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mercoledì 28 ottobre 2009

ALCORCON

mercoledì 28 ottobre 2009 31

Quando spendi 240 milioni e poi, in una settimana, ti ritrovi a pareggiare con lo Sporting Gijon e a perdere col Maifredi Team e l’Alcorcòn, capisci che forse era meglio fare beneficenza. I presupposti per la fucilata c’erano già da mercoledì scorso, ma almeno quelli del Maifredi un tempo giocavano bene. Ora hanno l’artrite e l’osteoporosi, ma il pallone lo sanno trattare, eccheccazzo.

L’Alcorcòn però, dai, no.

Alcorcòn. Sembra il nome di una delle squadre che sfida il Milan nelle prestigiose amichevoli organizzate per far segnare Huntelaar. Perdere con questi qua, e per 4-0 per giunta, è davvero paradossale: un po’ come se, in Italia, il Milan perdesse con la Cavese, o la Juve col Mantova. Magari ho esagerato con i paragoni (in effetti, due cose del genere credo proprio che siano impossibili), ma era giusto per farvi capire la portata della cosa.

A questo punto, visto quanto successo ad Alcorcòn (non è un nome bellissimo? Al-cor-còn. Passerei giornate intere a dirlo), c’è da trovare qualcuno che spieghi ai gonzi che la scorsa settimana hanno battuto un’accozzaglia di capre, capaci prendere quattro pere da una squadra poco più che amatoriale, undici amici che avevano affittato il campo per farsi due risate. Sarà dura scovare una persona adatta: ci vuole tatto, per parlare con chi ha dei problemi.

Ora che ci penso, credo che sia il caso di mandare questo qualcuno anche da Blanc, per fargli capire che, quando la Juve vincerà il suo prossimo scudetto, non ci sarà nessuna terza stella, nè reale nè morale. Ah, e già che c’è, anche che “ce li hanno tolti” non è la frase giusta da usare, per parlare di due scudetti rubati che si è stati costretti a restituire. Voglio dire, se io domani scippo una vecchia, mi arrestano e le restituiscono la borsa, non andrò in giro a dire “La mia borsa! Me l’hanno tolta”, perchè, come dire, non avrebbe senso.

Allora, ricapitolando: ci serve qualcuno che vada a dire ai milanisti che battere il Real non è un’impresa, che spieghi a Blanc che le stelle sono due e rimarrano tali ancora per tanto tempo e che l’appropriazione indebita non comporta l’acquisizione del diritto di proprietà.

Mi sa che ci vuole uno bravo. Parecchio bravo.

filini(nella foto: il centravanti dell’Alcorcòn)

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giovedì 22 ottobre 2009

CE N’E’ PER TUTTI

giovedì 22 ottobre 2009 14

Il Rubin sbanca il Camp Nou, Fiorentina e Debreceni segnano un gol al minuto, l’Unirea Urziceni va a dettar legge a Glasgow, il Bordeaux batte il Bayern e il Milan vince al Bernabeu: solo noi non facciamo un cazzo, qui si divertono tutti.

A Madrid, in particolare, in campo quindici palloni d’oro, trentasei Champions League e una Mitropa Cup. Se a ciò si aggiunge Kakà contro la sua ex-squadra, si hanno tutti gli ingredienti per il match dell’anno, per una gara di alto livello.

Ecco, lo chef deve aver sbagliato a mischiarli, questi ingredienti, perché ne è venuta fuori una roba che assomiglia molto al calcetto del giovedì, con i due più deficienti in porta, altri otto raccattati all'’ultimo minuto a sfidarsi a suon di lisci e ciabattate e l’arbitro in pigiama che ti manda il C.S.I.

E’ l’unica gara della storia nella quale riescono a fare schifo praticamente tutti (se si escludono Pato, Seedorf e Drenthe): i giocatori, l’arbitro, la maglia del Milan con lo sponsor “win.com” – sono chiaramente impazziti –, anche uno che ne mastica di futebòl come Pellegrini, il Gigi Cagni cileno. Lo show comincia con una splendida chiamata di De Bleeckere, che riesce a non vedere Zambrotta mentre arrota Benzema e concede una curiosa rimessa dal fondo.

