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martedì 3 novembre 2009

GOLDEN FOOT

martedì 3 novembre 2009 18

C’è stato un malinteso.

Mi sono giunte voci secondo le quali io, un povero vignettista sottopagato, sono avvezzo a  schernire Ronaldinho.

Io. Ronaldinho. Schernire.

Bè, sì.

Mentre i nostri eroi sono impegnati con il Real, dedico loro questa vignetta nella speranza che anche questa sera Dinho li trascini verso la vittoria. Perché io, sotto sotto, al Milan, voglio bene

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Lo so, il golden fùt è roba di un mese fa, ma Dinho è pur sempre Dinho.

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lunedì 19 ottobre 2009

PRIMO PIANO: CUORE MILAN, FEGATO JUVE

lunedì 19 ottobre 2009 10

Serie A, i temi della giornata:

  • Amauri si è sbloccato: ha lasciato partire il tappo e si è finalmente svuotato. Ora che anche quest’ultima arma è pronta a far fuoco conviene trovarsi un hobby per la domenica, perchè seguire il campionato non ha più alcun senso.
  • L’Inter stravince  a Marassi, ma grazie a sta cippa, mancavano Mimmo Criscito e Cargià. Nonostante le assenze pesanti, nonostante non possa giocarsi la carta del “rientro di Sissoko”, anche stavolta la squadra di Mourinho riesce in qualche modo a cavarsela.
  • Ranieri e Del Neri si arrabbiano, ma stavolta Mourinho non c’entra e quindi non gliene frega un cazzo a nessuno.
  • Cuore Milan: i ragazzi di Leonardo battono la Roma e piazzano quello che potrebbe essere l’allungo decisivo sul Bologna, sconfitto a Napoli. Una posizione prestigiosa come il sesto posto (prima volta nella pagina 1/2 di mediavideo), però, potrebbe dare le vertigini  ad un gruppo sì pieno di entusiasmo, ma anche fresco ed inesperto come quello rossonero. Staremo a vedere. E poi, giusto, appena rientra Borriello..
  • Ronaldinho torna al gol a San Siro, Ronaldinho torna all’assist a San Siro, Ronaldinho assomiglia ad un giocatore di calcio per dieci minuti. Tra Milan e Roma, oltre ai rossoneri, vince il calcio: splendida la sfida a distanza tra Thiago Silva, il Thuram 2.0, e Burdisso, il comun denominatore di tutti gli allenatori dell’Argentina (Samuel, Zanetti e compagnia bella li hanno lasciati un po’ tutti a casa, di lui invece nessuno vuole fare a meno. Un motivo ci dovrà pur essere).
  • A Napoli una squadra intera sfoggia calzini turchesi. La redazione di Mattino 5 è al lavoro per proteggerci da questo manipolo di stravaganti.
  • Diego fra i primi 30 per il pallone d’oro (e Sneijder no, che schifo!). Una grande soddisfazione per la Juventus: grazie alle incredibili prodezze in maglia bianconera, il ragazzo potrebbe diventare l’outsider per il premio di France Football e, chissà, magari anche per il Fifa World Player, la Scarpa d’Oro e il Nobel per la Pace.
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lunedì 28 settembre 2009

GOBBI & GONZI

lunedì 28 settembre 2009 14

Ieri, sia dopo Juve-Bologna che dopo Milan-Bari, sono andato su facebook in cerca di qualche gruppo pro-Pazzini o pro-Samp, ma non ne ho trovati. Un vero peccato.

Un po’ strano, perché le splendide partite dei nostri “rivali” avrebbero sicuramente dovuto accendere gli entusiasmi dei Gobbi&Gonzi, rendendoli ancor più sarcastici di quando, sabato sera, hanno festeggiato rispettivamente il 28esimo e il 18esimo scudetto.

Impossibile non essere felici della prestazione dei ragazzi di Ferrara all’Olimpico. Bastava la presenza di Diego, il non plus ultra del maschio (e dell’essere vivente in generale), a scatenare orgasmi sconquassanti nella tifoseria gobba. La prestazione del brasiliano, poi, è stata tale da far crollare ogni residuo dubbio circa la sua netta superiorità nei confronti degli scarponi ai quali viene solitamente paragonato. Avrei proprio voluto vedere cosa sarebbe stato capace di fare Zico, con Mingazzini e Britos a mordergli le caviglie. Avrei proprio voluto vedere!

Se poi a questo essere sovrumano aggiungi un killer spietato come Amauri, capisco perché i gobbati abbiano già in mano lo spumante. Ormai sui livelli di suor Nicola in quanto ad astinenza (sebbene di diversa natura…cioè, almeno credo), il prossimo acquisto di Lippi si è ben disimpegnato, dimostrando di avere uno straordinario feeling con la porta (non con quello del Barcelona, eh). Che dire, c’è da augurarsi che la sua presenza in campo continui a non essere messa in discussione.

I Gladiatori disputano una grande partita, deliziando il proprio pubblico. Dopo la rete venuta da uno spunto sulla fascia di Zebina, un qualcosa che aveva le stesse probabilità di concretizzarsi di uno scatto di Ronaldinho, controllano la gara, venendo presi a pallate da una squadra che schiera frombolieri come Valiani e il Panteròn Zalayeta (che, notoriamente, è in grado di segnare solo ad una certa squadra).

Quando tutto ormai pare deciso, ecco l’episodio-chiave: entra lui, l’Emerson di nuova generazione, il talismano in cui tutti noi confidavamo. Gli bastano pochi minuti per propiziare il pareggio del Bologna, ad opera addirittura di Adailton col destro. Un po’ come se Recoba, una volta, avesse segnato di testa con uno stacco imperioso stile Crespo in Ajax-Inter.

Spumante in frigo per gli amici gobbi, quindi. Come sempre, però, le note più dolci vengono dai mitici audio-dopati, ormai sempre più nei nostri cuori.

