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lunedì 16 novembre 2009

IMITAZIONI

lunedì 16 novembre 2009 17

Perchè appaiano titolo e descrizione si dovrà aspettare ancora un po’, ma, diciamocelo, chissenefotte. Ecco qua:

Spero che si veda, è ancora in fase di approvazione.

Mi è venuta un po’ la lisssca alla Muccino, però dai, su, mi ero appena svegliato, non potete pretendere più di tanto. Prometto che seguirò un corso di dizione, come la Gelmini.

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mercoledì 16 settembre 2009

INTER-BARCA

mercoledì 16 settembre 2009 12
Finalmente, la partita tanto attesa. Guardiola lascia Iniesta in panchina e schiera Xavi, Tourè e Keita. Noi puntiamo su Muntari: d'altra parte, sono le sue partite.
Due minuti e già si capisce quale sarà il leit motiv della serata: sentirsi male. Ibra si smarca, controlla alla grande e poi ciabatta come è solito fare il mercoledì sera: dieci anni di vita se ne vanno, ma l'incubo non si concretizza.

Il Barça è una squadra di sadici. Alla fine della fiera combinano poco, ma il modo in cui tengono palla sfianca, tormenta. Ogni qualvolta i passaggi consecutivi superano quota quattro, mi viene voglia di implorarli affinchè la smettano. Fate quello che volete, tirate, crossate, perdete palla, ma smettetela.
E' solo grazie alle intuizioni di Muntari che, ogni tanto, si può tirare il fiato: mentre si impreca per uno dei suoi 18 cross nel vuoto, infatti, si dimenticano le sofferenze e tutto appare più, come dire, affrontabile.

Dopo una ventina di minuti circa, la nostalgia del Milan è davvero tanta. Anche col Parma si era capito subito che, purtroppo, non sempre si può avere a che fare con Jankulovski, Gattuso, Ronaldinho, Borriello e tutto il resto dell'allegra banda; stasera, però, mi sono mancati davvero tantissimo. La sera del derby c'era una tranquillità paradisiaca: vedevi Pirlo pronto a tirare una punizione, o Ronaldinho tentare un dribbling, e potevi startene lì, beato, ad attendere che la palla tornasse docilmente ai nostri giocatori. Magari si potesse giocare sempre contro il Milan, saremmo tutti molto più sereni.

Finisce il primo tempo, tutto sommato soddisfacente. Il secondo inizia all'insegna della passione: difesa bassissima, centrocampo bassissimo, attacco al largo e tanta buona volontà. Sulley è ancora in campo: Mou non si azzarda a toglierlo, ben sapendo che è l'unico a dare l'impressione di poter fare qualcosa di pericolosissimo da un momento all'altro.
Più passano i minuti, più il frastornante possesso palla del Barça fa salire la voglia di urlare "Basta!!!!!!". Per fortuna, in difesa Gesù Cristo sbroglia ogni situazione, affiancato dal suo compagno, anch'egli di stirpe divina. Chivu, a sinistra degli Dei, diagonaleggia e rattoppa.

Esce Muntari, tra gli applausi: quando vogliono, le persone che affollano San Siro sanno essere buone. Dentro Stankovic, che subito ci fa riassaporare splendide sensazioni come tenere il pallone tra i piedi e minacciare la porta di Valdes.
Quando entra Iniesta, il rosario è ormai agli sgoccioli. A Mourinho viene la tentazione di rispondere con un Quaresma, che però al primo tentativo di rabontrivella sarebbe stato assalito dall'intero primo anello: meglio non rischiare la strage, si va avanti così.

A pochi minuti dalla fine, tocca anche a Mario. Primo pallone, e subito fuga sulla destra e palla in mezzo per Maicon, il cui tiro di prima intenzione viene respinto da Piquè che poi avvia il contropiede. Maicon cerca di rientrare, ma la sincope lo coglie e rimane arenato sulla fascia in stile-Ronaldinho: nessun rischio, comunque.
Dopo due minuti di recupero, il talismano Stark fischia la fine. Zero a zero, e ora tutti nella steppa a giocarsi tre punti fondamentali.

