Una nuova impresa, QUI.
Leggi tutto...giovedì 27 maggio 2010
domenica 16 maggio 2010
PARTITONA
Un bell’articolo sul partitone di ieri ci starebbe proprio bene. L’addio dei gioielli Dida e Favalli, pezzi grossi messi sul mercato per tirar su quei 70-80 milioni che servono per ripianare il bilancio, i 10/11 della nazionale di Lippi in campo dal primo minuto, Pirlo trasformato da Poulsen in un uomo in grado di muoversi con una rapidità accettabile, Del Piero peperino indiavolato, deciso ad onorare la grande sfida ruggendo su ogni pallone, il secondo e il terzo allenatore degli ultimi due anni che abbandonano la baracca, Cannavaro che si fa doppiare da Antonini, Dinamite Diego e Pippo Pero in tribuna, Galliani che promette che non se ne andrà e che, se necessario, si legherà alla sedia ed un bel clima da scapoli vs ammogliati, con Filini arbitro, Fantozzi capitano e le nuvole da impiegato pronte a sommergere il campo. Verrebbe fuori una cosa divertente. Magari smorzerebbe anche di un minimo la tensione di queste ore.
Solo che, a me chi la smorza la tensione? No, non mi viene l’articolo, se ne riparla domani. Sempre che si soffi su queste benedette 18 candeline.
Leggi tutto...venerdì 23 aprile 2010
MOTIVI TATTICI (ED ETICI)
I soci, evidentemente, non sono rimasti soddisfattti delle risposte di Galliani e hanno contestato al dirigente rossonero il mancato acquisto di Sneijder (svenduto dal Real Madrid) e di Pandev (libero a parametro zero dopo la vertenza con la Lazio).
"Sneijder non è stato acquistato per motivi tattici", ha risposto Galliani, mentre "per quanto riguarda Pandev la politica della società prevede di non tesserare giocatori che hanno rescisso con altre squadre". Per la gioia dei tifosi nerazzurri...che hanno già eletto il mago di Utrecht e l'attaccante macedone a veri idoli.
Il Milan, dunque, non ha acquistato Sneijder (pedina che avrebbe potuto inserire senza problemi nell’affare Kakà) per motivi tattici.
Ecco spiegato il perché della rinuncia all’olandese: non c’era certo spazio per lui, nel 4-2-fantastia imbastito da Leonardo. In effetti, un caprone come Wesley, scuola Ajax, capace di interpretare ogni ruolo dalla metà campo in su (ad eccezione di quello da punta centrale, per evidenti limiti fisici) non sarebbe mai riuscito a calarsi nei complicati meccanismi rossoneri. Oltretutto, non avrebbe avuto senso nemmeno un suo acquisto in ottica turnover: per far rifiatare i vari Pirlo, Gattuso e Flamini, autori dell’ennesima stagione coi fiocchi, bastano ed avanzano il fresco Seedorf, più Janku ed Abate adattati alla bisogna. Galliani, dunque, ineccepibile. Come sempre.
Per parlare di ciò che è stato detto a proposito dell’acquisto di Pandev, bisogna spostare il discorso sull’etica, valore tanto caro al vicepresidente vicario. L’Inter, nei confronti di Lotito, si è macchiata di un orribile delitto: è peccato, infatti, mettere sotto contratto coloro che hanno rescisso con altre società. La politica del club, su questo punto, è ferrea: certe cose non si fanno. Mai il Milan approfitterebbe di una situazione simile, mai si macchierebbe di un simile scempio. Un po’ come nel 2005, quando fu tesserato il buon Vieri, che aveva appena stracciato il suo accordo con l’Inter. Ma quella era un’occasione davvero ghiotta.
Motivi tattici ed etici: ecco perché, invece di Sneijder e Pandev, avete in squadra Mancini ed Huntelaar. Non fa una grinza.