Quello che riesce a fare Dida, però, è oltre ogni immaginazione: io stesso, che ho avuto il coraggio di giocare con Fabregas in porta (ve lo ricordate quel genio che fino a qualche tempo fa veniva sul blog e ne sparava di enormi? ecco, lui. Immaginatevi che roba) non avevo mai assistito a niente del genere. Dopo essere stato praticamente bloccato dal brasiliano, il pallone ha preso vita ed ha cominciato a divincolarsi dalla presa del portierone, riuscendo a scappare via. Non so, forse ha i guanti che puzzano, forse il suo sudore è sfera-repellente, ma io un portiere con l’effetto calamita al contrario non l’avevo mai visto. E nemmeno qualcuno che gli versa 4,5 milioni ogni anno.

Uno dice, ma guarda che culo il Real, ha sbloccato la partita grazie a Didone ed ora inizia a macinare gioco. No, Uno dice male, perché la squadra madridista è una delle cose più brutte viste in questa Champions, l’anello di congiunzione tra l’Inter del primo tempo di martedì e il Milan visto contro lo Zurigo, una bruttezza assai rara ed incomprensibile.

Chiaramente, una roba del genere, per quanto vomitevole, basta ed avanza a tenere a bada i rossoneri - guidati dal solito, travolgente Dinho – che fino al sessantesimo circa non fanno molto più di me e di mio zio seduti sul divano. Superata l’ora di gioco, però, ecco che entra in azione Casillas, al quale Dida evidentemente deve essere passato vicino nell’intervallo attaccandogli il morbo del fumogeno sulla spalla. Iker impazzisce, si muove con dieci secondi di differita e riesce nell’impresa di far segnare Pirlo, che non la metteva da fuori dai tempi di Italia-Ghana.

Passano quattro minuti, e i secondi di differita diventano trenta. Su lancio sbilenco di Ambrosini, il portiere del Real decide di lasciare la sua porta e si incammina giocondo verso il pallone. Ci mette un quarto d’ora per uscire dall’area, poi, quando il pallone è lì ad un centimetro, si accascia in terra nel curioso tentativo di bloccare la sfera con le mani, spalancando la porta ad un Pato incredulo che segna.

La festa prosegue. Kakà, in versione Okan Buruk, al settantesimo è ancora in attesa di azzeccare la prima giocata della serata. Quando i minuti sono 72, Raul batte un angolo fuori area verso Drenthe, che ha il tempo di aggiustarsi la palla, rimbuzzarsi i pantaloncini, scaccolarsi, prendere la mira e tirare all’angolino, senza che nessun milanista si azzardi ad opporsi.

Pareggio, dunque; manca poco alla fine, le squadre si sfilacciano e, come in ogni calcetto del giovedì che si rispetti, i presenti si mettono a fare i cazzoni facendo saltare ogni parvenza di logica e di copertura degli spazi. De Bleeckere, ovviamente, non vuole sfigurare e s’inventa un’altra decisione alla Moreno, annullando un gol a Thiago Silva senza un solo motivo valido e facendo ricominciare il gioco, anche stavolta, con una rimessa dal fondo, evidentemente il suo provvedimento preferito.

Nemmeno il tempo di indignarsi che Ronaldinho, dopo aver ricevuto da Pato, scarica su Seedorf, che non ha però soluzioni per il passaggio. Per un qualche strano motivo, però, la difesa del Real si riversa improvvisamente addosso all’olandese lasciando liberissimo Pato. Clarence, accortosi del tutto, scodella il pallone sui piedi del giovane brasiliano permettendogli di segnare un 3-2 dai risvolti comici.

Poco dopo l’arbitro pone fine all’agonia, il Bernabeu esplode in una mai così meritata pioggia di fischi e i milanisti impazziscono, ebbri di gioia. Si prevede che avranno di che bullarsi per questa serata per almeno una quindicina d’anni, e che il credito guadagnato nei confronti dei media non si esaurirà nemmeno in caso di una sconfitta per 8-0 con tripletta di Yepes, domenica col Chievo. Massì, è bene che si prendano queste soddisfazioni. Perlomeno, continueranno ad essere convinti di avere uno squadrone che non ha assolutamente bisogno di rinforzi. Su, gonzi, alzi la mano chi, dopo il fischio finale, non ha pensato “sai cosa? Anche quest’anno LA VINCIAMO NOI”: sono convinto che nessuno è riuscito a resistere.

