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lunedì 5 ottobre 2009

MAL DI GOLA (E VIGNETTA)

lunedì 5 ottobre 2009 27

Oggi mi è venuto il mal di gola.

E chi se ne frega, direte voi.

Nessuno infatti, a meno che, tra quelli che stanno leggendo, non ci sia un’aspirante infermiera intenzionata a curarmi.

E’ che, ritrovandomi a sperare che la mia saliva si esaurisca per poter smettere di deglutire, mi sono ricordato di quanto si stia bene quando il mal di gola non c’è. Cazzo, pagherei oro per poter avere di nuovo un rapporto equilibrato con mia saliva.

Se penso a quanto poco io mi goda la mia gola quando non ho problemi, mi viene davvero il nervoso. Sono lì, che mi lamento, che rompo le palle, e non mi rallegro nemmeno un momento del fatto di stare bene, di non avere le tonsille come le cosce di Ronaldinho. Che spreco di salute.

Dopo il pareggio di Kazan, parecchi, troppi interisti si sono lamentati, hanno fatto capire di essersi rotti le palle. Erano convinti che saremmo andati là, con tre o quattro titolari fuori forma e mezzo centrocampo a casa sul divano, ed avremmo fatto a fette i russi, snocciolando intensità ed ampiessa. Piagnistei, processi, addirittura Mourinho in discussione: ne ho sentite parecchie. Probabilmente questi signori sono gli stessi che fischiavano Muntari ieri sera: un gruppo di geni. Si aspettavano lanci di 70 metri, trivele d’interno, cross millimetrici, una tripletta ed un rigore parato. Sono rimasti delusi, e quindi, giù fischi.

Ecco, questi qua si meriterebbero un po’ di mal di gola. Non tanto eh, solo qualche mese: giusto per fargli ricordare un po’ come ci si sente quando le cose non vanno proprio bene. Gli farei passare tre mesi da juventino o, ancora peggio, da milanista. Tre mesi a vedere Amauri che non segna nemmeno al torneino di rigori in allenamento, o a gustarsi letali colpi di tacco eseguiti di misteriosi giocatori finlandesi. Tre mesi a perdere litri di bile al giorno, a convincersi che Diego sia il Supremo, che Ferrara non sia un fesso e che Borriello tornerà presto.

Con un trattamento di questo tipo, probabilmente, ai fenomeni di cui sopra passerebbe la voglia di lamentarsi per aver perso una partita ed averne pareggiata un’altra. Con tre mesi di mal di gola, capirebbero quanto bene si stia senza doversi preoccupare ogni volta degli arranchi di Jankulovski, delle gite di Chiellini, delle Crocs di Seedorf, o senza la consapevolezza che i piedi da cui partono le cose migliori siano quelli di Nesta.

Capirebbero come si stia al calduccio con Julio Cesar, Lucio e Samuel, con Cambiasso e Stankovic, con Sneijder, Eto’o, Milito e tutti gli altri. E capirebbero quanto siano stati stupidi a non godersi un periodo come questo, dove, in campionato, dopo quattro anni di dominio siamo di nuovo in testa con gli avversari che brancolano nel buio (qualcuno da qualche settimana, qualcun’altro da qualche anno) e in Champions abbiamo tenuto contro la squadra più forte del mondo, riuscendo a non concedere nemmeno un gol a gente come Ibra, Messi, Henry e i loro amici.

Meriterebbero di sentirsi come Leonardo alla fine della partita di ieri. Un uomo, il Leo, che è il ritratto della sofferenza: si è presentato in sala stampa con le tonsille in mano e un buco nella laringe, teso come una corda, implorando i giornalisti di risparmiarlo. L’avesse fatto Mourinho, si sarebbero messi a dire che la voce l’ha persa per il troppo nervosismo, che dietro alla richiesta di essere esonerato dalle inverviste ci sono arroganza e, chiaramente, nervosismo, che l’esultanza al gol di Sneijder è un chiaro segnale di nervosismo, che essere portoghesi è sintomo di nervosismo, nervosismo, la parola più bella del mondo.

C’è da dire, però, che Leo faceva parecchia tenerezza: un uomo distrutto, costretto a mettere la faccia e a difendere un Pato in crisi d’identità, un lampione chiamato Huntelaar e più in generale una squadra che ha fatto 9 punti in 7 partite, non vince da decenni e non si eccità più nemmeno con la musichetta. Però oh, Dinho è rinato. Ora ci pensa lui.

