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martedì 10 novembre 2009

VIGNETTE

martedì 10 novembre 2009 10
Vignette da smettere di lavorare e mettersi lì a fissarle per ore: la superpotenza degli interisti e l’adolescenza difficile di Diego.

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venerdì 1 maggio 2009

TERAPIE

venerdì 1 maggio 2009 5
M: Ai cori sul pullman. Eravamo rimasti ai cori sul pullman.

D: Oh, giusto, quei cori. Ricordi ancora bene quel giorno?

M: Sì, sì, me lo ricordo bene..tutta la squadra sul pullman scoperto, un trionfo di bandiere rossonere, il capitano con la coppa, Ronaldo con la macchina fotografica..ed io avevo in mano qualcosa, qualcosa di molto importante..

D: Cerca di visualizzare bene. Perchè eri lì? Qual era il tuo ruolo? Cosa stavi facendo? Stavi..chessò, bevendo, cantando, brandendo qualcosa..

M: E' difficile per me ricordare, dottore. E' successo molto tempo fa..

D: Su, so che puoi farcela..ci dovrà pur essere stato un motivo perchè tu fossi in mezzo a tutta quella gente, quel giorno..eri parte di un gruppo, eri con i tuoi amici..pensa, Massimo, pensa.


M: Ci provo..sì, ecco! comincio a ricordare qualcosa..ero con i miei amici, una bella giornata di festa e...mi vedo, lì nel gruppo, pieno di gioia e felicità...e..sembro...sembro tenere qualcosa in mano, qualcosa che però non riesco proprio a..

D: Era per caso..questo? [il dottore tira fuori una foto dello striscione "lo scudetto mettilo nel culo"]

M: Oh, sì, sì, ora ricordo...[Massimo si alza in piedi e, saltando, inizia a cantare]
Looo Scude-tto me-ttilo nel culo, mettilo-mettilo-mettilo nel culo, lo

D: Basta! Smettila!

M: nel..

D: E' molto positivo il fatto che questa foto ti ricordi qualcosa. Sono molto felice, stiamo facendo progressi. Prova a pensare a quello che è successo dopo, dopo quel giorno, intendo.

M: Non so dottore, ho davvero le idee confuse. Non so, è come se da quel giorno, non avessi vissuto..capisce? Ho un vuoto praticamente totale..Mi vengono in mente soltanto notti insonni, passate a -26, -20, -7, temperature polari, non so se mi spiego. E' come se avessi passato tutto questo tempo a fare una serie infinita di incubi, incubi terribili, che..


D: Ecco, parlami di questi tuoi brutti sogni. Prova a descrivermene qualcuno, se ci riesci


M: Beh, ecco, ricordo..ricordo brasiliani dentuti pieni d'allegria, mostri abominevoli che non sono riuscito a scacciare. Ricordo..undici pensionati che cercano di correre.. e poi, ecco, ecco l'incubo peggiore di tutti: un nasone, alto e brutto..no, d-d-d-ottore, n-n-non credo di essere...di essere in grado... [Massimo scoppia in lacrime]

D: Su, Massimo, su..devi superare questa situazione. Dobbiamo cercare di capire perchè sei finito qui, con me. Sai che sono tuo amico, giusto? Sono qui per aiutarti, per farti tornare quello di un tempo. Ci sei quasi, dai..solo un piccolo sforzo.

M: Sniff..ok, ci provo.. un nasone, uno dell'Atalanta probabilmente, che in un giorno piovoso.. mette a tacere...milioni di persone, mentre un italo-argentino, con una maglia..del coloro del vestito dei vescovi, fa qualcosa di brutto proprio a..proprio..no dottore, mi scusi ma..non ce la faccio..sigh..non ci..non ci..

D: Ok, ok, per oggi basta così. Non vorrei che ci spingessimo troppo in là, potrebbe essere pericoloso. Torna pure in camera tua, ci vediamo domani.

M: Va..va bene, dottore [Massimo si soffia il naso rumorosamente e si asciuga le lacrime]...a domani allora.

D: Ah, e mi raccomando: non dimenticare le medicine, soprattutto quelle per il tuo fastidioso bruciore anale. E, Massimo: so che te lo dico ogni volta, ma è bene che ti entri bene in testa. Non guardare mai, per nessun motivo, la classifica. Mi sono spiegato?

M: Quale classifica?

D: Molto bene, così mi piaci. A domani.