Certo che, oh, spendere 240 milioni per poi perdere contro il Milan..dev’essere davvero da fucilata. Forse qualcuno avrà capito che le squadre non si fanno così, che questa non è la Master League e che non basta il primo tizio che si trova per strada per guidare un’accozzaglia di giocatori presi quasi per capriccio.

Detto questo, vorrei onorare il Milan per la vittoria, perché sono un tipo sportivo e non ho problemi ad apprezzare le grandi prestazioni altrui. Purtroppo, però, non posso, perché non ho visto grandi prestazioni, ma solo una gara a chi la fa più grossa. E, detto sinceramente, mi bastava quanto visto martedì sera.

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lunedì 30 marzo 2009

I RE DEL MERCATO

lunedì 30 marzo 2009 10
MILANO, 28 marzo -
Il Milan sta pensando all'ingaggio di Fabio Cannavaro. Ieri Ancelotti ha fatto un po' di luce sulle strategie di mercato del club rossonero: «Penso che con un paio di in­nesti, diciamo azzeccati, il Mi­lan possa essere molto compe­titivo. Siamo in sintonia sul fat­to che uno dei due acquisti deb­ba essere un difensore, mentre, orientativamente, il secondo dovrebbe essere un attaccante».
ADEBAYOR E DROGBA - Il difensore del Real Madrid rientrerebbe nei parametri del Milan: l'investimento più oneroso verrà fatto per un attaccante, quindi un parametro zero per la difesa sarebbe perfetto. Thiago Silva e Cannavaro: il reparto arretrato sarebbe sistemato. A quel punto si punterebbe tutto sul bomber. Adebayor sarebbe il primo obiettivo, Drogba l'alternativa. E che alternativa.

corriere dello sport

Fantastico. Questa è decisamente la notizia del giorno.
Cannavaro, il paladino dello sport, sta cercando da un paio di mesi una catapecchia che lo accolga, vista l'imminente scadenza del contratto col Real.
Dopo aver collezionato no ovunque, anche dal Napoli che si è giustamente rotto le palle dei tentennamenti di questo pagliaccio, finalmente Fabio ha visto la luce. Facendo due conti, ha capito che la squadra giusta alla quale proporsi non poteva essere che il Milan.
L'età è quella giusta: con i suoi 36 anni, potrebbe abbassare l'età media della squadra di circa due settimane. Il suo enorme patrimonio d'esperienza, poi, andrebbe a fare il paio con quello di Beppe Favalli, sempre più vicino alla riconferma.

Ancelotti, l'altro giorno, ha annunciato due acquisti: se uno di questi sarà Cannavaro, significherà che Capitan Neoton sarà l'unico innesto per la difesa, e che secondo i geni di via Turati il suddetto potrà essere in grado di far fare il salto di qualità al reparto.
Togliete il fiasco a questi folli. E' da quando annunciarono che avrebbero agganciato l'Inter entro Natale che abusano dell'alcool, manco fossero poeti maledetti. Qualcuno li faccia smettere.
Cannavaro al Milan è decisamente una grande notizia. Anche per il prossimo anno, una ventina di punti dalla vetta non glieli toglie nessuno.
Adesso mi aspetto una bella festa per la presentazione: San Siro stracolmo, Fabio a bordo campo con la maglia rossonera sulle spalle aspetta che sia annunciato il suo nome. Boato del pubblico, lo speaker urla "Faaaabio Cannavaroooooo!!!" e il nuovo, grande acquisto raggiunge la metà campo osannato dai tifosi. Fabio prende il microfono commosso, ringrazia tutti e gli scappa anche qualche lacrima. Intanto, in tribuna, Galliani pensa a quanti mesi aspettare prima di inventarsi una mega offerta dello sceicco anche per il fuoriclasse napoletano, che poi la rifiuterà scatenando il delirio dei fans.

Intanto, sistemata la difesa con Thiago Silva e Cannavaro (via alle pernacchie!), è il momento di pensare all'attacco. Eto'o ed Adebayor stanno lottando a suon di tirate di capelli e di scapaccioni per decidere chi di loro vestirà la casacca rossonera la prossima stagione.
Mi dispiace, ragazzi, ma c'è posto soltanto per uno di voi: mica prendono ogni stronzo che passa, al Milan.

