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martedì 23 marzo 2010

IL TAMPONAMENTO

martedì 23 marzo 2010 14

La settimana del sorpasso si è conclusa con un tamponamento evitato per un pelo, con il vecchio col cappello che inchioda improvvisamente per far attraversare la strada ad un passero mentre tu stai mandando un messaggio ed hai due dita nel naso. Non so quanto calzi questo “correlativo oggettivo” (sarebbe meglio abbondare con le virgolette), ma mi andava molto di scrivere del vecchio col cappello, visto che ieri mattina ho avuto il piacere di farmi sbarrare la strada da uno dei maggiori esponenti di questa discutibile categoria di automobilisti. Credo che facesse parte dei GPPRICSLSQSIRMAN, Gente Pagata Per Romperti I Coglioni Sbarrandoti La Strada Quando Sei In Ritardo Ma Anche No, la celeberrima organizzazione che invia giornalmente su tutte le strade milioni di vegliardi, profutamente stipendiati per piantarsi davanti alla macchina di una persona che ha visibilmente fretta con l’espresso ordine di non superare i 13 km/h e di seguire complicate traiettorie che gli permettano di occupare l’intera carreggiata, rendendo impossibile il sorpasso.

Poi volevo parlare del tamponamento evitato per un pelo, visto che vicino all’università un altro GPPRICSLevvabbè ha tentato di prendermi in pieno con l’intento di intrappolarmi in un CID dai mille risvolti, risultato per il quale sarebbe stato ricompensato con dei bei soldoni in busta paga. Ma finiamola qui, sto divagando.

Ieri sera mi sono sorbito circa metà del pessimo teatrino Balotelli-Striscia, col succinto e provocante Staffelli che ha portato in dono al nostro problematico attaccante una maglia del Milan, un rigore dubbio e una maglietta di solidarietà recitante “se saltelli muore Staffelli”. Senza rancore eh Mario (anzi, forse un po’) (sì, diciamo con rancore, altro che tenerla, quella maglia), ma du palle. E sempre senza..anzi, con rancore, Striscia, Mediaset, Fininvest e i quattro miliardi di manifestanti in piazza, andate a dare tapiri a Pato che si strappa facendosi il bidet o al Maiale che è stato farcito anche dal Blackburn, che è gente che merita.

Se poi volete esagerare, portatene qualcuno anche al garbato vicepresidente, l’uomo che ha lo stile di non parlare degli arbitri, ed anche quello di sfollare in un quarto di Champions.

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mercoledì 3 marzo 2010

BUON COMPLEANNO

mercoledì 3 marzo 2010 4

Qui sul blog è tempo di celebrazioni: oggi la prostituzione intellettuale compie un anno. Solo come definizione, chiaramente: il suo concepimento vero e proprio si perde nella notte dei tempi, quando si consumò il primo, perverso e contronatura rapporto tra il cavalier Banana e le molli terga del nostro ridente paese.

La P.I. è un po’ come quei giocatori africani (o negri- si può dire “negri”?- , in generale)dei quali si fa fatica a stabilire l’età: ufficialmente ha un anno, ma in realtà ne ha almeno 20. E’ un po’ l’Eriberto della situazione.

Qualche “compagno” ci ha scritto un Manuale; cani, porci e ratti ne hanno parlato in tutte le salse, riempiendosene la bocca fino quasi a scoppiare; altri cani porci e ratti hanno continuato a metterla in pratica, con orgoglio. Eppure, perlomeno la metà delle persone che ha ascoltato La conferenza non ha ancora idea di che cazzo sia, ‘sta Prostituzione Intellettuale. Per alcuni non esiste, per gli stessi per cui non esistono Calciopoli, i gay nel calcio, i negri italiani, i gay e i negri in generale e i favori al Milan e i capitani della nazionale gonfi di cardiotonici.

E quindi?

Boh. Auguri.

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domenica 8 novembre 2009

RASSEGNA STAMPA

domenica 8 novembre 2009 35

Serie A, i titoli delle prossime due settimane:

La Roma riapre il campionato, Inter in difficoltà.

Tanti falli, tanti ammoniti, tante proteste. L’Inter è nervosa ed ora sente il fiato sul collo di Juve e Milan, sempre più vicine.

Inter, dopo Kiev il gioco non è più lo stesso. Lentezza, deconcentrazione, sufficienza: un caso o i primi segnali di cedimento?

Ferrara: “Ci credevamo prima, figuriamoci ora”.

Leonardo: “Ho sempre pensato che questa squadra possa lottare per lo scudetto, lo pensavo quando ci davano per finiti e continuo a pensarlo adesso”.

Moratti nervosissimo. Ultimatum a Mourinho: “A Bologna si gioca tutto

Mourinho si scaglia contro Balotelli, è attrito tra i due. In prestito a gennaio?

La rinascita Milan. Leo: “Ecco come ho sistemato le cose”

La Juve dei sogni. Segna, dà spettacolo e rosicchia punti all’Inter: si guarda con ottimismo allo scontro diretto.

