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lunedì 7 dicembre 2009

HO BISOGNO DI QUALCUNO CHE MI INSEGNI A FARE I TITOLI

lunedì 7 dicembre 2009 8

Nella prima inquadratura mostrata da sky, sabato sera, Ferrara sedeva preoccupato davanti alla sua panchina, sulla quale troneggiava lo sponsor Manpower; probabilmente, un segno premonitore. Il lavoro interinale, però, dovrà attendere ancora qualche mesetto, visto che Ciro ha centrato l’obiettivo principale di tutta la stagione.

L’atmosfera è caldissima, grandi duelli si prospettano. Quello più atteso, tra Lucio, gigante buono, e Giovinco, nano rompipalle, purtroppo non avrà modo di concretizzarsi. In ogni caso, c’è di che restare allegri: i rispettivi reparti di centrocampo offrono garanzie di spettacolo. Cambiasso, che in estate ha contratto la mononucleosi slinguazzando a caso in una discoteca di Malta, palesa gli effetti della malattia con un colorito poco sano ed una preoccupante incertezza atletica. Motta, davanti a lui, incarna alla perfezione il tipo di centrocampista richiesto da Mourinho nel dopo Manchester-Inter: col suo ritmo incessante, copre la bellezza di 25 metri, quelli che separano il tunnel degli spogliatoi dal cerchio di metà campo. Era l’uomo che serviva.

I due virgulti di cui sopra, sommati a Muntari, talismano sconsacrato, e Stankovic, tornato alla normalità dopo la parentesi da giocatore totale, danno vita al centrocampo più triste della stagione. Sì, è vero, a Barcelona le cose erano andate peggio, ma lì c’erano Xavi, Iniesta e compagnia bella, non certo quattro tizi che vagano per novanta minuti in cerca di una posizione.

Quel che esce da questo scontro fra titani è una roba decisamente scadente. Mourinho, appena inizia lo show di Morandi sull’uno, si fa cacciare e si piazza davanti alla tv. La gara, poco dopo, viene sbloccata da un gol la cui paternità è ancora ignota, così come è ignota la ragione per la quale Julio Cesar si sia sdraiato invece di raccogliere comodamente il tiro meno insidioso di tutti i tempi.

Subito dopo la rete, l’Inter decide di giocare per cinque minuti e la Juve va completamente in barca, regalando il gol del pareggio ad Eto’o. Da lì in poi la tristezza è tanta: una gara in cui Caceres ara la fascia e Marchisio si esibisce in giocate alla Zidane non è esattamente un grande spot per il gioco del calcio. Mancini, a venti dalla fine, entra in campo e rivaluta l’esperienza in nerazzurro di Van der Meyde.

Al fischio finale, il pubblico di Torino esplode, nonostante il tristo spettacolo ed una classifica che vede la squadra bianconera addirittura dietro al Milan. La gioia più grande, però, è stata manifestata quando Balotelli è inciampato tirando una punizione: beh, in effetti, son soddisfazioni.

Ora, tutti davanti alla tv ad attendere le prossime rivelazioni-shock del cugino del cuoco del Piacenza che una volta ha sentito un ortolando che diceva che Moratti ha chiamato in lega per far togliere una squalifica a Gresko. Finalmente, la verità su calciopoli sta venendo a galla.

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martedì 1 dicembre 2009

SETTIMANA CALDA

martedì 1 dicembre 2009 11

Si avvicina il big match meno big della storia, e quindi credo sia opportuno scaldare un po’ questi giorni che precedono la gara in cui, presumibilmente, ci presenteremo all’Olimpico con Arnautovic, Obi e Dell’Agnello.

La tensione è già altissima: con questo Milan schiacciasassi alle calcagna, ogni passo falso potrebbe essere fatale. Si sa che la crisi Inter imperversa incontratasta,  e un ipotetico +4 sui rossoneri dopo la prossima giornata significherebbe il fallimento del progetto Mourinho, del progetto Moratti e più in generale di quello di quei quattro o cinque comunisti che centouno anni fa fondarono l’Internazionale Football Club.

Tornando serio per un attimo, mi sbilancio in una previsione: quest’anno il Milan farà 76 punti. Appuntamento a maggio per vedere se sono la nuova Donna Prassede o no. In ogni caso, se c’azzecco, pretendo un premio adeguato alla portata della mia profezia.

Terminato il momento “serietà”, posso tornare a gettare  legna sul fuoco in vista dell’attesissima partita di sabato, un evento che sto bramando con la tensione che riserverei ad un Inter-Gallipoli di Coppa Italia (tanto che non la vedrò nemmeno, almeno non in diretta) (ok, in realtà perdermela mi fa girare le palle, ma sabato c’è uno dei pochi appuntamenti che ritengo più importanti della partita, di questa partita, e quindi nisba). Direi quindi che, come prima tappa di avvicinamento, un contributo video su quanto siano temibili e cazzuti i nostri avversari sia decisamente adatto. Lo cercavo da tempo, e finalmente ieri qualche disgraziato si è degnato di metterlo su iutiub. E’ un qualcosa che non riuscirete a smettere di vedere, che condizionerà la vostra giornata tenendovi incollati alla sedia per ore.

Ecco qua. Sono gradite pernacchie.

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venerdì 30 ottobre 2009

LA REGOLA DEL 5

venerdì 30 ottobre 2009 33
Ogni volta che l'Inter segna cinque gol mi viene in mente Lucescu. La regola del cinque a San Siro era una figata, lo erano un po' meno la regola dello zero in trasferta e la regola del Milan in classifica, a meno 800 punti dalla vetta.

Ieri ho riscoperto sensazioni che erano assopite da anni, cose che, con l'Inter pragmatica e vincente (anche se sempre esposta a follie varie) degli ultimi anni, avevo dimenticato (per fortuna,  aggiungerei ) (quante parentesi) . Con Santon in versione Gilberto, ogni discesa sulla sinistra era un brivido: sembra che 'sti ragazzi facciano a turno a soffrire di turbe adolescenziali. Balotelli l'anno scorso, Santon adesso: non vorrei che il prossimo anno toccasse a Favalli.

Comunque sia, quest'Inter lo spettacolo alla Lucescu lo offre spesso, e non contro Venezia ed Empoli. Nelle prime dieci giornate si contano un 4-0 al Maifredi Team, un 5-0 al Genoa e un 5-3 al Palermo, risultati che, se li avesse fatti qualcun altro, leggeremmo tutti i giorni di "Barça d'Italia", "Meravigliosi", "Gladiatori", eccetera. Eppure, fino ad una settimana fa, si parlava di esonero per Mourinho e di ultimatum di Moratti, come se fossimo quinti a nove punti dalla prima in classifica. Massimo, hanno ragione: è l'ora di prendere provvedimenti, ingaggia Ferrara e facciamola finita.

