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mercoledì 13 maggio 2009

BRACCIA RUBATE ALLE COLTIVAZIONI

mercoledì 13 maggio 2009 17


Eccolo qua, il futuro presidente della Juve. Sguardo fiero, parlantina frizzante, stile da vendere: è lui l'uomo giusto, il prescelto.
Forza Lapo, hai il sostegno di tutti gli interisti nella tua corsa alla presidenza. La tua vittoria sarebbe un regalo stupendo, ci riempirebbe il cuore di gioia. Conquistali tutti, al grido di "Sì, io potessi".

Grazie di esistere, sei un grande.
Anche se non aspetta a me esprimere giudizi, e nemmeno rispondere ad una risposta.
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sabato 28 marzo 2009

CI SONO PATRIZIE E PATRIZIE

sabato 28 marzo 2009 6
Patrizia, guest star del festino "trans e bamba" a casa Elkann


Andreinha, uno dei tre prestanti compagni di chiacchiere di Ronaldo, quella sera al motel


Patricia, compagna/o di giochi di Adriano nei bagordi di qualche notte fa


Per dire, anche sui trans vi battiamo.

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giovedì 26 marzo 2009

NATURALIZZIAMOCI

giovedì 26 marzo 2009 5
Le prostitute intellettuali non sono l'unico esempio di battonaggine nel mondo del calcio. Al loro fianco, oltre ad Andreinha e alle altre sventole che bussano regolarmente a casa Ron***o, ci sono quei giocatori che possono essere raccolti nella categoria dei puttanoni-titubanti-di merda.
Facile capire a chi mi riferisco: sono quei soggetti che, non essendo nemmeno lontanamente cagati dalla nazionale del proprio paese, si propongono per essere convocati dal buon Lippi e per giocare con la maglia dell'Italia. Basta che uno dei nonni della loro moglie abbia parlato una volta con un tizio di Vigevano, che questi abietti dichiarano di sentirsi degli italiani purosangue, pronti a vestire la maglia azzurra e a sputare sangue per la Patria.
Alcuni di questi, sebbene si sentano italianissimi, non abbandonano le speranze di essere convocati per la nazionale del proprio paese. Giocano quindi su due fronti, facendo però chiaramente capire che chi li chiamerà per primi li avrà nella propria selezione.
Ovviamente, mai se ne usciranno con un "mi sento italiano, voglio giocare per l'italia" o un "mi sento brasiliano, ecc", perchè sennò il giochino si guasterebbe e si precluderebbero una delle due (o più) possibilità.
Un commissario tecnico serio, una volta capito il meccanismo del doppio gioco, ignorerebbe totalmente la candidatura della baldracca-titubante-di merda e cercherebbe di valorizzare al massimo i giocatori che ha a disposizione.
Un commissario tecnico serio farebbe questo. Eh, appunto: serio.
Il nostro, invece, aspetta a braccia aperte i vari Amauri di turno, ed è pronto a lasciare a casa un italiano per portarsi ai mondiali un tizio nato a Carapicuíba.
D'altra parte, Lippi non è altro che il successore di Trapattoni, ossia colui che ha portato in nazionale Camoranesi, uno che si sente più argentino di quelli che giocano nella nazionale di Maradona e che si commuove solo ad udire l'inno nazionale (quello del suo paese, non quello di Mameli).
Anche Mauro Germano, come Amauri con Dunga, non era cagato nemmeno di striscio dall'allora ct dell'albiceleste, Bielsa. Ha allora pensato bene di usare il suo passaporto italiano e di infilarsi la maglia della Nazionale, sebbene sia nato a Tandil ed abbia giocato in Sudamerica fino a 24 anni.

Da qualche anno, questo comportamento ha fatto scuola, e si sono proposti alla nazionale italiana, nell'ordine:
  • Thiago Motta

  • Rodrigo Taddei

  • Christian Manfredini

  • Pablo Osvaldo

  • Nina Moric

  • Eva Henger

  • Lola Ponce

  • comitiva-di-trans-amici-di-Lapo

  • Esajas-l'amico-di-Seedorf

  • Emerson

  • Vampeta

  • Milingo

Inutile dire che Lippi aspetta tutti a braccia aperte, specialmente l'ultimo di questa lista.

Intanto, in Brasile, un grande trionfo per la scienza: per la prima volta, un elefante è riuscito a segnare una doppietta nel campionato paulista di calcio. Maglia bianca, numero 9 sulle spalle, il proboscidato si è mostrato a suo agio sul campo da gioco, e visti i risultati l'esperimento dovrebbe ripetersi.

