Vignetta pre Real-Milan, così per scaldare gli animi.
Leggi tutto...mercoledì 21 ottobre 2009
giovedì 11 giugno 2009
FLORENTINO
Molto, ma molto di più di chi cede i propri fuoriclasse per ripianare il bilancio. Perchè questo tizio, svenandosi per Kakà e Ronaldo, ha fatto un affare sotto tutti i punti di vista.
Qualche considerazione economica: le spese sostenute saranno ammortizzate per un periodo di circa sei anni, quindi, ad oggi, i costi per ogni esercizio saranno di 26,67 milioni, più gli ingaggi (una decina di milioni a testa, mi sembra, più tasse). Facciamo quindi che questi due costeranno a Florentino (a dir tanto) tra i 55 e i 60 milioni all'anno: sembra molto, in realtà non è assolutamente niente.
Kakà e Cristiano Ronaldo sono due veri colpi di marketing. Sono due tra i giocatori più famosi al mondo, amati da ogni categoria di cliente (bambino tifoso, tredicenne innamorata, tamarro, figa, prete, padre di famiglia, ecc.). E, oltretutto, sono pure due fenomeni. La combinazione fotomodello-fenomeno, moltiplicata per due, porta ad un solo risultato: vagonate di soldi.
Se si considerano solo il merchandising e i diritti televisivi, Florentino potrà fare il bagno nei sesterzi già dal prossimo anno, mentre altri (che pure si vantano di essere dei geni del marketing) piangono e dicono che c'è crisi.
I risultati sportivi, poi, sono un'altra cosa: sì, il Real ha preso due fuoriclasse, ma il budget sta per finire e da centrocampo in giù sono ancora la mediocre squadra di quest'anno. Hanno la possibilità di fare ancora un paio di grossi acquisti, ma se (come sembra) questi saranno ancora giocatori d'attacco, non credo che i risultati saranno granchè, visto anche che il nuovo allenatore al massimo ha allenato A********a (ih) e Llorente e si ritrova di colpo a dover gestire un'armata di checche isteriche.
I risultati, però, non importano molto a Florentino: quel che importa sono le vagonate di soldi che ricaverà da tutto questo.
Ibra, cazzo, rifatti il naso, fatti una bella pettinatura da zarro, posa per un calendario: mettiti un po' in tiro, insomma. Magari inizi a piacere alle ragazzine e ci porti quell'ottantina di milioni che tanto servirebbe.
martedì 9 giugno 2009
LA BANDIERA
KAKA': IL COMUNICATO UFFICIALE DELL'A.C.MILAN
09/06/2009
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Intediamoci, non sono qui a gioire perchè Kakà se n'è andato ed il Milan si è indebolito. Hanno mangiato le nostre polveri con lui, e continueranno a farlo anche senza. Non è questo il punto.
Si sa bene perchè io stia godendo, in questo momento. Perchè la favola raccontata a gennaio dai circensi, adesso, è divenuta tale anche per quei milioni di gonzi che, cinque mesi fa, avevano abboccato in pieno a quello straordinario susseguirsi di gag consumatosi dalle prime voci sul trasferimento di Kakà in poi.
La società Milan si diceva "felice di avere fra i suoi tesserati un ragazzo straordinario che non pensa solo ai soldi, ma che crede nell'amicizia e nello spirito di appartenenza". Chi ha dichiarato questo non era l'ultimo dei tifosi, o Peppino del bar all'angolo, ma Silvio Berlusconi.
"L'amicizia e lo spirito d'appartenenza" sono venuti meno quando a bussare alla porta, invece degli sceicchi, è stato il Real Madrid. Tuttauntratto, la voglia di diventare bandiera e capitano del Milan è scomparsa, ed a prevalere è stata la voglia di prendere le proprie cose e togliersi da quel circo che è l'ambiente rossonero.
Dio dev'essersi fatto furbo, dopo qualche mese nel mondo del calcio: forse aveva capito tutto già a gennaio, quando consigliò al suo assistito di non lasciare Milano per Manchester; forse aveva già sentito Perez.
