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mercoledì 17 marzo 2010

NON PER ESSERE VOLGARI

mercoledì 17 marzo 2010 10

Non per essere volgari, ma SUCATECELO.

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giovedì 25 febbraio 2010

UNA PARTITA DI CALCIO

giovedì 25 febbraio 2010 15

Ieri sera abbiamo visto qualcosa di nuovo, qualcosa al quale non eravamo più abituati.

No, non sto parlando di una vittoria dell’Inter contro una grande in Europa, ma di una partita di calcio. Senza doppi tripli quadrupli rigori in tre minuti, senza inferiorità numeriche per 3/4 di gara, senza sbarchi alieni. Una partita di calcio. Dove l’arbitro può anche aver sbagliato (anche se vi assicuro che dal campo non sembrava un rigore da dare, si è visto il contatto ma niente di eclatante), ma senza aver seguito un disegno imposto da chissà chi. Dove due squadre hanno dato il massimo ed hanno prodotto un bello spettacolo, non rovinato da qualche pirla in piena mania di protagonismo. Una boccata d’aria.

E’ stata una sensazione strana, terminare la partita senza travasi di bile, ritrovarsi a commentare serenamente l’accaduto ed a essere felici per la bella vittoria, per la vittoria che aspettavamo da tanti anni, e per il terremoto nel sottobosco dopo il gol di Cambiasso, arrivato proprio mentre tutta l’Itaglia era in piedi sul divano ad incitare il maiale. Ed è stato bello.

Spero di non dover aspettare il 16 marzo per vedere un’altra partita di calcio, e non qualche schifezza degna del campionato di quest’anno e di quelli di qualche anno fa. Lo spero, perché ieri mi sono proprio divertito.

Un grazie a Mourinho, che ha messo nel sacco il porcello togliendo un centrocampista e mettendo un attaccante sul 2-1 per noi, mettendo alle corde Malouda e, anche se un po’ meno, Ivanovic che non sono più riusciti a salire. Un grazie anche a Milito, quello che non ha una dimensione internazionale, a Lucio, incredibile, a Samuel, e a tutta la difesa che è riuscita a fare quel che ha fatto nonostante lo spettro della diffida. Infine, più in generale, un grazie a tutti, per averci donato quel che chiedevamo, ossia una partita di calcio. Che è qualcosa di ben diverso da una corrida.

E ora, preparate i fegati: domenica si va ad Udine. Accanto a Lucio giocherò io.

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venerdì 18 dicembre 2009

ALLA GRANDE

venerdì 18 dicembre 2009 10

Vai, Thiago. Nascondigliela.

Sì, vabbè. Il prossimo?

Quaresma contro il suo passato: li conosce e sa dove colpire.

Penalizzati dall’essere arrivati secondi. E pensare che a Barcellona, con un po’ di fortuna in più, potevamo vincere.

Ma con Toni, niente è impossibile.

Juve-Ajax: vale una Champions.

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martedì 14 aprile 2009

CHAMPIONS, CHE NOIA

martedì 14 aprile 2009 2
Cosa abbiamo imparato dalle ultime partite di Champions?
Facile, che è una competizione per scarponcelli. Come si fa soltanto a pensare di vedere una partita di questo sciocco torneo, quando nel proprio campionato si possono ammirare ogni domenica vere e proprie parate di stelle?

Mettiamoci nei panni di un tifoso del Milan: chi ce lo fa fare di sorbirci un noioso Chelsea-Liverpool, senza nemmeno un pallone d'oro in campo? Puah, una vera schifezza, insostenibile per chi è abituato agli altissimi standard che gli assi rossoneri sono in grado di fornire in ogni occasione.
In Italia siamo pieni di Palloni d'Oro, abbiamo il campionato più bello del mondo ed i migliori fuoriclasse. Fermiamoci un attimo a riflettere: nel nostro campionato milita nientepopodimeno che il club più titolato al mondo, e noi dovremmo metterci a vedere spettacolini di bassa lega come quelli offerti dalla Champions?
Ma poi, oh, c'è la Roma che gioca il calcio più spettacolare di ogni galassia, una roba che se l'avesse vista Rinus Michels si sarebbe sentito una merda. Il vero calcio totale lo fanno Spalletti, Taddei e Perrotta, altro che Cruijff, Neskeens e quel pivello di Rinus.