(nella foto: ciao, mi manda Elkann, gioco mezz'ala destra)

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giovedì 5 marzo 2009

SIAMO ALLA CANNA DEL GAS

giovedì 5 marzo 2009 51

Riporto due dei maggiori capolavori degli ultimi giorni: l'intervista a Totti sul Corriere dello Sport e l'epico pezzo di Roberto Renga (chi?) sul Messaggero.
Argomento di queste pietre miliari del giornalismo, ovviamente, l'esultanza di quell'abbronzato maleducato di Balotelli.
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LA RABBIA DI TOTTI: "CHE MALEDUCATO BALOTELLI"

CODICE DEL CAMPO - Tante volte ho parlato di situa­zioni che poi si sono verificate nel cor­so del tempo, sono stato deferito, e an­che accusato di essere il solito roma­no piagnone. Basta andare a rivedere l’ultima intervista fatta dopo la parti­ta con l’Inter dello scorso campionato a San Siro. Tutti ricorderanno come andò a finire. Non voglio commentare le decisioni arbitrali, né il comportamento di diri­genti e allenatori perché io sono un calciatore e voglio riferirmi solo ai miei colleghi. Noi calciatori in campo abbiamo un codice comportamentale, ce le possiamo dare di santa ragione, ma dobbiamo sempre avere rispetto dei tifosi avversari.
In passato posso aver commesso tanti errori, sia nei confronti di avversari e anche di qual­che tifoseria avversaria, ma ho sem­pre pagato e riconosciuto di aver sba­gliato in prima persona. Non si può tollerare che un calciatore giovane co­me Balotelli, che ha grandissime qua­lità tecniche, fisiche e atletiche, debba tenere un comportamento così brutto nei confronti di compagni di squadra, avversari e tifosi. Ricordo che nella fi­nale di Supercoppa, mentre si accin­geva a battere un calcio d’angolo, l’ho sentito pronunciare la frase «romani di m...». Può capitare un momento di rabbia, ma offese come questa non si dovrebbero ripetere. Invece si sono puntualmente ripetute domenica, con l’aggiunta della linguaccia ai miei compagni che si sono risentiti e pren­devano le difese dei 2500 tifosi che so­no stati derisi. Non sono e non voglio essere nello spogliatoio dell’Inter, ma credo che neanche lì Balotelli abbia i comporta­menti giusti. Magari stando a contatto con grandi uomini come Materazzi e Gattuso, se un giorno lo incontrerà in Nazionale, potrà imparare tante cose, soprattutto come ci si comporta. In campo fanno della grinta e della forza la loro arma migliore, ma sono sem­pre stati corretti in tutte le situazioni.
ALTRI TEMPI - Mi ha dato fastidio vedere Balotelli avere un comportamento irriguardo­so con Panucci. Magari se Christian gli fa vedere tutti i trofei che ha vinto in carriera, Balotelli si potrebbe fare una foto ricordo... Personalmente posso anche risulta­re antipatico con certi atteggiamenti, ma mi sono sempre attenuto a queste regole di vita importanti. Ricordo che quando mi sono infortunato nel 2006 mi sono arrivate tantissime telefonate, anche da avversari con i quali avevo avuto grandissimi scontri in campo. Uno per tutti Stankovic, il quale mi ha testimoniato la sua vicinanza durante il mio infortunio. Queste sono cose che non posso dimenticare. Se io a dician­nove anni avessi avuto lo stesso atteg­giamento di Balotelli, i miei compagni di squadra di allora, Cervone e Gian­nini, mi avrebbero preso a calci. Maz­zone mi avrebbe dato due schiaffi e a casa avrei preso il resto dai miei geni­tori. Probabilmente oggi è un altro calcio, e c’è un’altra maniera di educa­re i giovani. Spesso sento parlare di convegni contro la violenza negli stadi e di esempi da dare ai giovani. Come ci si può sentire se sui campi minori i ra­gazzini hanno lo stesso comportamen­to di Balotelli? Non si tratta di perso­nalità e non si può tollerare che si di­ca che lui è fatto così.
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Quel che c'è scritto qui sopra ha dell'incredibile. Fosse stato detto da un Maldini, da un Del Piero o da uno Zanetti, forse ci sarebbe potuto anche stare. Forse.
Ma detto da uno come Totti, che in campo ha fatto di tutto (sputacchi, cazzotti, insulti ad arbitri, avversari, tifosi, allenatori, dirigenti, magazzinieri, raccattapalle, steward, bidelli, ecc) suona veramente assurdo.
Lezioni di morale da parte di Totti: siamo a questo punto. Quale sarà il prossimo passo? Lezioni di italiano da parte di Biscardi? Lezioni di stile da parte di Lapo Elkann? (come?già fatto?), Lezioni di calcio da parte del Milan?

Tralasciando l'argomento Totti, è il momento di parlare dello straordinario articolo di Roberto Renga, apparso lunedì sul Messaggero, dove questo virtuoso della penna raggiunge picchi di follia impensabili soltanto fino a pochi giorni fa.