Tornando alla partita col Palermo, a impressionare di più è stato Balotelli. La cosa che mi ha colpito maggiormente è che, nonostante la prova-monstre, abbia dato l'impressione di poter fare molto di più. Uno così è bene che non ci vada, in nazionale: a forza di giocare con quelli là, sotto la direzione di Lippi, potrebbe solo peggiorare. Basta vedere cos'è successo a  Santon da quando ha esordito.

Unica nota stonata di ieri sera, il passo indietro nella classifica dei secondi tempi: un 1-3 che pesa. Fortuna che la capolista, a Napoli, non è riuscita a fare meglio. Il problema è che loro sono in testa anche alla classifica delle partite giocate a Madrid e a Verona, oltre che a quella delle gare giocate senza Kaladze. Quindi, c'è da rincorrere. Magari entro Natale ce la facciamo.

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mercoledì 21 ottobre 2009

METAMORFOSI

mercoledì 21 ottobre 2009 10

image Il dottor Jekyll beveva la pozione, Superman si infilava nelle cabine telefoniche, l’Inter e il Milan sentono la musichetta. Loro si trasformano (o meglio, si trasformavano) in una grande squadra, noi ci trasformiamo nel Milan.

Anche ieri, il copione è stato questo: la squadra si sistema, partono le prime note, ed inizia la metamorfosi. Gli spiriti dei protagonisti delle comiche contro lo Zurigo prendono possesso dei corpi degli 11 nerazzurri, che iniziano la partita in preda ad allucinazioni. Sull’innocuo sinistro di Magrao Zanetti vede la Madonna e si inginocchia devoto, lasciando che la palla gli rimbalzi addosso; sul rimpallo piomba Mikhalik, il Goitom dei Carpazi, che, chiaramente, indovina la girata della vita e piazza la palla all’angolo.

Dopo una mezz’ora di sfanculamenti pareggia Stankovic, al trentaimagequattresimo gol stagionale, ma si capisce subito che i patimenti non sono ancora finiti. Cinque minuti e c’è un angolo. Va ancora Magrao, uno che evidentemente ha studiato per tutta la vita  come mettere in difficoltà la difesa dell’Inter scazzando a tirare i calci piazzati. Lucio, in versione in the Sky with Diamonds, raccoglie il cross e insacca di prepotenza, mandando la squadra in svantaggio all’intevallo.

Mourinho, guardando le riserve in panchina, capisce per la prima volta cosa si prova a sentirsi come Leonardo. Non avendo a disposizione attaccanti credibili, ecco che, turandosi il naso, va al cospetto di un esotico centravanti e gli dice di andare in campo.

E’ lui, Ciccio Suazo, il cingolato di Tegucigalpa, l’ultima spiaggia di Josè. Il nostro entra subito in partita: va incontro al pallone, lo difende, lo passa agli avversari e poi cade in terra. L’espressione è la stessa del suo esordio di due anni fa con imagel’Udinese, quando dopo cinque minuti da shock si girò verso Mancini dicendo  “non ho capito niente”.

L’ingresso di Ciccio sovverte la gara: Samuel segna subito in torsione, ma è grazie alla presenza dell’honduregno, sul quale la Dinamo triplica giustamente la marcatura, che l’argentino può staccare indisturbato.

Ci si attenderebbero quaranta minuti di forcing, di pressione, di gioco: sèh, troppo facile. La squadra accusa un improvviso calo fisico, i nostri sembrano essere stati catapultati nel deserto e hanno i primi miraggi. Eto’o vede Xavi che gli pennella un cross perfetto, poi tutto gli svanisce davanti e si mette a piangere. Di contro, Shevchenko palesa i benefici della lontananza da Milan Lab e corre come un fringuello.

In un contropiede della Dinamo ormai concluso, Lucio, confermando la regola che vuole che almeno uno dei due centrali dell’Inter sia uno psicopatico, decide che è ora di fare qualcosa di decisivo e prova la trivela, cicca malamente e regala la palla a Sheva che si invola verso la porta. L’ucraino ha l’occasione di vendicarsi per un’annata di sberleffi, ma, giunto in posizione favorevole, commette lo stesso errore del suo benefattore e strivella in curva. Così imparano ad imitare il Maestro.

Subito dopo Ciccio, per non sembrare da meno, si esibisce nella specialità della imagecasa, la ciabattata da mezzo metro nel momento decisivo, strappando a Quaresma il record di insulti consecutivi. La squadra è stanca, il pubblico è stanco,  siamo tutti stanchi; Mourinho, per dare un tocco di simpatia alla serata, lancia Materazzi trequartista, ordinando alla squadra di adottare lo schema della pallonata sistematica. Il numero 23 nerazzurro, l’uomo giusto per innescare il cingolato honduregno, si piazza subito tra le linee ad attendere le palle alte: non ne chiapperà mezza, ma in compenso strapperà qualche risata.

Quando ormai siamo tutti rassegnati al pareggio, Suazo si smarca e colpisce al volo gonfiando la rete. Potrebbe essere la rete della svolta, la dimostrazione che Mourinho ha un culo da competizione, ma è fuorigioco. D’altra parte, muovendosi alla velocità supersonica di Ciccio è facile trovarsi oltre la linea dei normodotati difensori avversari.

Dopo un angolo ciccato da Sneijder, si conclude la partita. L’impressionante filotto di risultati utili non si ferma: unica squadra imbattuta del girone e quarto posto in tasca. Il bilancio è più che roseo.

Ora, l’attenzione si sposta sulla partita di stasera: visti i risultati di ieri, sembrerebbe esserci spazio anche per una vittoria del Milan, visti Dida, Thiago Silva, Oddo e Zambrotta no.

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domenica 27 settembre 2009

E’ FESTA

domenica 27 settembre 2009 6

Tutta Italia festeggia come un evento la prima sconfitta dell’Inter. Su facebook i gruppi si sprecano, da “Pazzi per Pazzini” a “Sampdoria 1 Inter 0…per chi come me GODEEEEEEEE”. Ieri sera ho incontrato perlomeno una quindicina di persone che mi sono venute incontro mimando l’esultanza di Pazzini oppure urlando “E’ Pazzo!!!!E’ Pazzo!!!!”.

Che dire, fanno bene. L'Inter perde ogni quattro mesi circa, quindi è bene esultare il più possibile. Quasi quasi ci godo a perdere, qualche volta: mi aiuta a ricordarmi come li abbiamo ridotti male. Ormai si disinteressano anche del risultato della loro squadra, concentrandosi completamente sulla partita dell’Inter, tra macumbe e riti voodoo.

