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venerdì 2 aprile 2010

E’ FINITA LA FESTA

venerdì 2 aprile 2010 15

E’ finita. Il teatrino che abbiamo messo in piedi quattro anni fa è definitivamente caduto. Per tutto questo tempo ci siamo permessi di ingiuriare e di inveire contro personaggi di alto lignaggio, autentici signori contro i quali non abbiamo esitato a puntare il dito, riversandogli contro menzogne costruite ad arte dai geni del crimine di Via Durini prima, e di Corso Emanuele poi. Se un po’ di cuore e di dignità ci sono rimasti, ciò che possiamo provare in queste ore è solo ed esclusivamente vergogna. Vergogna. Per aver rovinato la festa di Bari. Vergogna. Per aver fatto piangere davanti alle telecamere quel pover’uomo. Vergogna. Per gli scudetti da ridere. Vergogna ed ancora vergogna.

I più brillanti tra i tifosi juventini avevano già intuito da tempo quel che sta succedendo in queste ore. A loro nulla sfugge, a loro non la si fa: da anni denunciano le nostre magagne, da anni avevano fiutato il marcio che attanaglia i brutti ceffi che dirigono la società nerazzurra e anche, come stiamo scoprendo in questi giorni, l’intero movimento calcistico nazionale, internazionale, mondiale, un’organizzazione diabolica con cellule in tutti gli stati, fornita anche di campi di addestramento volti a formare veri e propri professionisti del male, gente pronta a tutto per corrompere arbitri, guardalinee, designatori, moviolisti e gnocche da finto salotto calcistico. Loro, i tifosi bianconeri, denunciavano. E noi? Li deridevamo. Ecco cosa facevamo. Incapaci di analizzare oggettivamente una situazione che ci vedeva favoriti in tutti i frangenti, ci burlavamo di chi diceva niente di meno che la verità. La terza categoria ci meritiamo, altro che la b!

Fortunatamente, anche in questo mondo pare esserci un po’ di giustizia. Finalmente stanno uscendo fuori i terribili ricatti con i quali Moratti metteva Bergamo e Pairetto con le spalle al muro, assicurandosi così i terzi e quarti posti a cui l’Inter puntava. Era l’ora che venissero a galla i deprecabili misfatti dei quali i nostri dirigenti si sono macchiati per permettere all’Inter di non vincere un cazzo per vent’anni. Era l’ora che qualcuno pagasse per aver infangato il nome dello sport più seguito del mondo.

Mi auguro che gli scudetti vengano restituiti oggi stesso, e che Moratti e i suoi scagnozzi siano al più presto scovati e consegnati alla giustizia, di modo che possano marcire al gabbio fino alla fine dei loro giorni. Finalmente avremo indietro un sport pulito, libero da giochi di potere e da truffatori senza scrupoli. Ci renderanno il calcio, così com’era una volta. E sappiamo chi dobbiamo ringraziare, per tutto questo.

Grazie, giornalisti di Tuttosport. Grazie per aver avuto il coraggio di denunciare quel che tutti sapevano, ma che nessuno aveva mai trovato la forza di dire ad alta voce. E’ grazie a gente come voi, gente libera, onesta, senza paura, che il Male è stato estirpato. Grazie a voi le famiglie torneranno allo stadio, i toni si abbasseranno e i campionati saranno, finalmente, regolari.

Grazie. Ancora.

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giovedì 2 aprile 2009

CARTA IGIENICA

giovedì 2 aprile 2009 26
Che Tuttosport, fra i poco qualitativi quotidiani sportivi italiani, sia quello più adatto per pulirsi le terga, lo sapevamo già.
Stamattina, l'autorevole giornale torinese ce ne ha fornito l'ennesima, inutile, prova, partendo dal fantastico titolo d'apertura (Mourinho BASTA!) e proseguendo con un epico editoriale firmato Paolo de Paola, detto anche Sticazzi.
Ho letto questa bestialità, e penso sia il caso di condividerla con chi ancora non ha potuto farlo. Così, per farsi due risate.


"La frase più comica è il riferimento a Robin Hood. Un uomo che guadagna nove milioni all’anno si sente come l’eroe che rubava ai ric­chi per donare ai poveri.
Ma a questo mondo ognuno può dire ciò che vuole. L’antidoto è non prenderlo sul serio. Anche perché un altro per­sonaggio così è difficile trovarlo.
Il suo biglietto da visita era stato il seguente: mai nessun gioca­tore parla male di lui. Bene: Crespo ancora piange e lo maledice, Maxwell ha chiesto di an­dare via, Jimenez è un ufo che si lamenta perché gioca poco, Cruz conta i giorni che mancano al­la separazione. Insomma una balla.
I colleghi allenatori? Il più sereno lo considera un maledu­cato. Ulivieri ha detto testualmente che «Mou­rinho l’ha fatta fuori dal vaso». Chiama voluta­mente «Barnetta» l’ex allenatore del Lecce, Be­retta, offende Ranieri dandogli senza mezzi ter­mini del «vecchio» e ieri «un allenatore che non ha vinto niente». Insomma, un grande (s)comu­nicatore. Eppure un simile professore che misu­ra la vita solo in «tituli» vinti non è riuscito a far meglio di Mancini facendosi eliminare negli ot­tavi di Champions come il suo predecessore. Ma non era stato assunto da Moratti soprattutto per vincere la competizione europea?