Come può un tifoso abituato alle geniali aperture di Muntari ed ai preziosismi di Poulsen, appassionarsi a queste partitelle fra inglesi e spagnoli? Come può il sostenitore di una squadra che si permette di mandare in tribuna tutte le domeniche uno come Digaofratellodikakà, mettersi davanti al divano ed apprezzare un pacchiano 4-4? Non è possibile.
Eppure ci stiamo provando ad esportare calcio: operazioni come quella tra Vieri e i Galaxy sono lì a testimoniarlo. Niente da fare, però: all'estero sono duri, non vogliono proprio capire. Se continuano così, rischiano grosso.

A noi cultori del bello, vedendo i quarti di Champions, viene automatico paragonare quelli che scendono in campo con i giocatori che possiamo ammirare tutte le domeniche. L'assurdità di confronti come Iniesta-Pirlo, Essien-Vieira, Lampard-Perrotta o Messi-Shevchenko ci balza subito all'occhio, e non possiamo far altro che schifarci. Assurdo solo pensare di paragonare gente che un ballondòr non l'hai mai visto nemmeno di striscio, giocatorucoli, mezze calzette, ai supercampioni d'europa e del mondo che militano nelle nostre big.

Siamo dei viziati, ecco la verità: dopo aver visto un Chievo-Milan, tutto il resto ti sembra merda. E allora, proprio come i bambini capricciosi, dobbiamo imparare ad assaggiare anche le cose che non ci piacciono, perchè è così che ci si comporta ("non si dice "che schifo", prima si assaggia e poi si mangia"). Non è giusto disprezzare le squadre degli altri campionati solo perchè non sono capaci di giocare, non sta bene.

Diamoci una regolata.


(nella foto: il nuovo acquisto dei Galaxy)

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giovedì 5 marzo 2009

TRIVELA ADDICT

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Come purtroppo tutti sanno, un mese fa Ricardo Quaresma ci ha lasciati.
Mica è morto eh, è solo andato via dall'Inter, lasciando un vuoto incolmabile nei nostri cuori e soprattutto in quelli degli abbonati di San Siro, con i quali aveva instaurato uno splendido rapporto di odio-odio. Questi, da quando Ricardo Bernardo ci ha salutati, seguono le partite completamente spaesati, consci che qualcosa manca, che qualcosa è stato loro tolto.

Riccardino è andato a dispensare calcio in Inghilterra, al Chelsea, dove si è già imposto come solo i campioni come lui sanno fare.
Il fromboliere lusitano ha uno strano potere: è capace di convincere gli allenatori, che all'inizio puntano su di lui e sul 4-3-3, a sfanculare le proprie credenze e a optare per un modulo che non comprenda alcun tipo di esterno offensivo. Così è stato con Mourinho, che dopo avere addirittura perso col Milan ha capito che il tridente non paga, e così è stato con Scolari-Hiddink al Chelsea, che col rombo non sbaglia una partita.
In questo mese, spartiacque fra le gestioni del tecnico brasiliano e di quello olandese, Ricky ha messo insieme ben tre presenze. Tre prestazioni di sostanza -con i consueti sprazzi di classe che ne avevano fatto l'idolo del Meazza - nelle quali il Chelsea ha portato a casa due vittorie ed un pareggio. Come dire, da quando c'è Quaresma in campo, non ci batte nessuno.
Le reazioni dell'Inter alla sua cessione sono state ottime: vittorie con Lecce, Roma, Bologna, vittoria nel derby, pareggio col Manchester, pareggio con la Roma. Come dire, da quando non c'è più Quaresma in campo, non ci batte nessuno (almeno, fino a stasera).
Eppure, da qualche tempo, un enorme senso di vuoto mi attanaglia. Non c'è più nessuno a strivellare palloni in cielo, nessuno che tenta il colpo di tacco-suola in mezzo a cinque uomini, nessuno che perde palla alla cazzo al quindicesimo tentativo di dribbling, nessuno che invece di segnare il gol della vittoria al 90esimo fa meta.
Non c'è più nessuno a farmi sognare "la trivela della redenzione" contro il Manchester all'ultimo secondo della partita di ritorno.
Anche la squadra pare disorientata: Ibra non sa più chi mandare a cagare se non gli arrivano palloni, e in generale tutti i giocatori interisti hanno perso quel punto di riferimento visivo che era la posizione di Ricardo, che rappresentava la porzione di campo dove non far giungere per nessun motivo il pallone.

Ci manchi, Ricky. Niente è più lo stesso senza di te. Le bestemmie allo stadio sono in calo del 75%.

So già che non tornerai, ma se un giorno ti infilerai di nuovo la maglia nerazzurra io sarò lì ad aspettarti, puntuale come una trivela o una rabona no-look.


Voglio ricordarti così, mentre ti annodi da solo
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