Ronaldinho è tornato: assist, dribbiling e prelibatezze. Leonardo: “Ma non era mai andato via”. Il racconto di una rinascita.

Diego è tornato: assist, dribbling e prelibatezze. Ferrara: “Ma non era mai andato via”. Il racconto di una rinascita.

Cos’è successo a Stankovic? Non segna da tre settimane, non fa più gol da centrocampo, con la Roma è stato addirittura ammonito. Il racconto di un declino.

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giovedì 17 settembre 2009

MANUALE DI PROSTITUZIONE INTELLECTUALE

giovedì 17 settembre 2009 19
Come avrete potuto notare in questi mesi, io sono uno che lavora. E duro, anche.
Per questo, oggi, con appena due mesi di ritardo da quando me ne è stata fatta richiesta, ho provveduto a recensire "Manuale di prostituzione intellectuale", il mirabile lavoro del Collettivo Bauscia.

Questi simpatici signori hanno raccolto, negli anni, tutto quello che noi ex-sciagurati abbiamo dovuto subire grazie allo splendido lavoro dei nostri rivali, che come si sa si trovano decisamente a loro agio in salotti televisivi, spogliatoi di arbitri e farmacie. Dal giorno in cui si incazzò addirittura Simoni a quello in cui il nostro vate portoghese coniò definizioni e sfottò immortali come "prostitusiòne intelectuale" e "seru tituli" (segnando, tra l'altro, la nascita di questo blog), non si sono persi nemmeno un mezzo editoriale di Feltri. Hanno letto tutto, visto tutto, ascoltato tutto e lo hanno trascritto (rischiando plurimi travasi di bile) su una sorta di bibbia dello sportivo non ipnotizzato da nani o ferrovieri.
Il tutto è strutturato in modo da poter convincere anche il peggiore dei gonzi che non si tratta di invenzioni di Guido Rossi, ma di fatti realmente accaduti e che gli erano sfuggiti perchè ha passato troppo tempo a guardare Italia 1. Tutto è documentato, provato: la lettura aiuta decisamente a capire perchè l'Inter, in quegli anni, sia diventata la squadra da prendere per il culo per eccellenza. Oltre ai propri demeriti, certo non da poco, le ragioni di quegli insuccessi sono rappresentate da ciò che è successo in quegli anni, quando la Sacra Alleanza la faceva da padrona.
Ognuno metteva qualcosa: chi il controllo dei media, chi quello dei calciatori, degli arbitri o, più semplicemente, dell'intero sistema. Ci sono i casi montati ad arte per far gridare allo scandalo, ci sono arbitri e vertici federali compiacenti tenuti buoni con promesse, cronografi e sim estere (e, a volte, porte di spogliatoio sbarrate); c'è tutto ciò che è stato messo in atto per controllare il calcio nostrano.
Nessuno si è mai azzardato a denunciare qualcosa, nemmeno quando parte del castello di carte è crollata: nessuno, tranne Facchetti, Mancini e soprattutto Mourinho, il primo allenatore in Italia a schierarsi pesantemente contro pennivendoli e commedianti vari. E' con un capitolo dedicato alla definizione che Josè ha dato al comportamento - un pelino anti-interista - tenuto dai media sportivi italiani che termina la "narrazione", al termine della quale anche il più sprovveduto ha bene in mente il concetto di "prostituzione intellettuale".

Purtroppo, l'utilità di questo "documentario" è solo potenziale. E' un po' lo stesso discorso dei libri di Travaglio & Co. che raccontano l'avvincente storia del nostro caro Silvio: se tutti li leggessero, saprebbero chi si nasconde davvero a sua nanezza e (si spera) dirotterebbero il suo voto altrove. La realtà, purtroppo, è che questi libri li legge, di solito, chi non ne ha bisogno. Chi è spinto dalla voglia di conoscere e di informarsi, sa già ciò che agli altri è precluso; certo, leggendo molti diventeranno più esperti di quanto fossero prima ed avranno la possibilità di diffondere questo loro sapere presso chi ne ha davvero bisogno, ma non sarà mai come se questi scritti arrivassero al grande pubblico.

Così, lo juventino o il milanista medio - ossia la maggioranza dei tifosi italiani -, visto il "Manuale di prostituzione intellectuale" in libreria, non pensa altro che "la solita cagata da intertristi", o "perdenti", o "Guido Rossi", comportandosi esattamente come il classico Silvio-elettore mentre, tramite gli spiragli che le fette di bresaola che ha sugli occhi gli concedono, vede un libro di Travaglio o chi per lui.

Per questo dico che l'utilità del Manuale è, purtroppo, solo potenziale: perchè a leggerlo saranno, praticamente, tutti interisti che vogliono semplicemente saperne di più, e che non hanno bisogno di essere indottrinati. Con questo non voglio dire che sia inutile, anzi: se così fosse, non avrei aperto un blog chiamato "Milanellobianco". Il solo fatto che il Manuale abbia un'utilità potenziale rende necessaria la sua presenza in tutte le librerie, nella speranza che sempre più persone riescano a togliersi di dosso la famosa bresaola.