Il Bari di Ventura - che pur bene si era comportato nelle precedenti giornate di campionato, prima compresa -, appena tocca il prato di San Siro e vede gli eroi rossoneri, si trasforma in un dream team di fuoriclasse oltremodo dotati, un po’ come la squadra degli alieni in Space Jam. Rivas e Alvarez prendono coscienza del brutto stato in cui sono ridotti i binari esterni dei Papi Boys (non che quelli interni siano messi meglio, eh), e prendono l’ottovolante ogni volta che cercano di guadagnare il fondo. Lo spettacolo è imbarazzante: Zambrotta ed Abate sono messi continuamente alla frusta da gente che qualche anno fa faceva la terza categoria a Montespertoli, e non sanno più dove battere la testa.

In particolare, Abate sembra davvero a suo agio nel nuovo ruolo: Rivas (certo che uno che si chiama così non può che essere un fenomeno) lo spettina continuamente e crea una decina di situazioni pericolose, costringendo tra l’altro il numero 20 rossonero a rimanere ancorato sulla linea difensiva, impossibilitato a sfruttare quelle che, almeno in teoria, dovrebbero essere le sue caratteristiche migliori. Con una prova così si sarà certamente guadagnato la nazionale: è questo lo standard di prestazioni che Lippi chiede per poter entrare nel suo gruppo vincente.

Il Bari attacca indiavolato, mentre i bambini sugli spalti si divertono a dare da mangiare a Ronaldinho. Il massacro non pare volersi placare e, per rendere più sopportabile il Bari Show, il buon Caressa intrattiene i gonzi ricordando più volte che andrà presto in onda un’imperdibile intervista a Kakà.

Nel Milan il migliore è Thiago Silva, incollato al divano di casa sua davanti a “Un medico in famiglia”. Storari, per la gioia dei numerosissimi tifosi milanisti sugli spalti, sembra l’Ispettore Gadget ed arriva ovunque, disinnescando i tentativi del Matador Rivas e della sua allegra banda. Per vedere il primo tiro in porta del Milan bisogna aspettare il secondo tempo: ci prova Pirlo su punizione, Gillet respinge e Ronaldinho riesce a non centrare la porta, essendo oltretutto in fuorigioco. Huntelaar, là davanti, si disimpegna egregiamente con un paio di giocate alla Javi Moreno.

Il Bari, nonostante una quarantina di occasioni, non pare proprio voler infierire sui rossoneri, che in effetti fanno un po’ tenerezza. Nel finale si vedono un altro paio di miracoli di Storari ed addirittura un tiro di Ronaldinho, ma il risultato non cambia: al fischio dell’arbitro la partita si conclude sullo zero a zero. I giocatori del Bari si avviano verso la propria curva a ricevere gli applausi, i milanisti fanno lo stesso e ricevono cappi e lamette.

Grazie per la splendida domenica. Se ad ogni sconfitta dell’Inter succede questo, spero di perdere, ogni tanto. Qualche altra giornata così la passerei volentieri.

ada

E comunque, siamo dei ladri: a Genova meritavamo di perdere.

Come? Abbiamo perso? Abbiamo rubato lo stesso. Meritavamo..boh, un attacco di dissenteria. A testa.

P.S.: da oggi, novità succulente. Avevo bisogno di un collaboratore, un vignettista in particolare: volevo contattare Vauro, ma tanto fra un paio di settimane lo arrestano, quindi non ne vale la pena. Poi ho pensato a Carl Barks, ma sfortunatamente pare che sia morto. Mi sono dunque rivolto al terzo della lista, che ha accettato: si metterà al servizio del blog già da oggi.

Chi è?

Ciccio Valenti.

No, scherzo. Dategli il tempo di scegliersi un nome (o meglio, un nick).

Intanto, alle 17.00 di oggi, prima vignetta onlain.

Pace e bene.

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mercoledì 9 settembre 2009

I DOLORI DEL GIOVANE PIBE

mercoledì 9 settembre 2009 4
Il grande eroe del vessillo rossonero, l'impavido paladino delle cause leonardiane, il protettore dei Gonzi, sì, insomma, lui, "El Pibe de Piombo", si sentiva da tempo inespresso.
La virulenta consistenza del suo piede, ormai divenuta incontrollabile, lo esponeva troppo spesso a magre figure, indecorose per un fromboliere della sua fam(e)a. Sul campo non era più lo stesso: sempre più di frequente, la condizione del suo piede piombato faceva sì che, tentando di impattare col pallone, praticasse profondi carotaggi del terreno. Tutto ciò lo rendeva instabile, mentalmente e fisicamente; non di rado, ai trivellamenti seguiva una rovinosa caduta, che contribuiva a montare il nervosismo del povero Pibe.

Un giorno, durante una partita d'allenamento contro una squadra di qualche categoria superiore, qualcosa nel nostro eroe cambiò.
Durante una concitata azione offensiva, tentò di scagliare verso la porta un tiro dei suoi, evidentemente non ricordandosi dell'ingenza del suo piede. Cosa accadde, potete ben immaginarlo.
Con quel tentativo, Piombito aprì sotto di sè una fossa di trenta metri di profondità, rotolando poi a terra come da copione. Stavolta, però, non accettò di buon grado l'accaduto come le altre volte: la sua rabbia esplose, e cominciò a divincolarsi in preda a forti spasmi, sotto gli occhi attoniti e preoccupati dei presenti.
Da quella sera, el Pibe de Piombo non fu più lo stesso. Le preoccupazioni che aveva tenuto celate dentro di sè per tanto tempo vennero fuori impetuosamente, tutte d'un colpo.
Decise di cercare in tutti i modi una soluzione al suo problema: consultò i migliori specialisti e vagliò tutte le possibili ipotesi, dall'impoverimento del metallo alla dieta per la perdita del peso specifico, ma invano. Nessuna cura, nessun metodo poteva aiutarlo. Sarebbe stato costretto a convivere per sempre con la sua piaga.