Allora, ricapitolando:
tre tiri in porta a testa, Julio Cesar quasi inoperoso, Ibrahimovic ed Henry cancellati dal campo, Messi tenuto sempre fuori dall'area, Alves tenuto a bada.

In pratica, li abbiamo massacrati.

GRAZIE DI ESISTERE


P.s.:è d'obbligo una nota sui commentatori Rai. Nella serata in cui Bagni non fa venire voglia di cambiare canale come al solito, ci pensano i suoi colleghi a tenere alto il livello degli interventi.
Comincia Varriale, che rivolge a Guardiola una domanda riguardante una inspiegabile considerazione tattica riguardante il ruolo di Iniesta ("con l'ingresso di Iniesta si è rivisto il Barça di qualche tempo fa, con Messi un po' più dietro": parole a caso), alla quale Pep - diversamente da quanto farebbe un qualsiasi allenatore italiano, disposto ad avallare qualsiasi stronzata dicano i giornalisti - risponde con un "no" che dovrebbe quantomeno far riflettere l'inviato Rai.
Bartoletti e Zazzaroni, però, non hanno voluto essere da meno. Zazza tenta di fare una domanda a Mourinho, ma si perde per strada e non ci riesce: per lui, formulare un quesito è impresa davvero troppo ardua. Bartoletti, invece, chiede a Josè se, alla fine, ha tirato un sospiro di sollievo: altro "no" alla Guardiola, con Baffetto lì a schiumare di rabbia.
Solito, grande servizio Rai: sono anche giornalisti di questo livello che invogliano la gente a pagare il canone.
A parte che io il canone lo pagherei anche solo per vedere la statua di cera di Paola Ferrari: davvero ben fatta.

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E' ORA






























BU!



























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venerdì 28 agosto 2009

L'EX

venerdì 28 agosto 2009 7
Sarà bello rivederti. Di certo, non avrei mai pensato che sarebbe successo così presto. Voglio dire, è passato quanto, due mesi?, e fra qualche giorno sarai già a San Siro da avversario. Assurdo, solo a pensarci.
Sarà strano affrontare così a caldo il disagio di vederti con un'altra maglia, dopo tre anni fantastici. Chissà che effetto mi farà, che effetto ci farà. Lo stadio sarà riconoscente al grande campione, o lo subisserà di fischi? Credo che vorresti saperlo anche tu.
O magari, no.

Quell'aria sempre un po' distaccata, presuntuosa, fredda, ti ha sempre fatto sembrare uno che fosse lì, sul campo, esclusivamente a fare il suo lavoro. La passione per i nostri colori non l'abbiamo mai vista, non ti sei mai lanciato in dimostrazioni d'affetto. Forse, allora, non ti interessa così tanto sapere come ti accoglierà San Siro, perchè non hai bisogno di sentirti rimpianto: sai già che lo sei.
Di sicuro, ci terrai a farci vedere, ancora una volta, che sei il migliore.
Io, personalmente, non vedo l'ora.

Non vedo l'ora di rivederti, Maxwell.


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domenica 26 luglio 2009

IBRA

domenica 26 luglio 2009 3
Grazie di tutto, grazie di questi tre anni fantastici dove grazie soprattutto a te abbiamo vinto più di quanto avevamo fatto negli ultimi 40 anni. Grazie per averci fatto sobbalzare sui seggiolini o sul divano con acrobazie da ginnasta, per quel pomeriggio di Parma, per il gol alla Sampdoria con tre difensori saltati con un tocco, per il sombrero su Nesta, per le occhiate a Ronaldo in quel derby che hai risolto, per tutti e 66 i tuoi gol, per essere stato uno dei migliori attaccanti della storia dell'Inter (forse, il migliore, se si calcola che l'innominabile ci ha portato solo una Coppa Uefa).
Non me ne frega un cazzo dei suca-suca, delle sfanculate e delle bizze varie. Con te ho goduto come mai mi era successo, ho visto gobbi strapparsi le dita a morsi vedendoti mentre ci regalavi gli scudetti, ho visto i gonzi prendersi 60 punti di distacco in tre anni, sette o otto in più di quelli presi dalla Fiorentina. Mi sono proprio divertito, insomma.

