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martedì 21 aprile 2009

VERGOGNA

martedì 21 aprile 2009 13
Poche ore fa, una terribile notizia ha scosso il mondo milanista, e quello del calcio in generale.
Io, che ho appena appreso i fatti, sono in preda alla sgomento. Non riesco a capacitarmi di come sia potuta accadere una cosa simile.

Si parla tanto del declino del nostro calcio, del gap con le inglesi e le (la) spagnole (/a) che si allarga ogni anno di più. Si parla dei campioni che non scelgono più quello che una volta era il campionato più bello del mondo, e preferiscono altri scenari, altri luoghi per togliersi le soddisfazioni che credono di meritare.
Come al solito, però, nel nostro paese si predica bene e si razzola male, malissimo. La notizia di oggi è grave, sconvolgente: decisioni di questo genere sanno di resa ai club esteri, una resa definitiva e totale. Ci vorranno anno per riprendersi, per rimettersi in sesto e tornare quelli di un tempo.
Non è certo così che potremo avvicinare i livelli degli altri, non facendo partire quei pochi campioni che giocano nelle nostre squadre.
Sono davvero sdegnato, è vergognoso che accadono cose di questo tipo. Non solo ci indeboliamo, ma permettiamo anche che altre squadre si rinforzino ulteriormente.
Penso davvero che, oggi, sia giunta la fine del calcio italiano. Il nostro movimento calcistico è, ormai, morto e sepolto: da quel poco che resta, si dovrà cercare di ricostruire una struttura valida e funzionante, magari basandosi sui modelli degli altri paesi.
Penso di inviare questo scritto, insieme ad una lettera che approfondisca il mio disgusto, ai vertici federali, in modo da cercare di smuovere qualcosa ed evitare che cose del genere non si ripetano mai più.
Non è possibile, non è possibile: non riesco ancora a realizzare ciò che è successo.

Alle 17.25 del 21 aprile 2009 (una data che resterà nella storia), l'A.C. Milan ha annunciato di aver rescisso il contratto col centrocampista Ferreira Da Rosa Emerson, con effetti immediati. Pazzesco, pazzesco. Come si può fare una cosa del genere?

Ufficialmente, la ragione è da imputare a "motivi familiari". Noi, però, che abbiamo l'occhio lungo, sappiamo che questa è soltanto una mera scusa: un fuoriclasse del calibro di Emerson, della sua immensa caratura, ha chiaramente mangiato la foglia e capito che qui, in Italia, uno come lui è decisamente sprecato. Così, animato da ambizioni internazionali, ha fatto i bagagli ed ha deciso di andarsene.
Quel che sconcerta è come la società Milan non abbia nemmeno minimamente provato a trattenere il micidiale Puma, non accennando nemmeno ad una resistenza. Queste sono cose che fanno male al calcio.

Da domenica, il nostro campionato dovrà fare a meno di un grande interprete, probabilmente il più grande (e pesante) che c'era: ci mancheranno le sue verticalizzazioni, il suo dinamismo, i suoi scatti fulminei, quella sua voglia di non mollare mai che riusciva a trasmettere, oltre che ai compagni, anche agli avversari, che lo temevano e rispettavano.

Questa non è solo una sconfitta per il Milan, è una sconfitta per tutti noi.

Ciao, grande campione.


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venerdì 27 marzo 2009

DUE ACQUISTI E TORNIAMO GRANDI

venerdì 27 marzo 2009 20
Milan: Ancelotti "Due acquisti e torniamo grandi"
(AGM-DS) - 27/03/2009 15.45.53 - (AGM-DS) - Milano, 27 marzo - Carlo Ancelotti rassicura i tifosi rossoneri: "Con due acquisti azzeccati torneremo di nuovo competitivi".
Questa la priorità secondo il tecnico del Milan, sempre al centro delle voci di mercato che lo vorrebbero in Spagna dal prossimo giugno. Secondo i bene informati, Ancelotti in settimana avrebbe incontrato il candidato alla presidenza del Real Madrid, Florentino Perez, ma lui nega con decisione: "Non c'e' nulla di vero e poi martedi' non ero a Ginevra".
Il pensiero è rivolto solo al modo migliore per rinforzare una squadra che, da qualche anno a questa parte, esce troppo presto dalla lotta scudetto. Di sicuro al Milan serve un difensore centrale, mentre sul secondo rinforzo si sprecano le ipotesi. Lo stesso Ancelotti lascia aperte diverse piste: "Orientativamente dovrebbe essere un attaccante perche' quel reparto e' da rinforzare. Ma non e' detto che sia una punta di peso perche' abbiamo gia' Borriello". La stagione del Milan, comunque, è tutt'altro che terminata. C'è un terzo posto da mettere al sicuro.