Oggi, tutti pronti al processo: Mourinho un incapace, Inter senza un gioco, nervosismo, polveriera, crisi, armageddon. Ci vorranno almeno 19 vittorie consecutive per cancellare lo smacco di Marassi, la lezione di calcio della Sampdoria, la bestia nera Delneri, blabla. Prepariamoci, in caso di vittoria degli innominati, alla festa scudetto: grida, urla e caroselli caratterizzeranno il pomeriggio, nel caso in cui riesca il decisivo allungo a +3 a sole 32 giornate dalla fine del campionato.

Ah, comunque: Lucio pareva essere in posizione regolare, ma pare che non importi a nessuno. Il nostro allenatore non rilascerà quindici interviste al giorno dove si dirà “molto arrabbiato”, “deluso”, piangerà un po’ perché “meritavamo la vittoria” e cose varie?

No, credo che non succederà: d’altra parte, questo può farlo solo chi dagli arbitri è abituato a ricevere clemenze e favori di vario genere, come, chessò, un gol non convalidato sebbene la palla sia entrata di quel paio di metri che rendevano ardua la decisione.

Per chiudere, una perla:

"Sì, cer­to: è la mia bestia nera perché sono diventato campione d'Eu­ropa con il Porto, me ne sono andato, lui mi ha sostituito ed è stato esonerato dopo 15 gior­ni. Bestia nera è il mio assisten­te José Morais: lui sì che è ne­ro ed è una bestia grossa così".

morais

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giovedì 24 settembre 2009

NOSTRADAMAURUS

giovedì 24 settembre 2009 13

AGGIORNAMENTO: è d’obbligo inserire la perla di ieri sera. Mercoledì, Gasperini ha parlato di come oggi l’esperienza non sia più un fattore determinante per la scelta dell’allenatore da parte delle grandi squadre. Dopo Guardiola la moda imperversa, soprattutto in Italia. Ecco, nel dopopartita Sky si introduce l’argomento e, arrivato Gasperini, Mauro dice:

“"Certo che se si guarda il gioco di Barcellona, Milan e Juventus non si può proprio dire che non siano bravi allenatori".

Barcellona, Milan e Juventus? E perchè non anche il Catania di Atzori? Fossi un abbonato Sky, mi costituirei parte civile.

E pensare che questo tizio è stato anche in Parlamento. Anche se, pensandoci bene, sarebbe stato più strano se un soggetto del genere non ci fosse mai stato, a Montecitorio.

Mauro: “L’Inter è sulle gambe, il Napoli può piazzare il colpo”. Tenetelo d’occhio, questo: è uno che ne mastica.

Mauro: “Gioco il due fisso”. Quando lo vedono, alla Snai fanno cabaret.

50 milioni spesi per poi ritrovarsi a schierare una linea difensiva da film horror come Santacroce-Cannavaro-Contini. Forse è meglio concentrarsi su come fare il pieno di deficienti a Natale.

Va anche detto, però, che siamo i soliti ladri. E’ ingiusto: a Milito non si fischia un fuorigioco nettissimo, e a Inzaghi, che a Marsiglia ha segnato in una situazione analoga, si annull.. ah, no.

Ad Udine pagato il pessimo impianto audio: solo un mangiadischi Irradio. Fossero stati a San Siro, col subwoofer, l’home theatre e i bassi che spaccano, sarebbe stata un’altra musica.

Dopo cinque giornate sono già a –6. Con questo ritmo, a fine campionato saranno a –45, il che è una discreta notizia: contando che l’Inter farà, con ogni probabilità, tra gli 80 e gli 85 punti, hanno buone possibilità di salvarsi.

Mauro: “Vince il Palermo, Conte esordirà con una vittoria, la Samp uscirà imbattuta da Firenze”. Non è che potresti dire anche che per lo scudetto è lotta Juve-Milan, che Berlusconi camperà altri cento anni e che io non vincerò mai al superenalotto?

Iniziativa del giovedì: vuoi che i tuoi sogni divengano realtà? Vuoi liberarti di quell’ingombrante porro peloso che troneggia sulla tua fronte? Vuoi fare sesso con una donna vera?

Scrivi, qua sotto, la tua richiesta a Mauro, elencando cosa non desideri dalla tua vita.

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lunedì 27 luglio 2009

DERBY

lunedì 27 luglio 2009 7
Sì lo so, era un'amichevole di poco conto, ma proprio non ci stavo a perdermela. Poi, voglio dire, quando sono uscite le formazioni ufficiali ed ho saputo che quella del Milan prevedeva Thiago Silva-Onyewu come coppia centrale, oltre agli altri 8 catorci (se ne salva solo uno, che andrà via l'anno prossimo), dovevo per forza assistere a questa partitona.

Dunque, mentre lo streaming annaspa, inizia il derby, e dopo quattro minuti il buon Oguchi dalle sembianze adrianesche ha già dato bella mostra di sè, accasciandosi in terra in compagnia di ThiagoSilvaMeglioDiThuram (l'ha detto Ancelotti). Le emozioni più forti, però, arrivano da un Dinho in forma strepitosa, che al decimo esala l'ultimo respiro e si pianta sulle ginocchia dopo essere stato bruciato da Cambiasso, mentre sugli spalti si invoca l'eutanasia.

I minuti passano, e io mi rammarico sempre più di non poter godere della - con ogni probabilità - memorabile telecronaca Brandi-Pellegatti, dovendomi accontentare di un solista inglese non prostituito.
Pirlo, stufatosi di sudare, si allontana dal campo e va a fare merenda. Nessuno se ne accorge, neanche lui.
Dopo una mezz'ora di agonia, anche l'arbitro si rende conto del dramma di Ronaldinho e gli invia un direttissimo messaggio subliminale per indurlo ad andare a decedere in pace nel deserto; Dinho, però, non coglie e continua a ridere, scontando evidentemente i postumi delle diciannove caipirinhe della serata precedente. Alla fine del primo tempo interengono anche il WWF e varie associazioni di animalisti, indignati per l'oltraggioso sfruttamento di una creatura così malmessa.

Nella ripresa entra Zigoni e Lucio scoppia in lacrime, pensando "ma in che cazzo di campionato sono finito, domani mollo tutto e vado a fare il torneo di calcetto alla uisp". Dentro anche Abate, che dà la scossa: Leonardo, in panchina, gongola.
Segna di nuovo Milito, che poi esce compassionevole per i suoi avversari. Ronaldinho, in avanzato stato di decomposizione, viene sottratto alle mosche e sequestrato dai Ris che lo sottopongono ad autopsia.
Nell'orgia dei cambi, un uomo spicca su tutti: numero sette, capello impomatato, sguardo fiero e giubbottino Lonsdale. E' lui, è tornato. E gioca sempre con lo stesso stile che ci ha fatto innamorare.
Si butta nella partita tutto volenteroso, conquista subito palla, si libera col tacco e scarica un gran destro su Kalac, che respinge; eccolo qua, è in forma, quest'anno spacca tutto. Poi però traccheggia mezz'ora invece di tirare a botta sicura, si deprime e sparisce dal campo. E' il Ricky che conosciamo.

