Visualizzazione post con etichetta walter jesus christ samuel. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta walter jesus christ samuel. Mostra tutti i post

mercoledì 16 settembre 2009

INTER-BARCA

mercoledì 16 settembre 2009 12
Finalmente, la partita tanto attesa. Guardiola lascia Iniesta in panchina e schiera Xavi, Tourè e Keita. Noi puntiamo su Muntari: d'altra parte, sono le sue partite.
Due minuti e già si capisce quale sarà il leit motiv della serata: sentirsi male. Ibra si smarca, controlla alla grande e poi ciabatta come è solito fare il mercoledì sera: dieci anni di vita se ne vanno, ma l'incubo non si concretizza.

Il Barça è una squadra di sadici. Alla fine della fiera combinano poco, ma il modo in cui tengono palla sfianca, tormenta. Ogni qualvolta i passaggi consecutivi superano quota quattro, mi viene voglia di implorarli affinchè la smettano. Fate quello che volete, tirate, crossate, perdete palla, ma smettetela.
E' solo grazie alle intuizioni di Muntari che, ogni tanto, si può tirare il fiato: mentre si impreca per uno dei suoi 18 cross nel vuoto, infatti, si dimenticano le sofferenze e tutto appare più, come dire, affrontabile.

Dopo una ventina di minuti circa, la nostalgia del Milan è davvero tanta. Anche col Parma si era capito subito che, purtroppo, non sempre si può avere a che fare con Jankulovski, Gattuso, Ronaldinho, Borriello e tutto il resto dell'allegra banda; stasera, però, mi sono mancati davvero tantissimo. La sera del derby c'era una tranquillità paradisiaca: vedevi Pirlo pronto a tirare una punizione, o Ronaldinho tentare un dribbling, e potevi startene lì, beato, ad attendere che la palla tornasse docilmente ai nostri giocatori. Magari si potesse giocare sempre contro il Milan, saremmo tutti molto più sereni.

Finisce il primo tempo, tutto sommato soddisfacente. Il secondo inizia all'insegna della passione: difesa bassissima, centrocampo bassissimo, attacco al largo e tanta buona volontà. Sulley è ancora in campo: Mou non si azzarda a toglierlo, ben sapendo che è l'unico a dare l'impressione di poter fare qualcosa di pericolosissimo da un momento all'altro.
Più passano i minuti, più il frastornante possesso palla del Barça fa salire la voglia di urlare "Basta!!!!!!". Per fortuna, in difesa Gesù Cristo sbroglia ogni situazione, affiancato dal suo compagno, anch'egli di stirpe divina. Chivu, a sinistra degli Dei, diagonaleggia e rattoppa.

Esce Muntari, tra gli applausi: quando vogliono, le persone che affollano San Siro sanno essere buone. Dentro Stankovic, che subito ci fa riassaporare splendide sensazioni come tenere il pallone tra i piedi e minacciare la porta di Valdes.
Quando entra Iniesta, il rosario è ormai agli sgoccioli. A Mourinho viene la tentazione di rispondere con un Quaresma, che però al primo tentativo di rabontrivella sarebbe stato assalito dall'intero primo anello: meglio non rischiare la strage, si va avanti così.

A pochi minuti dalla fine, tocca anche a Mario. Primo pallone, e subito fuga sulla destra e palla in mezzo per Maicon, il cui tiro di prima intenzione viene respinto da Piquè che poi avvia il contropiede. Maicon cerca di rientrare, ma la sincope lo coglie e rimane arenato sulla fascia in stile-Ronaldinho: nessun rischio, comunque.
Dopo due minuti di recupero, il talismano Stark fischia la fine. Zero a zero, e ora tutti nella steppa a giocarsi tre punti fondamentali.

Allora, ricapitolando:
tre tiri in porta a testa, Julio Cesar quasi inoperoso, Ibrahimovic ed Henry cancellati dal campo, Messi tenuto sempre fuori dall'area, Alves tenuto a bada.

In pratica, li abbiamo massacrati.

GRAZIE DI ESISTERE


P.s.:è d'obbligo una nota sui commentatori Rai. Nella serata in cui Bagni non fa venire voglia di cambiare canale come al solito, ci pensano i suoi colleghi a tenere alto il livello degli interventi.
Comincia Varriale, che rivolge a Guardiola una domanda riguardante una inspiegabile considerazione tattica riguardante il ruolo di Iniesta ("con l'ingresso di Iniesta si è rivisto il Barça di qualche tempo fa, con Messi un po' più dietro": parole a caso), alla quale Pep - diversamente da quanto farebbe un qualsiasi allenatore italiano, disposto ad avallare qualsiasi stronzata dicano i giornalisti - risponde con un "no" che dovrebbe quantomeno far riflettere l'inviato Rai.
Bartoletti e Zazzaroni, però, non hanno voluto essere da meno. Zazza tenta di fare una domanda a Mourinho, ma si perde per strada e non ci riesce: per lui, formulare un quesito è impresa davvero troppo ardua. Bartoletti, invece, chiede a Josè se, alla fine, ha tirato un sospiro di sollievo: altro "no" alla Guardiola, con Baffetto lì a schiumare di rabbia.
Solito, grande servizio Rai: sono anche giornalisti di questo livello che invogliano la gente a pagare il canone.
A parte che io il canone lo pagherei anche solo per vedere la statua di cera di Paola Ferrari: davvero ben fatta.

Leggi tutto...
 
◄Design by Pocket