M:Arrivederci...
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sabato 25 aprile 2009

PECCATO

sabato 25 aprile 2009 8
Solo una cosa: peccato.

Peccato per quel rigore ingiusto dato a Balotelli, per questo campionato orrendamente falsato da Moratti e dai suoi scagnozzi. Peccato.
Questa Roma, questa magnifica e spettacolare Roma, non ha potuto spiccare il volo neanche quest'anno. Non gliel'hanno fatto fare.
Pensate. Ogni domenica a lottare contro il sistema, contro arbitri compiacenti verso il Grande Signore che tutto controlla. Episodi su episodi, da riempirci una decina di dossier.Una vergogna.



E poi, come se non bastasse, la paradossale situazione di vedersi accusati per un fantomatico tocco di mano in area di Mexes, per un improvviso malore occorso a Baptista pochi metri dentro l'area di rigore, per una carineria detta dal proprio allenatore a quell'albanese rubamacchine di Tare.
Paradossale, ho detto bene.


Poveri tifosi, sempre così civili e pacati, pronti a porgere l'altra guancia in ogni occasione. Poveri giocatori, costretti a dover assistere a questo gramo spettacolo.Povero Spalletti, allenatore plurititolato, uno dai cui tutti (soprattutto certi portoghesi) dovrebbero imparare qualcosa, soprattutto in fatto di stile ed eleganza

Povero De Rossi, grande calciatore ma soprattutto grande uomo. Uno come lui, uno col suo senso etico, non riuscirà a prender sonno perlomeno da un paio di mesi, dopo tutte le schifezze che ha visto.
Dopo Inter-Roma, quando Totti, dall'alto della sua lungimiranza, lo invitò a far sentire la propria voce, Capitan Futuro provò a fare casino, a cercare di smuovere qualcosa lì, nel Palazzo dei Padroni: niente da fare, il calcio italiano non vuole saperne di guarire.

Vedendo stasera la Roma prendere quattro pere a Firenze, vedendo questa grande dimostrazione di calcio dei giallorossi, capaci di fare quadrato nel momento decisivo della stagione, l'unica cosa che mi viene in mente è peccato.
Peccato.
Senza quel rigore avremmo assistito ad un altro campionato, mica a questa robaccia che tocca sorbirsi adesso.

Peccato.
(nella foto: il pallone accentua chiaramente la caduta sulla mano di Philippe)

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domenica 19 aprile 2009

E PENSARE CHE..

domenica 19 aprile 2009 20

E pensare che, se Giovinco fosse entrato prima e se Tiago non si fosse fatto espellere, forse sareste stati a -7.
E pensare che a Genova una vittoria era raggiungibile, e se l'aveste portata a casa ora, forse, sareste a -4.
E pensare che, se all'andata Muntari non avesse segnato per sbaglio, ora magari il distacco sarebbe di un solo punto, e la settimana prossima avreste potuto anche trascorrere qualche ora in testa alla classifica.
Ne avete di cose a cui pensare, non ci sono dubbi.

A me, invece, pensare che eravate lì in trentamila a sburrare per un pareggio (che, oltre a chiudere il campionato, mette ulteriormente a rischio anche il secondo posto), fa godere davvero parecchio. Lo stesso effetto mi provoca riflettere sul fatto che, da quando non c'è più don Luciano Corleone, di polvere ne avete mangiata davvero parecchia.

Ora, mi aspetto uno scoppiettante fine di stagione, col gustoso duello Juve-Milan per accaparrarsi la posizione che da sempre contraddistingue il primo dei coglioni. Viste le due partecipanti, ed il premio in palio, sarà sicuramente una grande sfida, combattutissima ed incerta fino all'ultimo. Nedved contro Dinho, Poulsen contro Flamini, Molinaro contro Jankulovski: mmm, sono tutto bagnato.
Chi saranno i più coglioni? E' davvero arduo provare a rispondere. I requisiti li hanno tutte e due, sono caratteristiche innate.

Non ci resta che goderci questo grande confronto, mentre la noiosa Inter vince il quarto scudetto consecutivo, un'impresa apparentemente straordinaria ma che le ormai celeberrime meretrici faranno passare come un compitino svolto in maniera appena sufficiente.

Ora devo scappare, vado a preparare le trombette ed i coriandoli. Voi procuratevi fazzoletti e digestivi, che da qui a settembre è lunga.