Ecco il capolavoro:

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SCANDALO BALOTELLI, SIMULA, PROVOCA, OFFENDE: CI VORREBBE IL DASPO

ROMA (3 marzo) - Ha giusto l’età per guidare la macchina e per assistere a un film vietato l’anti eroe di Inter-Roma, il calciatore cui milioni di romanisti in queste ore vorrebbero soffiare qualche parola nelle orecchie: Mario Balotelli, diciannove anni il dodici agosto, un grande futuro davanti, se mette la testa a posto.
Dicono che sotto sotto non sia un cattivo figliolo e che se guardi da un’altra parte ed eviti di rivolgergli la parola, se proprio non te lo fili, lui addirittura se ne sta zitto a pensare ai fatti suoi. Che in campo, e questo è il problema, si scontrano con i fatti degli altri e allora sono dolori. Soprattutto per lui: gli avversari (il mondo meno uno?) su due piedi possono perdere le staffe e non si sa mai; tutti gli altri, tramite la tivvù, vedono, esaminano, bocciano e sentenziano: un guappo prepotente, immaturo e vestito da giocatore.
In realtà sappiamo ben poco di questo ragazzo di origine ghanese e adottato da una famiglia italiana quando aveva tre anni. Potrebbe essere figlio di quest’epoca senza ideali.
Forse gli va di fare il bulletto in campo, come a tanti altri ragazzi della sua età piace alzare la voce o le mani in classe. Ha il fisico e magari pensa che altezza e muscoli gli permettano tutto, fatevi sotto che ci pensa lui. Del ragazzo Balotelli si occuperà la sua famiglia.
Al giocatore, che è bellissimo se non unico, dobbiamo pensare tutti: la Nazionale, l’Inter, la Federcalcio, noi, voi, chiunque possa dargli una lezione e una mano. Salvarlo come calciatore significa offrirgli un traguardo, un sogno, un ideale. Non ricordiamo un giocatore così. Pelè probabilmente, che da bambino vinse un mondiale. Maradona lo mostrarono al mondo più o meno alla sua età. Messi e Cristiano Ronaldo non avevano le stesse misure e la stessa qualità. Avrete visto il primo gol segnato alla Roma: banale per lui, una prodezza per chiunque altro.
Già meriterebbe, se contassero solo i numeri calcistici, la nazionale campione del mondo e, personalmente, saremmo felici di vederlo con il nove in Sudafrica. Ma non questo Balotelli, bensì un altro: normale, educato, rispettoso, intelligente. Con personalità e carattere, doti che non vanno confuse con maleducazione e presunzione.
Domenica sera il ragazzo ha scippato un rigore, invitato migliaia di romanisti a stare zitti appoggiando l’indice alle labbra, fatto per due volte la linguaccia a Panucci, ringhiato a Riise. Non si può usare la prova televisiva per la simulazione: l’arbitro ha visto e valutato male. Ma il resto del suo show deve finire nelle mani del giudice: violenza e istigazione alla violenza.
Si parla tanto di prevenzione, le tifoserie restano a casa, gli stadi sono pieni di steward e poi si lascia che la provocazione si verifichi impunemente in campo? La linguaccia va messa sullo stesso piano dello sputo. Venne condannato Totti agli Europei portoghesi e senza valutare le attenuanti. Va condannato Balotelli, con l’aggravante della provocazione nei confronti della tifoseria romanista. Un Daspo anche per lui. La porta della Nazionale chiusa sino a quando non avrà capito e chiesto scusa.
Una lunga squalifica adesso. Mourinho e Moratti non gli diano spago: la prossima volta la linguaccia sarà per loro.

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Sembra incredibile, ma questo individuo (Roberto Renga) è pagato per scrivere articoli su un quotidiano nazionale.
Nel suo delirio, Renga parla di Balotelli come di un bullo, un poco di buono, come di un disadattato, di un ragazzo che ha bisogno di aiuto.
Mette sullo stesso piano uno SPUTO, uno degli atti più vili che si possano fare su un campo di calcio, ed una LINGUACCIA fatta da un 18enne ad uno che potrebbe essere suo nonno.
Mette sullo stesso piano la scaracchio di Totti a Poulsen, in mondovisione e alla prima partita degli Europei 2004, e la linguaccia di Balotelli a Panucci. Non solo: aggiunge anche che a Mario dovrebbero dare l'aggravante della provocazione alla tifoseria romanista, così tenera e benevola nei confronti di questo ragazzo che è stato ferito nell'orgoglio per un'ora e mezza.

Renga usa un evidente tono razzista, sottolineando come Balotelli sia di origine africana e sia stato adottato ("sappiamo ben poco di questo ragazzo di origine ghanese e adottato da una famiglia italiana quando aveva tre anni"). Certo, non lo sapevate che se uno è di origine africana è automaticamente un teppista, un deliquente?
Robertone, poi, all'apice della pazzia, si lascia andare ad un memorabile "Potrebbe essere figlio di quest’epoca senza ideali" (ovviamente riferito a Mario), sicuramente il punto più basso del giornalismo italiano e probabilmente mondiale.
Roberto Renga, io il Daspo lo darei a te, per fare in modo che tu non possa più partorire scemenze come quella che ho appena commentato.

Mi disgusti profondamente.
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