Perciò, prendetene e diffondetene. Dite anche voi "no" ai salumi che ostruiscono la visuale.

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mercoledì 1 luglio 2009

PAPI E LE MASSE

mercoledì 1 luglio 2009 110
Più passa il tempo, più le analogie tra il rapporto che lega Berlusconi ai tifosi del Milan e quello che lega lo stesso cavaliere al popolo italiano mi balzano chiaramente agli occhi.
In questi anni, infatti, mi sono accorto di quanto sia facile rilevare tutta una serie di fattori comuni nelle relazioni che silvio ha con le masse.
Innanzitutto, egli vi entra in contatto per questioni di propria convenienza, e non per difenderne e tutelarne gli interessi: è il caso dell'acquisto del Milan, concluso, tra l'altro, per il semplice fatto di non essere riuscito ad acquisire l'Inter (squadra della quale era tifoso in gioventù), e del ben più grave ingresso in politica, effettuato per sfuggire a quello che la giustizia gli avrebbe altrimenti riservato ("se non andiamo in politica ci accuseranno di essere mafiosi" - Silvio Berlusconi, 1992 ).

Una volta giunto al potere, il cavaliere inizia in quella che è la sua mission: servirsi dello strumento acquisito per perseguire i propri interessi. Così, come la presidenza del Milan è divenuta un'importante fonte di voti e di consensi generali, la presidenza del Consiglio dei Ministri gli ha permesso a), di mettere in atto il famoso meccanismo di leggi ad personam che tutti conosciamo, e di servirsene per evitare tutta una serie di procedimenti giudiziali a suo carico, e b), di realizzare progressivamente il piano di Licio Gelli, volto alla disintegrazione silenziosa della costituzione e al raggiungimento di una forma di governo definibile come "autoritaria".

Servendosi del suo controllo pressochè totale sui media, silvio persegue poi un'opera di rincoglionimento generale del suo pubblico, sia nei confronti di quello circoscritto dei tifosi del Milan, che di quello nazionale del popolo italiano.

Tramite trasmissioni sportive e campagne stampa faziose e clamorosamente schierate, convince i suoi tifosi che, a prescindere dal reale andamento della squadra, la situazione generale sia più che ottima, che gli obiettivi verranno raggiunti e che non ci sia nessuna preoccupazione per il futuro. I suddetti tifosi, memori degli straordinari trionfi conseguiti a cavallo tra gli anni '80 e gli anni '90, quando il cavaliere investiva soldi di dubbia provenienza nei migliori calciatori del mondo, e di quelli dell'ultimo decennio, finiscono inevitabilmente per abboccare alle promesse fatte dal loro patron. Queste persone, ormai completamente incapaci di analizzare lucidamente la realtà, vivono soggiogate da quotidiani e trasmissioni che descrivono un mondo astruso, nel quale, ad esempio, l'Inter vince a causa di favori arbitrali e il Milan perde perchè devastato dalla malasorte, o Balotelli è "il frutto di questa società senza ideali" perchè zittisce compostamente una tifoseria che per due ore gli ha dato del gorilla.

Quanto al popolo italiano, questo è soggiogato da un sistema che, in primo luogo, prevede la fornitura di un'informazione distorta e terribilmente carente, la cui sopravvivenza è inoltre tutelata dalla possibilità di mettere, con apposite leggi, il bavaglio a quei pochi che osano cercare di garantire una libera informazione agli italiani.
Il risultato è una società composta da persone che ignorano totalmente chi sia in realtà silvio berlusconi, che non hanno nemmeno idea di cosa abbia fatto, di cosa stia facendo e di cosa farà. Una società composta da persone che credono al loro presidente quando dice che le accuse contro di lui sono calunnie messe in giro dai comunisti, che la magistratura sforna sentenze ad orologeria, che le offese sono in realtà carinerie, e via dicendo; che crede che l'emergenza rifiuti in Campania sia stata debellata; che crede che silvio sia un fenomeno dell'imprenditoria e che sia sceso in campo per salvare l'Italia dal tracollo.

Predisponendo questo tipo di "informazione", ed affiancandogli un'offerta di trasmissioni televisive degradanti e lesive delle facoltà intellettuali della persona, si riesce a soffocare completamente ogni tipo di velleità conoscitiva dell'individuo, trasformandolo in un'orribile creatura che tra i suoi interessi non ha altro che la scelta del tronista o il vincitore di Amici.

Ultimamente, però, qualcosa sta cambiando, sia per quanto riguarda il pubblico milanista che per il popolo italiano.
I milanisti, infatti, scioccati dalla cessione di Kakà, paiono aver aperto gli occhi, capendo finalmente che in realtà a silvio, del Milan, non interessa assolutamente niente. Ci voleva un avvenimento di questa entità, per destare i tifosi dal torpore in cui vivevano da tempo immemore, per aprirgli (parzialmente, eh: sono ancora convinti che, vista la classifica alla moviola, lo scudetto l'abbiamo rubato) gli occhi, e per farli reagire. Le recenti dichiarazioni di galliani e dello stesso berlusconi, volte a tranquillizzare la folla garantendo che la società si muoverà adeguatamente sul mercato, non sono state bevute: la campagna abbonamenti 2009/2010 sarà un fiasco colossale, a meno di (improbabilissimi) acquisti davvero importanti.