(nella foto: Cissokho, non acquistato per motivi odontotattici)
Leggi tutto...martedì 23 marzo 2010
IL TAMPONAMENTO
La settimana del sorpasso si è conclusa con un tamponamento evitato per un pelo, con il vecchio col cappello che inchioda improvvisamente per far attraversare la strada ad un passero mentre tu stai mandando un messaggio ed hai due dita nel naso. Non so quanto calzi questo “correlativo oggettivo” (sarebbe meglio abbondare con le virgolette), ma mi andava molto di scrivere del vecchio col cappello, visto che ieri mattina ho avuto il piacere di farmi sbarrare la strada da uno dei maggiori esponenti di questa discutibile categoria di automobilisti. Credo che facesse parte dei GPPRICSLSQSIRMAN, Gente Pagata Per Romperti I Coglioni Sbarrandoti La Strada Quando Sei In Ritardo Ma Anche No, la celeberrima organizzazione che invia giornalmente su tutte le strade milioni di vegliardi, profutamente stipendiati per piantarsi davanti alla macchina di una persona che ha visibilmente fretta con l’espresso ordine di non superare i 13 km/h e di seguire complicate traiettorie che gli permettano di occupare l’intera carreggiata, rendendo impossibile il sorpasso.
Poi volevo parlare del tamponamento evitato per un pelo, visto che vicino all’università un altro GPPRICSLevvabbè ha tentato di prendermi in pieno con l’intento di intrappolarmi in un CID dai mille risvolti, risultato per il quale sarebbe stato ricompensato con dei bei soldoni in busta paga. Ma finiamola qui, sto divagando.
Ieri sera mi sono sorbito circa metà del pessimo teatrino Balotelli-Striscia, col succinto e provocante Staffelli che ha portato in dono al nostro problematico attaccante una maglia del Milan, un rigore dubbio e una maglietta di solidarietà recitante “se saltelli muore Staffelli”. Senza rancore eh Mario (anzi, forse un po’) (sì, diciamo con rancore, altro che tenerla, quella maglia), ma du palle. E sempre senza..anzi, con rancore, Striscia, Mediaset, Fininvest e i quattro miliardi di manifestanti in piazza, andate a dare tapiri a Pato che si strappa facendosi il bidet o al Maiale che è stato farcito anche dal Blackburn, che è gente che merita.
Se poi volete esagerare, portatene qualcuno anche al garbato vicepresidente, l’uomo che ha lo stile di non parlare degli arbitri, ed anche quello di sfollare in un quarto di Champions.
Leggi tutto...domenica 21 marzo 2010
venerdì 19 marzo 2010
ITALIA AMORE MIO
Il mistero del perché questa stramba Inter non annoveri tra le sue fila un maggior numero di calciatori italiani si fa sempre più fitto. Vedendo le scintillanti prestazioni del Milan prima e della Juventus poi, non si riesce davvero a capire perché la squadra nerazzurra non abbia attinto a piene mani da questa fantastica generazione di calciatori nostrani, ormai quasi prepotenti nel ribadire in tutti gli stadi d’Europa la propria superiorità nei confronti dei commedianti stranieri.
Ieri sera, la Juve dei gladiatori è andata ad imporre la mentalità europea nell’inespugnabile Craven Cottage, tana del micidiale Fulham guidato dall’uomo che preferiva Pistone per la sue capacità di ripiegamento. Prova di personalità per i ragazzi di Zac, guidati dal sempreverde Cannavaro, che in ventisei minuti riesce a fare più danni di quanti ne farebbe Muntari nel pieno del ramadan, e da Diego, piedi da campione e carattere da leader. Per la Juve, quattro reti sul groppone, due espulsi e quattordici tiri verso la porta di Chimenti, di cui uno sul palo e un altro sulla traversa: numeri importanti, numeri di una gara giocata col piglio proprio dei cinque campioni del mondo che la corazzata torinese annovera in rosa. E’ il trionfo di tutti, dal d.s. Secco, asso pigliatutto nel mercato estivo, al CdA che ha affidato la fuoriserie bianconera ai due luminari che si sono alternati in questa sfavillante stagione, passando per Tuttosport che la scorsa settimana ha giustamente sottolineato come toccasse alla Juve, ancora una volta, tenere alto il vessillo italiano nell’Europa che conta.