Grazie. E buona fortuna.

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venerdì 17 luglio 2009

IBRARRIVEDERCI

venerdì 17 luglio 2009 12
"Con l'Inter l'accordo è totale. Ma la trattativa non è chiusa, manca l'assenso dei giocatori".
Joan Laporta



Ormai, la nostra unica speranza è la sua testa fallica.
Non parlo di ragioni tecniche, o simili. E' che ormai mi sono affezionato al nasone che sfancula tutto e tutti, si carica la squadra sulle spalle e che ha una cosa fondamentale, una cosa che davvero in pochi hanno: la voglia di vincere.

Ibra è stato il giocatore dell'Inter che più ha messo in campo questa voglia negli ultimi anni. Ibra non piangeva dopo la partita decisiva per il campionato, ma aveva appena messo due pere ed era negli spogliatoi a fare casino.
Non è un caso se le squadre dove ha giocato hanno sempre portato a casa almeno il campionato. Non lo è per niente.
Quindi, sebbene l'offerta sia fantastica e (probabilmente) irripetibile, spero che resti. E l'unico uomo che può far sì che questo accada è Samuel Eto'o.
Anche se, pensandoci su meglio, potrei anche smettere di augurarmi una cosa simile. Babbo Moratti non si tirerà certo indietro, e darà al camerunense quella sessantina di milioni all'anno che chiede.

Io, però, preferisco sperare ancora.
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mercoledì 10 giugno 2009

BASTA

mercoledì 10 giugno 2009 12
Ogni giorno, ormai, c'è qualcuno che piange.
Piangono, questi pagliacci: piangono perchè quello ha ottenuto l'aumento e loro no, perchè l'altro è andato al grande club e loro no, perchè gli si è mancato di rispetto mentre all'altro fanno i ponti d'oro.
Se per questi clown rispetto significa negoziare l'ennesimo contratto a cifre vertiginose, beh, che spariscano all'istante. Ne ho veramente le palle piene di queste storie, di vedere uno ad uno i nostri giocatori migliori mettersi a fare bizze assurde e totalmente fuori luogo.
Certo, non pretendo che siano tutti come Cambiasso, o Zanetti, o anche come Julio Cesar: ma che, perlomeno, dimostrino un po' di rispetto. La dirigenza mi pare che glielo dimostri, coprendoli d'oro con rinnovi tutti gli anni.
A questo punto, la tentazione di liberarsi in un sol colpo della banda Raiola-Caliendo è fortissima. Via Ibrahimovic, Maxwell e Maicon, e contestualmente addio a queste (potrei essere molto volgare, quindi mi limiterò a definirle così) disgustose figure, il cancro del calcio moderno.
E' vero, non si può permettere a questa gente di fare razzia dei nostri (già pochi) campioni: io però, come tutti gli interisti penso, sono stanco. Stanco di vedere queste recitine ogni giorno, di vedere questi buffoni che agitano i pugnetti, indignati perchè la società non ha voglia di prostrarsi ai loro piedi.
Mi auguro una forte presa di posizione da parte della società. Si deve inviare un segnale forte, deciso: se si continua ad assecondare questi qua, si finirà per autorizzare ogni altro calciatore a comportarsi esattamente nello stesso modo. Non si possono subire passivamente i mal di pancia di questi personaggi, bisogna tenere la situazione in pugno. O portano 110 milioni in due, o se ne stanno buoni buoni dove sono.
Probabile che una delle ragioni di quello che sta accadendo siano Mourinho e il suo 99,9%: non hanno fatto altro che imparare dal maestro.