La "società con dei valori" non ci ha pensato su nemmeno un secondo, e si è intascata i 65 milioni del cartellino. Soldi che andranno integralmente a ripianare il bilancio della società, che nonostante vittorie europee e mondiali, è inspiegabilmente in passivo di circa 70 milioni. Strano, perchè la squadra è praticamente sempre arrivata in fondo alle grandi manifestazioni, incassando soldi su soldi.
Chissà, perchè il bilancio è (era) in rosso. Mah, saranno forse stati i 25 milioni spesi per Dinho, i 21 spesi per Oliveira, i 7,5 (più 4,5 netti all'anno) spesi per sia per Emerson che per Ronaldo e Zambrotta, i quasi 5 milioni netti a Dida, Shevchenko e Flamini, la mancata cessione di Gattuso di fronte ad un'offerta di più di 20 milioni, e tante altre cosette.
Mah, sì, forse è per questo che c'è (c'era) il buco in bilancio. Ora il buco non c'è più, in compenso c'è una squadra che fa ridere solo a pensarla.
Cari amici milanisti, vi meritate tutto questo. Perchè anzichè riempire San Siro per un pachiderma ed andare a versare lacrime sotto casa Kakà, avreste dovuto rifiutarvi di rinnovare la tessera dell'abbonamento. Avreste dovuto capire tutto già a gennaio, invece di commuovervi perchè il valoroso Ricky aveva rifiutato i malvagi sceicchi.
Ma siete dei gonzi, e quel che vi meritate è una squadra comica ed una società che vi prende per il culo.

AGGIORNAMENTO: stralcio della conferenza stampa di Kakà:
"So che i tifosi rossoneri sono tristi. Loro piangono, io piango. Al Milan devo tutto. Mi ha portato in Europa, mi ha costruito intorno un progetto calcistico e mi ha aiutato a diventare il numero 1 al mondo. Con il Milan ho conquistato il pallone d’Oro. Con la società rossonera finisce un rapporto professionale ma continua un rapporto sentimentale".Beh certo, c'è la crisi. La famiglia Milan non arrivava a fine mese.
- Perché si è arrivati a questo divorzio?
"Nel mondo stanno succedendo gravi cose dal punto di vista economico. La crisi ha colpito le imprese. E il Milan è un’impresa calcistica. I soldi del mio trasferimento possono aiutare la società rossonera a superare questo momento di difficoltà e a costruire un futuro ancora più importante".
Il Milan piange, i tifosi piangono, Kakà piange. Piangono tutti.
Voi che fate?
giovedì 4 giugno 2009
UN ANNO DI TRIONFI - PT.3 - KAKA' STORY
Comunque sia, ufficiale o no, la cessione del trequartista è ormai cosa fatta. Il suo procuratore, Dio, ha trovato l'intesa col Real, che si è a sua volta messo d'accordo col Milan: lunedì la firma delle carte.
I giocatori vanno e vengono, davanti a cifre importanti i club di solito cedono. Non ci sarebbe niente di strano in questa vicenda, se solo..se solo a gennaio non avessimo assistito a quella comica stratosferica che è stata l'intera vicenda Kakà-Manchester City. Dall'offerta di ottocentomila fantastiliardi al saluto del segaiolo in crisi mistica alla folla festante, abbiamo assistito alla peggior commedia tragicomica che la storia ricordi.
Ripercorriamone le tappe, una ad una, per arrivare all'episodio conclusivo: il meglio che la televisione e l'intrattenimento in generale possano offrire.
I miei ormai consueti e brillanti commenti alle dichiarazioni non servono, quelli semmai riserviamoli per dopo (invito tutti a lasciare un messaggio a Ricky).
E' il caso di seguire tutta la vicenda in religioso silenzio, gustandosi ben bene ogni parola.
"Il City dal Milan per Kakà. Offerta davvero pazzesca: 100 milioni di euro. Berlusconi: "Spero sia incedibile. Non so nulla di questa offerta"
La Gazzetta dello Sport, 13 gennaio 2009
"Voglio invecchiare nel Milan. Il mio obiettivo è diventare il capitano di questa squadra. Ho già rifiutato offerte importanti"
Kakà, 14 gennaio 2009
Già, ma il Milan continuerà a lottare per i traguardi di sempre, scudetto, Coppa Uefa, Champions League, mentre il miglior giocatore rossonero a quel punto si metterebbe sul piano di Vergassola, Castillo, Manfredini o Bentivoglio, andando a lottare per non retrocedere, sia pure a Manchester, sia pure con un conto corrente traboccante di soldi.