Finisce 2-0. Al fischio finale, commozione sul campo e sugli spalti, quando le ceneri di Ronaldinho vengono sparse sul terreno di gioco.

Inter batte Milan, quindi. Ma i rossoneri hanno cominciato la preparazione un giorno prima, quindi sono più stanchi; hanno giocato già due partite in una settimana, quindi non potevano essere brillanti; erano privi di Shevchenko, Weah, Van Basten, Rivera, Trapattoni e Schiaffino, quindi, cazzo volete, è andata anche troppo bene.

Più di tutte, poi, pesava l'assenza di Kakà: appena si rimetterà dall'infortunio, sarà un altro Milan.

Ah, no.

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domenica 31 maggio 2009

RESTA ANCORA UN PO'

domenica 31 maggio 2009 4
Ed anche per quest'anno, abbiamo dato.
Altra annata nella quale i momenti da ricordare superano nettamente quelli da dimenticare. Oltre ai nostri successi, abbiamo visto consumarsi i drammi del Milan e della Juve, cose che, personalmente, mi danno soddisfazione quasi quanto le vittorie dell'Inter (anche perchè una cosa implica l'altra).
Innanzitutto, vorrei esprimere la mia felicità per il fatto che il mio apparato genitale sia ancora integro; l'anno scorso, dopo l'acquisto di Ronaldinho, giurai davanti ad una decina di persone che se il Milan avesse vinto lo scudetto mi sarei castrato con un coltellaccio da cucina (scommessa poi rilanciata dopo il derby perso e dopo che il Milan era riuscito a conquistare il primo posto, quando integrai la puntata mettendo sul piatto anche le palle).
E' andata come ci si aspettava, perchè chiunque abbia un minimo di competenza calcistica sapeva che l'Inter non avrebbe avuto avversarie all'altezza neanche quest'anno. La vittoria con dieci punti sulla seconda è un record secondo soltanto a quello che la nostra squadra ha stabilito due anni fa (+21, se non erro). In pratica, siamo davanti al dominio più netto dagli anni '50 ad oggi.

Questo ciclo ha dato il massimo, adesso se ne dovrà cominciare un altro partendo comunque da basi solidissime.
Perchè questo sia possibile, gli attuali pilastri della squadra non devono assolutamente andarsene. Su Mourinho, Maicon, Samuel, Julio Cesar, Cambiasso (mettiamoci anche Balotelli), non ci sono dubbi: a luglio saranno a Los Angeles a schiattare di caldo e a sgobbare in vista della prossima stagione.
L'unico punto interrogativo si pone, manco a dirlo, per il miglior giocatore. I suoi dubbi e le sue mezze frasi, sempre vaghe e poco chiare, non possono che turbarci e toglierci un po' di fiducia nel futuro (questo vale per tutti, anche per quelli che lo cederebbero subito: sono sicuro che, dentro di loro, la paura di non riuscire a coprire la sua assenza c'è, eccome).
E' palese che la voglia di rimanere all'Inter non sia molta e che il nasone, all'alba dei 28 anni, cominci a temere che la sua carriera possa non regalargli i grandi riconoscimenti ai quali aspira. Uno come lui, che tutti gli anni diventa sempre più forte e prosegue nel processo di completamento che lo ha portato ad essere il miglior centravanti del mondo, vuole il meglio. In Italia l'ha già avuto, ora lo vuole in Europa. E l'Inter, al momento attuale, non può offrirgli quello che vuole.

La questione, adesso, è: può l'Inter diventare, in questi mesi di mercato, competitiva nei confronti degli squadroni inglesi e della squadrona spagnola?
Sta a Mourinho e a Moratti convincere Ibra che la risposta a questa domanda è "sì". Se l'opera di convincimento non andrà a buon termine, prepariamoci a vedere emigrare il nasone, con tutto quel che ne consegue per quanto riguarda l'intero progetto tecnico della società.
Certo, queste storie fanno proprio incazzare. Viene proprio da chiedersi "ma cosa vorrà mai sto qua, prende un milione al mese, cos'ha da rompere le palle?". Alcuni, come detto sopra, stanchi delle ormai quotidiane bizze, si augurano addirittura che vada via.
Io, pensando a questa straodinaria annata, o meglio, a queste tre straodinarie annate, non posso che sperare fortemente che resti. Lui più di ogni altro è stato l'uomo della svolta, il trascinatore di cui la nostra squadra aveva bisogno. Lui è riuscito dove anche Ronaldo aveva fallito, ossia nel prendersi la squadra sulle spalle nel momento psicologicamente più difficile (lo spettro di un nuovo, catastrofico 5 maggio era lì che si faceva sempre più reale) e tirarla fuori dal baratro con quella indimenticabile doppietta.
Non si inizia un progetto che ha come principale obiettivo la conquista dell'Europa senza il proprio miglior giocatore, visto anche che il tizio in questione è un esemplare assolutamente unico ed impossibile da sostituire. Questo, fortunatamente, lo sanno sia la società che Mourinho, e so che faranno tutto il possibile affinchè la separazione non debba avvenire.

Il problema, però, è che Ibra è padrone del suo destino. E' lui che comanda: se vuole andarsene se ne va, se vuole restare resta. La società non ha alcun potere, non può opporsi in nessun modo alla volontà del giocatore.

Quindi, ehi, non fare cazzate, che sennò mi tocca venire sotto casa tua a insegnarti le buone maniere.
Un altro anno, dai, un altro anno e poi tu e il tuo detestabile pizzaiolo tri-mento ve ne andate a soddisfare le vostre vogliette all'estero.
Su, poche storie.
Che poi, in fin dei conti, non è che ve la passiate poi tanto male, eh.


(sì, ok, vabbè che vuoi scappare e che tutti cercano di farti cambiare idea, però almeno vestiti)
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venerdì 22 maggio 2009

STUDIO SPORT

venerdì 22 maggio 2009 9
Studio Sport, la scaletta di domani.

Zanetti ad un passo dal Milan. Il capitano interista avrebbe confidato ad amici che non ha nessuna intenzione di lasciare Milano, e che ci resterà al 100%. Viste le precarie situazioni dello spogliatoio dell'Inter (una vera e propria polveriera) questo non può che significare che l'argentino abbia in mente solo il Milan. Galliani nicchia, ma l'affare è praticamente chiuso.