E' il Genoa, secondo Ancelotti, l'avversario più temibile: "E' il piu' vicino, ha meno problemi e piu' entusiasmo". A prescindere da come andrà a finire, Ancelotti non vuole sentire parlare di ciclo giunto al capolinea: "Il ciclo del Milan finira' quando Berlusconi non avra' piu' voglia ed entusiasmo per guidare il club", assicura.
(R. Datasport, DTS)


Massì, in fondo questo squadrone non ha bisogno che di un paio di innesti, uno in attacco e uno in difesa.
Per quanto riguarda il centrocampo, nessuna operazione all'orizzonte: in effetti, quando puoi contare su crack come Emerson, Pirlo e Gattuso, senza dimenticare il ritorno di Brocchi dal prestito, non hai certo bisogno di scandagliare l'Europa e il mondo intero per rinforzarti.
Meglio così, le altre squadre avranno più possibilità di chiudere trattative importanti. Si sa che quando il Milan piomba sul mercato, tutti i migliori giocatori disponibili vengono improvvisamente pervasi dal desiderio di vestire la maglia rossonera; è evidente che la coppa Uefa e la lotta per il preliminare di Champions sono vetrine che fanno gola a molti.

Ricapitolando quindi, due acquisti. La difesa verrà rinforzata con l'acquisto di un centrale, visto che di terzini, col sempre più probabile rinnovo di Favalli, proprio non ce n'è bisogno. C'è poi il 28enne Antonini che scalpita: giusto dare una possibilità anche ai giovanissimi.
Di un portiere, nonostante l'infortunio di Abbiati, neanche l'ombra. Pensandoci bene, una società che dà 4,5 milioni netti all'anno a Dida non deve capirne molto, di portieri.

Per l'attacco, una new entry è annunciata. Mah, questi matti hanno Shevchenko e si buttano lo stesso sul mercato.
Ingordi.

Da queste considerazioni si può facilemente evincere che, anche per il prossimo anno, non ce ne sarà per nessuno. Non so davvero perchè le altre società si affannino a reperire rinforzi in giro: con questo Milan in circolazione, farebbero tutti meglio a dedicarsi a qualche altro passatempo.

(nella foto: un possibile cavallo di ritorno)

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giovedì 26 marzo 2009

NATURALIZZIAMOCI

giovedì 26 marzo 2009 5
Le prostitute intellettuali non sono l'unico esempio di battonaggine nel mondo del calcio. Al loro fianco, oltre ad Andreinha e alle altre sventole che bussano regolarmente a casa Ron***o, ci sono quei giocatori che possono essere raccolti nella categoria dei puttanoni-titubanti-di merda.
Facile capire a chi mi riferisco: sono quei soggetti che, non essendo nemmeno lontanamente cagati dalla nazionale del proprio paese, si propongono per essere convocati dal buon Lippi e per giocare con la maglia dell'Italia. Basta che uno dei nonni della loro moglie abbia parlato una volta con un tizio di Vigevano, che questi abietti dichiarano di sentirsi degli italiani purosangue, pronti a vestire la maglia azzurra e a sputare sangue per la Patria.
Alcuni di questi, sebbene si sentano italianissimi, non abbandonano le speranze di essere convocati per la nazionale del proprio paese. Giocano quindi su due fronti, facendo però chiaramente capire che chi li chiamerà per primi li avrà nella propria selezione.
Ovviamente, mai se ne usciranno con un "mi sento italiano, voglio giocare per l'italia" o un "mi sento brasiliano, ecc", perchè sennò il giochino si guasterebbe e si precluderebbero una delle due (o più) possibilità.
Un commissario tecnico serio, una volta capito il meccanismo del doppio gioco, ignorerebbe totalmente la candidatura della baldracca-titubante-di merda e cercherebbe di valorizzare al massimo i giocatori che ha a disposizione.
Un commissario tecnico serio farebbe questo. Eh, appunto: serio.
Il nostro, invece, aspetta a braccia aperte i vari Amauri di turno, ed è pronto a lasciare a casa un italiano per portarsi ai mondiali un tizio nato a Carapicuíba.
D'altra parte, Lippi non è altro che il successore di Trapattoni, ossia colui che ha portato in nazionale Camoranesi, uno che si sente più argentino di quelli che giocano nella nazionale di Maradona e che si commuove solo ad udire l'inno nazionale (quello del suo paese, non quello di Mameli).
Anche Mauro Germano, come Amauri con Dunga, non era cagato nemmeno di striscio dall'allora ct dell'albiceleste, Bielsa. Ha allora pensato bene di usare il suo passaporto italiano e di infilarsi la maglia della Nazionale, sebbene sia nato a Tandil ed abbia giocato in Sudamerica fino a 24 anni.

Da qualche anno, questo comportamento ha fatto scuola, e si sono proposti alla nazionale italiana, nell'ordine:
  • Thiago Motta

  • Rodrigo Taddei

  • Christian Manfredini

  • Pablo Osvaldo

  • Nina Moric

  • Eva Henger

  • Lola Ponce

  • comitiva-di-trans-amici-di-Lapo

  • Esajas-l'amico-di-Seedorf

  • Emerson

  • Vampeta

  • Milingo

Inutile dire che Lippi aspetta tutti a braccia aperte, specialmente l'ultimo di questa lista.

Intanto, in Brasile, un grande trionfo per la scienza: per la prima volta, un elefante è riuscito a segnare una doppietta nel campionato paulista di calcio. Maglia bianca, numero 9 sulle spalle, il proboscidato si è mostrato a suo agio sul campo da gioco, e visti i risultati l'esperimento dovrebbe ripetersi.