Mi auguro che, già dalle prossime ore, arrivi dalla società il segnale forte che tutti auspichiamo. Perchè non ne possiamo più di farci prendere in giro da questa gente.
Non siamo mica il Milan, eh.
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domenica 31 maggio 2009

RESTA ANCORA UN PO'

domenica 31 maggio 2009 4
Ed anche per quest'anno, abbiamo dato.
Altra annata nella quale i momenti da ricordare superano nettamente quelli da dimenticare. Oltre ai nostri successi, abbiamo visto consumarsi i drammi del Milan e della Juve, cose che, personalmente, mi danno soddisfazione quasi quanto le vittorie dell'Inter (anche perchè una cosa implica l'altra).
Innanzitutto, vorrei esprimere la mia felicità per il fatto che il mio apparato genitale sia ancora integro; l'anno scorso, dopo l'acquisto di Ronaldinho, giurai davanti ad una decina di persone che se il Milan avesse vinto lo scudetto mi sarei castrato con un coltellaccio da cucina (scommessa poi rilanciata dopo il derby perso e dopo che il Milan era riuscito a conquistare il primo posto, quando integrai la puntata mettendo sul piatto anche le palle).
E' andata come ci si aspettava, perchè chiunque abbia un minimo di competenza calcistica sapeva che l'Inter non avrebbe avuto avversarie all'altezza neanche quest'anno. La vittoria con dieci punti sulla seconda è un record secondo soltanto a quello che la nostra squadra ha stabilito due anni fa (+21, se non erro). In pratica, siamo davanti al dominio più netto dagli anni '50 ad oggi.

Questo ciclo ha dato il massimo, adesso se ne dovrà cominciare un altro partendo comunque da basi solidissime.
Perchè questo sia possibile, gli attuali pilastri della squadra non devono assolutamente andarsene. Su Mourinho, Maicon, Samuel, Julio Cesar, Cambiasso (mettiamoci anche Balotelli), non ci sono dubbi: a luglio saranno a Los Angeles a schiattare di caldo e a sgobbare in vista della prossima stagione.
L'unico punto interrogativo si pone, manco a dirlo, per il miglior giocatore. I suoi dubbi e le sue mezze frasi, sempre vaghe e poco chiare, non possono che turbarci e toglierci un po' di fiducia nel futuro (questo vale per tutti, anche per quelli che lo cederebbero subito: sono sicuro che, dentro di loro, la paura di non riuscire a coprire la sua assenza c'è, eccome).
E' palese che la voglia di rimanere all'Inter non sia molta e che il nasone, all'alba dei 28 anni, cominci a temere che la sua carriera possa non regalargli i grandi riconoscimenti ai quali aspira. Uno come lui, che tutti gli anni diventa sempre più forte e prosegue nel processo di completamento che lo ha portato ad essere il miglior centravanti del mondo, vuole il meglio. In Italia l'ha già avuto, ora lo vuole in Europa. E l'Inter, al momento attuale, non può offrirgli quello che vuole.