P.S. : se Muntari contro di voi gioca sempre bene, vuol dire che avete davvero qualcosa che non va
P.S.2: insulti a Balotelli, prevedo una multa di 150 euro. La prossima volta faranno pagare lui.
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domenica 22 marzo 2009

E' COLPA DELL'ARBITRO

domenica 22 marzo 2009 2
Grande Roma, ieri sera. Nella sfida fra compagini che sommano la bellezza di seru tituli in due, le riserve delle Juve hanno la meglio sulle riserve della Roma, che per la seconda volta quest'anno ne chiappa quattro in casa contro una big.
Grande stagione, quella romanista: un bel sesto posto, un'eliminazione dalla Coppa Italia per mano di...uhm...vabbè, quelli che li buttano sempre fuori da ogni competizione, e l'uscita dalla Champions agli ottavi. In campionato, figure di merda scintillanti, l'ultima delle quali proprio ieri sera.
Eppure, per Daniele De Rossi, la colpa, come sempre, è degli arbitri. Queste le dichiarazioni del dopo Inter-Roma, la partita dello scandalo.

FURIA DE ROSSI - Durissimo anche Daniele De Rossi: «Speriamo - dice a Sky - solo che l'arbitro sia scarso o disattento, perché non ne posso più di venire a Milano e di vedere che va sempre a finire allo stesso modo. Qui con l'Inter ci ho perso uno scudetto e io divento matto, mi fanno diventare matto. Ci chiedono sempre di aiutare gli arbitri, noi ci proviamo, ma è inutile. Avete visto tutti che cosa è successo. L'episodio è evidente. Stavolta nel commentarlo c'è un pizzico di frustrazione in più perchè è il primo di una serie innumerevole di episodi che segnano sempre questa sfida. Io levo la gamba e l'arbitro sta pure vicino, non so che dire. La cosa grave è che in Italia gli arbitri non possono parlare e dare le loro spiegazioni. Lui in campo mi ha detto 'Ho visto che hai levato la gamba ma lo prende Motta con l'anca'. Ero contento perchè era tanto che non segnavo ma non la sopporto questa cosa. Divento matto, è l'ennesima situazione. Se dicessi che l'Inter non c'entra niente direi una bugia. È la gestione dell'arbitro in campo, ad esempio c'è un calcio d'angolo tu gli dici 'Guardami perchè mi tengono la maglietta', la maglietta viene strappata e lui guarda... Poi arrivi a fare considerazioni pesanti e dici 'Speriamo sia solo disattento o scarso'. Gli arbitri vengono tratti in inganno sempre nella stessa maniera, dalle stesse parti e uno poi fa delle riflessioni che non portano a conclusioni differenti, sia che le fai a caldo o a mente fredda. Ho i miei dubbi che, con questo tipo di situazioni, potrò mai vincere uno scudetto con la Roma, il sogno più grande della vita mia».


Avevo già scritto a proposito di questa partita, ma mi ero perso queste dichiarazioni di quel genio di Capitan Futuro. Per sua stesse ammissione, l'Inter lo fa diventare pazzo: è già un passo in avanti averlo capito.
Lui, però, non diventa pazzo perchè ne prende quattro in casa per due anni consecutivi, o perchè arriva dietro da sempre. Lui diventa pazzo per colpa degli arbitri, perchè l'Inter ruba.
Dice che l'anno scorso, sempre per via delle decisioni arbitrali, lui a Milano c'ha perso uno scudetto. Sicuramente, perchè è l'arbitro il responsabile del fatto che la sua Roma stellare, in vantaggio di un gol e con un uomo in più, non sia stata capace di chiudere la partita con 45 minuti a disposizione per farlo, avendo davanti un'Inter decisamente alle corde e alla quale potevano tranquillamente fare 3-4 gol, se solo fossero stati una grande squadra.
Ed è sempre per colpa dell'arbitro che all'Olimpico è finita 4-0 per noi, un risultato firmato anche da Obinna, alle prime ed ultime capriole in maglia nerazzurra. L'arbitro, poi, ha anche fatto sì che, nell'ultima partita di San Siro, la Roma fosse incapace di gestire un doppio vantaggio per ben due volte, facendosi schiacciare nella propria area fin dall'inizio del secondo tempo.