(nella foto: se non ce l'avessero già, comprerebbero anche lui)

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venerdì 27 marzo 2009

DUE ACQUISTI E TORNIAMO GRANDI

venerdì 27 marzo 2009 20
Milan: Ancelotti "Due acquisti e torniamo grandi"
(AGM-DS) - 27/03/2009 15.45.53 - (AGM-DS) - Milano, 27 marzo - Carlo Ancelotti rassicura i tifosi rossoneri: "Con due acquisti azzeccati torneremo di nuovo competitivi".
Questa la priorità secondo il tecnico del Milan, sempre al centro delle voci di mercato che lo vorrebbero in Spagna dal prossimo giugno. Secondo i bene informati, Ancelotti in settimana avrebbe incontrato il candidato alla presidenza del Real Madrid, Florentino Perez, ma lui nega con decisione: "Non c'e' nulla di vero e poi martedi' non ero a Ginevra".
Il pensiero è rivolto solo al modo migliore per rinforzare una squadra che, da qualche anno a questa parte, esce troppo presto dalla lotta scudetto. Di sicuro al Milan serve un difensore centrale, mentre sul secondo rinforzo si sprecano le ipotesi. Lo stesso Ancelotti lascia aperte diverse piste: "Orientativamente dovrebbe essere un attaccante perche' quel reparto e' da rinforzare. Ma non e' detto che sia una punta di peso perche' abbiamo gia' Borriello". La stagione del Milan, comunque, è tutt'altro che terminata. C'è un terzo posto da mettere al sicuro.

E' il Genoa, secondo Ancelotti, l'avversario più temibile: "E' il piu' vicino, ha meno problemi e piu' entusiasmo". A prescindere da come andrà a finire, Ancelotti non vuole sentire parlare di ciclo giunto al capolinea: "Il ciclo del Milan finira' quando Berlusconi non avra' piu' voglia ed entusiasmo per guidare il club", assicura.
(R. Datasport, DTS)


Massì, in fondo questo squadrone non ha bisogno che di un paio di innesti, uno in attacco e uno in difesa.
Per quanto riguarda il centrocampo, nessuna operazione all'orizzonte: in effetti, quando puoi contare su crack come Emerson, Pirlo e Gattuso, senza dimenticare il ritorno di Brocchi dal prestito, non hai certo bisogno di scandagliare l'Europa e il mondo intero per rinforzarti.
Meglio così, le altre squadre avranno più possibilità di chiudere trattative importanti. Si sa che quando il Milan piomba sul mercato, tutti i migliori giocatori disponibili vengono improvvisamente pervasi dal desiderio di vestire la maglia rossonera; è evidente che la coppa Uefa e la lotta per il preliminare di Champions sono vetrine che fanno gola a molti.

Ricapitolando quindi, due acquisti. La difesa verrà rinforzata con l'acquisto di un centrale, visto che di terzini, col sempre più probabile rinnovo di Favalli, proprio non ce n'è bisogno. C'è poi il 28enne Antonini che scalpita: giusto dare una possibilità anche ai giovanissimi.
Di un portiere, nonostante l'infortunio di Abbiati, neanche l'ombra. Pensandoci bene, una società che dà 4,5 milioni netti all'anno a Dida non deve capirne molto, di portieri.

Per l'attacco, una new entry è annunciata. Mah, questi matti hanno Shevchenko e si buttano lo stesso sul mercato.
Ingordi.

Da queste considerazioni si può facilemente evincere che, anche per il prossimo anno, non ce ne sarà per nessuno. Non so davvero perchè le altre società si affannino a reperire rinforzi in giro: con questo Milan in circolazione, farebbero tutti meglio a dedicarsi a qualche altro passatempo.

(nella foto: un possibile cavallo di ritorno)

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mercoledì 4 marzo 2009

IL MILAN NON SI FERMA PIU'

mercoledì 4 marzo 2009 2
Un'Inter senza idee ne prende dalla Samp. I nerazzurri pagano cara l'assenza di Quaresma, che stasera avrebbe certamente crocifisso la retroguardia doriana a suon di trivele, piroette e giravolte.