La situazione precipitò, e il povero Pibe non sembrava davvero in grado di resistere ancora per molto. Tutto andava continuamente peggiorando, finchè un giorno, totalmente rassegnato, il povero protettore dei Gonzi decise di farla finita.
Pensando ad un modo per levare le cuoia, però, non gli venne in mente alcunchè. Decise allora di fare una ricerca su internet, in modo da scovare le tecniche di suicidio più cool.
Trovata qualche buona idea, decise, come ultimo gesto prima del trapasso, di visitare prima il sito della sua ormai ex società, e poi quello della squadra di qualche categoria superiore. La sofferenza al pensiero dell'ultima gara che aveva disputato era tanta, ma decise lo stesso di dare un ultimo sguardo al passato prima di lasciare questo mondo ingrato.
Scorrendo le pagine del sito della società di qualche categoria superiore, il nostro notò qualcosa di sorprendente, di meraviglioso, di impensabile. Lo store della società vendeva un prodotto unico, un qualcosa a cui nessuno aveva mai pensato. Era la soluzione a tutti i suoi problemi, era ciò che gli avrebbe salvato la vita.
Era il pallone di marmo.

Con le lacrime agli occhi, il Pibe gettò via l'editoriale di Luciano Moggi per mezzo del quale intendeva compiere l'estremo gesto e alzò le braccia al cielo, osannando e ringraziando l'Onnipotente per averlo illuminato proprio pochi secondi prima del peccato.
Con la sfera marmata, avrebbe finalmente potuto sentirsi sè stesso ed esprimersi in tutta la sua arte, senza più limitazioni, senza più paure. La gioia era grande, nel cuore del Pibe de Piombo: coloro che gli avevano quasi tolto la vita, gliel'avevano restituita più bella che mai. Per lui, quel giorno iniziò una nuova esistenza, all'insegna della gioia e della felicità.

E allora, evviva! Evviva la vita, evviva El Pibe de Piombo, evviva il pallone di marmo.

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domenica 30 agosto 2009

STANOTTE E' LA NOTTE

domenica 30 agosto 2009 8
Stanotte è la notte.
Di questo continua a convincersi un corpulento elefante sudamericano, prima del fischio d'inizio della partita con la pi maiuscola. E' carico, pronto alla sfida: per tutta la settimana si è strafogato di pillole Giorno&Notte ed ha perso tre etti. Niente e nessuno può fermarlo.
Scende in campo, lo testa, cerca di entrarci in confidenza: è il suo palcoscenico, è pronto alla recita. Pronti, via, si parte.

Trascorrono dieci minuti, lui sente che il momento decisivo sta per arrivare. Capisce che ci siamo quando un suo avversario perde la testa e si lancia in un anticipo alla Rivas, spalancando una prateria di fronte al suo giovane compagno di reparto.
Stanotte è la notte, continua a pensare. E allora inizia a correre, e corre, corre, e deve correre parecchio perchè non è che ci metta poco a fare quaranta metri, un paio di minuti diciamo, e corre finchè non si trova nel posto giusto, al momento giusto.
Stanotte è la notte. E' il momento di provare la giocata ad effetto, quello che tutti si aspettano da lui. Decide di far crollare il suo teatro, di sconvolgere gli spettatori, di stupire il mondo. Decide di lanciarsi nell'impossibile.
E allora eccolo, mettere insieme una sequenza di movenze favolose per prepararsi all'impatto col pallone. La fluidità del corpo è straordinaria, l'effetto visivo anche. Mentre il suo giovane compagno si prepara a servirlo, lui è pronto a ricevere il suggerimento: finta allora di star coordinandosi per un volgare tiro di sinistro, e si prepara ad impattare il pallone con un mirabile colpo d'incisivo esterno stramazzando al suolo esamine. E' questo il colpo che ha tenuto in serbo per tutti questi anni, è questa la giocata che voleva sfoderare in questa grande occasione. Anni di preparazione, per arrivare a giocarsi tutto in pochi secondi. Ma d'altra parte, stanotte è la notte.
Il tempo della caduta è perfetto, le braccia ben tese in alto, come a dire, eccomi, sono qua, l'espressione brillante ed intelligente. Tutto perfetto, quindi.
Tutto tranne l'assist del giovane compagno di reparto, banalmente rasoterra, volgare come il tiro di sinistro che il corpulento fantasista aveva fintato. Con questa scadente assistenza, il colpo d'incisivo non può essere eseguito.
Il pesante sudamericano, sorpreso dal fatale errore del suo compagno, esce dalla trance e, sconvolto, impatta volgarmente il pallone col sinistro, spedendolo verso il suo presidente, ebbro di gioia in quell'istante al pensiero dei cinquecentomila euro che al mese versa nella busta paga di quell'essere.
La reazione ad uno smacco simile può essere solo una: rabbia. L'ingente proboscidato, dopo aver scagliato il "tiro" oltre le transenne, inveisce pesantemente contro tutto e tutti, chiedendo a ragione il rigore per punire l'obbrobrio che gli ha impedito di eseguire la sua mossa segreta. Niente da fare, non è andata: l'incisivo non ha colpito.
Provaci ancora, campione.




(P.S. : io c'ho provato, ma nessun commento è al livello del video dell'accaduto. Per questo, credo sia giusto mostrarlo - preso da Bausciacafè)


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sabato 29 agosto 2009

DERBY

sabato 29 agosto 2009 10
Il fegato di Silvio, Adriano e Cobollo, alle 20,45, è ancora integro. Finalmente, la partita che avevano atteso per tutta la settimana, bramando uno storico trionfo, sta per iniziare.
Squadre in campo. Zanetti mostra umanità e regala un'ala di pollo al capitano avversario, un canide assai carismatico.
Inizia la partita, ed è subito Milan: Ronaldinho sembra in grado di poter fare qualsiasi cosa con la palla, anche mangiarsela. Dall'altra parte, fa scalpore la mossa-Sneijder: confinare in panchina un Muntari così pare davvero una follia.
Il Milan sfoggia i nuovi acquisti sulle fasce laterali, due gioielli che l'intero panorama europeo guarda con invidia. Zambro&Janku sembrano in serata, e si sa che due così possono far male. Da registrare l'assenza di Onyewu, il difensore che più era piaciuto nel precampionato.