Meriterebbero di sentirsi come Ferrara (o’fess) dopo essere stato preso a pallate da Pastore e dagli altri funamboli del Palermo. Anzi, rilancio: più che come Ferrara, meriterebbero di sentirsi come tutti gli juventini, convinti fino ad un paio di settimane fa che Diego fosse uno Zico più completo con in più un pene di 60 cm, che Filippo Pero fosse un Cambiasso ambidestro e forte come un toro e che la Juve fosse la squadra da battere in Italia, in Europa, nel mondo, dappertutto. Poi invece arrivano Cavani e Simplicio e si torna a casa propria, ossia al terzo posto. Mentre qualcuno, una squadra a caso proprio, torna anch’essa dove le compete: in testa.

Ecco, questo ci vorrebbe: una bella cura juventinomilanista.

Cazzo, fatela. Fatevi quest’esperienza. Vi farà bene.

Nel frattempo, grazie a quella pasta d’uomo che si nasconde dietro al delicato nickname  “L’uomo che bestemmiava ai cavalli”, ecco il video di uno che ha il mal di gola. No, per farvi capire come ci si riduce.

 

In chiusura, una vignetta di quel sovversivo di µ:

File0018

Domani, alle 17, un’altra.

E se non venite a vederla…

 

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sabato 13 giugno 2009

NON SO CHE TITOLO METTERE

sabato 13 giugno 2009 6
Oh, sarà che c'è crisi, ma da quando è stato venduto Kakà non si sente mezza dichiarazione da parte di nessuno dei luminari di Milanello. Ragazzi, datevi una mossa: non posso produrre senza il vostro prezioso materiale. I giornalisti ci provano ad inventarsi qualcosa, ma se non ci siete voi di mezzo non c'è veramente gusto.
Dai, tornate in pista. Mi va bene tutto: una dichiarazione di sfuggita, un commento sul calciomercato, qualche proclama di scudetto, un apprezzamento su una procace sedicenne. Qualsiasi cosa, pur di vedervi di nuovo protagonisti.

Intanto, siccome questo è il blog che ha realizzato i propri sogni, vi posto il mio sogno per il calciomercato di quest'anno.
Eccolo qui: per lui non si parla di Real, fortunatamente non è ritenuto abbastanza galattico. Io però, che non sono Florentino, me lo porterei in spalla fino a Milano anche adesso.

Iniesta (come ho già avuto modo di precisare) non ce lo danno nemmeno per Ibra+Maicon+Lamogliedifigo. Questo, che secondo me ad Iniesta assomiglia parecchio (è un po' più offensivo, ma anche Iniesta giocava molto avanti, fino ad un paio d'anni fa), invece, è prendibile. Costa una vagonata di sesterzi, ma è prendibile.

Su, scattare. Prima che il Milan streghi anche lui.
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martedì 3 marzo 2009

I rosiconi

martedì 3 marzo 2009 3
Da quando l'Inter occupa la vetta della classifica, ossia da 3 stagioni a questa parte, i "tifosi" italiani (non interisti ovviamente) sono impazziti.
Non riescono davvero a capacitarsi che l'Inter, la squadra simpatia che avevano deriso per anni, stia dominando la serie A in lungo e in largo. Non riescono a farsene una ragione. Hanno il fegato a brandelli.
Ogni tifoso reagisce a modo suo a ciò: chi dà la colpa all'arbitro, chi dice "eh, tanto il prossimo anno..", chi nega e pensa che sia tutto uno scherzo; si possono però separare le reazioni principali in base alla fede calcistica di questo foltissimo gruppo di individui.