Sportmediaset.it, 15 gennaio 2009
"La trattativa esiste, io spero di allenarlo ancora a lungo. Ma se partirà, i nostri obiettivi non cambieranno"
Carlo Ancelotti, 16 gennaio 2009
"Il City alza l'offerta: sul piatto 150 milioni"
Tuttosport, 16 gennaio 2009
"Sul piatto ci sono 150 milioni per la società rossonera e 15 netti all'anno per il giocatore"
Sportmediaset.it, 16 gennaio 2009
"Il Manchester City aumenta l’offerta a 274 milioni di euro, così suddivisi: 121 milioni ai rossoneri, altrettanti (tasse incluse) al brasiliano (che incasserebbe così quasi 15 milioni netti all’anno, ovvero poco meno di 290.000 euro a settimana) e 32 milioni agli intermediari"
La Gazzetta dello Sport, 17 gennaio 2009
"Ancora non è deciso niente, ma è molto difficile fare restare uno che va a guadagnare certe cifre"
Silvio Berlusconi, 17 gennaio 2009
"Kakà si sente tradito dal Milan perché è la società a volerlo vendere al Manchester City, e non certo lui a volersene andare. E il brasiliano lo avrebbe confessato giovedì sera ai compagni di squadra, durante una cena nel ristorante milanese di Clarence Seedorf"
Daily Mirror, 17 gennaio 2009
"Un Meazza molto simile a una valle di lacrime per il presunto addio di Kakà". "Al fischio finale Ricardo va ad abbracciare tutti i compagni, poi rientrando negli spogliatoi pare versi qualche lacrima. Forse è il segnale. Forse la favola è finita. All'uscita i tifosi hanno circondato l'auto del brasiliano e gli hanno intonato ancora una volta il coro "resta con noi", rincorrendo poi la sua auto per alcune decine di metri"
La Gazzetta dello Sport, 17 gennaio 2009
Piange la teenager che senza Ricardo si sentirebbe persa; senza il suo sorriso pulito, gli occhi grandi e neri, il ciuffetto di capelli appena accennato sulla fronte. "Giù le mani da Kakà", urlano i supporter della frangia più organizzata. Perché Kakà è anche loro; perché l'estate scorsa Ricardo li ha tranquillizzati; perché il miracoloso ragazzo di Brasilia ha promesso loro nuovi traguardi. Tifosi disperati. Pensano: come faremo senza le sue poderose falcate, quelle folate magiche senza sfiorare il terreno? Quei tiri poderosi, le saette imprevedibili? La palla nel sacco e le braccia alzate? Romantici. E ora la Fiorentina. Il Gila? Come se non ci fosse. Kakà resisti. Non ci lasciare.
La Gazzetta dello Sport, 17 gennaio 2009
"Secondo una fonte molto vicina al proprietario del Manchester City, l’offerta di 110 milioni di euro per Kakà sarebbe assolutamente ridicola. L’intera storia sarebbe stata montata da Silvio Berlusconi per avere un positivo ritorno di immagine una volta che il trasferimento non si fosse concretizzato e che Kakà fosse così rimasto a San Siro, visto che il primo a parlare di un’offerta di 110 milioni di euro è stato proprio il sito della società rossonera. "Le cifre riportate dalla stampa riguardanti l’ingaggio di Kakà sono totalmente irrealistiche– ha spiegato da Abu Dhabi l’anonimo consigliere dello sceicco Mansour bin Zayed Al Nahyan – . In realtà, si parla di un’offerta più vicina ai 55 milioni di euro"
The Observer, 18 gennaio 2009
"Al Milan andranno circa 105 milioni di euro"
La Gazzetta dello Sport, 18 gennaio 2009
"Il Real Madrid offre 100 milioni"
Tuttosport, 18 gennaio 2009
"In tutti i momenti, in tutte le ore. La pasta è sempre fredda, il gelato è sempre sciolto. Corro nel parco, avvolto dagli zero gradi, a testa bassa, ma non c'è niente da fare: "Ah, ma tu sei Pellegatti? Ma Kakà rimane o parte?". Perfino dopo le 11 di sera, mentre sto cercando di lavorare con un maledetto compasso per aiutare mio figlio a trovare la bisettrice di un segmento.