La manovra dei Papi boys è affidata principalmente agli spunti di Ronalndinho, anche lui impegnato nel ramadan, ma al contrario. Tra un rutto e l'altro, el pibe de piombo trova il tempo di graziare Julio Cesar dopo essersi liberato con una delle sue mosse repentine.
Dopo una ventina di minuti di ricreazione, inizia la partita. L'Inter si piazza stabilmente nella metà campo avversaria e nasconde il pallone ai cugini. Pirlo si rallegra di essersi ricordato di portare il Game Boy, si fa da parte e supera un paio di livelli di Donkey Kong.
Nella difesa rossonera piace soprattutto Jankulovsky, martello sulla fascia e muro impenetrabile. Segna Motta, nonostante un elastico ben eseguito dalla difesa milanista e la diagonale perfetta di Zambrotta, preciso nell'andare a coprire su Chivu che si stava smarcando.
Qualche minuto d'interruzione subito dopo, quando Ronaldinho si arena sulla fascia sinistra e devono intervenire i bagnini per riportarlo al largo.
Il Milan reagisce, e tenta lo schema provato in allenamento: Thiago Silva e Nesta salgono a saltare, Eto'o viene lasciato solo con Gattuso che ha appena chiesto di uscire, Pirlo è pronto a pennellare per la testa di Lucio. Parte la parabola, precisissima, Lucio svetta, palla a Maicon che lancia Eto'o che guarda Gattuso mentre annaspa e muore dal ridere. A quel punto, il camerunense, pieno di compassione per il miglior amico dell'uomo, rallenta e decide di farsi raggiungere; Gennaro, capito il gesto d'affetto, gli salta in spalla ed inizia a leccarlo. Un Rizzoli senza cuore, però, fischia il rigore, che Milito mette in porta.
Berlusconi, in tribuna, ha la faccia di uno che è appena stato violentato da un cavallo. Non immagina nemmeno che il meglio debba ancora venire.
Gattuso, stremato dalle coccole, chiede il cambio. Le operazioni nella panchina del Milan, però, non possono essere celeri più di tanto. Fra il tempo che ci vuole perchè i giocatori sentano cosa dice l'allenatore e i minuti necessari affinchè riescano a vestirsi ed alzarsi con le proprie gambe, fare un cambio non è una cosa veloce.
Passano dunque alcuni minuti e, ironia della sorte, proprio quando Seedorf era riuscito a balzare in piedi grazie all'aiuto della sua poltrona elevabile, il buon Gennaro stende Sneijder e si fa cacciare dal bruto Rizzoli. Grande prestazione per il capitano rossonero: Maldini, sugli spalti, è orgoglioso di lui.
Da qui in poi la gara, per gli interisti, assomiglia ad una festa a casa di Adriano. Segna pure Maicon, dopo aver spettinato uno Janku leggermente calato dopo l'inizio in quarta.
Finisce il primo tempo. Ronaldinho, stremato per l'intensità della sua gara, chiama un taxi e si fa riportare negli spogliatoi.
Leonardo pensa a come riequilibrare la partita inserendo qualche giocatore, ma guarda verso la panchina e, con tutte le primizie che ha a disposizione, proprio non riesce a decidersi. Alla fine, tocca a Seedorf, che ormai si era alzato in piedi e certo non poteva rischiare il ginocchio per tentare di sedersi di nuovo, e ad un Ambrosini bello carico.
I due danno la scossa: il Milan reagisce con veemenza e riesce a tenere il pallone per una quarantina di secondi. Qualcuno, dal pubblico, chiama il pronto soccorso per Ronaldinho.
Gli eroi rossoneri, però, si spengono col passare dei minuti, angosciati per la terribile sfortuna e per le troppe assenze per infortunio. Con tutta questa scalogna, proprio non si può pensare di vincere una partita.
Segna Stankovic, Berlusconi scappa e lascia da solo il povero Galliani che pensa al suicidio. Arriva finalmente l'elicottero per Dinho, e tutti tirano un sospiro di sollievo: una vita è stata salvata.
Entra pure Vieira, giusto per prendere un po' per il culo. Pirlo non si dà per vinto e ci prova con una delle sue straordinarie punizioni alla Juninho, riuscendo a sbattere contro la barriera, anche se Julio Cesar non l'aveva posizionata.

Quattro a zero, dunque. I fegati di Adriano, Silvio e Cobollo hanno passato momenti migliori.
Beh, ma si sa, con tutti quegli infortuni, con la sfortuna, poi il fatto che erano in casa e si sentivano sotto pressione, il caldo, lo scioglimento dei ghiacciai, l'effetto serra e i giovani d'oggi che non sono più quelli di un tempo, non è che potessero fare molto meglio.
Delude un po' l'Inter, ma nessuno si sorprende. D'altra parte, è evidente che questa squadra non andrà da nessuna parte.
E' evidente che sia crisi Inter.

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lunedì 24 agosto 2009

SONO CAGIONEVOLE

lunedì 24 agosto 2009 3
Mi piacerebbe tanto poter scrivere qualcosa su questo nuovo e straordinario supermilan, su berlusconi che ne spara una ogni due minuti, su Ronaldinho che è tornato ad essere il miglior giocatore di tutti i tempi, dopo essere stato costretto a fare un giuramento in piedi su una sedia mentre ancora ruttava per la tequila bum bum, sulla Juve che "fa paura" (cit. Ferrara) e soprattutto sulla rabona di Quaresma, ma..non posso.
Sono malato, professoressa. Non so quando tornerò, professoressa. Sì, farò i compiti, professoressa.