In Italia si chiama etica, Mourinho forse l’ha sottovalutata quando ha chiesto al suo presiden­te di spendere 30 milioni per un giocatore come Quaresma con il quale condivide lo stesso pro­curatore. Piccolissimo conflitto di interessi per un acquisto da dimenticare. Un’altra chicca è stata l’impennata d’orgoglio con cui ha chiesto al suo padrone di rifondare la squadra appena eliminata dal Manchester. Ma con quale faccia? La stessa che ieri ha pronunciato un attacco al nostro giornale accusandoci di essere “asservi­ti” alla Juve. Mister Mourinho, la differenza è molto semplice: noi (fra l’altro) ci occupiamo di Juve, ma non apparteniamo alla Juve. Lei inve­ce è stipendiato dall’Inter verso cui sente oggi un improvviso moto d’amore. Siamo disposti a scommettere che nemmeno per 12 milioni di eu­ro all’anno lei andrà mai via da questa società."
Paolo de Paola


E' il caso di commentare? E' degno di replica il direttore di Tuttosport che nega la fragorosa juventinità del suo giornale, lo stesso degli epici titoli "Pulita solo la Juve" e "Inter, vergogna!"?
E' giornalismo una prima pagina dove troneggia una frase come "Mourinho, BASTA"?
Basta di fare cosa? Di farvi sentire le merde che siete ogni volta che apre bocca? E' questo che deve smettere di fare Mourinho?
L'uomo che ha scritto questo "articolo" non sa niente, nè dell'Inter nè di Mourinho. Il portoghese non ha mai offeso nessuno, ha soltanto detto le cose come stanno: il fatto che Ranieri, dopo una ventina d'anni di carriera, non abbia vinto niente è un dato di fatto, non un'offesa. E poi, questo Paolo de Paola ha ben poco da dire sull'argomento Ranieri, visto che il suo giornale sbertuccia ad ogni occasione il tecnico della Juve da un paio d'anni.
Mou non se l'è presa con il Milan e con Inzaghi, ha soltanto riportato la realtà, ossia che la squadra rossonera ha un enorme ed eccessivo potere mediatico e che il suo centravanti si è comportato in modo molto scorretto nella partita col Cagliari.
Ma probabilmente, per questo genio, anche dare del "Barnetta" ad uno che si chiama Beretta è un'offesa. Beh, in effetti, da uno che nei suoi scritti cita un guru del calcio e della vita in generale come Ulivieri, non ci si può aspettare granchè. Più in generale, da uno che dirige Tuttosport, non ci si può aspettare granchè.

Qui non si parla nemmeno di prostituzione intellettuale, qui siamo più sul genere "troietta-demente", una sorta di 14enne che prende cazzi da tutte le parti senza bene sapere il perchè.

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martedì 24 marzo 2009

MORATTOPOLI

martedì 24 marzo 2009 17
Palermo, 23 mar.- (Adnkronos) - E' stato 'tradito' dalla sua passione per la squadra dell'Inter uno dei quattro rapinatori arrestati la notte scorsa dai Carabinieri di Palermo. Il giovane pregiudicato, ritenuto un rapinatore seriale, Danilo De Rosalia, 24 anni, ha agito in alcune delle rapine effettuate in supermercati di Palermo con addosso una tuta dell'Inter. Ad incastrarlo le telecamere a circuito chiuso.
De Rosalia e Michele Manzo, 26 anni, sono accusati di avere svaligiato dai supermercati alle tabaccherie e anche farmacie. Diciotto colpi in tre mesi. I militari li hanno arrestati mentre stavano per mettere a segno l'ennesima rapina in un supermarket. Anche questa volta il rapinatore seriale indossava la maglia dell'Inter. I due, armati di coltelli, minacciavano i commessi, e dopo essersi fatti aprire le casse, prendevano il denaro. Sono diciotto i colpi accertati ma il numero, secondo i carabinieri, sarebbe destinato ad aumentare. Sempre i Carabinieri hanno arrestato altri due rapinatori 'seriali'.
In carcere sono finiti Giuseppe Scafidi, 26 anni e Giovanni Parisi, 27 anni. A Parisi gli inquirenti sono arrivati grazie ad alcuni testimoni che hanno segnalato la targa dell'auto usata per una rapina in una tabaccheria.