Sette reti dal Manchester, cinque dal Fulham, sei dal Panathinaikos. A volere essere precisi, anche cinque pere dal Bayern Monaco, di cui quattro in casa, e uno 0-1 interno con lo Zurigo. Grandi imprese, grandi serate, grandi pagine di storia scritte dalle vere squadre italiane, quelle che scendono in campo piene di ragazzi italiani purosangue, allenate da italiani o italianizzati, che giocano all’italiana, vincono, divertono, stupiscono. E’ assurdo come l’Inter sputi sopra questa razza superiore, su queste autentiche macchine da football, puntando piuttosto su gentaglia come camerunensi e olandesi, gente che non ha mai vinto un mondiale, gente senza mentalità europea, robaccia scartata da un club come il grande Real. Fortuna che in Italia ci sono altre squadre, di ben altra pasta, che tengono al sicuro il nostro Ranking Uefa.
Anche se oggi alle dodici non avranno granché da fare.
Leggi tutto...giovedì 11 marzo 2010
PECCATO
Il rammarico per l’ingiusta eliminazione rossonera, QUI
Leggi tutto...martedì 23 febbraio 2010
STANCHEZZA E SPERANZA
Ho pensato molto a cosa scrivere dopo la notizia delle squalifiche, passando dalla voglia di riempire questa pagina di insulti random a tutti i protagonisti del panorama calcistico nazionale allo scrivere un post di rassegnazione per gli ultimi eventi al chiudere tutto e seguire l’Ajax al non scrivere niente.
Sinceramente, non ho ancora ben chiaro quello che voglio scrivere. Una cosa è certa: sono stanco. Non mi va nemmeno di fare ironie su tutta questa storia, perché, davvero, il senso di pesantezza che mi affligge se penso ai 25000 euro di multa ad un pubblico che fa la protesta più civile che si sia mai vista in Italia (inutile citare cosa succede in altre sedi, tra seggiolini in fiamme e saltelli e sputi e sassi) (ehi, tu, troll, dico a te, stai per tirare fuori il motorino contro l’Alaves, vero? Bene, sappi che non me ne frega un bel cazzo, visto che non c’entra un bel cazzo con tutto questo, sto parlando della disparità di giudizi della giustizia sportiva, non mi interessa del motorino del passaporto di Recoba e della tua menomazione mentale, se vuoi un giorno di questi ti faccio un’iniezione e pongo fine ai tuoi travagli), dicevo, il vuoto che mi affligge dopo la multa a chi fa la pañolada è davvero imponente. Credo che sia ancora peggio delle squalifiche a Mou, Cambiasso e Muntari. O forse no, forse è sulla stessa linea, una linea inedita e vagliata nel momento più tragicomico del calcio italiano, un momento nel quale se il vicepresidente del Milan e di tutto il resto si permette di sottolineare come un campionato riaperto significherebbe soldi a palate per giornali televisioni e quant’altro, nessuno si pone una domanda che sia una.
Questo è senza dubbio il campionato più falsato che io ricordi, e non parlo degli episodi, o almeno, non solo. Parlo del fatto che, per la prima volta nella storia, un intero paese tifa, rema, si adopera, riversa odio contro una squadra. Una squadra che, tra l’altro, è stata capace di inanellare quattro (QUATTRO) scudetti consecutivi, una cosa che non si vedeva dal ‘50. Una squadra che, dunque, ha messo insieme delle imprese storiche, e senza mai dover dire grazie a nessuno. Senza telefoni, mafiosi, nani, giochi di potere, sistemi e tutto il resto. Nessun altro può fregiarsi di tutto questo.
Eppure, il problema siamo noi. Il campionato è falsato solo nelle nostre teste. E’ frustrante vedere come sia impossibile far capire a chi si ostina a dire che Mou è uno psicopatico, che le espulsioni ci stanno e tutte le fregnacce simili a queste che stiamo assistendo a qualcosa di mai visto, che ci stanno prendendo tutti per il culo in nome del campionato che deve riaprirsi per le tv i giornali e le scommesse. Questo è il paese della mafia, a tutti i livelli: per quale motivo nel calcio dovrebbe andare diversamente? Perché mai il calcio dovrebbe essere un movimento pulito? Perché mai, se in questo movimento c’è di mezzo il Milan e il suo schifo dirigenziale, dovremmo pensare di star assistendo ad un campionato regolare? Non ce n’è motivo.
