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venerdì 23 ottobre 2009

CIAO GIOVANNI

venerdì 23 ottobre 2009 2

La partita di mercoledì sera, oltre che per il rivoluzionario 4-2-3-1 di Ciruzzo, verrà ricordata come l’ultima nella quale Giovanni Cobolli Gigli è entrato all’Olimpico da presidente della Juventus.

Con lui se ne va un glorioso pezzo di storia, un uomo che ha saputo dare delle soddisfazioni, soprattutto a noi. E’ finita un’epoca, un’epoca iniziata il 29 giugno del 2006, quando un tizio sulla sessantina venne nominato Presidente della società bianconera, per motivi che tutt’ora gli sfuggono, dal primo CdA del dopo-Moggi.

Lui, Giovanni, che fino ad allora si era occupato praticamente solo di editoria, si ritrovò così a dirigere la società bianconera, appena retrocessa in serie B, essendo palesemente a digiuno di qualsiasi conoscenza calcistica. E non nel senso che non conoscesse nessuno - a differenza del precedente direttore generale, che conosceva un po’ tutti –, ma nel senso che di pallone ne sapeva meno di Tardelli.

Quest’ultimo, insieme al giovane fuoriclasse Secco, a Lapo, ad uno dei mille Blanc che popolano il mondo dello sport e ad altri simpatici burloni, era presente (e votante) il giorno dell’investitura di Giovanni. Il nostro, viste le carenze in materia calcistica, si affidò fin da subito a quello straordinario CdA, che passerà alla storia come uno dei più improbabili di tutti i tempi, sui livelli di quelli dell’Inter del dopo-Lippi. Si affidò a loro, e fece bene.

Alessio Secco, come regalo di benvenuto, gli portò il contratto di Boumsong su un piatto d’argento. Quale miglior inizio, per il successore di Franzo Grande Stevens? Meglio di così, si poteva fare soltanto cedendo Mutu alla Fiorentina per otto milioni più il prestito di Bojinov. E infatti riuscirono a fare meglio di così.

Il giorno della nomina, appena uscito dal CdA, Giovanni spiegò così la filosofia che avrebbe portato avanti durante il suo mandato:

“Noi ci diamo l'obiettivo di essere vincenti, simpatici, trasparenti; di coltivare un grande rapporto con Torino, con l'Italia, consapevoli di essere uno dei principali Brand italiani nel mondo. Trasparenza e lavoro di squadra saranno le nostre parole d'ordine. Credo che il nuovo Cda dimostri la chiara determinazione a guardare al nuovo futuro con il massimo rispetto per i valori etici e sportivi”.

Parole chiare, decise, da leader, alle quali aggiunse anche “Per quanto mi riguarda, spero ancora di vincere la Champions League il prossimo anno”. Forse nessuno gli aveva ancora spiegato che la Juve sarebbe finita sicuramente in serie B, che la serie B è la categoria dove vanno a giocare coloro che retrocedono dalla A e che retrocedendo è impossibile qualificarsi per la Champions.

La curiosità, per quanto riguarda i primi tempi, è la quasi assenza di attacchi all’Inter: i tifosi, schiumanti di rabbia, si aspettavano un presidente più battagliero, e da subito hanno cominciato a chiedere più juventinità nei piani alti.

Grazie alla sua fermezza e al suo carisma, alcuni dei campioni bianconeri come Buffon, Del Piero, Trezeguet, Ibr..no, questo no, furono convinti a restare a Torino a giocarsi la promozione su campi tosti come quelli di Crotone e di Cesena. L’annata nella serie cadetta si concluse con un’inevitabile vittoria, ma Deschamps, logorato da mesi di campagna mediatica (e non) avversa, si dimise. Come successore Giovanni puntò su Ranieri, il tecnico ideale per vincere subito.

Questo fu troppo anche per Tardelli che, vedendo inascoltati i suoi consigli (avrebbe voluto puntare tutto su Novellino. Davvero, eh) uscì dal CdA lasciando un vuoto incolmabile.