Sì ok, lo so, la febbre il 23 e il 24 di agosto è un po' roba da Galliani, ma che ci posso fare?
Poi, come se non fossi già stato male abbastanza, da quando Ricky si è messo a sfornare rabontrivelle, la temperatura si è alzata ulteriormente. Oggi, a ripensarci, manca poco svengo.
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martedì 18 agosto 2009

OGNUNO HA IL BOLT CHE SI MERITA

martedì 18 agosto 2009 4




In fondo Silvio non ha tutti i torti: sono convinto che, quando si tratta di essere svelti per andare a far merenda, Ronaldinho non ha nulla da invidiare a Bolt. E nemmeno a Rugo, la tartaruga affamata.
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lunedì 27 luglio 2009

DERBY

lunedì 27 luglio 2009 7
Sì lo so, era un'amichevole di poco conto, ma proprio non ci stavo a perdermela. Poi, voglio dire, quando sono uscite le formazioni ufficiali ed ho saputo che quella del Milan prevedeva Thiago Silva-Onyewu come coppia centrale, oltre agli altri 8 catorci (se ne salva solo uno, che andrà via l'anno prossimo), dovevo per forza assistere a questa partitona.

Dunque, mentre lo streaming annaspa, inizia il derby, e dopo quattro minuti il buon Oguchi dalle sembianze adrianesche ha già dato bella mostra di sè, accasciandosi in terra in compagnia di ThiagoSilvaMeglioDiThuram (l'ha detto Ancelotti). Le emozioni più forti, però, arrivano da un Dinho in forma strepitosa, che al decimo esala l'ultimo respiro e si pianta sulle ginocchia dopo essere stato bruciato da Cambiasso, mentre sugli spalti si invoca l'eutanasia.

I minuti passano, e io mi rammarico sempre più di non poter godere della - con ogni probabilità - memorabile telecronaca Brandi-Pellegatti, dovendomi accontentare di un solista inglese non prostituito.
Pirlo, stufatosi di sudare, si allontana dal campo e va a fare merenda. Nessuno se ne accorge, neanche lui.
Dopo una mezz'ora di agonia, anche l'arbitro si rende conto del dramma di Ronaldinho e gli invia un direttissimo messaggio subliminale per indurlo ad andare a decedere in pace nel deserto; Dinho, però, non coglie e continua a ridere, scontando evidentemente i postumi delle diciannove caipirinhe della serata precedente. Alla fine del primo tempo interengono anche il WWF e varie associazioni di animalisti, indignati per l'oltraggioso sfruttamento di una creatura così malmessa.

Nella ripresa entra Zigoni e Lucio scoppia in lacrime, pensando "ma in che cazzo di campionato sono finito, domani mollo tutto e vado a fare il torneo di calcetto alla uisp". Dentro anche Abate, che dà la scossa: Leonardo, in panchina, gongola.
Segna di nuovo Milito, che poi esce compassionevole per i suoi avversari. Ronaldinho, in avanzato stato di decomposizione, viene sottratto alle mosche e sequestrato dai Ris che lo sottopongono ad autopsia.
Nell'orgia dei cambi, un uomo spicca su tutti: numero sette, capello impomatato, sguardo fiero e giubbottino Lonsdale. E' lui, è tornato. E gioca sempre con lo stesso stile che ci ha fatto innamorare.
Si butta nella partita tutto volenteroso, conquista subito palla, si libera col tacco e scarica un gran destro su Kalac, che respinge; eccolo qua, è in forma, quest'anno spacca tutto. Poi però traccheggia mezz'ora invece di tirare a botta sicura, si deprime e sparisce dal campo. E' il Ricky che conosciamo.

Finisce 2-0. Al fischio finale, commozione sul campo e sugli spalti, quando le ceneri di Ronaldinho vengono sparse sul terreno di gioco.

Inter batte Milan, quindi. Ma i rossoneri hanno cominciato la preparazione un giorno prima, quindi sono più stanchi; hanno giocato già due partite in una settimana, quindi non potevano essere brillanti; erano privi di Shevchenko, Weah, Van Basten, Rivera, Trapattoni e Schiaffino, quindi, cazzo volete, è andata anche troppo bene.

Più di tutte, poi, pesava l'assenza di Kakà: appena si rimetterà dall'infortunio, sarà un altro Milan.

Ah, no.

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lunedì 8 giugno 2009

MILANDINHO

lunedì 8 giugno 2009 4
Apro la pagina della gazzetta online e, invece di trovare l'annoso annuncio (che a quanto pare vuol farsi aspettare ancora per qualche ora), che trovo?
Un bell'articolo intitolato "Berlusconi vuole un MilanDinho", che in estrema sintesi parla di come il nuovo Milan si debba costruire intorno al dentone, naturale sostituto di Kakà.
Io penso che questa gente abbia completamente perso il lume della ragione: è un po' come dire che l'Inter, in caso di partenza di Ibra, dovrebbe costruire la squadra intorno ad Obinna.
Lungi da me paragonare Ronaldinho ad Obinna; il brasiliano, per quanto immobile sia, è comunque forse il giocatore più tecnico del pianeta, mentre Victor Nsofor è al massimo il più tecnico del suo condominio. Il punto è che per sostituire Kakà serve altro: c'è bisogno di un giocatore alla Gerrard, per intendersi. Uno che abbia velocità, potenza, tiro da fuori, senso del gol.
Non si può pensare di sostituire Kakà con Ronaldinho, perchè non sono l'uno la controfigura dell'altro. Il Milan dovrebbe o trovare un altro Kakà (che non è Lavezzi, come pensa Berlusconi) o cambiare sistema di gioco.
Ronaldinho, se fosse costretto a fare il lavoro di Kakà, stramazzerebbe al suolo dopo dieci minuti. L'elefantino, da qualche anno, è abituato a stazionare sulla fascia sinistra, e a non uscirne per nessun motivo al mondo.
Però oh, si sa: i gonzi sono, appunto, dei gonzi. Prepariamoci ad un'altra stagione di divertimenti.
Vabbè, a parte questo: che si muovano con 'sto annuncio, che io avrei una storiella su Papi pronta per essere pubblicata (Kakà al Real ha la precedenza su tutto, si capisce)
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martedì 2 giugno 2009

UN ANNO DI TRIONFI - PT.1

martedì 2 giugno 2009 11
La cronaca dell'annata più comica che il calcio ricordi. Un repertorio infinito di freddure, barzellette, favole e capolavori d'ironia vari.
Mesi di lavoro certosino, di archiviazione e di attesa per nuove perle. Ora che la stagione si è conclusa, e che tutto sta culminando con un Kakà in procinto di firmare per tredici diversi club, posso finalmente pubblicare il mio personale elenco di fregnacce, custodito finora con amore nei meandri di un file txt.