Ora, non so più esattamente cosa volessi dire con questo post, sinceramente me lo sono anche dimenticato. Non so nemmeno se il mio discorso sia stato lineare o meno. L’unica cosa che dovrebbe essere chiara è che mi sono ROTTO I COGLIONI. Come non mai. Come nemmeno dieci, o cinque anni fa. Forse ero troppo piccolo per incazzarmi a dovere, chissà. Fatto sta che ne ho veramente piene le palle di questo teatrino, di questi buffoni che ci rovinano lo spettacolo e, soprattutto, di questa incredibile massa di dementi che chiamiamo Gente che si fa abbindolare o che non riesce, annebbiata dai propri sentimenti antiinteristi, ad analizzare oggettivamente una situazione come questa. Io mi sono veramente ROTTO I COGLIONI, e l’unica cosa che non mi fa desistere da tutto ciò per andare a tifare Ajax è il fatto che la nostra squadra, che la nostra Inter, senza ombra di dubbio, è in grado di vincere nonostante tutto ciò. E’ in grado di rimontare due rigori a Bari, è in grado di vincere un derby per 2-0 dominando in 10 contro 11 per 60 minuti, giocando anche 5 minuti in 9 subendo un rigore inesistente poi parato, è in grado di giocare in 9 per una partita intera facendo cagare sotto i vergognosi, tecnicamente e da ogni altro punto di vista, avversari e mancando un’epica vittoria solo per l’annebbiamento di Eto’o dopo cinquanta minuti da maratoneta. Non desisto perché sono convinto che possiamo farcela, anche se ad Udine andremo senza quattro, cinque, sei titolari e senza allenatore (il tutto, badiamo, SENZA UN MOTIVO), anche se ce ne buttano fuori quindici a partita. Possiamo farcela. Anche se ci squalificano Milito perché si mette le dita nel naso. Possiamo farcela. Anche con la primavera in campo. Anche con me in campo.
Bene, penso di avere concluso. Domani mi godrò (spero) un bello spettacolo di una bella competizione, contro una grande squadra, in uno stadio fantastico. E vincere sarebbe bellissimo perché causerebbe esplosioni di organi variegati in tutti coloro che si posizioneranno sul trespolo e faranno l’unica cosa che gli è rimasta. Sì, sarebbe bellissimo, ma il pensiero di tutti noi, in questo momento, è a quella farsa che chiamiamo campionato. Perché vincere anche quest’anno, vincere il quinto di fila in questa situazione sarebbe impagabile, e varrebbe più di qualsiasi altra cosa.
Ho finito.
Leggi tutto...lunedì 22 febbraio 2010
CHE PALLE
Allora:
gli arbitri delle partite dell’Inter soffrono di manie di protagonismo, vogliono fare i giusti che hanno il coraggio di essere fiscali con la capolista (ben venga, per carità) e di essere clementi con gli altri (ecco,questo malvenga. Se vuoi essere fiscale lo devi essere con tutti, e, per dire, non butti fuori uno e dai le carezze ad un altro), e se ce ne lamentiamo la Gente ci bolla come dei pazzi visionari. La Gente che vede le sintesi in tv ed è convinta di sapere come ha arbitrato Tagliavento, che metodo di giudizio ha utilizzato, come ha condotto la partita. La Gente che è convinta dalle sintesi e dai Mosca e Pistocchi che Tagliavento abbia arbitrato in modo ineccepibile. La Gente che non è in grado di analizzare oggettivamente alcunché, ma che attacca con arroganza e presunzione Mourinho che fa il gesto delle manette, l’Inter che fa il silenzio stampa, l’Inter che è prima e si lamenta. A me la Gente ha davvero scassato le palle.
In un mese ci siamo presi due rigori contro in due minuti, un derby giocato per sessanta minuti in dieci e per cinque in nove con un rigore contro inesistente, e due espulsioni nel giro di sei minuti nel primo tempo, record mondiale. Eppure, pare che soffriamo di manie di accerchiamento.