Gli italiani, invece, sono stati informati dei vari scandali sessuali che avrebbero coinvolto Papi silvio. Strano che qualcuno si sia azzardato a portare all'attenzione pubblica simili eventi: evidentemente, il sesso interessa agli italiani, a differenza delle relazioni con la mafia.
Tutto questo ha provocato i primi scricchiolii nei confronti della figura-berlusconi: un numero apprezzabile di persone pare aver riacquistato la volontà di informarsi, di capire, di togliersi il prosciutto dagli occhi. Il presidente del Consiglio è sistematicamente contestato in ogni sua apparizione pubblica, le sue smentite cominciano a non convincere anche chi lo ha votato.
Complice l'intervento di "El Pais", poi, la vicenda ha assunto carattere internazionale, e sicuramente al prossimo G8, al quale presenzieranno più di duemila giornalisti non vincolati da patti col tiranno, molte domande scomode saranno rivolte a silvio; e, per quanto questi possa riuscire a far tacere i media italiani, quelli internazionali non avranno alcun problema a sbattere in prima pagina contenuto delle domande effettuate e delle risposte ricevute.
La speranza, mia e di tutti gli italiani di buon senso, è che la popolazione del nostro paese si svegli, e che faccia (sì lo so, è brutto da dire) come i tifosi del Milan: non rinnovi l'abbonamento.

Purtroppo, credo che la speranza resterà tale, e che i tempi non siano ancora maturi per una tale presa di coscienza di massa. I pecoroni sono troppi, e troppo ottusi per capire così, tutto d'un colpo; alcuni, invero, sono casi persi, mentre per altri ci vuole qualcosa di ancor più grave e che, chissà, magari verrà fuori nel giro di qualche mese. Inoltre, la pochezza di quelli che dovrebbero essere gli avversari di Papi non garantisce una vera alternativa.

Ciò di cui sono sicuro, però, è che se ce l'hanno fatta i milanisti, tutti gli italiani possono farcela. Fortunamente esiste internet, e (fino a quando la censura non arriverà, definitivamente, anche qui) chiunque ha la possibilità, se vuole, di informarsi.
E, per citare Travaglio, "Quando uno si informa, è molto più difficile prenderlo per il culo".

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giovedì 11 giugno 2009

MENTI SCOSTUMATE

giovedì 11 giugno 2009 12
Moratti: "Non è detto che dobbiamo vendere o comprare per forza"

La Gazzetta dello Sport - Moratti: "Inter, me ne vado"

*****

Caliendo: "Maicon è non felice. Aspettava di avere un incontro con il presidente Moratti. Invece, niente. Lui non chiede aumenti di stipendio ma più considerazione"

La Gazzetta dello Sport - Maicon: "Moratti non mi desidera più, non usciamo insieme da settimane e non mi guarda più negli occhi quando lo facciamo"

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Santon: "Lippi mi porta in Sudafrica, sono molto felice"

La Gazzetta dello Sport - Santon: "Quando Lippi chiama, non si può dire di no. Mi dispiace, ma è la vita. Ciao Inter"

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Kakà: "So che i tifosi rossoneri sono tristi. Loro piangono, io piango. Al Milan devo tutto. Mi ha portato in Europa, mi ha costruito intorno un progetto calcistico e mi ha aiutato a diventare il numero 1 al mondo"

La Gazzetta dello Sport
- Kakà: "Al Real non sono felice, la società non mi considera, nessuno mi caga. E' stato un errore"

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Seedorf: "Sono contento che Ancelotti mi voglia al Chelsea, ma resto anche il prossimo anno"

La Gazzetta dello Sport - Seedorf: "Inter, me ne vado"

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Maldini: "Il mio futuro? La gestione della vita familiare. Ho avuto proposte di vario tipo. Dal Milan ancora niente, ma ci sarà tempo per parlare di questo. Scarsa riconoscenza? Non credo. Adesso ci sono altre priorità; il dialogo rimarra. Diciamo che se ci sarà la condizione di lavorare con un ruolo di responsabilità sarà difficile dire di no. Una cosa è certa: non voglio fare l'uomo di facciata. Adesso aspetto il raduno della squadra per vedere l'effetto che fa stare dall'altra parte"

La Gazzetta dello Sport - Maldini: "Farò la badante"

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Raiola: "Ibrahimovic vale quanto Kakà e Cristiano Ronaldo insieme"

La Gazzetta dello Sport : "Nemmeno noi le spariamo così grosse. Ci inchiniamo a Lei, Maestro"

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martedì 5 maggio 2009

NON E' PIU' CRISI INTER

martedì 5 maggio 2009 8
Questa è una settimana strana. C'è qualcosa di diverso nell'aria, nell'atmosfera generale: a voler essere precisi, manca qualcosa.
Questa settimana non è crisi Inter.
Non so da quanto tempo non accadesse una cosa del genere, non sono più abituato a vivere senza titoloni terroristici e proclami di spogliatoi spaccati ed allenatori sul piede di guerra.
Se penso a quello che succedeva solo una settimana fa, mi sembra di vivere in un altro mondo. Eppure, niente è cambiato: il Milan è sempre stellare, l'Inter è sempre in calo, la Juve...la Juve...ahahahahahahahah.