Moratti: "Vendo". Il patron dell'Inter avrebbe confidato ad amici che la Saras sta fallendo e che, da qui a poco, non avrà più la possibilità di gestire la società nerazzurra. Pronta una cordata capeggiata da Rosella Sensi ed Antonio Giraudo.

Ibrahimovic al Piacenza, Mourinho in Grecia con Recoba. Inter allo sbando, Cambiasso fa outing ed annuncia al mondo la sua relazione con Paolillo.

Inter, un campionato di cartone. La classifica della serie A al netto dei colpi di mano, delle punizione e dei rigori a favore dell'Inter e dei gol di Ibrahimovic.

Balotelli, un negro cattivo. Segna e non esulta, non passa il pallone ad Ibrahimovic, zittisce i tifosi avversari. Che stronzo. Vergogna.

Milan, mercato. Presi Adebayor, Fabregas, Messi, Ashley Cole e Weah. Galliani: "Kakà resta".

Megaofferta del Real per Kakà. Sul piatto 300 milioni di euro cash per il Milan, un contratto ventennale a 15 milioni all'anno per il calciatore ed una compilation di bestemmie. Ricky non ha nemmeno considerato l'offerta, ed è subito sceso dall'aereo per Madrid dopo una chiamata di Berlusconi. Fiaccolata sotto casa Iseckson Leite.

Ancelotti al Chel..ma no, dai, chissenefrega.

Ronaldinho pescato in un bordello, dove due nigeriani lo stavano stringendo in un affettuoso sandwich. Galliani: "Erano Seedorf e Ba, nella grande famiglia Milan ci si vuol bene e si sta insieme anche fuori dal campo".

Berlusconi: "Sono stato frainteso".

Juve, mercato. Presi tutti.

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domenica 10 maggio 2009

IS(/N)TERISMI

domenica 10 maggio 2009 15

No, mica per fare il figo, eh.
Più che altro, per far capire a tutti quelli che oggi si sono strappati i capelli per il terrore che sono dei matti.
Va bene, dopo quello che abbiamo passato, tutte le volte che ci vediamo rimontati l'istinto ci fa tornare in mente le sensazioni di quel buio, buissimo pomeriggio.
Visto che non siamo bestie, però, l'istinto andrebbe controllato. Quella squadra non esiste più, è cambiato tutto, nulla è più come prima.
Queste cose , però, dovremmo saperle già da un anno preciso preciso, ossia da quando, nella stessa situazione del cinque maggio, lo abbiamo spinto dove non batte il sole a tutti quelli che speravano di deriderci un'altra volta.

Questa squadra, la squadra che sta dominando il campionato da settembre, non perde gli scudetti in rimonta. Questa squadra, sebbene abbia nel suo dna la follia che contraddistingue da sempre i nostri colori, non si fa sfuggire di mano ciò che le spetta.

Quelli che oggi si cagavano in mano, come detto prima, sono dei matti. Ma chi è che dovrebbe rimontarci? Chi è che ci rincorre? Una grande squadra? Quelli che ci stanno dietro sono in grado di vincere qualcosa che non sia il trofeo Hungarian Team League?
No, e lo ripeto al mondo da settembre, da quando avevano appena terminato la collezione del loro album di figurine.
Il Milan non poteva vincere, stasera: con una vittoria, avrebbe dimostrato di essere una squadra seria, cosa che non è. Con una vittoria, avrebbe potuto cominciare a sperare davvero, creando una settimana di isterismi anti-Inter caricando la vigilia della partita col Siena con le consuete armi, e nel frattempo andare ad Udine a farne quattro o cinque. Tutto questo, appunto, se il Milan fosse una squadra seria.

Siccome però non lo è, e siccome la Juve, per quanto schifo possa fare, è una squadra con le palle, oggi alle 16.58 sono andato a giocare il pareggio della sfida dei furbi, mentre altri si stavano rotolando nel proprio letto di morte per la sofferenza. Non è stata una giocata dettata dalla speranza o dallo sconforto per il pareggio di Verona: ero sicuro che sarebbe andata così, sicuro che il Milan non avrebbe vinto stasera. E questo non perchè sono un veggente o un guru del calcio, ma perchè sono coscente del fatto che il Milan non è una grande squadra.

Ora, a giochi fatti, guardo la classifica e godo. Godo pensando a quanto abbiano esultato i milanisti al gol di Seedorf, godo vedendo Galliani saltare sulla sedia mentre pensa "vai che li rimontiamo!", godo pensando che i mediaservi abbiano dovuto cambiare le scalette per i programmi di tutta la settimana, godo pensando ad Ambrosini.

Godo.
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martedì 5 maggio 2009

NON E' PIU' CRISI INTER

martedì 5 maggio 2009 8
Questa è una settimana strana. C'è qualcosa di diverso nell'aria, nell'atmosfera generale: a voler essere precisi, manca qualcosa.
Questa settimana non è crisi Inter.
Non so da quanto tempo non accadesse una cosa del genere, non sono più abituato a vivere senza titoloni terroristici e proclami di spogliatoi spaccati ed allenatori sul piede di guerra.
Se penso a quello che succedeva solo una settimana fa, mi sembra di vivere in un altro mondo. Eppure, niente è cambiato: il Milan è sempre stellare, l'Inter è sempre in calo, la Juve...la Juve...ahahahahahahahah.


E' tutto davvero molto strano. Fino ad oggi, abbiamo avuto solo una delle celeberrime considerazioni tecniche di Galliani, ossia "provate a togliere Ibra all'Inter, vediamo che succede". Troppo poco, per gli standard a cui ci avevano abituato.
La scorsa settimana la crisi interista appariva nerissima: due punti nelle ultime tre partite, rimonta inesorabile di un Milan schiacciasassi, campionato riaperto, crisi di gioco, proclami ambrosiniani, scorpacciata di condizionali da parte di ogni rappresentante della società rossonera.
E' vero che sette giorni fa non si parlava di Ibra ed in questi giorni sì, ma si sa che ormai i suoi mugugni non fanno più notizia, e visto che probabilmente è anche vero che a breve ci lascerà non c'è nessuna manipolasiòne in atto, i giornalisti si limitano a riportare dati di fatto.

Sono profondamente deluso dal mondo delle prostitute intellettuali italiane: giunti a questo punto della stagione, mi aspettavo molto, ma molto di più. Segno che la vena creativa si sta tappando, e che magari qualche frequentatore di minorenni ha dei cazzi piuttosto amari da affrontare, che non gli permettono di dedicarsi alla direzione del suo teatrino di burattini.