Che fosse crisi inter, lo si sapeva già. Ora, però, l'ombra della giustizia sportiva è calata sulla società nerazzurra, e saranno dolori. Quattordici inchieste aperte nelle ultime 24 ore, arresto per Guido Rossi, fiaccolate sotto casa Moratti al grido di "ridateci gli scudetti!" e "no alla cupola".

Gli interisti sono dei ladri, questo è noto ai più da tempo. Finalmente, adesso, se ne hanno anche le prove: un ladruncolo, un vile borseggiatore è stato beccato con indosso la tuta dell'Inter. Cos'altro poteva indossare un simile avventore? Quelle vesti contraddistinguono chiaramente un disadattato, uno scarto della società, capace solo di vivere di espedienti. Di certo, fosse stato un bravo ragazzo, non avrebbe indossato quei putridi cenci, ma una ben più elegante divisa rossonera o bianconera.
In via Durini, adesso, rischiano grosso. Altro che intercettazioni, qui ci sono dei video inconfutabili! Adesso voglio proprio vedere se quei ladri troveranno un altro Guido Rossi, o un altro consiglio dei saggi. Voglio proprio vedere come si difenderanno da queste pesanti e gravi accuse. La serie B, ci vorrebbe!

Cobollo ha già richiesto la restituzione di tutti e 16 gli scudetti, più un paio di Coppe Italia e il cartellino di Rivas. Io dico che quest'uomo ha ragione! Scendiamo tutti in campo per questa battaglia, togliamo di mezzo il sistema Moratti, purifichiamo il nostro calcio.
Se una squadra capace di schierare insieme gente del calibro di Dida, Senderos, Favalli, Bonera, Janku, Beckham e Ronaldinho non riesce a vincere lo scudetto, vuol dire che c'è per forza qualcosa sotto. Stesso discorso per la banda di Legrottaglie, Molinaro, Brazzo e Poulsen. C'è del marcio nel nostro calcio, è uno schifo del quale tutti noi ci vergognamo.
E Moratti non venga a dirci che gli hanno ucciso l'anima: che stia cheto, quel ladruncolo.

La gentaglia che manovra tutto questo ha, fortunatamente, i giorni contati. Moratti, hai finito di comandare a tuo piacimento il calcio italiano! Giustizia sarà fatta.

(nella foto: sterco su carta)

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domenica 8 marzo 2009

SCANDALO A MARASSI

domenica 8 marzo 2009 2
L'Inter espugna Marassi, ma che vergogna. Nel pomeriggio di sabato si consuma l'ennesimo furto dei nerazzurri, che non sembrano aver intenzione di smetterla di falsare il campionato.

Dopo appena un minuto, Ibrahimovic porta in vantaggio i suoi, ma era fuorigioco, mano e carica sul portiere. Lo svedese, poi, nell'esultare, si lascia cadere in terra, chiaramente per provocare i tifosi genoani. Gesto riprovevole, degno di un figlio di quest'epoca senza ideali.
Una decina di minuti più tardi, scandaloso episodio nell'area dell'Inter: Thiago Motta colpisce di testa a botta sicura e Julio Cesar tocca il pallone con le mani. Sarebbe un rigore solare con espulsione per il brasiliano, ma incredibilmente Morganti sorvola, fra lo sconcerto dei presenti.
Materazzi e Burdisso capiscono che per loro si sta mettendo male e fingono l'infortunio: ennesimo segnale dell'instabilità del gruppo nerazzurro, infarcito di mercenari e pusillanimi.
Il primo tempo si chiude con un immeritato 1-0 per gli uomini di Mourinho, tecnico sempre più sulla graticola. La vergogna, per l'uomo di Setubal, è tanta.

La ripresa si apre col solito copione della prima frazione di gioco: il Genoa domina, l'Inter rubacchia qua e là.
Al 62esimo, scandalo a Marassi: Balotelli, lanciato da Ibra, mette in rete, ma il pallone è fuori almeno di due metri. A dir poco oltraggiosa l'esultanza del numero 45 nerazzurro, che simula un rituale orgiastico insieme a Santon. Assurdo il fatto che due figli di quest'epoca senza ideali come loro siano ancora a piede libero.
Il Genoa, ormai scandalizzato e in preda allo sconforto, decide di risparmiare le forze in vista di partite regolari ed esenti da ingiustizie.
La gara termina col risultato di 2-0 per l'Inter, che esce miracolata da Genova e si prepara al massacro di mercoledì prossimo, visto che col Manchester non potrà contare su arbitri corrotti e faziosi.

Da aggiornare la classifica alla moviola: dopo la partita col Genoa, ai nerazzurri vengono tolti ulteriori 15 punti, che li fanno precipitare al sedicesimo posto, fianco a fianco con il Bologna.
Intanto, lassù in vetta, il Milan allunga sulla Fiorentina e mette una seria ipoteca sullo scudetto. Commozione per la tripletta di Inzaghi, che con queste marcature entra nel ristretto club dei centenari del gol.
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