E' tutto davvero molto strano. Fino ad oggi, abbiamo avuto solo una delle celeberrime considerazioni tecniche di Galliani, ossia "provate a togliere Ibra all'Inter, vediamo che succede". Troppo poco, per gli standard a cui ci avevano abituato.
La scorsa settimana la crisi interista appariva nerissima: due punti nelle ultime tre partite, rimonta inesorabile di un Milan schiacciasassi, campionato riaperto, crisi di gioco, proclami ambrosiniani, scorpacciata di condizionali da parte di ogni rappresentante della società rossonera.
E' vero che sette giorni fa non si parlava di Ibra ed in questi giorni sì, ma si sa che ormai i suoi mugugni non fanno più notizia, e visto che probabilmente è anche vero che a breve ci lascerà non c'è nessuna manipolasiòne in atto, i giornalisti si limitano a riportare dati di fatto.

Sono profondamente deluso dal mondo delle prostitute intellettuali italiane: giunti a questo punto della stagione, mi aspettavo molto, ma molto di più. Segno che la vena creativa si sta tappando, e che magari qualche frequentatore di minorenni ha dei cazzi piuttosto amari da affrontare, che non gli permettono di dedicarsi alla direzione del suo teatrino di burattini.

Su, ragazze, su: al lavoro. Inventate qualche storiella, ricreate un po' di quel clima di terrore che l'anno scorso eravate state così brave a scatenare, fate una bella intervista ad Ambro, insomma, vedete di fare quello per cui siete pagate.
Dai, che non è difficile. Chessò, potreste fare un bell'articolo col rendimento del Milan e dell'Inter a confronto, e stabilire quante altre giornate ci vorrebbero per rendere effettivo l'aggancio. In alternativa, c'è la possibilità evidenziare come l'Inter, nelle ultime quattro giornate, abbia fatto soltanto cinque punti, due in meno della Reggina: se non è crisi questa, ditemi un po' voi.
Oppure, oppure, fate un super-titolone con cui mettere in chiaro che questo straordinario Milan sarebbe primo in fuga solitaria, se il campionato fosse iniziato alla 26esima giornata.

Vedete quante cose ci sono da scrivere? Cosa state aspettando? Mettetevi al lavoro, un intero popolo non aspetta che i vostri scritti per convincersi che è crisi Inter.
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lunedì 20 aprile 2009

IL POPOLO DEI MANIPOLATI

lunedì 20 aprile 2009 21
Altra domenica, stessa sorte. Balotelli è sceso in campo, e contro, più che gli 11 carenti serutitulati, si è trovato un intero (pseudo) stadio, riempito da un ammasso di capre piene di rancore ed odio per il numero 45 nerazzurro.

Il problema di questi signori è che non sanno assolutamente perchè ce l'abbiano tanto con Balotelli. Loro non ne hanno idea, si sono semplicemente svegliati una mattina consapevoli del fatto che Mario è uno stronzo.
Non è solo razzismo, perchè, se così fosse, lo stesso trattamento dovrebbe essere riservato a tutti i coloured della serie A; il solo fatto che verso Muntari e Vieira non ci siano stati cori o grugniti vari, fa capire la situazione.

Il problema è che contro questo ragazzo, dalla partita contro la Roma in poi, è stata scatenata ad arte una campagna mediatica volta a farlo passare per l'individuo più deplorevole di questo mondo: prima di quella gara, l'avversione contro di lui proveniva soltanto da quei cavernicoli che non riescono ad accettare di vedere uno con la pelle nera giocare per la Nazionale italiana, essendo, oltretutto, il migliore di tutti.
Dopo quei gesti (linguaccia a San Panucci, cenno di silenzio alla benevolente curva romanista) l'odio nei confronti di Balotelli è diventato generale. Ogni tifoseria lo odia, lo bersaglia di insulti che sono a sfondo razziale soltanto perchè è la prima cosa alla quale possono attaccarsi, sapendo poi che si tratta sicuramente di un argomento nei confronti del quale Mario è molto sensibile e che quindi, premendo su quel tasto, è facile fargli perdere il controllo.

Questa situazione è venuta a crearsi esclusivamente per tutto il polverone che è stato tirato su dalle famose prostitute, che nel "caso-Balotelli" hanno visto una grandissima possibilità per attuare una ggrandissima, ma ggrandissima manipòlasiòne intelectuale (cit.). Ore ed ore di processi televisivi sul cattivone interista, articoli su articoli, prediche giunte dalle più disparate ed incompetenti fonti, interventi volti a depenalizzare l'insulto razzista, equiparandolo ad altri più comuni e tollerati: ne abbiamo viste (e sentite) di tutte.
Di fronte a questo bombardamento, la maggior parte della popolazione italiana, facilmente equiparabile ad un gruppo di ovini in libera uscita nei pascoli, ha reagito nell'unico modo in cui possono reagire dei soggetti privi di una qualsiasi propria personalità e coscienza critica: odiando, incondizionatamente, Balotelli.