Su, ragazze, su: al lavoro. Inventate qualche storiella, ricreate un po' di quel clima di terrore che l'anno scorso eravate state così brave a scatenare, fate una bella intervista ad Ambro, insomma, vedete di fare quello per cui siete pagate.
Dai, che non è difficile. Chessò, potreste fare un bell'articolo col rendimento del Milan e dell'Inter a confronto, e stabilire quante altre giornate ci vorrebbero per rendere effettivo l'aggancio. In alternativa, c'è la possibilità evidenziare come l'Inter, nelle ultime quattro giornate, abbia fatto soltanto cinque punti, due in meno della Reggina: se non è crisi questa, ditemi un po' voi.
Oppure, oppure, fate un super-titolone con cui mettere in chiaro che questo straordinario Milan sarebbe primo in fuga solitaria, se il campionato fosse iniziato alla 26esima giornata.

Vedete quante cose ci sono da scrivere? Cosa state aspettando? Mettetevi al lavoro, un intero popolo non aspetta che i vostri scritti per convincersi che è crisi Inter.
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lunedì 27 aprile 2009

IL MANIPOLATORE

lunedì 27 aprile 2009 14
Per tornare alla manipolazione intellettuale, oggi Berlusconi, che un paio di stronzate al giorno le deve sparare per contratto, ha detto questo:

"Ne ho parlato anche con Galliani al telefono: senza il gol di mano di Adriano nel derby, a quest’ora saremmo a ridosso dell’Inter"

Eccoci qua. Sapevo che sarebbe stata soltanto questione di ore, dopo i risultati di ieri.
Secondo l'opinione del nostro Presidente del Consiglio (definirlo così non smetterà mai di farmi senso), il distacco fra Inter e Milan è dovuto esclusivamente al gol di Adriano nel derby, ritenuto non regolare da tutti i luminari milanisti.
Partendo dal presupposto che quel gol è REGOLARE a norma di regolamento, come precisato anche da Collina, parte spontanea una domanda.
Come si collega tutto ciò con la manipolazione delle ovine menti del popolino?
E' presto detto.

Rilasciando queste dichiarazioni, il capelluto presidente, in un sol colpo:

- aizza contro l'Inter ulteriori polemiche per i presunti favori arbitrali, sorvolando sul fatto che la sua squadra abbia beneficiato di quello che è con ogni probabilità il maggior numero di rigori della storia (dodici!), una roba che non si è mai vista nemmeno nella serie b ecuadoregna quando arbitrava Moreno;

- scredita la probabilissima (checchè se ne dica)(sgrat) vittoria dello scudetto da parte dell'Inter, sminuendo (agli occhi di quei trogloditi convinti di essere competenti calciofili, e quindi alla maggioranza delle persone) i meriti di Mourihno e dei giocatori;

- inizia l'opera di convincimento (rivolta, stavolta, non a tutti i trogloditi di cui sopra, ma solo a quelli di fede milanista) che l'attuale rosa del Milan, in vista della prossima stagione, abbia bisogno soltanto di un paio di ritocchi per stravincere tutto. Perni del convincimento, oltre che le proteste per le decisioni arbitrali a favore dell'Inter, saranno l'ecatombe di infortuni e la questione dei cali di concetrazione contro le piccole, che non si risolvono con i grandi acquisti ma rispettivamente con cure e preparazione adeguate e con un miglioramento dell'approccio alle gare.

La cosa grave è che la maggior parte dei milanisti abboccheranno a tutto ciò, esattamente come fecero l'anno scorso, quando, esaltati per la faraonica campagna acquisti, riempirono San Siro per la presentazione di Ronaldinho (per il quale, anche se nessuno ne parla, sono stati buttati nel cesso 26 milioni di euro più i 6 annuali d'ingaggio, che lo rendono praticamente invendibile se non per pochi spicci).
Ricordo che erano davvero pochi quelli che si lamentavano per come era stato condotto il mercato, che avevano capito come stavano veramente le cose. Quest'anno sono un po' di più, ma il numero è sempre troppo esiguo perchè Berlusconi e Galliani non l'abbiano vinta un'altra volta e non vendano i consueti quarantamila abbonamenti.

Ecco quindi come si collega una frasetta detta di sfuggita alla manipolazione intellettuale.
A me, personalmente, sta benissimo così: avrò di che divertirmi per un altro anno, almeno.


(nella foto: un attaccante di peso)

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domenica 26 aprile 2009

UNDICI LEONI

domenica 26 aprile 2009 26

Va bene fare la carità, ma le resurrezioni no, per favore.

Quattro mesi senza vittorie, poi arriva l'Inter e tornano i tre punti. Siamo la panacea di ogni male.

Mal di pancia vari, coppette al giovedì, clima da sfida a tresette al baretto. E' logico che lo si prenda nelle terga.

Una squadra molle, stanca, statica, con un paio di reperti archeologici a metà campo. Ma era l'Inter o il Milan?

Vediamo di far pochi scherzi, eh. Che sennò mi tocca chiudere baracca.


E ora tutti a sorbirsi una settimana di strombazzamenti per il Milan più bello del secolo.

Meno cinque giornate, sette punti di vantaggio. Ma siamo noi quelli che devono avere paura.

Ingaggiato un team di sceneggiatori per creare nuove intercettazioni-scandalo. Dopo "Mancini e il sarto mafioso", tutto pronto per "Mourinho e il salumiere tagliagole".

E intanto Figo avrebbe ucciso un panda facendo retromarcia col Suv.
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venerdì 24 aprile 2009

MEDAGLIA DI BRONZO

venerdì 24 aprile 2009 31

E' crisi Inter.

E comunque mancava Figo.

In fondo, però, una semifinale è un bel risultato. Di solito usciamo agli ottavi.

Consoliamoci: c'è sempre la finale per il terzo posto.
Anche se, con questa Juve, sarà dura andare a medaglia.
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domenica 5 aprile 2009

SPEZZATINO

domenica 5 aprile 2009 2
Da un'idea di Galliani, oggi campionato spezzatino.


Questi se non pensano al mangiare diventano matti, proprio.

Stasera, a Udine, Inter in emergenza: out Adriano, Quaresma, Figo, Zamorano e Brehme. La crisi è sempre più marcata.