"Pronto? ah ciao? dimmi"
"Ma Kakà? va o no?"
Lascio il compasso, la matita, il righello per non rispondere nulla. Perché nessuno ancora sa nulla, anche se mille voci, mille indiscrezioni, mille favole, mille incubi si sono rincorsi in queste ore, in questi giorni. Sono, siamo tutti sconvolti, tutti increduli, tutti sconfortati.
Sì, perché Kakà è una bandiera, Kakà è un simbolo. Kakà è il naturale discendente di Schiaffino, di Rivera, di Van Basten. Abbiamo perso il cigno di Utrecht, il Guido Guinizzelli del calcio, il cantore del Dolce Stil novo, per un maledetto infortunio. Non possiamo sopportare l'addio del brasiliano per vil denaro. Mi auguro che oggi sia una giornata interlocutoria per il mio telefonino, anzi no, scusate. Ecco il primo SMS della giornata: "Ho ancora nel cuore quel canto di tutto lo stadio: Kakà non si vende! Ciao". Ho capito! Oggi sarà come ieri, come domani. Sì, domani, lunedì 19 gennaio, quello che potrebbe diventare uno dei giorni più importanti della storia del Milan e delle... società telefoniche.
Il mio sogno, anche perché l'illusione è dolce, è quello di lussarmi presto il pollice, scrivendo a tutti gli amici: "KAKA' RIMANE!!!". Finirebbero questi giorni di fuoco. Certo poi arriverebbero altri sms: "Ma poi? a giugno?!?"
Beh, in questo caso potrei essere maleducato anche con gli amici più cari. Giugno è lontano. Speriamo adesso di gustarci il caro Kakasinho ancora per questi 6 mesi. Poi, magari, gli verrà consegnata la fascia di capitano e rimarrà con il Milan per sempre. Questi saranno ricordati solo come brutti giorni, che possono capitare in un matrimonio con la donna più bella del mondo"
Carlo Pellegatti, 18 gennaio 2009
Grazie di cuore, Carlo
"Ancelotti e Beckham credono ancora nella permanenza del brasiliano, ma l'abbraccio a fine gara con i compagni sa tanto di congedo. Il divorzio dal Pallone d'oro 2007 segnerebbe un cambio di rotta del Milan e la consapevolezza che il denaro conta più di ogni cosa. Anche dei sentimenti"
La Gazzetta dello Sport, 18 gennaio 2009
"Mancherebbe solo l'ok del giocatore e le firme per concludere la trattativa milionaria per portare Kaka' al Manchester City. La documentazione sarebbe gia' pronta. A quanto si apprende, il Milan avrebbe trovato l'accordo per una cifra di poco inferiore ai 130 milioni di euro. Ora si attende che Kaka' e il suo papa'-procuratore, l'ingegner Bosco Leite, raggiungano l'intesa definitiva con il club inglese. L'ingaggio dovrebbe aggirarsi sui 18-20 milioni di euro a stagione"
Tuttosport, 19 gennaio 2009
"Kakà piange, il City non gli piace. Da oggi giorni decisivi per l' addio"
Repubblica, 19 gennaio 2009
"L'arrivo di papà Bosco è annunciato per oggi pomeriggio a Malpensa. Poi, correrà da Ricardo per un faccia a faccia, a questo punto, decisivo. Nelle ultime ore si è fatta strada la sensazione che l'ex Pallone d'oro non voglia più lasciare il Milan. Invece il papà-agente ha continuato a premere per finalizzare subito la trattativa con il Manchester City. Una divergenza d'idee emersa anche nei colloqui telefonici tra i due durante l'ultima settimana"
La Gazzetta dello Sport, 19 gennaio 2009
Il 19 gennaio è una giornata drammatica. Si vocifera di un Kakà in lacrime, di suo padre Bosco che cerca di convincerlo a lasciare il Milan, di sceicchi pronti a spendere ottomila miliardi per portarsi a casa Ricky. E' un crescendo di tensione, sotto casa Kakà si raduna una folla di centinaia di persone che intonano cori e sperano nel miracolo.