Del Piero inanella porcate da tre settimane e il massimo che si ode è uno squittio di Gasperini. Il rigore per il Bari e la possibile conseguente espulsione di Bonera non sollevano nessun tipo di polemica. Galliani ha il coraggio di presentarsi in tv e di fare la predica alla società Inter per il silenzio stampa, quando dopo le sconfitte del Milan a stento si presenta Pellegatti per intervistarsi da solo.
Ma voi, non vi siete un po’ rotti il cazzo?
Leggi tutto...mercoledì 17 febbraio 2010
FAVALLI GOTAMA
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| "L'anima tua è l'intero mondo" |
lunedì 8 febbraio 2010
PUTTINI ALATI
Il debutto dell’ultimo puttino rossonero, QUI.
Ah, un avviso: da oggi, fino al 17, non avrò modo di scrivere alcunché. Vi lascio dunque nelle mani di µ, sperando che si scuota dal torpore creativo che lo affligge in questi ultimi tempi. Ciao e atranovegiorni.
Chi ha molto tempo a disposizione può leggere qualcosa anche QUI
Leggi tutto...lunedì 1 febbraio 2010
FIATO SUL COLLO
Gli avversari incalzano: ieri sera, eravamo potenzialmente a +6 dal Milan, con un turno a loro favorevole (Livorno in casa loro, Parma in trasferta noi); stasera siamo a +8, potenzialmente a +11. E il bello è che non abbiamo nemmeno giocato.
P.S. : chi ha memoria, ricorderà che un mese fa paventai la possibilità di aprire un altro blog. Ebbene, l’altro blog, da oggi, c’è. Vi basterà cliccare sul “banner” in altro a destra (oppure QUI, se siete dei culoni scansafatiche) per esservi magicamente teletrasportati.
Se pensiate che titolo ed indirizzo non abbiano senso, è perché è così. Cioè, un senso ce l’hanno, ma solo per me e per un’altra persona. Quindi, per voi comuni mortali, sono un titolo ed un indirizzo senza senso.
Nemmeno i post, il più delle volte, avranno un gran senso. A cominciare dal primo.
Spero di ritrovarvi anche di là :)
Leggi tutto...giovedì 28 gennaio 2010
ELIMILANATI
Ehi, no, fermi: Galliani ha salvato prima del derby, quindi ora riavvia e rigioca daccapo le ultime due partite, come i furbetti a Football Manager.
Sono stati scoperti gli anti-concezionali, gli anti-dolorifici, l’anti-tetanica, persino l’anti-materia, ma dell’anti-Milan ancora non v’è traccia.
Una settimana fa era amore, ora siamo già alle corna con l’idraulico.
Però non è giusto programmare un quarto di finale appena tre giorni dopo il derby. Questo Milan sta diventando troppo scomodo per il palazzo, e le stanno provando tutte per fermarlo.
Leggi tutto...martedì 26 gennaio 2010
IL TIFOSO ZERO E I DESIDERI
Dunque, ricapitolando:
siamo primi con nove punti sul Milan, appena schiantato in derby arbitrato alla De Santis, terminato in nove e con un rigore a sfavore parato da Julio Cesar. Il derby d’andata è finito 4-0, e ci siamo pure fermati.
La Juventus è sesta a meno sedici ed ha già buttato via un’altra stagione, essendo stata anche eliminata nei gironi di Champions. Il suo allenatore è Ciro Ferrara. Ranieri, esonerato l’anno scorso e considerato un emerito stronzo, ha appena vinto all’Olimpico all’ultimo secondo, allungando il divario in classifica.
L’anno scorso abbiamo vinto lo scudetto. E anche l’anno prima. E anche due anni prima. E anche tre anni prima. Nel frattempo, la Juve ha vinto un campionato di serie B, e il Milan ha totalizzato circa 100 punti di svantaggio in quattro anni.
Beh, che dire. Se ieri ho scritto che “abbiamo goduto di una partita che di solito si gioca solo nelle teste di noi tifosi, una fantasia che, se raccontata prima, non sarebbe sembrata tanto più realistica di un 5-0 con tripletta di Muntari e sinistro di Julio Cesar su punizione” oggi posso dire che uno scenario simile, quattro anni fa, non sarebbe venuto in mente nemmeno ad Asimov.