Col ritorno in serie A, iniziarono le sparate contro l’Inter; una selezione dei maggiori luoghi comuni sui neocampioni d’Italia fu preparata e messa sulla scrivania del Presidente, che così ebbe modo di imparare bene le vaccate da raccontare in modo da accontentare anche il tifoso più rosicante. Di quell’anno si ricorda la faraonica campagna acquisti: è l’estate di Grygera, Tiago, Andrade e Almiron, gioielli che l’abile Secco strappò alla concorrenza di tutta Europa. La consapevolezza di aver portato grandi campioni a Torino fece sì che si potesse inaugurare la serie dei proclami estivi, che sarebbe proseguita per altri due anni. Al grido di “Possiamo farcela”, il Presidente ha diffuso fra la tifoseria gobba la convinzione che “ora che c’è la Juve, torna tutto come prima, l’Inter rivince tra 18 altri anni”, eccetera.

La realtà vide però la Juve finire al terzo posto, sottolineato comunque come un successo dai presunti addetti ai lavori. Finito il campionato, era tempo di rafforzarsi: il Liverpool era pronto a sbolognare Xabi Alonso per 18 milioni, Giovanni ci pensò ma..no, è meglio Poulsen, dà più sostanza. E Stankovic? Bah, non piace ai tifosi..che resti dov’è. Ranieri iniziò a plasmare il suo camaleonte solido, Cobolli intensificò le critiche verso l’Inter senza sapere davvero perchè.

Con l’arrivo di Amauri, centravanti da oltre due reti all’anno, si può sognare. Il proclama per il 2008 fu:

"Io credo che quest'anno la Juventus possa puntare allo scudetto. E ci crede anche Ranieri. Se ci dovesse essere maggiore livellamento quest'anno, la Juventus potrebbe approfittarne. E comunque non capisco perchè solo la Juventus sia stata retrocessa in Serie B e, inoltre, con una penalizzazione in punti».

Preciso e pungente come sempre, una vera lingua affilata la sua. Questo sarà ricordato come il suo anno migliore, costellato da perle su perle. Su tutte, tre meritano di essere citate:

  • “Dopo aver letto con attenzione le gravi dichiarazioni rilasciate dall’allenatore dell’Inter la Juventus manifesta stupore e sdegno e chiede all’Inter di dissociarsi pubblicamente da tali esternazioni. Con le sue dichiarazioni, l’allenatore dell’Inter ha mancato di rispetto non solo alla Juventus e ai suoi 14 milioni di tifosi, ma a tutto il calcio italiano. Piuttosto che alimentare una pericolosa cultura del sospetto, i rappresentanti delle società hanno il dovere di dimostrare educazione e senso di responsabilità - prima, durante e dopo le partite - per sostenere l’evoluzione del calcio italiano e della sua immagine internazionale”;
  • Il ricorso contro la squalifica del campo per i cori razzisti contro Balotelli;
  • “120 mln per Del Piero? Non lo venderemmo”

Nonostante i proclami, l’annata è deludente e Ranieri viene messo alla porta a due giornate dalla fine. Al suo posto, ecco Ferrara, il Guardiola italiano, il Ferguson partenopeo, o più semplicemente uno che non ha mai allenato in vita sua.

Per il 2009/2010 in casa Juve si è deciso di puntare davvero in alto. Sono stati così stanziati 50 milioni per il duo brasiliano Melo-Diego, rispettivamente il nuovo Dunga e la nuova frontiera dell’evoluzione umana. Sono stati presi Caceres, Cannavaro e Grosso. Milioni di gonzi-bis (non al livello dei gonzi originali, ma quasi) sono stati convinti che il gap è stato colmato, e che forse c’era addirittura stato il sorpasso.

E poi, a metà di ottobre, i punti da recuperare sono già 4. Sì, in effetti era l’ora di rispedire Cobolli Gigli in luoghi a lui più consoni.

Ci mancherai, Giovanni. Finchè c’eri tu, nessuno si sarebbe mai azzardato a prendere uno Xabi Alonso, o un Lampard: passavi tutto al vaglio, avevi l’ultima parola, e difficilmente sgarravi.

Speriamo solo che Blanc sia alla tua altezza. Ci teniamo ad arrivare alla seconda stella entro il 2012.

Grazie di tutto.