Nessuno ha certezze, dall'Inghilterra continuano a rimbalzare voci secondo le quali sarebbe tutta una montatura di Berlusconi.
Voci, solo voci. Non c'è nient'altro, tutta Italia è col fiato sospeso.
Un intervento, però, scioglie ogni dubbio. Alle 23 del 19 gennaio, Silvio Berlusconi in persona chiama in diretta al Processo di Biscardi, e tocca forse quello che è il picco della sua personale (e già ricchissima di soddisfazioni) carriera di comico. Indescrivibile, entusiasmante, irripetibile: potrei star qui un mese a sciorinare aggettivi, ma non riuscirei a rendere bene l'idea di che cosa sia stato quel momento.
Per far capire a tutti quali sono state le mie sensazioni quella sera, non posso far altro che postare il video del fattaccio.
Gustatevelo responsabilmente.
Lo ammetto: non sono in grado di aggiungere nessun altro commento. Quella che c'è qui sopra è la più grossa pagliacciata che si sia mai vista nel mondo del calcio, ed è ben posizionata anche nella hit parade generale. Che dire, se non GRAZIE DI CUORE.
Le ultime battute della storia, con una new entry davvero eccezionale: Dio.
"Kakà ha dimostrato quanto valgono certi valori. Per lui i soldi non sono tutto. Evviva!"
Silvio Berlusconi, 20 gennaio 2009
Galliani: "Ha prevalso il cuore sulla ragione. I tifosi devono ancora una volta ringraziare il presidente Berlusconi per questo sforzo economico perché era una forte tentazione davanti a una cifra da stra-record del mondo". Sul fronte inglese c'è la conferma del Manchester City: "Accordo improbabile, le trattative sono terminate". I vertici del club inglese, peraltro, sono rimasti sbigottiti: non si aspettavano un epilogo del genere proprio quando l'affare sembrava ormai arrivato in porto.
Kakà: "Tutti i messaggi che mi arrivavano dicevano di scegliere con il cuore e penso che alla fine questa scelta è stata così. Non è assolutamente economica. Ci sono state delle notizie, delle voci,
tante speculazioni, che in questi giorni fanno fatto anche una brutta idea di mio papà. Non è così, io non ho mai litigato con mio papà. Le mie decisioni sono sempre in famiglia, mia moglie è stata bravissima, mi ha aiutato, mi ha sempre sostenuto in tutte le mie decisioni. La mia famiglia è stata bravissima e in nessun momento mi ha spinto ad andare da una parte o dall'altra. Alla fine ha contato la mia storia, dove sono legato e dove è in realtà il mio cuore. Tutti i messaggi che mi arrivavano mi dicevano di scegliere con il cuore. E io così ho fatto. Non è una stata una scelta economica. È sempre stato il Milan ad accontentarmi. Devo ringraziare Galliani, Berlusconi, Leonardo che è più di un amico. Ora voglio solo stare tranquillo e vincere. La gara di sabato è stata fuori dal comune, ero molto emozionato, anche dai tanti bambini che mi hanno dedicato i loro disegni. Quando sono andato via dal San Paolo una parte del pubblico, mi contestava. Ora tutti i tifosi sono qui a gridare il mio nome, sono molto contento. Sono a casa con un paio di amici a festeggiare. Il Milan è casa mia, nemmeno per trenta secondi ho pensato di andare al Manchester City"La Gazzetta dello Sport, 20 gennaio 2009
"Sono felice che Kakà abbia veramente dato una dimostrazione straordinaria di non essere soltanto qualcuno che guarda al guadagno e di avere dei principi e dei valori, come quello dell'attaccamento alla bandiera, e riconoscenza nei confronti di una società e di un presidente che l'hanno lanciato. Non ho speso parole per spingerlo ad accettare il City. Ma le parole spese per convincerlo a rimanere hanno dato buoni frutti. Ha l'anima che corrisponde al suo viso".