Per portare un esempio, posso dirvi che la sera di Inter-Fiorentina ho visto la partita in compagnia di persone che non seguono minimamente il calcio, essendo semplicemente dei simpatizzanti viola. Eppure, pur non conoscendo praticamente nessun calciatore, il nome e la faccia di Balotelli suscitava in loro rancore, odio. Di calcio non sanno assolutamente niente, ma di Mario sanno che è "un pezzo di merda" e che "è insopportabile, vergognoso". Questo significa manipolare le opinioni, questa è la massima dimostrazione di cosa sia la manipolazione intellettuale tirata in ballo da Mourinho.

Nei confronti di Mario si è scatenato un vero e proprio clima di terrore: addirittura i tifosi della Samp, che all'Inter non portano certo rancore, si sono lanciati in cori a sfondo razzista. Il culmine l'abbiamo avuto domenica sera, quando non solo una curva di beceri, ma un intero stadio ha intonato all'unisono, per tutta la durata della partita, canti deplorevoli contro il miglior talento italiano, che ha le uniche colpe di essere un fenomeno e di avere la pelle nera.

Certo, Balotelli non è un tipo tranquillo, ed in campo non si comporta come Zanetti o Maldini; di fronte ad una situazione di questo tipo, però, ha dimostrato anche troppa maturità. Io, ad esempio, dopo il gol avrei come minimo fatto tre giri di campo con le chiappe di fuori, indicando ai gobbi il punto in cui dovevano inserirsi le loro speranze di rimonta.

Ora, finalmente, si è iniziato a parlare di quello che, ormai a tutti gli effetti, è diventato un problema. La speranza che si prendano provvedimenti seri c'è sempre, unita però alla consapevolezza che, con ogni probabilità, il tutto si risolverà con una multa pagata dalla società ed al massimo una giornata di squalifica al campo. Poi, tutto tornerà come prima, e gli insulti potranno ricominciare.

I cani che gesticono l'informazione nel nostro paese hanno creato questo clima ostile, la demenza del popolo ha fatto il resto.

Ora, tutta l'Italia odia Balotelli, e non sa perchè.

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giovedì 2 aprile 2009

ROBIN HOOD

giovedì 2 aprile 2009 26
"Cos'è prostitusione intelectuale? Ti faccio un esempio: che differensia c'è fra quel che ha fatto la stampa intorno il..toc..di Adriano al difensore della Samp e quello che ha fatto con Del Piero la settimana scorsa con la Roma, o con Inzaghi dopo la partita col Cagliari? Questa è prostitusione intelectuale. Noi abbiamo Inter Channel con i suoi 45 mila abbonati, la Juve ha Tuttosport e il Milan tre tv e i giornali. Per questo mi piace lavorare all'Inter, perchè è più difficile. Mi sento un po' Robin Hood"


"............................................................."








"Carlo ha vinto tanto, anch'io ho vinto tanto al Porto e al Chelsea. Ferguson ha vinto due coppe ma lui ha 68 anni, tra 23 anni vediamo quante ne avrò vinte io. Tanti hanno vinto la coppa più di una volta, Hitzfeld, Ancelotti e Ferguson due, ma c'è anche un solo club e un allenatore che vinceva una finale 3-0 e l'ha persa"




"Signor Mourinho, intanto complimenti, la rispetto, Ancelotti la rispetta, tutti noi la ris-ris-rispettiamo...ehm, sì, n-n-on crede che nel derb-b-b-by l'Inter sia stata aiutata diciamo 2-3 volte? complimenti, ancora, la rispetto"





"Tu se dici così dici mezza verità. L'altra metà è che con Ambrosini espulso sul 2-0 forse il risultato della partita non è 2-1 ma sarebbe finita 3-0 o 4-0 per noi.






"Sì, complimenti. Però signor Mourinho quei due o tre aiuti.."








"Allora si tu mi dici così ti dico che se due minuti fa la tua verità valeva 50% , ora vale 33%. 33 quello che dici tu, 33 Ambrosini che andava espulso y 33 il gol del derby d'andata con Kakà in fuorigioco"






"Eh ma la-la-la-la-la posizione del signor Kakà era regolare...a-a-a-a-a al Chelsea lei non ha vinto la Champions e Abvrsam Grvtant invece..f-f-inale, Ancelotti...titolata al mon...beeeeeee beeeeeee"





"Non abbiamo nessun rigore contro? Difendiamo bene, giochiamo alto"

"Io non sono il mago dell'Inter. Potrei essere stato mago del Porto, visto che ho vinto una Champions quando nessuno se lo aspettava, o del Chelsea, dove ho vinto campionato dopo 50 anni che non vincevano. Non è vero che sono antipatico, e nemmeno che sono sempre incazzato. Il mio obiettivo è solo lavorare per la mia squadra. Neppure Gesù piaceva a tutti, figurati io"



"............................................................."