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martedì 12 maggio 2009

CdA

martedì 12 maggio 2009 9
CdA Juve, un mese dopo


"Ragazzi, ancora non ci credo che abbiamo preso Cannavaro. Ma vi rendete conto? Cannavaro! Ora sì che siamo a cavallo!"






"Per una volta sono d'accordo con te, Alessio. Fabio sì che è un gran colpaccio"





"Ciao ragazzi, scusate il ritardo. Mi sono persa qualcosa?"






[Secco sottovoce a Cobolli: "e questa chi è?"
Cobolli: "E' Blanc"
Secco: "Chi?"]
"Ehm, ciao, no, non ti sei persa niente, tranquilla. Ora che ci sei anche tu, passiamo alle questioni serie: dobbiamo scegliere l'allenatore. Chi prendiamo?"


"Prendetemè, prendetemè!"







"E questo chi è, Berlusconi?"







"Ma no, è Antonio, è uno di famiglia. Tra l'altro, lo vedo un po', come dire..rinfoltito. Ha un certo stile, mi piace"






"Qualcuno ha parlato di stile? Ovvio, questa società ne ha da vendere. Stile ed eleganza. Se solo avrei un po' più di potere, qui dentro.."





"Sicurezza, portatelo via."






"Toglietemi le mani di dosso! Come vi permettete? Voi non sapete chi sono io! Io sono La.."






"Lo sappiamo benissimo chi sei. Sei un coglione.
Anzi, due. E' per questo che sarai il prossimo presidente"





"Su, rimettiamoci al lavoro. Allora, abbiamo in mano i contratti di Diego, Lavezzi, Quagliarella..."






"Sì ma prendere uno che ci serve? Tipo chessò..un difensore?"






"Ma abbiamo già preso Cannavaro! Scusa, non ti basta? E' il Capitano della Nazionale!"





"Ho detto un difensore, non uno scolapasta"







"Antò, hai sentito le richieste del pm?"
"Eh lo ho sentite..cinque anni per associazione a delinquere. Mi sa che non la raddrizziamo sta baracca, Robbè"
"Però allo stadio ci acclamano ancora..soprattutto a Luciano..ma lui non si era preso un anno e sei mesi? Dov'è? A Rebibbia?"
"Macchè, guarda bene..è sotto al tavolo che strizza le palle a Secco"

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mercoledì 22 aprile 2009

DIFFERENZE

mercoledì 22 aprile 2009 9
"Non c’ero sabato allo stadio, ma ho visto Juve-Inter in tv e ho letto i giornali. E mi sono vergognato, da juventino, per i cori contro Balotelli. Ho 80 anni già compiuti, di partite ne ho giocate tante, le ho date e le ho prese, parolacce se ne sono sempre dette, ma lo sport non è mai stato maltrattato come adesso. E non è che il tifo ai miei tempi fosse poco acceso, anzi: su certi campi ti veniva la febbre al pensiero di entrarci. Quando arrivava il derby con il Torino per tutta la settimana precedente ci stavamo alla larga, noi e loro. In campo non ci conoscevamo, gli spettatori urlavano di tutto a noi e alle nostre mamme, ma "devi morire" non si è mai sentito gridare in nessuna curva. E passata la domenica del derby io facevo gruppo con Bacigalupo, Rigamonti e Martelli, quelli del Trio Nizza. Eravamo amici e mangiavamo insieme da Tolmino, nella strada dove c’era addirittura la sede granata.
Il bello dello sport è questo: cercare con tutte le forze di vincere, sfottersi anche, ma da uomini veri. E poi cosa c’entra il colore della pelle, oltretutto quel ragazzo è nato in Sicilia, è italiano come i miei nipoti. Io il ricorso contro la squalifica non l’avrei fatto. Certo una giornata di campionato a porte chiuse è una condanna dura, non è la prima volta che il razzismo entra negli stadi ed è la prima volta in serie A che la pena è tanto grave. Non sono soltanto i tifosi della Juventus a urlare slogan orribili (e la società si è scusata), ma non mi sento più contento perché anche altre tifoserie, compresa quella dell’Inter, si sono comportate in modo vergognoso. Bisogna cominciare a dire basta perché il razzismo è una brutta bestia. I tifosi, di qualunque squadra, devono sapere che certi comportamenti non si possono accettare. E, sia chiaro, deve valere per tutti".
Giampiero Boniperti, testo raccolto da Enrica Speroni [fonte: gazzetta.it]



