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venerdì 23 ottobre 2009

IL DRAMMA DI BOBO

venerdì 23 ottobre 2009 7

In questi giorni, il dramma di Bobo Vieri è entrato nelle case degli italiani. L’infortunio nel 2006 che gli impedì di andare al mondiale, la crisi, le notti insonni, i pedinamenti ordinati da Moratti; ce n’è abbastanza per distruggere l’anima di qualsiasi uomo. Ieri, l’ultima puntata di questa struggente vicenda: il prematuro addio al calcio di Bobone, uno che avrebbe avuto ancora molto da dare al football nostrano ma che nei piani alti del sistema Moratti non era più gradito.

Visto l’inizio del processo intentato contro la società nerazzurra e a Telecom, a cui Christian ha chiesto un totale di 21 milioni, sono emersi particolari inquietanti sul periodo nero dell’ex centravanti. L’opinionista di punta di Controcampo, nonchè sua fidanzata, ha dichiarato che

Bobo fati­cava a dormire preso dall’ansia e dalla preoccupazione, fino a dover consultare uno psicologo. Da allora esce poco e ha sempre il timore di essere seguito. Abbia­mo  pensa­to anche di ingaggiare una guardia del corpo".

La società Inter ha così rovinato un ragazzo pieno di vita e di allegria. Bobo, un uomo che ora ha paura della sua stessa ombra, esce poco, non si gode più niente, e se qualcuno gli passeggia dietro lo perquisisce alla ricerca di telecamere o ricetrasmittenti. Come scritto dall’autorevole Goal.com,

Ora la palla passa al tribunale, che sentirà anche Tronchetti Provera, Moratti ed altri manager dell'Inter e della Telecom, poi prenderà le proprio decisioni. Che, qualsiasi siano, non restituiranno mai a Vieri la propria vita.

Nessuno potrà restituire a Christian la gioia di vivere, nessuno. E’ distrutto, disperato, logorato dentro: quando qualcuno gli suona il campanello, va a rifugiarsi sotto il tavolo e comincia a pregare affinchè se ne vada. Non si fida più di nessuno, per lui chiunque gli si presenti davanti è una potenziale spia pronta ad incastarlo. Il Vieri di un tempo è morto, imagesepolto: il ragazzo che tornava alle 6 di mattina con Ronaldo e dormiva due ore prima di allenarsi non c’è più.  Il Bobo che dava senza troppi problemi le chiavi dei suoi Cayenne ai posteggiatori che mezz’ora dopo erano già al confine (“Bobo dammi le chiavi, ti vado a parcheggiare la macchina”), che era sempre gentile e cordiale con tutti, ha ora lasciato spazio ad un uomo stanco, insonne, paranoico, che diffida nel prossimo, un uomo in crisi. 

Bobo non chiude occhio da tre anni, passa le nottate a guardare le televendite di Giorno&Notte e gli spettacolini di Lea di Leo, con la sola compagnia di un bicchiere di pessimo whisky e la consapevolezza che tutto stia andando a rotoli. E’ l’esempio vivente che i soldi non fanno la felicità, e nemmeno la figa e tutto il resto.

Io non ci sto, è un’ingiustizia. Voglio fare qualcosa per aiutarlo, per restituirgli il sorriso e la gioia di vivere: uniamoci, amici, affinchè Bobo riceva la sua vita indietro e possa tornare finalmente a dormire sonni tranquilli, affinchè quest’incubo finisca. Se qualcuno ha delle idee per tirarlo fuori dall’oblio, si faccia vivo subito. C’è un uomo che soffre, e non c’è tempo da perdere.

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giovedì 7 maggio 2009

IL CIMITERO DEGLI ELEFANTI

giovedì 7 maggio 2009 4
E' notizia di poche ora fa l'acquisto, da parte del Flamengo, di un pregiato esemplare di suino.
Non mi stupisce che, tra tante squadre, sia stato proprio il Flamengo ad acquistare l'animale: dopotutto, non è un caso che la squadra di Rio abbia le maglie rossonere.

Un ennesimo, grande colpo per il calcio brasiliano: dopo l'affare R*****o-Corinthians, il torneo carioca potrà esporre un nuovo, grande, enorme talento, facendo schiattare d'invidia i seguaci degli altri campionati sudamericani.
E non sembra essere finita qui.