ROSICATE DEI TIFOSI MILANISTI:
Per questi soggetti, il campionato, la coppa italia e più in generale tutto ciò che vince l'Inter non contano assolutamente niente.
Poco importa se, come quest'anno, la loro squadra avesse come obiettivo primario la conquista dello scudetto: per i milanisti, il campionato è un torneo di poco conto.
Hanno perso derby su derby, accumulato distacchi abissali negli ultimi anni e rimediato figure di merda con alcune delle peggiori compagini della serie A, ma tutto questo pare non avere importanza. Sarebbero capaci di perdere un derby per 4-0 e dimenticarsene la settimana successiva.
Non riescono ad ammettere quanto la loro squadra sia inadeguata a competere per qualsiasi genere di traguardo, a parte una salvezza tranquilla. Ad ogni critica, rispondono prontamente "siamo i più titolati al mondo", dimenticando forse che nel calcio il passato non conta;non conta ciò che hai fatto, conta ciò che fai e ciò che sarai in grado di fare.
L'attuale Milan fa schifo in tutte le competizioni, e continuerà su questa strada anche in futuro, se non avverrà quel rinnovamento totale che si è mostrato necessario già negli anni scorsi.
Ma per i tifosi milanisti queste sono tutte chiacchiere, loro sono i pluricampioni dell'universo e vogliono ancora Maldini e Kaladze al centro della difesa, sarebbero pronti a richiamare Serginho e Cafu e credono che Pirlo sia il miglior centrocampista di ogni tempo.
Per loro la rosa del Milan è ottima, piena di campioni, che permettono alla squadra rossonera di giocare un calcio sfavillante, senza eguali nel mondo.
L'Inter è soltanto una squadretta, che vince solo perchè senza avversari o perchè aiutata, dimenticando di come loro siano stati a contatto con la vetta (fino a novembre) soltanto grazie ai potenti calci in culo datigli dagli arbitri, coi mille rigori assurdi assegnati.
Purtroppo per loro, la realtà è che noi, in questo momento, siamo quello che loro vorrebbero essere: i migliori (cit. iostoconmancini.com)


ROSICATE DEI TIFOSI JUVENTINI:
Per i tifosi juventini il tempo si è fermato, precisamente all'anno 2005.
La Juventus è la squadra più forte d'Italia, domina il campionato ed ha una dirigenza infallibile e per niente disonesta.
L'Inter è la solita perdente, non vince niente da vent'anni e mai vincerà qualcosa, perchè la Juve glielo impedirà.
Ogni tanto, però, tornano nel presente. Per dire stronzate, ovviamente.
Tre anni fa, dopo la retrocessione in B, dicevano "non vincerete nemmeno senza Juve, riuscirete a perdere lo stesso". Alla fine di quel campionato, dopo il dominio dell'Inter, dichiaravano sprezzanti "Godete quest'anno, che l'anno prossimo c'è anche la Juve e tutto torna com'era prima". Finito un altro campionato, con un altro trionfo dei nerazzurri, gli ormai derelitti gobbi esclamavano proclami di vendetta come "Il prossimo anno sarà tutta un'altra storia" e "Questo era un anno di transizione: ora siamo pronti".

L'Inter, per i gobbi, era dentro fino al collo nello scandalo di Calciopoli: solo quel genio criminale di Tronchetti le ha evitato di essere coinvolta. Adesso, c'è il sistema Moratti: i nerazzurri rubano tutte le partite, anche quelle che perdono, e vincono scudetti di cartone.

Tra un paio di mesi finirà un'altra stagione, col 17esimo scudetto dell'Inter. Già sento le loro voci, mentre ci mettono in guardia per l'anno prossimo, dove domineranno di sicuro.
Fanno proprio quel che facevamo noi fino a qualche anno fa: si affidano al futuro, il presente è troppo amaro.


ROSICATE DEGLI ALTRI TIFOSI (ROMANISTI IN PRIMIS):
Il resto dei tifosi italiani rosica in un modo che sta un po' in mezzo fra il "metodo milanista" e il "metodo juventino". Fanno un po' un mix, tirando fuori sia la storia degli scudetti di cartone, sia i rari trionfi europei dell'Inter.
Un particolare accenno, però, va fatto ai sostenitori della Roma.
Questi deprecabili individui sono accecati dalla rabbia da anni. Da ormai 3 stagioni arrivano costantemente dietro all'Inter, della quale sono diventati degli eterni secondi.
Sono stati presi a schiaffi in campionato, in coppa italia, in supercoppa: dappertutto.
Hanno subito un epico 4-0 in casa, risultato praticamente senza precedenti all'Olimpico. Hanno visto alcuni fra i loro migliori giocatori trasferirsi a Milano (sponda nerazzurra, s'intende).
Non vincono mai, e questo li fa impazzire. Per loro è sempre colpa dell'arbitro, o del guardalinee, o del designatore, o di Moratti, o del buco nell'ozono.


Terminata l'analisi, mi permetto di dire:
Ciao rosiconi! Grazie a voi, è ancora più bello vincere.
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