Oggi batterò la fiacca: nessun altro post. In compenso, prossimamente su questi schermi (domattina), è in arrivo un vero e proprio pezzo d'arte. Leggi tutto...

martedì 24 marzo 2009

MORATTOPOLI

martedì 24 marzo 2009 17
Palermo, 23 mar.- (Adnkronos) - E' stato 'tradito' dalla sua passione per la squadra dell'Inter uno dei quattro rapinatori arrestati la notte scorsa dai Carabinieri di Palermo. Il giovane pregiudicato, ritenuto un rapinatore seriale, Danilo De Rosalia, 24 anni, ha agito in alcune delle rapine effettuate in supermercati di Palermo con addosso una tuta dell'Inter. Ad incastrarlo le telecamere a circuito chiuso.
De Rosalia e Michele Manzo, 26 anni, sono accusati di avere svaligiato dai supermercati alle tabaccherie e anche farmacie. Diciotto colpi in tre mesi. I militari li hanno arrestati mentre stavano per mettere a segno l'ennesima rapina in un supermarket. Anche questa volta il rapinatore seriale indossava la maglia dell'Inter. I due, armati di coltelli, minacciavano i commessi, e dopo essersi fatti aprire le casse, prendevano il denaro. Sono diciotto i colpi accertati ma il numero, secondo i carabinieri, sarebbe destinato ad aumentare. Sempre i Carabinieri hanno arrestato altri due rapinatori 'seriali'.
In carcere sono finiti Giuseppe Scafidi, 26 anni e Giovanni Parisi, 27 anni. A Parisi gli inquirenti sono arrivati grazie ad alcuni testimoni che hanno segnalato la targa dell'auto usata per una rapina in una tabaccheria.



Che fosse crisi inter, lo si sapeva già. Ora, però, l'ombra della giustizia sportiva è calata sulla società nerazzurra, e saranno dolori. Quattordici inchieste aperte nelle ultime 24 ore, arresto per Guido Rossi, fiaccolate sotto casa Moratti al grido di "ridateci gli scudetti!" e "no alla cupola".

Gli interisti sono dei ladri, questo è noto ai più da tempo. Finalmente, adesso, se ne hanno anche le prove: un ladruncolo, un vile borseggiatore è stato beccato con indosso la tuta dell'Inter. Cos'altro poteva indossare un simile avventore? Quelle vesti contraddistinguono chiaramente un disadattato, uno scarto della società, capace solo di vivere di espedienti. Di certo, fosse stato un bravo ragazzo, non avrebbe indossato quei putridi cenci, ma una ben più elegante divisa rossonera o bianconera.
In via Durini, adesso, rischiano grosso. Altro che intercettazioni, qui ci sono dei video inconfutabili! Adesso voglio proprio vedere se quei ladri troveranno un altro Guido Rossi, o un altro consiglio dei saggi. Voglio proprio vedere come si difenderanno da queste pesanti e gravi accuse. La serie B, ci vorrebbe!

Cobollo ha già richiesto la restituzione di tutti e 16 gli scudetti, più un paio di Coppe Italia e il cartellino di Rivas. Io dico che quest'uomo ha ragione! Scendiamo tutti in campo per questa battaglia, togliamo di mezzo il sistema Moratti, purifichiamo il nostro calcio.
Se una squadra capace di schierare insieme gente del calibro di Dida, Senderos, Favalli, Bonera, Janku, Beckham e Ronaldinho non riesce a vincere lo scudetto, vuol dire che c'è per forza qualcosa sotto. Stesso discorso per la banda di Legrottaglie, Molinaro, Brazzo e Poulsen. C'è del marcio nel nostro calcio, è uno schifo del quale tutti noi ci vergognamo.
E Moratti non venga a dirci che gli hanno ucciso l'anima: che stia cheto, quel ladruncolo.

La gentaglia che manovra tutto questo ha, fortunatamente, i giorni contati. Moratti, hai finito di comandare a tuo piacimento il calcio italiano! Giustizia sarà fatta.

(nella foto: sterco su carta)

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lunedì 23 marzo 2009

IBRA, REDIMITI

lunedì 23 marzo 2009 6
Ibra ha parlato, si è sollevato il polverone e per due settimane non si parlerà d'altro.
La direzione delle sue dichiarazioni non è molto chiara. Vuole più soldi, se ne vuole andare, vuole fare beneficenza per i giornalisti visto che per due settimane non si giocherà: non si è capito molto bene.
Sentendo il suo "vediamo", però, il pensiero va ad un Ibra che vuole cambiare aria, andare in qualche squadrone dove poter vincere tutto, dalla Champions alla Mitropa. E' chiaro che il suo giramento di palle dopo Manchester sia notevole: non si capisce bene con chi ce l'abbia, però, perchè quella sera è sceso in campo anche lui e sì, ha giocato alla grande, ma si è anche messo un paio di gol nello stomaco.
Da quel che dice, sembra che lui, in questi anni, abbia fatto una novantina di gol in europa, trascinandoci sempre ad un passo dalla coppa. In realtà, invece, di gol ne ha fatti sei in tre anni, e tutti nei gironi di qualificazione agli ottavi. Un po' pochino, per dichiarazioni come quelle di ieri (sempre che l'interpretazione dell' "Ibra-che-vuole-andarsene" sia corretta).
A questo punto, non so quale sia la scelta giusta. Trattenerlo sarebbe d'obbligo, visto il calciatore straordinario che è e il suo miglioramento continuo: se però farlo restare significherebbe sorbirsi i suoi mal di pancia tutte le settimane, che trovi qualcuno con 100 milioni e lo porti da Moratti.

In alternativa, potremmo sempre radunare un migliaio di persone ed andare sotto casa di Ibra, armati di striscioni commoventi e urlando a gran voce "Non si vende Ibràààà, non si vende Ibràààà".
A quel punto, dovremmo soltanto attendere che, dinnanzi agli occhi di Zlatan, si palesi il Redentore e che questi faccia il suo lavoro. Magari, dopo una mezz'oretta di conversazione, Ibra si affaccerà alla finestra e, visibilmente commosso, sventolerà la sua maglia nerazzurra, facendo esplodere di gioia i fans.

Dio, è il tuo momento: scendi in campo e convinci Ibra a restare. Solo tu puoi farcela.

(nella foto: un segaiolo in crisi mistica)
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giovedì 19 marzo 2009

IL RINSAVITO E LE PROSTITUTE

giovedì 19 marzo 2009 10
"Ho letto su un giornale sportivo un'analisi di tutte le 20 formazioni di A, e se togliessimo i nomi delle squadre, quella del Bologna, che è al diciassettesimo posto in classifica, sarebbe migliore di quella dell'Inter. Quindi, se questo è il metro, devo dire che prima preferisco parlare io, e poi cercherò di capire"
MASSIMO MORATTI


Il Presidente, da un annetto a questa parte, dev'essere impazzito, visto che appare lucido in tutte le dichiarazioni che rilascia. Questa ne è l'ultimo esempio: accodandosi all'allenatore, accusa i media di parzialità ed anti-interismo, di dire che l'Inter è in crisi, ha lo spogliatoio spaccato e che l'allenatore e il miglior giocatore vogliono andarsene, anche se la realtà dice ben altro, anche se l'Inter è in fuga e ad essere in crisi sono gli altri.
Nessuno evidenzierà queste dichiarazioni, visto che non sono travisabili, ma chiare e soprattutto veritiere. Pubblicandole, i giornali rischierebbero di autoscreditarsi, di mettere in dubbio tutte le proprie assurde campagne; a loro non interessa questo tipo di dichiarazioni, ma le classifiche alla moviola e i 18enni scostumati.