Silvio Berlusconi, 20 gennaio 2009
"Voglio ringraziare Galliani e a Berlusconi e anche a Leonardo, che è più di un amico. Sono molto credente. La strada più logica non è sempre quella che Dio sceglie per noi. Il Milan ha sempre rifiutato di parlare di queste cose. Io ho sempre detto che prima di parlare con me dovevano mettersi d’accordo col Milan e il Milan ha sempre detto no. Quando il Milan dirà sì, forse sarà un segno che Dio mi indica un’altra strada. Ho pregato tanto in questi giorni cercando una direzione che venisse da Dio e alla fine la direzione è restare qua"
Kakà, 20 gennaio 2009
Grazie, grazie, grazie: vedere che tutto sta cominciando daccapo, sapendo che stavolta finirà senza telefonate in diretta e processi divini, è veramente impagabile.
Grazie di cuore per quanto avete rallegrato, rallegrate e rallegrerete la mia esistenza.
Invito nuovamente ognuno di voi a lasciare, proprio qui sotto, il suo personale messaggio a Kakà, al "ragazzo che crede nell'amicizia, crede nello spirito di bandiera, un modello per tutti quanti".
CAZZATE A RAFFICA
Se questi qua, però, continuano a spararle, io non riesco a resistere. Ci ho provato, ma la voglia di commentare un paio di cose che sono uscite oggi alla fine mi ha sopraffatto.
E poi oh, la fiction è qua sotto, basta premere un po' la freccetta in giù.
MILANO, 4 giugno 2009 - "Questa stagione l'abbiamo persa perché in certe partite, negli ultimi minuti, non abbiamo adottato la tattica che io consigliavo da ex presidente. Invece l'abbiamo applicata nell'ultima partita (contro la Fiorentina, ndr) che abbiamo vinto e che è stata decisiva per la Champions". Lo ha dichiarato Silvio Berlusconi intervistato da Claudio Brachino e Maurizio Belpietro a Mattino 5.
RONALDINHO — Il patron rossonero è poi entrato nei dettagli, mostrando di non avere digerito l'esclusione di Ronaldinho: "Spesso non abbiamo avuto a disposizione tutti i nostri campioni - ha proseguito il premier che critica l'ormai ex tecnico Ancelotti che nella prossima stagione guiderà il Chelsea -. Ronaldinho è stato usato anche per pochi minuti e questo ha provocato anche una caduta del morale del giocatore. Ma pensi che bello avere Ronaldinho per 90 minuti in campo, il biglietto si paga per giocatori così".Gazzetta.it
Commento, commento.
Mi sembra chiaro cosa voglia dire il patron milanista: la sua squadra, quest'anno, ha perso molti punti perchè non ha adottato le sue tattiche, prime fra tutte la celeberrima "vinci tutte le partite" e l'infallibile "segna sei gol agli avversari". E' evidente che se non si seguono queste illuminate istruzioni, si finisce per buttare via una stagione.
Ancelotti, anche tu: ogni volta che si avvicinava il novantesimo, potevi dire alla squadra di metter dentro un paio di pere.
Parlando della seconda parte dell'articolo, si scende ancor più nell'inverosimile. Voglio dire, se addirittura Ancelotti, il tecnico più aziendalista della storia, si rifiuta di far scendere in campo dal primo minuto l'acquisto più costoso della società, dopo averlo potuto ammirare in allenamento tutti i giorni, magari qualche problemino c'è.
Ancelotti, ancora tu: bastava mettere Dinho dall'inizio, come contro Bologna e Genoa, ed applicare le tattiche di Silvio, e a quest'ora sareste in strada a festeggiare.
Meno male che c'è Leonardo, va.
Ed ora, dedicato a coloro che hanno partorito questo colpo di genio,
"proponiamo questa iniziativa: indossiamo qualcosa di rossonero, che può essere una maglia, un cappello, ma anche una spilla.
Mandiamo a scuola i nostri figli con la maglia di Kakà, noi magari indossiamo un braccialetto rossonero.
Dobbiamo far capire, in questo modo, che il Milan siamo noi e che non si vendono i gioielli di famiglia."