"Qualsiasi societa' deve far valere i suoi diritti e quindi rinunciare al ricorso sarebbe sbagliato. Le sentenze sono un dovere ma il ricorso e' un diritto, e noi pensiamo di avere diritto a una sentenza piu' equa rispetto alle nostre colpe, piu' coerente con i giudizi del passato.
Il ricorso sara' fatto con molta tranquillita' e se non sara' accolto andra' bene lo stesso. Ci piacerebbe che fosse preso in considerazione, anche perche' non abbiamo alcun tipo di recidiva ed e' nostro dovere cercare di limitare i danni che comunque devono venire da una sentenza che non potra' non esserci. La Juventus non vuole finire sui libri scolastici come esempio di quanto successo, ma anzi, sta facendo di tutto contro il razzismo, cercando anche di seguire la Uefa. C'e' la necessita' di modificare i regolamenti, non sta a me dire in quale modo ma credo sia importante.
Comunque sia, in tribuna nessuno si è accorto di quei cori. La qualita' della produzione televisiva della Juventus e' stata tale che chi era a casa seduto in poltrona percepisse con molta piu' chiarezza il contenuto di questi cori di quanto potessimo fare noi. Ce ne siamo accorti solo alla fine della solita cena dopo la partita quando il nostro addetto stampa mi ha segnalato che ci stavano facendo dei rilievi. Non e' una giustificazione ma aiuta a capire che la situazione e' maturata nella sua complessita' nel tempo. Dopodiche' domenica abbiamo fatto la nostra opportuna presa di coscienza".
Giovanni Cobolli Gigli [fonte: agi news]


Trova le 7 differenze.

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venerdì 17 aprile 2009

VIGILIA DI TENSIONE

venerdì 17 aprile 2009 6
Pre Juve-Inter: dichiarazioni di un certo livello.
Inizia Cobolli Gigli, che in una delle sue ottocento interviste settimanali, esordisce oggi con un "Del Piero non si tocca". C'era proprio bisogno di precisare che Alex ha smesso di pasticciarsi come un tredicenne?
Comunque, pensandoci, ha fatto bene a dire così: sono sicuro che ci fosse la fila per toccarlo. Ehi voi, avventori inglesi, ladri di giovincelli: girate al largo da Del Piero, capito?

Dice la sua anche Ranieri: "Moratti spende? Non ha vinto per 10 anni...". In effetti, lui che in un paio di decenni da allenatore ha fatto razzie di titoli, facendo spendere alla sua società (per restare all'attualità) una quarantina di milioni per Tiago, Poulsen, Andrade ed Almiron, è sicuramente nelle condizioni di tirare frecciatine agli altri.

Mourinho, invece, si è limitato ad un "Vi facciamo il culo", senza addentrarsi troppo nei particolari. La verve dimostrata in conferenza stampa non è quella dei giorni migliori: preoccupante. Per domani temo un 4-2-3-1 con Obinna, Jimenez e Figo dietro ad uno scalpitante Crespo, una roba che non farebbero vedere neppure su Rotten.

I nervi sono tesissimi: io per esempio sono qua che mi contorco, terrorizzato all'idea dei cambi di passo di Nedved e dei lanci di Poulsen.

Comunque sia, domani sera non avrò tempo per questo match di beneficenza: ricomincia la quarta serie di Prison Break, dopo mesi di attesa. Ci eravamo lasciati con Sara che salva Micheal dai cattivoni della Compagnia, e la choccante conferma che la mamma dei fratelli Scofield-Burrows è viva ed ha Scylla con sè: la tensione è altissima.

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giovedì 16 aprile 2009

PER FARE UN ALBERO

giovedì 16 aprile 2009 9
CdA Juve, pomeriggio intenso

Ma perchè ai nostri, invece di dargli il ghetoreid, non li riempiamo di bombe come ai bei tempi?