Ecco a voi la Famiglia Milan in "Un anno di trionfi".
Prima parte, maggio-ottobre 2008.

"Su Ronaldinho sono sempre stato dubbioso, adesso penso che non ne abbiamo bisogno"
Silvio Berlusconi, 4 maggio 2008

"Sembra siano stati già venduti 4000 abbonamenti. È cambiato il vento. Non siamo inferiori a nessuno. Sheva? Era o lui o Ronaldinho"
Adriano Galliani, 16 luglio 2008

“E’ stata dura ho veramente tremato ad un certo punto, ma alla fine l’amore ha trionfato”
Adriano Galliani, 17 luglio 2008, dopo l'acquisto di Ronaldinho

Ronaldinho: "Io e Kakà? Daremo allegria. Qui Raggiungerò grandi obiettivi". Ancelotti: "E' un trecante". Galliani: "Il presidente Berlusconi è "innamorato" di lui.".
Alle 21.46 l'ingresso di Ronaldinho nello stadio, riempito da quarantamila tifosi. Accolto dal boato degli spettatori. Luci, fuochi, effetti speciali. Ci saranno pure sfilate stile carnevale brasiliano. E addirittura i fuochi d'artificio. Che protraggono la festa fino alle 22.30.
Gazzetta dello Sport, 18 luglio 2008

"Puntiamo decisi allo scudetto"
Adriano Galliani, 18 luglio 2008

"Sheva giocherà la sua stagione al Chelsea. Punto e basta"
Carlo Ancelotti, 31 luglio 2008

"Arriva un difensore"
Carlo Ancelotti, 16 agosto 2008. Arriverà Senderos

Galliani: "Questa è una famiglia e siamo tutti felici"
Pato e Ronaldinho: "Con Sheva faremo grandi cose"
Gazzetta dello Sport, 25 agosto 2008, acquisto di Shevchenko

"Credo che Ancelotti debba essere molto contento del mercato, e ora sono problemi suoi perchè deve vincere lo scudetto.È una squadra da scudetto e il nostro allenatore lo sa"
Adriano Galliani, 26 agosto 2008

"Scudetto e Uefa"
Kakà, 26 agosto 2008

Prima di campionato: Milan-Bologna 1-2. Ma Ronaldinho infiamma il Meazza con un no look ed un assist.
La Repubblica, 31 agosto 2008. Ronaldinho prenderà 7 su tutti i quotidiani, nonostante abbia coperto circa 60 metri di corsa in tutta la partita.

Ronaldinho, l'illusionista. Galliani: "Fantastico, straordinario". Perla assoluta di Andrea Scianchi, autore dell'articolo:
"Al minuto 4 del secondo tempo, metà del pubblico di San Siro, ingannato dall’ennesima finta e controfinta di Ronaldinho, è uscita dallo stadio, sbilanciata da tanto ancheggiare e sbalordita da una simile capacità tecnica".
Giuro, questa mi fa crepare.
La Gazzetta dello Sport, 1 settembre 2008

"Macché utopia. Questo Milan è un progetto"
Massimo Ambrosini, 4 settembre 2008

"Milan, vita mia. Quest'anno ci divertiremo. Si può giocare anche con cinque attaccanti, l'importante è che non si divida la squadra in due tronconi. Ronaldinho il migliore acquisto della A"
Kakà, 9 settembre 2008

"La riscossa è dietro l'angolo, dobbiamo avere la fiducia per andare a prendercela"
Carlo Ancelotti, conferenza stampa pre Genoa-Milan, 13 settembre 2008

"Sto male"
Carlo Ancelotti, dichiarazioni post Genoa-Milan (2-0), 14 settembre 2008

"Tante star, zero punti. E' crisi Milan"
Corriere della Sera, 15 settembre 2008

"Milan-Show, finita la crisi. 4-1 alla Lazio"
Gazzetta dello Sport, 21 settembre 2008

"Borriello? Molto più tosto del Gila. Marco fisicamente è una bestia"
Gennaro Gattuso, 26 settembre 2008. Borriello, l'indistruttibile, dimostrerà di avere un vero e proprio fisico bestiale.

Samba Milan. Galliani: "Siamo la squadra che forse, in una partita secca, è la più forte del mondo". Moviola: gol di Dinho regolare.
Gazzetta dello Sport, dopo-derby del 29 settembre

"Questo è solo l'inizio"
Andriy Shevchenko, 4 ottobre 2008

"Ronaldinho sta facendo miracoli"
Adriano Galliani, 6 ottobre 2008

Tirana-Milan 2-1. I rossoneri perdono il (prestigiosissimo) trofeo "Taci Oil Albania Reads", ma rientra Nesta, ormai recuperato
La Gazzetta dello Sport, 14 ottobre 2008

"Caro Milan, ancora non mi conosci"
Marco Borriello, 17 ottobre 2008. Nemmeno tu conoscevi molto la Belen, però.