Avidi come bestie affamate, gli infaticabili dirigenti del Corinthians, evidentemente decisi a costruire un'armata invincibile, stanno per chiudere con un altro amatissimo ex-Inter: Christian V***i.
Il sogno dei dirigenti carioca è di ricreare la mitica coppia V***i-R*****o, mitica non perchè abbia fatto sfracelli in giro per il mondo, ma perchè è è scesa in campo solo nei sogni e nelle favole dei tifosi interisti.
Sette anni e cinquanta chili dopo (a testa), i due potrebbero quindi ritrovarsi fianco a fianco, uniti per trionfare nelal prima divisione brasiliana.

Tutto ciò a discapito di questo gran bel ragazzo (inspiegabilmente detto "Dentinho")


che in caso di arrivo di Bobone rischierebbe di perdere il posto da titolare, anche se sono sicuro che sarebbe più che onorato di farsi da parte per permettere a Tritolone di esprimersi.

Dunque, ricapitalando (senza censura, dai): Ronaldo, Adriano e Vieri, tutti in Brasile, due con maglie bianconere ed uno con maglia rossonera.

E' Rio, quindi, il cimitero degli elefanti.
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martedì 14 aprile 2009

CHAMPIONS, CHE NOIA

martedì 14 aprile 2009 2
Cosa abbiamo imparato dalle ultime partite di Champions?
Facile, che è una competizione per scarponcelli. Come si fa soltanto a pensare di vedere una partita di questo sciocco torneo, quando nel proprio campionato si possono ammirare ogni domenica vere e proprie parate di stelle?

Mettiamoci nei panni di un tifoso del Milan: chi ce lo fa fare di sorbirci un noioso Chelsea-Liverpool, senza nemmeno un pallone d'oro in campo? Puah, una vera schifezza, insostenibile per chi è abituato agli altissimi standard che gli assi rossoneri sono in grado di fornire in ogni occasione.
In Italia siamo pieni di Palloni d'Oro, abbiamo il campionato più bello del mondo ed i migliori fuoriclasse. Fermiamoci un attimo a riflettere: nel nostro campionato milita nientepopodimeno che il club più titolato al mondo, e noi dovremmo metterci a vedere spettacolini di bassa lega come quelli offerti dalla Champions?
Ma poi, oh, c'è la Roma che gioca il calcio più spettacolare di ogni galassia, una roba che se l'avesse vista Rinus Michels si sarebbe sentito una merda. Il vero calcio totale lo fanno Spalletti, Taddei e Perrotta, altro che Cruijff, Neskeens e quel pivello di Rinus.

Come può un tifoso abituato alle geniali aperture di Muntari ed ai preziosismi di Poulsen, appassionarsi a queste partitelle fra inglesi e spagnoli? Come può il sostenitore di una squadra che si permette di mandare in tribuna tutte le domeniche uno come Digaofratellodikakà, mettersi davanti al divano ed apprezzare un pacchiano 4-4? Non è possibile.
Eppure ci stiamo provando ad esportare calcio: operazioni come quella tra Vieri e i Galaxy sono lì a testimoniarlo. Niente da fare, però: all'estero sono duri, non vogliono proprio capire. Se continuano così, rischiano grosso.

A noi cultori del bello, vedendo i quarti di Champions, viene automatico paragonare quelli che scendono in campo con i giocatori che possiamo ammirare tutte le domeniche. L'assurdità di confronti come Iniesta-Pirlo, Essien-Vieira, Lampard-Perrotta o Messi-Shevchenko ci balza subito all'occhio, e non possiamo far altro che schifarci. Assurdo solo pensare di paragonare gente che un ballondòr non l'hai mai visto nemmeno di striscio, giocatorucoli, mezze calzette, ai supercampioni d'europa e del mondo che militano nelle nostre big.

Siamo dei viziati, ecco la verità: dopo aver visto un Chievo-Milan, tutto il resto ti sembra merda. E allora, proprio come i bambini capricciosi, dobbiamo imparare ad assaggiare anche le cose che non ci piacciono, perchè è così che ci si comporta ("non si dice "che schifo", prima si assaggia e poi si mangia"). Non è giusto disprezzare le squadre degli altri campionati solo perchè non sono capaci di giocare, non sta bene.

Diamoci una regolata.


(nella foto: il nuovo acquisto dei Galaxy)

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