"Al posto di Ranieri ci metterei Ulivieri, per..."








"Novellino!"







"e lasciami finire! ci metterei Ulivieri, perchè Ranieri...ehm...puzza"







"Ma perchè non mettiamo due squadre in campo? Così andiamo il doppio"






"Io per il prossimo anno riscatterei Knezevic, riprenderei Andrade e Almiron, e per l'attacco c'è quell'Adriano lì che non mi dispiace per niente"






"Alessio, certo che tu non ci capisci proprio un cazzo"







"Parli tu che hai appena confermato Ranieri"








"Su su, basta litigare, pensiamo alle cose serie. Chi prendiamo, Diego o Brocchi?






"Vabbè dai, qui dovremmo essere tutti d'accordo"







"Diego non lo voglio, non si addice al mio camaleonte solido!"







"Ha ragione il mister, prendiamo Brocchi che dà più sostanza"







"Il mio camaleonte ha bisogno di omaccioni rudi, non di ballerine. Andate subito a prendermi Christian!"






"Con Brocchi le nostre possibilità scudetto aumentano perlomeno al 40%. Comunque Del Piero non si vende, nemmeno per 120 milioni"





"Sentite, ma Blanc chi cazzo è? Quello dell'Inter?"








"Oh, Antò, vediamo di tornare a comandare sta baracca"
"Sì, ma Luciano dov'è?"
"Eh non so, era di là a minacciare Palladino, ora viene"





Aggiornamento: ho saputo che Tardelli, quand'era nel CdA della Juve, Novellino lo voleva per davvero.
E io che ci scherzavo, su queste cose. Leggi tutto...

martedì 24 marzo 2009

MORATTOPOLI

martedì 24 marzo 2009 17
Palermo, 23 mar.- (Adnkronos) - E' stato 'tradito' dalla sua passione per la squadra dell'Inter uno dei quattro rapinatori arrestati la notte scorsa dai Carabinieri di Palermo. Il giovane pregiudicato, ritenuto un rapinatore seriale, Danilo De Rosalia, 24 anni, ha agito in alcune delle rapine effettuate in supermercati di Palermo con addosso una tuta dell'Inter. Ad incastrarlo le telecamere a circuito chiuso.
De Rosalia e Michele Manzo, 26 anni, sono accusati di avere svaligiato dai supermercati alle tabaccherie e anche farmacie. Diciotto colpi in tre mesi. I militari li hanno arrestati mentre stavano per mettere a segno l'ennesima rapina in un supermarket. Anche questa volta il rapinatore seriale indossava la maglia dell'Inter. I due, armati di coltelli, minacciavano i commessi, e dopo essersi fatti aprire le casse, prendevano il denaro. Sono diciotto i colpi accertati ma il numero, secondo i carabinieri, sarebbe destinato ad aumentare. Sempre i Carabinieri hanno arrestato altri due rapinatori 'seriali'.
In carcere sono finiti Giuseppe Scafidi, 26 anni e Giovanni Parisi, 27 anni. A Parisi gli inquirenti sono arrivati grazie ad alcuni testimoni che hanno segnalato la targa dell'auto usata per una rapina in una tabaccheria.



Che fosse crisi inter, lo si sapeva già. Ora, però, l'ombra della giustizia sportiva è calata sulla società nerazzurra, e saranno dolori. Quattordici inchieste aperte nelle ultime 24 ore, arresto per Guido Rossi, fiaccolate sotto casa Moratti al grido di "ridateci gli scudetti!" e "no alla cupola".

Gli interisti sono dei ladri, questo è noto ai più da tempo. Finalmente, adesso, se ne hanno anche le prove: un ladruncolo, un vile borseggiatore è stato beccato con indosso la tuta dell'Inter. Cos'altro poteva indossare un simile avventore? Quelle vesti contraddistinguono chiaramente un disadattato, uno scarto della società, capace solo di vivere di espedienti. Di certo, fosse stato un bravo ragazzo, non avrebbe indossato quei putridi cenci, ma una ben più elegante divisa rossonera o bianconera.
In via Durini, adesso, rischiano grosso. Altro che intercettazioni, qui ci sono dei video inconfutabili! Adesso voglio proprio vedere se quei ladri troveranno un altro Guido Rossi, o un altro consiglio dei saggi. Voglio proprio vedere come si difenderanno da queste pesanti e gravi accuse. La serie B, ci vorrebbe!