Il sogno più grande della vita tua, caro De Rossi, rimarrà tale finchè non riuscirete a riconoscere le vostre mancanze e la smetterete di dare la colpa all'arbitro, come si fa nelle partite fra ragazzini a livello provinciale. Tu non ce la fa più, sei sull'orlo di una crisi di nervi: con l'Udinese, sebbene tu avessi la fascia di capitano al braccio, hai sclerato come una checca isterica, e difatti ti hanno mandato sotto la doccia. Bravo genio, ieri al tuo posto giocava Filipe e siete addirittura riusciti a far segnare Nedved.
E' colpa degli arbitri anche se avete perso con la Juve di Joe Vinco e Brazzo? Beh, magari, nelle vostre teste bacate, è ancora questa la ragione.
Se vuoi realizzare il sogno della vita tua, fai una bella cosa: cambia squadra. Non venire all'Inter, però. Se nella tua testa, oltre al grande calciatore che sei, ci fosse anche un grande uomo, sarei felice di vederti nel nostro centrocampo; ma siccome là dentro c'è solo un povero rosicone, incapace di ammettere le proprie mancanze, è bene che giri al largo.

Vai al Milan, piuttosto: lì vincerai comunque, nelle gare virtuali e nelle classifiche dell'Osservatorio sarai imbattibile. Magari nella realtà arrivi terzo, ma tanto ci sei abituato.


(nella foto: un intellettuale)
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sabato 21 marzo 2009

LA CURA LUDOVICO

sabato 21 marzo 2009 5
Ommadonna. Due giorni fa Gattuso, oggi Beckham.

Beckham, se fosse il presidente del Milan, quali giocatori vorrebbe per il futuro?
"Se fossi il presidente sarei felice con quelli che ho. Quando questi giocatori sono sani, il Milan è fantastico".
Forse un po’ vecchio...
"Quando le cose non vanno bene, la gente vede solo i problemi. Se andremo in Champions, nella prossima stagione molte cose cambieranno".
Lei conta di giocare la prossima Champions con il Milan?
"E’ il mio sogno. Mi manca tantissimo la Champions".
Ricorda quel film, Goal 2, dove lei segna il gol decisivo?
"E come posso dimenticarlo? Sogno un gol così".
Anche se fosse una finale contro lo United?
"Sarebbe un problema, ma se il prossimo anno ci fosse una finale Milan-Manchester vorrei vincerla, anche se tifo United. E per questa stagione, mi piacerebbe vedere Manchester-Barcellona. Vinceranno i miei ex compagni perché in questo momento lo United è troppo forte per chiunque. Anche se il Liverpool quando gioca Gerrard, uno dei migliori del mondo, fa paura".
Beckham, che cos’ha il Milan di così speciale?
"Il Milan è speciale per tutti quelli che amano il calcio. Uno sente raccontare la sua storia, ma non si rende davvero conto di quello che è finché non si trova coinvolto. Non parlo solo dei giocatori: è tutto speciale, dalle strutture alle persone che lavorano qui, dallo chef alle signore della lavanderia. E’ un ambiente unico, non ho mai visto in nessun posto tanta dedizione al calcio".

gazzetta.it


Ma cosa succede a Milanello? Cosa fanno a questa povera gente? La Cura Ludovico?
Dev'essere così. Li piazzano davanti ad uno schermo, con le palpebre tenute spalancate da dei fermi metallici, e li costringono a vedere i filmati dei trionfi del Milan, per convincerli che quella sia l'attuale realtà. Passano in rassegna le finali europee della fine degli anni '80, i campionati vinti, Berlusconi col riporto, il figlio di Baresi che nasce insolitamente abbronzato e tante altre belle immagini. Non c'è altra spiegazione, dev'essere questo che fanno a Milanello.

Due giorni, e già due partite virtuali, entrambe con lo United, concluse con un trionfo: che stagione fantastica, stanno stravincendo il fantacampionato dell'osservatorio e hanno già portato a casa la Champions con gol di Beckham in finale all'ultimo minuto.

E' questo, il classico esempio di Milanello Bianco: dopo una stagione che definire fallimentare è davvero poco, si fanno uscire dichiarazioni d'amore nei confronti della società e leccate di terga all'ambiente Milan, la famosa grande famiglia rossonera nella quale tutto è bene. Il Milan è speciale, tutti i coinvolti nel progetto sono persone fantastiche, le lavandaie sono straordinarie e le caprette ti fanno ciao.