A volte penso che nel 2006 a un tifoso interista, magari al tifoso zero, qualche entità superiore abbia consegnato un foglio e una penna, chiedendogli di scrivere i suoi desideri per gli anni a venire. Fortunatamente, il tifoso zero non è stato così egoista da chiedere tre polpose slovacche al giorno, ed ha optato per una allegra storiella che potesse risarcirci di tutti i torti subiti.
Così si è immaginato calciopoli, la Juve in B, Ibra all’Inter e lo scudetto dei record. Poi ci ha preso gusto, ed ha scritto del secondo scudetto, immaginando un cinque maggio con l’happy ending dopo 70 minuti (ed una settimana) di passione. Ormai eccitatissimo, non se l’è sentita di smettere di scrivere, ed ha buttato giù, di getto, un’altra stagione da campioni d’Italia, condendo il tutto con un Milan eliminato ai puttanesimi di Coppa Uefa (cit.).
A questo punto, con la lingua fuori tipo Fantozzi, ha scritto, ormai in estasi, del “non si vende Kakà”, di una super campagna acquisti, di un derby alla seconda giornata vinto per quattro a zero e di una leadership ancora più incontrastata. Ormai ululante, ha voluto strafare, esagerare, andare oltre ogni più lussuriosa fantasia, ed ha descritto il derby di domenica sera, con l’eccitazione che gli soffocava i pensieri e gli ha fatto scrivere cose inverosimili, riempiendo il foglio di desideri che riteneva irrealizzabili. Terminato il racconto, è esploso in un orgasmo assordante.
Che dire, speriamo che non abbia macchiato il foglio. Magari c’è anche qualche riga che riguarda il dopo-derby, e non vorrei perdermela.
Leggi tutto...sabato 23 gennaio 2010
SENZA TROPPI FRONZOLI
Sarà che sono un po’ di parte, parecchio di parte, ma io questi tizi in rossonero non riesco proprio a considerarli un pericolo. Ho visto troppe loro partite, li ho analizzati troppo a fondo per poterli temere. Avranno anche fatto un gran girone d’andata, avranno anche vinto 8 delle ultime 9 partite, saranno anche in gran forma; per me rimangono quelli di 4 mesi e mezzo fa, e quindi una grandissima, splendida squadra di merda, senza andare troppo per il sottile.
In più, rispetto al derby d’andata, hanno soltanto uno Jankulovski in meno ed un Ambrosini in più. Poi, stop. Ronaldinho è sempre un bradipo immobile, Borriello è sempre un buon centravanti e nulla più, Gattuso è sempre l’antitesi di un giocatore: non è cambiato niente. Potrebbero avere anche un Nesta in meno, e questo peggiorerebbe non di poco la situazione.
Quello che hanno in più, a quanto pare, è l’amore. Sono l’unica squadra di calcio che trasuda amicizia, passione, sentimento, benevolenza. Scendono in campo per puro piacere, allietano il loro pubblico e tornano negli spogliatoi sotto una pioggia di fiori.
No.
Sono dei poveri stronzi esattamente come tutti gli altri. Che incassano le loro centinaia di migliaia di euro al mese come tutti gli altri. Che se arriva la chiamata giusta, partono. Come. Tutti. Gli. Altri.
L’unica preoccupazione che ho, riguardo a questa partita, è per come si presenterà in campo l’Inter. Con undici normodotati in grado di deambulare per 90 minuti, se non succede niente di strano, li mangiamo anche stavolta. Se mezzo centrocampo trapassa al quindicesimo minuto, beh, allora si fa un po’ più complicata. Mi basterebbe che Mourinho fosse nelle condizioni di schierare un rombo rombo, e per rombo rombo intendo con Cambiasso e Sneijder a fare da vertici, e due cazzoni a caso a completare il quartetto. A non lasciarmi tranquillo c’è la nostra naturale tendenza autodistruttiva, ma quella è presente in tutte le partite, anche col Poggibonsi saremmo in grado di andare sotto di sei reti per poi rimontarle tutte nell’ultimo minuto di recupero. Quindi, l’unica preoccupazione in ottica Milan è la possibilità che ogni singolo episodio volga a loro favore, solo che anche questa è una preoccupazione che riguarda tutte le partite: tornando sempre al Poggibonsi, se noi prendiamo novantatré pali e il loro terzino destro segna di naso al novantesimo in mischia, è chiaro che perdiamo.