Cobollo ha già richiesto la restituzione di tutti e 16 gli scudetti, più un paio di Coppe Italia e il cartellino di Rivas. Io dico che quest'uomo ha ragione! Scendiamo tutti in campo per questa battaglia, togliamo di mezzo il sistema Moratti, purifichiamo il nostro calcio.
Se una squadra capace di schierare insieme gente del calibro di Dida, Senderos, Favalli, Bonera, Janku, Beckham e Ronaldinho non riesce a vincere lo scudetto, vuol dire che c'è per forza qualcosa sotto. Stesso discorso per la banda di Legrottaglie, Molinaro, Brazzo e Poulsen. C'è del marcio nel nostro calcio, è uno schifo del quale tutti noi ci vergognamo.
E Moratti non venga a dirci che gli hanno ucciso l'anima: che stia cheto, quel ladruncolo.

La gentaglia che manovra tutto questo ha, fortunatamente, i giorni contati. Moratti, hai finito di comandare a tuo piacimento il calcio italiano! Giustizia sarà fatta.

(nella foto: sterco su carta)

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mercoledì 4 marzo 2009

PROSTITUZIONE INTELLETTUALE

mercoledì 4 marzo 2009 0
RANIERI: "Josè non risponde ai messaggi, non mi fa più gli squilli, se lo chiamo non mi risponde. Perchè Josè? Perchè mi pianti così? Dai, ti preparo una bella cenetta, ti stiro le camicie e dopo mi metto il costume da infermiera solo per te. Però rispondimi Josè, tv1kdbxs4ever&ever"

COBOLLI GIGLI: "Penso che ci sia bisogno di un comunicato ufficiale da parte della società Internazionale, nel quale questa si dissoci dal suo allenatore. Le prostitute di cui parla Mourinho saranno pure intellettuali, ma andare a baldracche resta una cosa da depravati. Ehi, Fester, vieni un po' più in qua con questo sedere, che con la lingua non ci arrivo"

BRUNO CONTI: "Quel Murigno è un pogo debbono, lassatelo stà. Dovrebbe 'mparà da Spalletti, soprattutto sotto il punto di vista del comportamento e del rispetto che bisogna avè paaggente. E pure da De Rossi c'avrebbe d'amparasse qualcosa, st'infame"

SPALLETTI: " ma porca puxxxna txxia di quella mxxxla impestata ladra, Rizzoli sei una mxxxa, non capisci un caxxo, stxxxzo schiavo di Moratti. E' per colpa tua che non abbiamo vinto con l'Inter, che siamo sesti in classifica, che all'andata con l'Inter è finita 4-0 per loro, che Ancelotti è grasso, che c'è il buco nell'ozono e che l'economia è in crisi. Se non fosse stato per te, a quest'ora sarei pieno di capelli, avvenente e superdotato"

DE ROSSI: "muuuuuuuuuuuuuuuuuuuu, cazzominchia-aò, muuuuuuuuuuuuuuuuuuu"

GIORNALISTI IN CORO: "Non sono i tifosi della Roma che sono razzisti, è Balotelli che è un negro dimmerda che fa i gestacci"

BRUNO CONTI: "Balotelli dovrebbè 'mparà qualcosa da Totti"

TOTTI: "La penso come De Rossi"

IL MESSAGGERO: "Balotelli figlio di una società senza ideali, ci vorrebbe il Daspo. Ed è pure negro! Che schifo"

COBOLLI GIGLI: L'Inter dovrebbe emettere un cominicato ufficiale con cui dissociarsi da Balotelli, dalla sua pelle nera e da questa società senza ideali

RANIERI: "Josè xkè non mi risp? c'è qklcs ke nn va? ti prg kiamami xkè io tat dvvr. X te mi
prostituirei intellettualmente"

FIGC: "le esternazioni di Mourinho non fanno altro che alimentare tensioni"

ANCELOTTI: "Qualcuno ha parlato di alimenti?"
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