La questione, adesso, è: può l'Inter diventare, in questi mesi di mercato, competitiva nei confronti degli squadroni inglesi e della squadrona spagnola?
Sta a Mourinho e a Moratti convincere Ibra che la risposta a questa domanda è "sì". Se l'opera di convincimento non andrà a buon termine, prepariamoci a vedere emigrare il nasone, con tutto quel che ne consegue per quanto riguarda l'intero progetto tecnico della società.
Certo, queste storie fanno proprio incazzare. Viene proprio da chiedersi "ma cosa vorrà mai sto qua, prende un milione al mese, cos'ha da rompere le palle?". Alcuni, come detto sopra, stanchi delle ormai quotidiane bizze, si augurano addirittura che vada via.
Io, pensando a questa straodinaria annata, o meglio, a queste tre straodinarie annate, non posso che sperare fortemente che resti. Lui più di ogni altro è stato l'uomo della svolta, il trascinatore di cui la nostra squadra aveva bisogno. Lui è riuscito dove anche Ronaldo aveva fallito, ossia nel prendersi la squadra sulle spalle nel momento psicologicamente più difficile (lo spettro di un nuovo, catastrofico 5 maggio era lì che si faceva sempre più reale) e tirarla fuori dal baratro con quella indimenticabile doppietta.
Non si inizia un progetto che ha come principale obiettivo la conquista dell'Europa senza il proprio miglior giocatore, visto anche che il tizio in questione è un esemplare assolutamente unico ed impossibile da sostituire. Questo, fortunatamente, lo sanno sia la società che Mourinho, e so che faranno tutto il possibile affinchè la separazione non debba avvenire.

Il problema, però, è che Ibra è padrone del suo destino. E' lui che comanda: se vuole andarsene se ne va, se vuole restare resta. La società non ha alcun potere, non può opporsi in nessun modo alla volontà del giocatore.

Quindi, ehi, non fare cazzate, che sennò mi tocca venire sotto casa tua a insegnarti le buone maniere.
Un altro anno, dai, un altro anno e poi tu e il tuo detestabile pizzaiolo tri-mento ve ne andate a soddisfare le vostre vogliette all'estero.
Su, poche storie.
Che poi, in fin dei conti, non è che ve la passiate poi tanto male, eh.


(sì, ok, vabbè che vuoi scappare e che tutti cercano di farti cambiare idea, però almeno vestiti)
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lunedì 23 marzo 2009

IBRA, REDIMITI

lunedì 23 marzo 2009 6
Ibra ha parlato, si è sollevato il polverone e per due settimane non si parlerà d'altro.
La direzione delle sue dichiarazioni non è molto chiara. Vuole più soldi, se ne vuole andare, vuole fare beneficenza per i giornalisti visto che per due settimane non si giocherà: non si è capito molto bene.
Sentendo il suo "vediamo", però, il pensiero va ad un Ibra che vuole cambiare aria, andare in qualche squadrone dove poter vincere tutto, dalla Champions alla Mitropa. E' chiaro che il suo giramento di palle dopo Manchester sia notevole: non si capisce bene con chi ce l'abbia, però, perchè quella sera è sceso in campo anche lui e sì, ha giocato alla grande, ma si è anche messo un paio di gol nello stomaco.
Da quel che dice, sembra che lui, in questi anni, abbia fatto una novantina di gol in europa, trascinandoci sempre ad un passo dalla coppa. In realtà, invece, di gol ne ha fatti sei in tre anni, e tutti nei gironi di qualificazione agli ottavi. Un po' pochino, per dichiarazioni come quelle di ieri (sempre che l'interpretazione dell' "Ibra-che-vuole-andarsene" sia corretta).
A questo punto, non so quale sia la scelta giusta. Trattenerlo sarebbe d'obbligo, visto il calciatore straordinario che è e il suo miglioramento continuo: se però farlo restare significherebbe sorbirsi i suoi mal di pancia tutte le settimane, che trovi qualcuno con 100 milioni e lo porti da Moratti.

In alternativa, potremmo sempre radunare un migliaio di persone ed andare sotto casa di Ibra, armati di striscioni commoventi e urlando a gran voce "Non si vende Ibràààà, non si vende Ibràààà".
A quel punto, dovremmo soltanto attendere che, dinnanzi agli occhi di Zlatan, si palesi il Redentore e che questi faccia il suo lavoro. Magari, dopo una mezz'oretta di conversazione, Ibra si affaccerà alla finestra e, visibilmente commosso, sventolerà la sua maglia nerazzurra, facendo esplodere di gioia i fans.

Dio, è il tuo momento: scendi in campo e convinci Ibra a restare. Solo tu puoi farcela.

(nella foto: un segaiolo in crisi mistica)
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