(nella foto: ciao, mi manda Elkann, gioco mezz'ala destra)

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martedì 10 marzo 2009

ALZATI E CAMMINA

martedì 10 marzo 2009 2
Ormai ad un passo dalla morte, ieri ho deciso di rivolgermi a Milan Lab. Che struttura, che competenza!
Una legione di guaritori mi ha accolto calorosamente, promettendomi una miracolosa e fulminea riabilitazione in stile Nesta.
Dopo una mezz'oretta di test psico-fisici, i luminari di Milanello mi hanno consegnato un paio di pozioni, da assumere al mattino e alla sera, con la garanzia che, usandole, sarei tornato un agile fringuello nel giro di poche ore.
"Sono le stesse che abbiamo usato per la sciatica di Emerson, e guarda che risultati!", mi hanno detto.
Pieno di entusiasmo, ho subito assunto la dose di intruglio raccomandata e, miracolo! Mi sono alzato in piedi da solo ed ho cominciato a camminare, tra la commozione dei presenti. Il febbrone è scomparso, ho sputato via le tonsille infiammate e mi sono sentito pervaso da una potentissima scarica d'energia. Purtroppo, al terzo passo ho rimediato uno strappo ad un adduttore, una lesione al legamento crociato della gamba destra ed un distaccamento del tendine rotuleo. A quanto pare sono gli effetti collaterali delle cure di Milan Lab; inezie, se si considera che questi sant'uomini mi hanno rimesso in piedi!
Il miracolo è stato compiuto, grazie all'equipe del dottor Meersseman (per intendersi, quello che scommise con Vieri che, nel suo anno milanista, avrebbe segnato come minimo 30 gol. Mica un ciarlatano qualsiasi) la mia vita è salva. Da oggi festeggerò un nuovo compleanno, e mi inginocchierò ogni giorno in direzione di Milanello per rendere grazie agli illuminati medici che mi hanno guarito.

Grazie, Milan Lab! Leggi tutto...

mercoledì 4 marzo 2009

IL MILAN NON SI FERMA PIU'

mercoledì 4 marzo 2009 2
Un'Inter senza idee ne prende dalla Samp. I nerazzurri pagano cara l'assenza di Quaresma, che stasera avrebbe certamente crocifisso la retroguardia doriana a suon di trivele, piroette e giravolte.

Ma la semifinale di Coppa Italia passa in secondo piano rispetto al grande appuntamento del giorno: l'amichevole, in terra qatariana, Al Sadd-Milan, conclusasi con l'inevitabile vittoria degli eroi rossoneri, decisi ormai a conquistare anche l'Asia.
Due a uno e lezione di calcio ai talentuosi qatariani, costretti ad arrendersi allo strapotere tecnico della banda di Ancelotti.
Vantaggio rossonero al 27esimo del primo tempo, con Pato che salta un cammello e deposita in rete. Dopo aver concesso il pareggio all'Al Sadd (firmato Golan Mohammed, sì, proprio lui), giusto per far provare loro il brivido di aver perforato la leggendaria retroguardia milanista, i ragazzi di Ancelotti chiudono la contesa con Antonini che, dopo essersi fatto largo fra le dune, segna il 2-1 e dà il via ai festeggiamenti.

Il Milan con questa vittoria diventa la squadra italiana che ha battuto più volte l'Al Saad e guadagna così un'altra patacca da appiccicare sulla maglia, in mezzo a "il club più titolato al mondo" e "l'unico club al mondo disposto a dare dei soldi ad Emerson".
Un'altra pagina di storia è scritta: un'impresa della quale si parlerà a lungo quella di questo Milan che, dopo aver sconfitto una corazzata guidata da assi come Al Haydous e Abdulrab (giusto per citarne due) sembra sempre più inarrestabile.
Segnali importanti da Favalli, che sembra ormai aver superato quella fastidiosa prostatite e non ha avuto bisogno del doppio cambio di pannolone, e da Shevchenko, lanciato più che mai nell'obbiettivo di mantenere la media di un gol ogni tre anni.


Tabellino:

AL SADD-MILAN 1-2

Al Sadd (4-4-2): Saqr (35' st Zaidan); Rashed (32' pt Mohamed), Rabia (1' st Nasser), Abdulmajed, Ayil; Feindouno, Abdulrab, Felipe (15' st Afif), Mesaad; Khalfan (15' st Al Haydous), Opoku (1' st Soria) (30' st Hamed). All.: Musovic

Milan (4-4-2): Abbiati (1' st Dida); Antonini (1' st Darmian), Thiago Silva, Maldini (16' pt Bonera) (1' st Senderos), Favalli; Beckham (1' st Pirlo), Emerson (15' st Viudez), Cardacio, Jankulovski (1' st Zambrotta); Pato (1' st Inzaghi), Shevchenko. All. Ancelotti

Marcatori: 27' pt Pato (M), 37' pt Mohamed (A), 38' pt Antonini (M)

Ammonito: Jankulovski (M)
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