Un paio d'ore di monologo senza contraddittorio. Non perchè questo mancasse, come avviene quando in tv appaiono ex-capostazioni, ma perchè semplicemente il contraddittorio non sapeva cosa dire ed ha taciuto, risparmiandosi cacine figure. Quando Mourinho inziava a parlare, in tutto lo studio calava il silenzio, erano tutti lì che lo fissavano adoranti.
Il povero Crudeli sarebbe stato ben felice di rimanere con la benda sulla bocca, ma purtroppo per lui (probabilmente ha dovuto farlo per contratto) è stato sbavagliato ed ha belato un paio di "domande" infarcendole di complimenti ed attestati di rispetto. I venticinque giornalisti presenti in sala, messi insieme, hanno prodotto un "Lei va mai al cinema? Si diverte, ride al cinema?".
Domandona scomoda, di quelle che tutti vorrebbero schivare. Quale sapiente critica, quale pungente ironia in quelle parole. Cose così, ti spiazzano.

Ferrara (Giuliano, non Ciro che non è in grado di andare oltre al "troppobbbuona, làllàlàlàlà), qualche tempo fa, ha detto "Spero che prenda le redini del Paese". Ora, magari Ferrara esagera, ma, pensandoci bene e considerati i personaggi che comandano in Italia, questo brizzolato al G8 non farebbe poi una brutta figura.


(edit: in edicola, stamattina, ho visto questo)

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martedì 24 marzo 2009

CRESPO VS CONTROCAMPO

martedì 24 marzo 2009 8
Sono passati due anni e mezzo, ma non è cambiato assolutamente niente. Ciò che dice Crespo in questo video è ancora di grande attualità, e lo sarà anche negli anni a venire. Notare le facce di Ordine e Brandi al termine dell'arringa: sembrano Galliani dopo il terzo gol del Liverpool.



(sì, come potete notare ho imparato a postare i video da iutiub. Con questo basta, prometto che la smetto per un po')
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domenica 22 marzo 2009

ONESTA' INTELLETTUALE

domenica 22 marzo 2009 7
Un'ora di Controcampo, un mezzo accenno al gol annullato al Napoli.
Massì, era difficile da vedere, il guardalinee era coperto, c'era la nebbia e i napoletani sono dei mariuoli.
In compenso, Ibrahimovic se ne vuole andare e Mourinho ha firmato per il Real.

-14, siamo cinque partite avanti. Ciao, psico-baldracche.


Aggiornamento:
Ho appena sentito la più grossa cagata mai detta in televisione. Secondo Giovanni Galli, Ibrahimovic è uno dei problemi dell'Inter (non perchè vuole andar via, proprio in campo, è dannoso per la squadra).
Vado a creare una voce su wikiquote. Questa genialata non può disperdersi. Leggi tutto...

giovedì 19 marzo 2009

IL RINSAVITO E LE PROSTITUTE

giovedì 19 marzo 2009 10
"Ho letto su un giornale sportivo un'analisi di tutte le 20 formazioni di A, e se togliessimo i nomi delle squadre, quella del Bologna, che è al diciassettesimo posto in classifica, sarebbe migliore di quella dell'Inter. Quindi, se questo è il metro, devo dire che prima preferisco parlare io, e poi cercherò di capire"
MASSIMO MORATTI


Il Presidente, da un annetto a questa parte, dev'essere impazzito, visto che appare lucido in tutte le dichiarazioni che rilascia. Questa ne è l'ultimo esempio: accodandosi all'allenatore, accusa i media di parzialità ed anti-interismo, di dire che l'Inter è in crisi, ha lo spogliatoio spaccato e che l'allenatore e il miglior giocatore vogliono andarsene, anche se la realtà dice ben altro, anche se l'Inter è in fuga e ad essere in crisi sono gli altri.
Nessuno evidenzierà queste dichiarazioni, visto che non sono travisabili, ma chiare e soprattutto veritiere. Pubblicandole, i giornali rischierebbero di autoscreditarsi, di mettere in dubbio tutte le proprie assurde campagne; a loro non interessa questo tipo di dichiarazioni, ma le classifiche alla moviola e i 18enni scostumati.

La troiaggine dei loro intelletti non ha limite. Vendono le loro menti quotidianamente, le danno a tutti quelli che accostano e tirano giù il finestrino. Sono al soldo di vecchi ingrifati, che la roba per cui sbavano, senza i servizi di questi mestieranti antichi come il mondo, non la vedrebbero nemmeno in cartolina. Lavorano in grossi bordelli, tutti della stessa catena.

Almeno pagassero le tasse, come in Olanda. E invece niente.