Per dirla breve, insomma, la squadra “Milan” genera in me gli stessi timori della squadra “Poggibonsi”. Questo non significa che vinceremo sicuramente (possiamo anche perdere, in caso di suicidio collettivo dei nostri o in caso di superculo altrui, come spiegato sopra), ma di certo significa una cosa: il Milan non può essere un pericolo. Senza troppi fronzoli.
Leggi tutto...mercoledì 13 gennaio 2010
UN NUOVO 5 MAGGIO
Era sotto i miei occhi da agosto, ma soltanto adesso ci ho fatto caso: nell’ultima di campionato, ci sarà Milan-Juventus. Con l’Inter impegnata a Siena, mi sono immaginato un ipotetico finale di campionato al cardiopalma: Inter prima in classifica, con due punti sul Milan e in vantaggio negli scontri diretti (basta quindi un pareggio a Siena per vincere lo scudetto); Juve già matematicamente terza e con Montero in panchina a fare da traghettatore. Siena ampiamente retrocesso.
A San Siro, tutti in campo felici e contenti per un biscottone annunciato, anche se probabilmente inutile. Le squadre partono blande, i più anziani si appartano all’ombra e scambiano due chiacchiere, mentre i giovani improvvisano una tedesca nella quale Diego finisce continuamente in porta.
A Siena, intanto, l’Inter fa schifo. Al decimo, Maccarone segna direttamente da rimessa dal fondo, con un tracciante che porta via un braccio a Julio Cesar. Poco dopo, Portanova rifila un gancio a Balotelli, che si porta polemicamente le mani al volto e si accascia al suolo: l’arbitro, giustamente, espelle Mario, mentre Tosel, in tribuna, compila il verbale per la multa.
A Milano giunge la lieta novella: l’Inter perde ed è in dieci. Gli 85000 gonzi, dei quali 43000 abbonatisi dopo aver ricevuto la lettera di Galliani, esplodono in un boato. I giocatori, intanto, abbandonano le postazioni di relax e fanno finta di giocare un po’. Ronaldinho, palesemente sconfitto da Kaladze nella gara di caipiroske, accarezza la bandierina del corner convinto che sia Kate Moss, mentre Pirlo e Gattuso cercano di ritrovare l’orientamento e capire dove bisogna segnare. L’unico che si impegna sul serio è Diego, che comunque non tocca palla. Al quarantesimo, si concretizza il biscotto: il prescelto per il gol del Milan è Antonini, per esaltare la bontà del settore giovanile rossonero. L’adolescente terzino prende palla, fa un paio di doppi passi a caso, salta Buffon e mette dentro spingendo il pallone con le natiche, come ai giardini.
A Siena, nel frattempo, la situazione non migliora. L’Inter è in difficoltà e non riesce a pungere: Mourinho, al 35esimo, cambia tutto e rischia il 2-1-6, ma la gara non cambia.
Intervallo. A San Siro si comincia a festeggiare.
Secondo tempo. Inter in forcing, pali, traverse, mischie, miracoli, ma la palla non entra. Al settantesimo, dopo venticinque minuti di assedio, Maccarone prende palla, scarta tutti, entra in area e segna in spaccata. Due a zero, Inter a pezzi, i giocatori mollano di schianto. A San Siro impazza la festa, ormai è solo questione di minuti.
A Siena, finisce la partita. Inter sconfitta, Moratti si tuffa dalla balaustra, Malesani si sdraia nudo sotto la curva. Alla fine di Milan-Juve manca solo un minuto di recupero, previsto esclusivamente per far esordire Roma e renderlo parte della famiglia Milan. Quando mancano dieci secondi, però, Felipe Melo, pieno di rancore verso società, squadra e tifosi, smette per un attimo i panni del pacco e torna quello della Confederations Cup. Prende palla ai quaranta metri, supera un paio di avversari e scarica una legnata pazzesca all’incrocio. Pareggio.