E allora perchè sono a -12 e vincono solo nelle loro fervide fantasie?
Per la sfortuna.
E' tutta colpa degli infortuni. Questi assurdi infortuni che colpiscono ultratrentenni logori e malmessi. Davvero incredibile come Gattuso, o Pirlo, o Nesta possano essersi fatti male. Giovincelli come loro, freschi ed all'inizio della carriera, di solito bisogna abbatterli con le cannonate.
Fortuna che c'erano Senderos e Flamini a sostituirli, grandi colpi a parametro zero dello stratega Galliani. E che dire di Felipe Mattioni? Quasi quasi ci faccio un post.


(nella foto: "Nooo, Ronaldo coi capelli afro no, vi prego")

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giovedì 19 marzo 2009

TRAVAGLIO SI', CHE SE NE INTENDE

giovedì 19 marzo 2009 47
E' successo esattamente quello che mi aspettavo. L'Inter è stata eliminata dalla Champions, e il mondo si è mobilitato nella campagna anti-Mourinho. Decine di dichiarazioni, di articoli, di sproloqui: sembra che il mondo giornalistico non attendesse altro che questa grande occasione per schiumare astio nei confronti di Josè.
Dei vari Zazzaroni &co, di quelli cioè che fanno confronti con Mancini da settembre e che non pensano ad altro che a Mourinho, dal quale sono veramente ossessionati tanto che lo tirano in ballo in ogni cosa che scrivono/fanno, non parlo neanche. Non meritano di essere citati, visto che nelle loro critiche non c'è nessuna argomentazione, ma soltanto rancore verso un uomo che li tiene in scacco.
Voglio parlare, invece, dell'ennesimo personaggio che si improvvisa esperto calcistico e spara sentenze sull'allenatore dell'Inter: voglio parlare dell'articolo di Marco Travaglio, uscito in questi giorni sul settimanale "A".
L'articolo ve lo posto, penso si possa fare visto che cito autore e fonte. Se a qualcuno non va bene, me lo dica: non è una gran visione, potrei toglierlo anche immediatamente.




Notevole, non c'è che dire. Da quest'orgia di fesserie emerge chiaramente che Marco Travaglio, in materia calcistica, è a dir poco un ignorante.
Si parte con l'intelligentissimo paragone Mancini-Mourinho: 1 punto in meno per il portoghese, che tra l'altro ha pure una squadra più forte (più forte? più vecchia di un anno, forse). Come a dire, ma che l'avete preso a fare.
Inutile sottolineare l'assurdità di questi paragoni: il campionato è diverso ogni anno, e le variabili sono tantissime (infortuni, fortuna, decisioni arbitrali, coppe europee, pressioni mediatiche, eccetera). Se proprio si vorranno fare dei confronti, che si facciano quando il torneo sarà finito. Evidenziare che dopo 28 giornate Mancini aveva un punto in più di Mourinho è davvero senza senso.
Nel prosieguo dell'articolo, Travaglio definisce poi Mourinho come una sorta di giullare, un allenatore che di calcio capisce poco ma che in compenso è bravo davanti alle telecamere. Dice che il portoghese, prima di arrivare all'Inter, ha vissuto "alterne fortune", ed ora ha trovato l'America in Italia. Vengono riportate, poi due frasi-cult del portoghese, senza però che siano contestualizzate: mezzucci da pseudo-giornalismo. Mou non si autodefinì "Special One", disse soltanto che tutti gli allenatori che hanno vinto la Champions sono speciali, e che quindi lo è anche lui; per quanto riguarda la sparata "Dio, e dopo di lui io", la dichiarazione completa è "Se avessi voluto vivere tranquillo sarei rimasto al Porto, con la Coppa dei Campioni, Dio e dopo di lui io", che sta a significare che lui è uno che ama le sfide, non un folle che si crede l'onnipotente.
Verso la fine dell'articolo, infine, la bomba: in Italia ci sarebbero almeno trenta allenatori più bravi di Mourinho che, sebbene abbia a disposizione una squadra di fenomeni, rischia di non vincere.