(da un commento sul blog di settore, preso presumibilmente da un forum milanista)
La conferma della cessione di Kakà arriva direttamente dall’amministratore delegato del Milan Adriano Galliani: “ll Milan non può perdere 70 milioni di euro ogni anno. Anche il cuore deve confrontarsi coi numeri, ma non stiamo smobilitando. Arriverà un grande attaccante, una mezzapunta, visto che il prossimo anno giocheremo col 4-3-1-2“. E ancora: “Pato, Pirlo e Seedorf sono incedibili. I tifosi? Spero capiscano - spiega l’ad intervistato dalla “Gazzetta dello Sport” - Ricky al Manchester City non voleva andare, a Madrid invece sì. Il giocatore si è sempre comportato bene con noi, non ha mai chiesto adeguamenti o prolungamenti di contratto. E’ stato qui sei anni vincendo tutto quello che c’era da vincere“.
Galliani poi accenna alla futura campagna acquisti del Milan: “Non ci stiamo ridimensionando, non arriveranno Amauri o Adebayor, nè giocatori del Real, ma un grande attaccante, uno che giochi nella posizione di Kakà. Il Milan è pronto a ripartire, per tornare a vincere“.
mercoledì 6 maggio 2009
TELEPAZZIES
mercoledì 29 aprile 2009
SE..

Ancelotti: "Se avessimo avuto Nesta, Gattuso e Kakà non saremmo usciti" (27/02/09)
Galliani: "Non abbiamo mai avuto Nesta e Kaladze, con Gattuso in campo non abbiamo mai perso, dobbiamo recuperare Ronaldinho e Borriello, il famoso centravanti di peso che ci accusano di non avere acquistato. Senza tutti questi infortunati, staremmo lottando per lo scudetto" (02/03/09)
Galliani: "Abbiamo 5 punti più dell'anno scorso, avremmo potuto fare qualcosa di meglio ma purtroppo gli infortuni ci tengono in questa posizione di classifica" (09/03/09)
Galliani: "Maxwell? Se non avessimo già Mattioni, ci interesserebbe" (16/03/09)
Gattuso: "Noi il Manchester l'avremmo battuto" (19/03/09)
Galliani: "In casa segnamo più di tutti, siamo i più forti, se avessimo Nesta e Kaladze saremmo a ridosso dell'Inter" (20/04/09)
Inzaghi: "Se avessimo solo 3 o 4 punti in più, potremmo fare discorsi diversi" (21/04/09)
Galliani: "Questa squadra senza infortuni avrebbe lottato per lo scudetto" (22/04/09)
Galliani: "E' colpa di Osvaldo se abbiamo un passivo di 67 milioni. Se non avesse segnato, avremmo avuto 37 milioni in più nell'attivo" (24/04/09)
Inzaghi: "Questo Milan meriterebbe di avere più punti, ma purtroppo i numerosi infortuni hanno condizionato la stagione" (26/04/09)
Berlusconi: "Senza quella rete nel derby segnata con la mano ora saremmo a ridosso dell’Inter" (27/04/09)
Kakà: " Se avessimo avuto tutti i giocatori a disposizione, saremmo riusciti a ottenere grandi risultati" (28/04/09)
sabato 18 aprile 2009
CICLI

Kakà: "Il Milan ha finito il ciclo"
Ancelotti: "No, il ciclo non è finito"
Insomma, si tromba o no? Leggi tutto...
mercoledì 8 aprile 2009
NON SI VENDE KAKA'
Questo sì che è attaccamento alla maglia: ogni giorno esce una nuova notizia su Kakà e sul suo trasferimento dal Milan. Il diretto interessato, da vero cuore rossonero, ogni volta nicchia e strizza l'occhio alla nuova possibile destinazione, oltre a denunciare pubblicamente le clamorose carenze del fantasmagorico Milan Lab e dei medici che, cercando di guarirlo a suon di pozioni, lo hanno tenuto fermo per un mese per un male misterioso.
Probabilmente, Dio deve aver cominciato a capirne di calcio e sta consigliando al suo discepolo più valoroso di cambiare aria, vista l'incetta di terzi, quarti e quinti posti che il Milan sta facendo in questi anni, e che continuerà a fare perlomeno per un'altra decina di stagioni.
Amici rossoneri, mobilitatevi: andate sotto casa di Ricky armati di striscioni strappalacrime e lanciatevi in cori e manifestazioni d'affetto! Vedrete che il vostro eroe non vi lascerà, resterà sempre con voi a lottare con Genoa e Fiorentina. Almeno finchè non si presenterà da lui l'emissario di una qualsiasi società del globo con in mano un contrattino molto attraente.