"Grazie alla campagna acquisti, all'effetto Ronaldinho, il Milan continua ad andare avanti ed è l'unica società in Italia ad avere attivato la tessera del tifoso, Cuore Rossonero, raggiungendo più di ottanta mila carte di credito ricaricabili. Sono tutte cose che incontrano il favore dei nostri sponsor, che ci seguono e che apprezzano quello che il Milan sta facendo"
Adriano Galliani, 17 ottobre 2008. Vuoi mettere, hanno la tessera del tifoso.

Ancelotti mostra i muscoli. "Siamo noi i rivali dell'Inter"
La Gazzetta dello Sport, 20 ottobre 2008

Milan, ecco David Beckham
La Gazzetta dello Sport, 22 ottobre 2008

Ancelotti lancia Borriello "A Bergamo di potenza"
La Gazzetta dello Sport, 25 ottobre 2008

Galliani, orgoglio Milan. "Non ci manca nulla"
La Gazzetta dello Sport, 31 ottobre 2008


A presto, con nuove esilaranti avventure.
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lunedì 27 aprile 2009

IL MANIPOLATORE

lunedì 27 aprile 2009 14
Per tornare alla manipolazione intellettuale, oggi Berlusconi, che un paio di stronzate al giorno le deve sparare per contratto, ha detto questo:

"Ne ho parlato anche con Galliani al telefono: senza il gol di mano di Adriano nel derby, a quest’ora saremmo a ridosso dell’Inter"

Eccoci qua. Sapevo che sarebbe stata soltanto questione di ore, dopo i risultati di ieri.
Secondo l'opinione del nostro Presidente del Consiglio (definirlo così non smetterà mai di farmi senso), il distacco fra Inter e Milan è dovuto esclusivamente al gol di Adriano nel derby, ritenuto non regolare da tutti i luminari milanisti.
Partendo dal presupposto che quel gol è REGOLARE a norma di regolamento, come precisato anche da Collina, parte spontanea una domanda.
Come si collega tutto ciò con la manipolazione delle ovine menti del popolino?
E' presto detto.

Rilasciando queste dichiarazioni, il capelluto presidente, in un sol colpo:

- aizza contro l'Inter ulteriori polemiche per i presunti favori arbitrali, sorvolando sul fatto che la sua squadra abbia beneficiato di quello che è con ogni probabilità il maggior numero di rigori della storia (dodici!), una roba che non si è mai vista nemmeno nella serie b ecuadoregna quando arbitrava Moreno;

- scredita la probabilissima (checchè se ne dica)(sgrat) vittoria dello scudetto da parte dell'Inter, sminuendo (agli occhi di quei trogloditi convinti di essere competenti calciofili, e quindi alla maggioranza delle persone) i meriti di Mourihno e dei giocatori;

- inizia l'opera di convincimento (rivolta, stavolta, non a tutti i trogloditi di cui sopra, ma solo a quelli di fede milanista) che l'attuale rosa del Milan, in vista della prossima stagione, abbia bisogno soltanto di un paio di ritocchi per stravincere tutto. Perni del convincimento, oltre che le proteste per le decisioni arbitrali a favore dell'Inter, saranno l'ecatombe di infortuni e la questione dei cali di concetrazione contro le piccole, che non si risolvono con i grandi acquisti ma rispettivamente con cure e preparazione adeguate e con un miglioramento dell'approccio alle gare.

La cosa grave è che la maggior parte dei milanisti abboccheranno a tutto ciò, esattamente come fecero l'anno scorso, quando, esaltati per la faraonica campagna acquisti, riempirono San Siro per la presentazione di Ronaldinho (per il quale, anche se nessuno ne parla, sono stati buttati nel cesso 26 milioni di euro più i 6 annuali d'ingaggio, che lo rendono praticamente invendibile se non per pochi spicci).
Ricordo che erano davvero pochi quelli che si lamentavano per come era stato condotto il mercato, che avevano capito come stavano veramente le cose. Quest'anno sono un po' di più, ma il numero è sempre troppo esiguo perchè Berlusconi e Galliani non l'abbiano vinta un'altra volta e non vendano i consueti quarantamila abbonamenti.

Ecco quindi come si collega una frasetta detta di sfuggita alla manipolazione intellettuale.
A me, personalmente, sta benissimo così: avrò di che divertirmi per un altro anno, almeno.


(nella foto: un attaccante di peso)

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martedì 7 aprile 2009

ADEBAYOR CHI?