Ma la semifinale di Coppa Italia passa in secondo piano rispetto al grande appuntamento del giorno: l'amichevole, in terra qatariana, Al Sadd-Milan, conclusasi con l'inevitabile vittoria degli eroi rossoneri, decisi ormai a conquistare anche l'Asia.
Due a uno e lezione di calcio ai talentuosi qatariani, costretti ad arrendersi allo strapotere tecnico della banda di Ancelotti.
Vantaggio rossonero al 27esimo del primo tempo, con Pato che salta un cammello e deposita in rete. Dopo aver concesso il pareggio all'Al Sadd (firmato Golan Mohammed, sì, proprio lui), giusto per far provare loro il brivido di aver perforato la leggendaria retroguardia milanista, i ragazzi di Ancelotti chiudono la contesa con Antonini che, dopo essersi fatto largo fra le dune, segna il 2-1 e dà il via ai festeggiamenti.

Il Milan con questa vittoria diventa la squadra italiana che ha battuto più volte l'Al Saad e guadagna così un'altra patacca da appiccicare sulla maglia, in mezzo a "il club più titolato al mondo" e "l'unico club al mondo disposto a dare dei soldi ad Emerson".
Un'altra pagina di storia è scritta: un'impresa della quale si parlerà a lungo quella di questo Milan che, dopo aver sconfitto una corazzata guidata da assi come Al Haydous e Abdulrab (giusto per citarne due) sembra sempre più inarrestabile.
Segnali importanti da Favalli, che sembra ormai aver superato quella fastidiosa prostatite e non ha avuto bisogno del doppio cambio di pannolone, e da Shevchenko, lanciato più che mai nell'obbiettivo di mantenere la media di un gol ogni tre anni.


Tabellino:

AL SADD-MILAN 1-2

Al Sadd (4-4-2): Saqr (35' st Zaidan); Rashed (32' pt Mohamed), Rabia (1' st Nasser), Abdulmajed, Ayil; Feindouno, Abdulrab, Felipe (15' st Afif), Mesaad; Khalfan (15' st Al Haydous), Opoku (1' st Soria) (30' st Hamed). All.: Musovic

Milan (4-4-2): Abbiati (1' st Dida); Antonini (1' st Darmian), Thiago Silva, Maldini (16' pt Bonera) (1' st Senderos), Favalli; Beckham (1' st Pirlo), Emerson (15' st Viudez), Cardacio, Jankulovski (1' st Zambrotta); Pato (1' st Inzaghi), Shevchenko. All. Ancelotti

Marcatori: 27' pt Pato (M), 37' pt Mohamed (A), 38' pt Antonini (M)

Ammonito: Jankulovski (M)
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lunedì 2 marzo 2009

Ridiamo tutti insieme

lunedì 2 marzo 2009 0

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Galliani: "Ora Ancelotti deve vincere lo scudetto"

MILANO, 26 agosto 2008 - E' un Galliani già carico quello che a margine dell'assemblea di Lega Calcio su diritti tv parla della stagione che attende il Milan. "Credo che Ancelotti debba essere molto contento del mercato, e ora sono problemi suoi perchè deve vincere lo scudetto. È un messaggio per i naviganti".
SENZA ALTERNATIVE - Chiusa la campagna acquisti con l'arrivo di Philippe Senderos, l'amministratore delegato rossonero non lascia dubbi su quale sia ora il compito dell'allenatore del Milan. "È una squadra da scudetto e il nostro allenatore lo sa. Questo non significa che non si può anche perderlo, ma certo si deve lottare fino all'ultima giornata". Galliani ha poi precisato che "nella vicenda Shevchenko non si è mai, mai parlato di Kakà e quindi i tifosi devono stare tranquilli, sono due anni che lo ripetiamo. Per quanto riguarda il mercato in uscita, l'unico che può partire è Paloschi. Borriello non si muove". Tuttavia il futuro di Massimo Oddo, per il quale c'è un'offerta da parte del Lione, appare incerto. "C'è un'offerta da parte dei francesi - ha ammesso Galiani -, ma nè lui nè la società hanno ancora preso una decisione", ha concluso l'a.d. del Milan. Intanto Senderos non sarà pronto per la prima di campionato "perchè ha un piccolo prolema alla schiena e sarà disponibile solamente tra una decina di giorni".
NESSUNA POLEMICA CON MOURINHO - Galliani chiude con una risposta a Mourinho, che aveva detto su Shevchenko "vincerà la classifica cannonieri di coppa Uefa". "Rispondo che a noi andrebbe bene. È una competizione che conosciamo poco perchè abbiamo sempre fatto la Champions League e ci terremmo a vincerla".
SENDEROS - Il nuovo acquisto si presenta dopo aver completato le visite mediche. "Sono molto felice di essere al Milan, è una squadra alla quale non si può mai dire di no. Fisicamente sto bene, ora vedremo come andrà il primo allenamento e poi decideremo il da farsi". Senderos ha già le idee chiare sugli obiettivi rossoneri: "Lo scudetto? Quando sei in un club come il Milan non si può non puntare a certi traguardi. Posso giocare da titolare in questa squadra e avrò molto da imparare da Nesta e Maldini". Intanto Arsene Wenger, allenatore dell'Arsenal, ha spiegato perchè ha accettato di privarsi dello svizzero: "Da noi non avrebbe giocato tanto: nel ruolo abbiamo Tourè e Gallas, poi Djourou, Song e Silvestre". Il tecnico francese ha poi precisato che "non è ancora deciso" se il prestito annuale si convertirà a fine stagione in una cessione definitiva.