Tutto questo mi lascia davvero basito.
Vorrei ricordare a Travaglio che Josè Mourinho, all'età di 46 anni, ha già vinto tutto a livello di club, cosa di cui possono fregiarsi davvero pochi allenatori al mondo. E che questo tutto l'ha vinto non col Manchester Utd, o col Barcellona, ma col Porto.
Capito? Col Porto.
Una squadra costruita da lui in persona, piena di gente che prima di essere allenata dallo Special One era semisconosciuta ed in un paio di stagioni s'è ritrovata campione d'Europa (dopo aver vinto anche una Uefa).
Vorrei ricordargli anche che Mourinho ha vinto in tutte le squadre che ha allenato, e che da quando lui le ha lasciate, le sue ex-squadre di vittorie ne hanno collezionate davvero poche.
La storia dei trenta allenatori migliori di Mourinho, poi, la dice lunga sull'incompentenza di Travaglio. A chi si riferisce? Dove sono questi trenta geni in grado di umiliare Mourinho? Sta parlando di Spalletti, Ranieri, Prandelli e compagnia bella? Sta parlando di eterni piazzati, di allenatori monoschema, che dicono sempre le stesse cose?
Nessuno di loro riuscirà a vincere quel che ha vinto Mou, nemmeno in quarant'anni. Eppure, a quanto pare, ne sanno più di lui. Per quanto mi riguarda, neppure Ancelotti, schiavo di una società folle e dei debiti di riconoscenza, è un tecnico migliore di Mourinho.

Comunque sia, non è possibile che si conceda l'opportunità di parlare a queste persone che, animate da astio e rancore, non sono assolutamente in grado di partorire qualcosa di sensato. L'articolo di Travaglio assomiglia molto ad uno sfogo, di quelli che si sentono al bar. Scrive senza cognizione di causa, senza argomentazioni, solo con rancore.

Caro Travaglio, l'Inter ha una squadra di fenomeni che vincerebbero anche da soli? Ah sì? E dove sono sti fenomeni? Perchè non me li presentate? Sarei felice di goderne.
L'Inter ha 5 giocatori di livello superiore (Julio Cesar, Maicon, Samuel, Cambiasso, Ibra) che bastano per vincere in Italia, ma non per farlo in Europa. Tuttavia, una squadra non è fatta di 5 giocatori, ma di quasi 30, e per farli rendere al meglio c'è bisogno di un grande allenatore, che sappia come schierarli e soprattutto sappia gestire un gruppo di persone in competizione fra loro ogni giorno.

Mi sembra di ricordare che il Real dei galacticos, o il Barcellona dei due anni scorsi non abbiano vinto niente, pur avendo una rosa fatta di campionissimi (probabilmente superiori a quelli che ha l'Inter adesso) ma non un'adeguata guida tecnica.
E mi sembra di ricordare pure che un certo Lippi, detto anche "Mr. Carta Bianca", con circa 170 miliardi messi a disposizione da Moratti per comprare qualunque giocatore volesse, sia arrivato quarto (e dopo aver vinto uno spareggio grazie ad uno che secondo lui non meritava di giocare, un certo Baggio). Anche lui è fra i trenta che danno la paga a Mourinho? Probabilmente sì.

Travaglio sì, che se ne intende.

Josè, Josè: rischi di non vincere il campionato! Non è mica vero che lo stai dominando dalla prima giornata, e che a dieci partite dalla fine hai 7 punti di vantaggio sulla seconda e una quarantina sulla terza! La verità è che stai rischiando di perdere.

Ripeto: Travaglio sì, che se ne intende.

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martedì 3 marzo 2009

I rosiconi

martedì 3 marzo 2009 3
Da quando l'Inter occupa la vetta della classifica, ossia da 3 stagioni a questa parte, i "tifosi" italiani (non interisti ovviamente) sono impazziti.
Non riescono davvero a capacitarsi che l'Inter, la squadra simpatia che avevano deriso per anni, stia dominando la serie A in lungo e in largo. Non riescono a farsene una ragione. Hanno il fegato a brandelli.
Ogni tifoso reagisce a modo suo a ciò: chi dà la colpa all'arbitro, chi dice "eh, tanto il prossimo anno..", chi nega e pensa che sia tutto uno scherzo; si possono però separare le reazioni principali in base alla fede calcistica di questo foltissimo gruppo di individui.