La troiaggine dei loro intelletti non ha limite. Vendono le loro menti quotidianamente, le danno a tutti quelli che accostano e tirano giù il finestrino. Sono al soldo di vecchi ingrifati, che la roba per cui sbavano, senza i servizi di questi mestieranti antichi come il mondo, non la vedrebbero nemmeno in cartolina. Lavorano in grossi bordelli, tutti della stessa catena.

Almeno pagassero le tasse, come in Olanda. E invece niente.

Ma d'altronde siamo in Italia, ed è crisi Inter.
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giovedì 12 marzo 2009

MILAN, ARRIVIAMO

giovedì 12 marzo 2009 14
Eh vabbè, la grande gioia non è arrivata ed è rimasta dov'era, ossia nelle nostre immaginazioni. Abbiamo fatto la nostra partita, tenuto addirittura in mano il gioco per un po' e creato tanto, anche più di loro. Solo che alla fine vince chi la butta dentro, e se loro in 4 occasioni lo hanno fatto 2 volte, a noi non ne sono bastate 6 per farne uno, di gol.
Non è la prima volta, nè sarà l'ultima, che ci sbattono fuori dall'Europa. Però stavolta non è tutto da buttare, stavolta abbiamo visto qualcosa che ci può lasciar ben sperare per il futuro. Due 18enni in campo all'Old Trafford, con quella personalità e con quel rendimento, non li avevo mai visti, per esempio. Come non avevo mai visto l'Inter che non cala le braghe ma reagisce e combatte contro avversari di questo tipo.
Ripartiamo da queste cose, e anche dalla consapevolezza che se vogliamo essere protagonisti in Europa, un po' di pulizia bisognerà farla. Fuori Vieira, Figo, Cruz, Jimenez, Obinna, Rivas, Mancini, Crespo (qualcuno, come quest'ultimo e Cruz, davvero a malincuore), e dentro gente di prospettiva, di valore e soprattutto di corsa, di intensità.
Niente più campagne acquisti disastrose, niente più 50 milioni spesi per mezzi giocatori o scommesse. Servono i Silva, gli Aguero e gli Xabi Alonso, non certo i Quaresma, Mancini o Muntari. Se penso che proprio Muntari l'abbiam pagato 16 milioni e che ne sarebbero bastati altri due per prendere Xabi, mi viene il mal di stomaco.
Se davvero si vuol colmare il gap, bisogna cominciare a spendere parecchio e a spendere bene. Bisogna continuare a inserire elementi dal nostro vivaio, a tutti gli effetti uno dei migliori d'Europa, e a dargli fiducia come sta facendo Mou, che in questo deve essere davvero portato ad esempio. In altre società i ragazzi entrano in prima squadra a 26 anni, dopo aver girato le squadre minori di mezza Italia, oppure stanno a svernare in panchina.

Ora, sotto con il campionato. C'è da recuperare questo Milan scatenato, ormai primo per distacco, ma possiamo farcela. La classifica alla moviola parla chiaro, e dobbiamo inseguire.

(nella foto: prospettive a confronto)

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sabato 7 marzo 2009

E' CRISI INTER

sabato 7 marzo 2009 6
Sono ormai passati 7 giorni dalla settimana terribile del Milan, dal ciclo di partite in cui tutto, finalmente, è venuto a galla.
L'eliminazione in Coppa Uefa contro l'11esima squadra della Bundesliga e l'ennesimo tonfo in campionato a Marassi hanno sancito la fine della stagione milanista con tre mesi d'anticipo.
Un bel trionfo, considerando com'erano partiti spavaldi ad agosto, con la loro campagna acquisti fatta di tanti nomi e poca sostanza, che pareva adatta (almeno, ai miei occhi: per altri, il Milan poteva dire la sua per lo scudetto) al massimo per creare una bella squadra a Pro 2009.

Insomma, quella milanista è stata proprio una stagione tragicomica, con un lento ma inesorabile calo che poi è sfociato nel punto di non ritorno della settimana scorsa.

Mi aspettavo, quindi, un po' di critiche da parte di stampa e tifosi, qualche mea culpa da parte di quei geni che hanno gestito la campagna acquisti. E invece?
Invece niente, qualche titolo il giorno dopo il pareggio col Werder, qualche paginetta e poco altro. I dirigenti hanno dato la colpa agli infortuni (ma guarda un po'? la squadra con l'età media più alta d'Europa ha giocatori che si infortunano spesso? non l'avrei mai detto).
Non è stato creato nessun caso, niente spogliatoio spaccato, niente gatto nero morto, niente sarto mafioso. Solo un bel "Ancelotti resta se arriva terzo", detto da quel genio di Galliani. Sì, proprio lui, quello che ha preso Viudez. Mica pizza e fichi.

Se ci fosse stata un'altra squadra al posto del Milan (vediamo un po', una a caso: l'Inter), i giornalisti avrebbero stappato lo champagne e sparato in prima pagina titoli di ogni tipo.
Sarebbero venute fuori, nell'ordine, notizie a riguardo di:
  • una ventina di risse nello spogliatoio, dieci dopo l'eliminazione in coppa e altre dieci dopo la sconfitta in campionato;

  • Balotelli che picchia e scippa una vecchietta;

  • Adriano che cala paste fino alle 9 di mattina in discoteca, va direttamente all'allenamento e sviene subito dopo essere sceso dalla macchina;

  • un'accusa di stupro per Chivu e Stankovic;

  • un indifeso cervo investito ed ucciso da Muntari;

  • Balotelli che mostra il big bamboo ad una scolaresca delle elementari;

  • una furibonda lite Mourinho-Moratti, al termine della quale il presidente aumenta del 50 % l'ingaggio del portoghese;

  • Moratti che chiude Rizzoli, Ayroldi e Collina nello stesso spogliatoio di Muntari e Materazzi;

  • Balotelli che fa sega a scuola e va a farsi le canne al parchetto;

  • Adriano che scappa in Brasile e fa festa fino a tardi, per poi svegliarsi la mattina dopo in compagnia di due prestanti africani;

  • Rivas e Cordoba sorpresi a coltivare strane piantine vicino casa;

  • Balotelli protagonista di episodi di bullismo in un video su Youtube.


(nella foto: è crisi inter)

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