fonte: http://www.gazzetta.it/



Il bello è che c'erano orde di milanisti che credevano a queste baggianate.
Galliani arrivò a dire che il Milan "È una squadra da scudetto e il nostro allenatore lo sa", e che Ancelotti avrebbe dovuto essere "molto contento del mercato", e i tifosi milanisti, invece di boicottare la campagna abbonamenti e lamentarsi, hanno riempito San Siro per la presentazione di Ronaldinho e per la prima, comica, straordinaria giornata di campionato, dove i campioni dell'universo hanno rimediato la prima delle svariate figure di merda di questa stagione.

Segno che, in fin dei conti, è quel che si meritano.

Ovviamente, per i nostri amati giornalisti, la ragione del flop del milan non è l'assurda gestione tecnica, ma l'ecatombe di infortuni che ha flagellato la sfavillante rosa di campioni rossonera.

E poi c'è la marmotta che confeziona la cioccolata.
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Vergogna, Inter. Non sei la squadra più titolata al mondo

Ho creato questo blog perchè non ne posso più.
Non ne posso più di questo assurdo mondo dell'informazione, corrotto fino al midollo e in preda al panico come non mai.
In questi giorni, come del resto da un paio d'anni a questa parte, o forse anche di più, i "giornalisti" stanno praticando il loro sport preferito: l'attacco all'Inter.
A questi figuri, schiavi devoti dell'Onnipotente Nano, che l'Inter sia in testa non va proprio giù. Ogni settimana c'è un nuovo caso, un nuovo scandalo arbitrale che riguarda l'Inter e nessun altro.

Balotelli è oltraggiato per 90 minuti dalla curva romanista?
Bene, parliamo di quanto sia stato maleducato a zittirla dopo il suo secondo gol.

La Roma non è in grado di gestire per due(!) volte un doppio (!) vantaggio a San Siro?
Bene, parliamo del rigore assegnato all'Inter.

Del Milan, che per il secondo anno consecutivo rischia di non qualificarsi nemmeno per i preliminari di Champions League, che a febbraio è fuori da ogni competizione, non parliamo. Non parliamo di come siano, finalmente, venuti a galla i limiti di una dirigenza presuntuosa e poco competente.
Non parliamo di una squadra alla frutta, completamente da rifondare, costruita coi piedi.
Non parliamo di una società che pensava che per colmare il clamoroso gap con l'Inter bastassero Flamini, Senderos e Ronaldinho, più lo zio di Zambrotta e Shevchenko in crisi d'identità.
Non parliamo di una società che ha occupato i due posti per gli extracomunitari con Viudez e il già citato Sheva, precludendosi di fatto importanti e necessari interventi di mercato, o rimandandoli all'anno prossimo ( vedi Thiago Silva).
Non parliamo di Galliani che ad agosto dichiarava "Con questa rosa Ancelotti deve vincere lo scudetto".
Parliamo invece dell'Inter, di quanto sia incredibilmente aiutata dagli arbitri (ben DUE rigori a favore nell'ultimo anno! non 8, come qualcun altro) e di quanto i suoi calciatori siano arroganti e maleducati.

Io di tutto questo ne ho piene le palle: perciò, ho deciso che, da ora in avanti, spalerò sterco sul milan, su tutti i rosiconi che popolano il nostro paese e su tutto il mondo del giornalismo italiano.
Forza Inter, gli altri stanno a guardare.
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