posto per fermarlo.
A suggellare la straordinaria domenica, poche minuti più tardi sono arrivate le dimissioni, inconcepibili visto lo straordinario affetto che i suoi giocatori gli hanno sempre dimostrato. Alcuni di loro hanno trascorso anche intere giornate a dilettarsi con una piccola bambola raffigurante il loro allenatore, che erano soliti ornare con spilli, spillette e, talvolta, pugnali.
E' comportandosi come Antonio che si stemperano gli animi, che si smette di alimentare inutili tensioni che fanno solo del male a questo sport: ci sono allenatori che si fanno buttare fuori per quattro volte in un anno e che fanno i difficili con Varriale e Sconcerti, e altri che, invece, danno importanti lezioni come quella che Conte ieri ha impartito a tutti noi. Non mi sorprende affatto che un'autorevole testata testata sportiva torinese abbia più volte suggerito il suo nome, prima per la successione di Ranieri e poi per quella di Ferrara: con uno così, lo Stile Juve tornerebbe prepotentemente alla ribalta.
P.S.: a breve debutterò su Bauscia Cafè. Questo blog continuerà comunque ad esistere, con una quantità minore di post (come avevo già anticipato), perché altrimenti il povero µ sarebbe costretto a tornare a saccheggiare i bidoni dell'immondizia per sbarcare il lunario, ed io non voglio certo questo.
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