martedì 7 aprile 2009 7
Avete visto cos'ha fatto Adebayor stasera, no? Ora, gol così non ne farà tutti i giorni, ma sul fatto che si tratti di un campione (con grandi margini di miglioramento, fra l'altro) non ci sono dubbi. Con quella struttura fisica, quella velocità e quella tecnica, ha tutto per diventare il miglior centravanti al mondo.
Eppure, a settembre dell'anno scorso, c'era qualcuno che non lo riteneva un pezzo poi così pregiato. In un sontuoso articolo sul mercato del Milan, uno stimato e brillante giornalista dava un bel 9,5 alla campagna condotta dalla sua società, lanciandosi in considerazioni tecniche davvero argutissime sul centravanti dell'Arsenal e sui nuovi acquisti dei rossoneri, rivelatisi poi dei rinforzi davvero azzeccati.
Niente da dire, se non che questo è davvero uno che se ne intende.
Ecco l'articolo, un vero e proprio pezzo di storia giornalistica.
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Appena letto i voti sul mercato pubblicati su Sportmediaset.it, ho telefonato al responsabile del sito, dicendogli: "Scusa, devi aver invertito il voto. Il collega avrà certamente messo 9 ½ alla campagna acquisti del Milan, e tu hai scritto 6 ½ . Può capitare!" Lui, piccato, mi risponde: "No, guarda. Abbiamo proprio dato 6 ½. 6 ½" La campagna acquisti che ha portato, a Milano, 6 nazionali, Ronaldinho, Flamini, Zambrotta, Senderos, Shevchenko e Borriello, più Abbiati, Antonini, Cardacio e Viudez "permette", dunque, al Milan di avere alle spalle, quanto a voto per la campagna rafforzamento solo Bologna ,Cagliari, Lecce, Lazio, Palermo, Reggina, Sampdoria e Siena.
Meno male, siamo al dodicesimo posto!!! Magari se il Milan avesse comprato anche Drogba e Cristiano Ronaldo, saremmo precipitati certamente al terzultimo o al penultimo posto. Sì, perché ai rossoneri serviva un solo giocatore. Il grande e unico Adebayor, già più volte in lizza per il "Pallone d'Oro", uno dei cannonieri più prolifici degli ultimi anni, come sta confermando anche in questa stagione, dove, in 3 partite, ha segnato ben 0 gol! Lui, però è uno che permette alla squadra di salire, mentre Dinho che cosa fa? La fa scendere forse?
Eh, però l'età passa per tutti. Infatti Ronaldinho da 28 anni passerà a 29, Flamini da 24 a 25, Senderos (ecco accontentati quelli del partito "Serve un difensore !") da 23 a 24, e Borriello addirittura da 26 a 27 anni. Però c'è Zambrotta di 31 anni, uno scandalo!!! Se poi qualche altra squadra vuole comprare il trentenne Lampard, è solo per dare maturità ed esperienza alla squadra, una squadra dove Javier Zanetti, classe 1973, si è fermato a... 25 anni! So che siete certamente sorpresi dell'età dell'ancora eccellente capitano dell'Inter, perché mai si è sottolineato questo dato. Conoscete tutti a memoria,invece, l'età del povero Inzaghi, coetaneo dell'argentino, ma che, a furia di scriverlo, sembra che di anni ne abbia... 45 !
Tanti grandi campioni per Ancelotti? Allora diamo un 6 e mezzo, perché è stata una campagna acquisti che creerà difficoltà al tecnico, che deve gestire una...polveriera. Intanto a Milano, ma non sulla sponda rossonera, il primo ad esplodere è Crespo, tagliato dalla lista Uefa. Chiusa parentesi. Gli altri allenatori, invece, stanno benissimo. Ranieri deve mettere in panchina o Trezeguet o Del Piero o Amauri o Iaquinta. Mourinho deve decidere tra Adriano, Balotelli, Cruz, Crespo ed Ibrahimovic. I problemi, però, li ha solo Carlo Ancelotti. Mah!!
Vado a vedere chi precede il Milan, in questa classifica del mercato in parità con Chievo, Udinese, Torino, Roma e Juventus, bontà loro, Catania ed Atalanta. Ben un punto dietro il Genoa, che ha acquistato Matteo Ferrari, Papasthopuolos, Mesto, Modesto, Palladino, Gasbarroni e Milito. Un punto e mezzo dietro la Fiorentina, regina del mercato, con Gilardino, Jovetic, Almiron, Melo, Vargas ,Comotto e Zauri. Beh ,l'Inter è sempre fuori gara! Quaresma, costato il 50 per cento più di Ronaldinho, Mancini e Muntari, sono sufficienti a regalare un punto in più, rispetto ai cugini. Cugini rossoneri, che, altro dato magari da tenere in conto, terminano a + 5 milioni di euro, mentre altre chiudono con il solito e classico passivo over 50 milioni.
Io insisto e non ti credo, caro amico. Il voto è 9 e mezzo, l'errore è certamente il tuo. Oppure non ho capito nulla io e i 41.000 abbonati , 7 volte Campioni d'Europa ed ancora oggi Campioni del Mondo. Eh, però l'età è passata anche per loro, che si sono divertiti con i grandi giocatori di ieri, di oggi e di domani, Campioni da 10 e lode!!!
Carlo Pellegatti
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Adebayor? Ma chi è? Ma se ha fatto 0 gol nelle prime 3 partite di campionato? Mah, uno con uno score così non può che essere un povero brocco. Carlo fa bene ad usare una frase piena d'ironia come "uno dei cannonieri più prolifici degli ultimi anni": i trenta e passa gol dell'anno scorso li avrebbe segnati chiunque, Borriello ne avrebbe fatti perlomeno una cinquantina. Questo lungagnone non è capace, è sotto gli occhi di tutti. E non è nemmeno mai stato in lizza per il pallone d'oro! Ma come si fa soltanto a pensare di acquistare una simile merdaccia, quando si ha la possibilità di mettere le mani sull'elefantino brasiliano e lo zio di Shevchenko?

Pellegatti non è altro che un fine intenditore. Il 9,5 alla campagna acquisti del Milan ci sta tutto. Con Senderos (che ha accontentato a suon di prestazioni capolavoro quei matti del partito "serve un difensore!"), Ronaldinho, Flamini, Zambrotta, Shevchenko e Borriello, più Abbiati, Antonini, Cardacio e Viudez, l'Invincibile Armada ha ripreso vita.
Eh sì, quel cane del responsabile del sito deve aver per forza sbagliato, come si fa a dare un 6,5 a questo ben di dio? E non era ancora arrivato Beckham!
Ma vi rendete conto? Sei e mezzo ad una società che ha portato a Milanello l'allegria, diciotto palloni d'oro, enormi patrimoni d'esperienza ed anche dei grandi mammiferi, per la gioia degli zoologi che hanno visto calcare il prestigioso campo di San Siro da prestigiosi esemplari sudamericani.

La chiusura, poi, è da applausi: non posso esimermi dal citarla nuovamente.

"Io insisto e non ti credo, caro amico. Il voto è 9 e mezzo, l'errore è certamente il tuo. Oppure non ho capito nulla io e i 41.000 abbonati , 7 volte Campioni d'Europa ed ancora oggi Campioni del Mondo. Eh, però l'età è passata anche per loro, che si sono divertiti con i grandi giocatori di ieri, di oggi e di domani, Campioni da 10 e lode!!!"

Essì Carlo, pare proprio che tu non c'avessi capito un cazzo.
Per queste panzane, più che qualsiasi commento o valutazione, quel che ci vuole è questo.


(nella foto: seru palloni d'oru. che schifu)

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