Mentre l’intero stadio si riversa in campo per rincorrere Melo, l’arbitro fischia la fine. Inter avanti di un punto e campione d’Italia grazie al pareggio della Juve. A Siena, pensano tutti che sia una presa di culo e non festeggia nessuno. Moratti esonera Mourinho e, in piena confusione, affida la squadra a Reginaldo. La redazione di Spormediaset si suicida in blocco.
Diciottesimo scudetto. Arrivederci a settembre.
Leggi tutto...lunedì 11 gennaio 2010
SEGGIOLINI (E NON SOLO) IN FIAMME
Per leggere il post, cliccate QUI.
Perché continuate a leggere? Ho detto di cliccare lì.
Capito? Lì.
Leggi tutto...domenica 13 dicembre 2009
BENEFICENZA BIS
Sì, ok, siamo buoni e generosi. Però la beneficenza a questi mostri non è indice di un gran impegno sociale.
Certo che, a guardare bene, credo che in Europa non esista un campionato con delle inseguitrici poco credibili come quelle che ci sono in Italia. Eppure, i secondi giocano un altro sport, mentre i terzi sono pronti alla terza stella.
Leggi tutto...mercoledì 2 dicembre 2009
MILAN A TUTTI I COSTI
Fabregas: “Milan, chiamami!”
Adebayor: “Milan come Beyoncè”
Dzeko: “Voglio il Milan”
Krasic: “Voglio il Milan”
Taçi: “Voglio il Milan”
Balotelli: “Sono tifoso del Milan”
Santon: “Da bambino tifavo Milan”
Drogba: “Sogno il Milan”
Zanetti: “Milan? Magari”
Mourinho: “Allenare Kaladze sarebbe la sfida più intrigante”
Ferguson: “Tentato dal Milan”
Bono: “Gli U2 sono la mia famiglia, ma al Milan non potrei resistere”
Brad Pitt: “Voglio il Milan: Angelina capirà”
Obama: “Se il Milan chiama, mollo tutto”
Leggi tutto...martedì 1 dicembre 2009
SETTIMANA CALDA
Si avvicina il big match meno big della storia, e quindi credo sia opportuno scaldare un po’ questi giorni che precedono la gara in cui, presumibilmente, ci presenteremo all’Olimpico con Arnautovic, Obi e Dell’Agnello.
La tensione è già altissima: con questo Milan schiacciasassi alle calcagna, ogni passo falso potrebbe essere fatale. Si sa che la crisi Inter imperversa incontratasta, e un ipotetico +4 sui rossoneri dopo la prossima giornata significherebbe il fallimento del progetto Mourinho, del progetto Moratti e più in generale di quello di quei quattro o cinque comunisti che centouno anni fa fondarono l’Internazionale Football Club.
Tornando serio per un attimo, mi sbilancio in una previsione: quest’anno il Milan farà 76 punti. Appuntamento a maggio per vedere se sono la nuova Donna Prassede o no. In ogni caso, se c’azzecco, pretendo un premio adeguato alla portata della mia profezia.
Terminato il momento “serietà”, posso tornare a gettare legna sul fuoco in vista dell’attesissima partita di sabato, un evento che sto bramando con la tensione che riserverei ad un Inter-Gallipoli di Coppa Italia (tanto che non la vedrò nemmeno, almeno non in diretta) (ok, in realtà perdermela mi fa girare le palle, ma sabato c’è uno dei pochi appuntamenti che ritengo più importanti della partita, di questa partita, e quindi nisba). Direi quindi che, come prima tappa di avvicinamento, un contributo video su quanto siano temibili e cazzuti i nostri avversari sia decisamente adatto. Lo cercavo da tempo, e finalmente ieri qualche disgraziato si è degnato di metterlo su iutiub. E’ un qualcosa che non riuscirete a smettere di vedere, che condizionerà la vostra giornata tenendovi incollati alla sedia per ore.
Ecco qua. Sono gradite pernacchie.
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