Ma d'altronde siamo in Italia, ed è crisi Inter.
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mercoledì 4 marzo 2009

PROSTITUZIONE INTELLETTUALE

mercoledì 4 marzo 2009 0
RANIERI: "Josè non risponde ai messaggi, non mi fa più gli squilli, se lo chiamo non mi risponde. Perchè Josè? Perchè mi pianti così? Dai, ti preparo una bella cenetta, ti stiro le camicie e dopo mi metto il costume da infermiera solo per te. Però rispondimi Josè, tv1kdbxs4ever&ever"

COBOLLI GIGLI: "Penso che ci sia bisogno di un comunicato ufficiale da parte della società Internazionale, nel quale questa si dissoci dal suo allenatore. Le prostitute di cui parla Mourinho saranno pure intellettuali, ma andare a baldracche resta una cosa da depravati. Ehi, Fester, vieni un po' più in qua con questo sedere, che con la lingua non ci arrivo"

BRUNO CONTI: "Quel Murigno è un pogo debbono, lassatelo stà. Dovrebbe 'mparà da Spalletti, soprattutto sotto il punto di vista del comportamento e del rispetto che bisogna avè paaggente. E pure da De Rossi c'avrebbe d'amparasse qualcosa, st'infame"

SPALLETTI: " ma porca puxxxna txxia di quella mxxxla impestata ladra, Rizzoli sei una mxxxa, non capisci un caxxo, stxxxzo schiavo di Moratti. E' per colpa tua che non abbiamo vinto con l'Inter, che siamo sesti in classifica, che all'andata con l'Inter è finita 4-0 per loro, che Ancelotti è grasso, che c'è il buco nell'ozono e che l'economia è in crisi. Se non fosse stato per te, a quest'ora sarei pieno di capelli, avvenente e superdotato"

DE ROSSI: "muuuuuuuuuuuuuuuuuuuu, cazzominchia-aò, muuuuuuuuuuuuuuuuuuu"

GIORNALISTI IN CORO: "Non sono i tifosi della Roma che sono razzisti, è Balotelli che è un negro dimmerda che fa i gestacci"

BRUNO CONTI: "Balotelli dovrebbè 'mparà qualcosa da Totti"

TOTTI: "La penso come De Rossi"

IL MESSAGGERO: "Balotelli figlio di una società senza ideali, ci vorrebbe il Daspo. Ed è pure negro! Che schifo"

COBOLLI GIGLI: L'Inter dovrebbe emettere un cominicato ufficiale con cui dissociarsi da Balotelli, dalla sua pelle nera e da questa società senza ideali

RANIERI: "Josè xkè non mi risp? c'è qklcs ke nn va? ti prg kiamami xkè io tat dvvr. X te mi
prostituirei intellettualmente"

FIGC: "le esternazioni di Mourinho non fanno altro che alimentare tensioni"

ANCELOTTI: "Qualcuno ha parlato di alimenti?"
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martedì 3 marzo 2009

NIENTE DI POLITICAMENTE CORRETTO

martedì 3 marzo 2009 3
Oggi Mourinho ha sbottato, definitivamente.

Sognavo un attacco così a quei cani ignoranti che popolano il mondo del calcio italiano da anni.
Mancini, negli anni scorsi, ha cercato di percorrere questa strada, ma mai si è esposto nel modo in cui lo ha fatto Josè oggi, e cioè trattando a pesci in faccia quei poveri bifolchi che cercano in ogni modo di riempire di parole un giornale, o una qualsiasi trasmissione, e gli altri allenatori, quelli sempre politicamente corretti e che passano il loro tempo a piangere e rosicare.

Li ha zittiti, uno per uno. Ha preso la parola, li ha stesi e poi se n'è andato, sbattendo la porta.
Si è scagliato contro gli allenatori avversari, contro Ancelotti, Ranieri e Spalletti, gli "Intoccabili", quelli che "sono amici di tutti".
Ha evidenziato la vomitevole manipolazione dell'opinione pubblica messa in atto negli ultimi giorni, o meglio, negli ultimi mesi, per far credere al popolo che l'Inter sia un'accozzaglia di ladroni e che non abbia alcun merito nelle sue vittorie.
Si è chiesto perchè non si parli mai dei continui e clamorosi insuccessi altrui, e si parli invece di Balotelli che fa le linguacce. Ha parlato di "prostituzione intellettuale", dei favori alla Juve di cui nessuno si è azzardato di parlare.

Mourinho non ne può più, esattamente come ognuno di noi, e gliel'ha detto in faccia, con le parole giuste, quelle che sognavamo di sentire da tempo.
Mai in Italia si era visto un personaggio di questo tipo, che non ha paura di niente e di nessuno, che difende la propria squadra contro tutto e tutti.
Un giorno se ne andrà, per il sollievo di tutto il resto del mondo calcistico italiano. Senza di lui, gli avversari non si dovranno confrontare ogni settimana con uno che è in grado di smerdarli su ogni tipo di questione, e potranno riprendere ad attaccare l'Inter impunemente, come hanno sempre fatto. Non vedono l'ora che se ne vada, ne sono convinto.

Resta per sempre, Josè. C'è bisogno di gente come te, non di altri Spalletti, Ranieri ed Ancelotti. Di questi ce ne sono in abbondanza, e ne abbiamo le palle piene.

Link al Mourinho Show:

http://www.youtube.com/watch?v=12ixv4HPqDA

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