ROSICATE DEI TIFOSI MILANISTI:
Per questi soggetti, il campionato, la coppa italia e più in generale tutto ciò che vince l'Inter non contano assolutamente niente.
Poco importa se, come quest'anno, la loro squadra avesse come obiettivo primario la conquista dello scudetto: per i milanisti, il campionato è un torneo di poco conto.
Hanno perso derby su derby, accumulato distacchi abissali negli ultimi anni e rimediato figure di merda con alcune delle peggiori compagini della serie A, ma tutto questo pare non avere importanza. Sarebbero capaci di perdere un derby per 4-0 e dimenticarsene la settimana successiva.
Non riescono ad ammettere quanto la loro squadra sia inadeguata a competere per qualsiasi genere di traguardo, a parte una salvezza tranquilla. Ad ogni critica, rispondono prontamente "siamo i più titolati al mondo", dimenticando forse che nel calcio il passato non conta;non conta ciò che hai fatto, conta ciò che fai e ciò che sarai in grado di fare.
L'attuale Milan fa schifo in tutte le competizioni, e continuerà su questa strada anche in futuro, se non avverrà quel rinnovamento totale che si è mostrato necessario già negli anni scorsi.
Ma per i tifosi milanisti queste sono tutte chiacchiere, loro sono i pluricampioni dell'universo e vogliono ancora Maldini e Kaladze al centro della difesa, sarebbero pronti a richiamare Serginho e Cafu e credono che Pirlo sia il miglior centrocampista di ogni tempo.
Per loro la rosa del Milan è ottima, piena di campioni, che permettono alla squadra rossonera di giocare un calcio sfavillante, senza eguali nel mondo.
L'Inter è soltanto una squadretta, che vince solo perchè senza avversari o perchè aiutata, dimenticando di come loro siano stati a contatto con la vetta (fino a novembre) soltanto grazie ai potenti calci in culo datigli dagli arbitri, coi mille rigori assurdi assegnati.
Purtroppo per loro, la realtà è che noi, in questo momento, siamo quello che loro vorrebbero essere: i migliori (cit. iostoconmancini.com)


ROSICATE DEI TIFOSI JUVENTINI:
Per i tifosi juventini il tempo si è fermato, precisamente all'anno 2005.
La Juventus è la squadra più forte d'Italia, domina il campionato ed ha una dirigenza infallibile e per niente disonesta.
L'Inter è la solita perdente, non vince niente da vent'anni e mai vincerà qualcosa, perchè la Juve glielo impedirà.
Ogni tanto, però, tornano nel presente. Per dire stronzate, ovviamente.
Tre anni fa, dopo la retrocessione in B, dicevano "non vincerete nemmeno senza Juve, riuscirete a perdere lo stesso". Alla fine di quel campionato, dopo il dominio dell'Inter, dichiaravano sprezzanti "Godete quest'anno, che l'anno prossimo c'è anche la Juve e tutto torna com'era prima". Finito un altro campionato, con un altro trionfo dei nerazzurri, gli ormai derelitti gobbi esclamavano proclami di vendetta come "Il prossimo anno sarà tutta un'altra storia" e "Questo era un anno di transizione: ora siamo pronti".

L'Inter, per i gobbi, era dentro fino al collo nello scandalo di Calciopoli: solo quel genio criminale di Tronchetti le ha evitato di essere coinvolta. Adesso, c'è il sistema Moratti: i nerazzurri rubano tutte le partite, anche quelle che perdono, e vincono scudetti di cartone.

Tra un paio di mesi finirà un'altra stagione, col 17esimo scudetto dell'Inter. Già sento le loro voci, mentre ci mettono in guardia per l'anno prossimo, dove domineranno di sicuro.
Fanno proprio quel che facevamo noi fino a qualche anno fa: si affidano al futuro, il presente è troppo amaro.


ROSICATE DEGLI ALTRI TIFOSI (ROMANISTI IN PRIMIS):
Il resto dei tifosi italiani rosica in un modo che sta un po' in mezzo fra il "metodo milanista" e il "metodo juventino". Fanno un po' un mix, tirando fuori sia la storia degli scudetti di cartone, sia i rari trionfi europei dell'Inter.
Un particolare accenno, però, va fatto ai sostenitori della Roma.
Questi deprecabili individui sono accecati dalla rabbia da anni. Da ormai 3 stagioni arrivano costantemente dietro all'Inter, della quale sono diventati degli eterni secondi.
Sono stati presi a schiaffi in campionato, in coppa italia, in supercoppa: dappertutto.
Hanno subito un epico 4-0 in casa, risultato praticamente senza precedenti all'Olimpico. Hanno visto alcuni fra i loro migliori giocatori trasferirsi a Milano (sponda nerazzurra, s'intende).
Non vincono mai, e questo li fa impazzire. Per loro è sempre colpa dell'arbitro, o del guardalinee, o del designatore, o di Moratti, o del buco nell'ozono.


Terminata l'analisi, mi permetto di dire:
Ciao rosiconi! Grazie a voi, è ancora più bello vincere.
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