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giovedì 12 novembre 2009

ABBONATI!

giovedì 12 novembre 2009 24

Anche stavolta - nonostante i mugugni estivi -  i fatti gli stanno dando ragione, e Galliani, sull’onda dell’ennesimo successo, è sceso in campo per restituire al Milan il pubblico che gli compete. Dopo aver dichiarato di voler scrivere a quei 16000 pazzi che non hanno rinnovato l’abbonamento per concedergli una seconda opportunità, Adriano è lanciatissimo. Ora che la banda di Leonardo è tornata a sciorinare calcio spettacolo ogni cittadino ha diritto ad un abbonamento a San Siro, ed è compito dell’avvenente numero due milanista garantire che nessuno si perda le mirabili gesta degli eroi rossoneri.

Tutti avranno diritto ad una seconda chance. Sei un interista pentito?  In estate, piuttosto che comprare la tessera, avresti dato più volentieri dei soldi a Mamma Orsola per farti leggere i tarocchi? Sei un miserabile pezzente che non ha 250 euro per un abbonamento al secondo verde? Non ti preoccupare, o figliol prodigo: la famiglia Milan ti riaccoglierà, e non certo trattandoti come l’ultimo degli appestati, ma riempiendoti d’amore e di benevolenza.

Ehi, tu. Hai qualcosa che ti tormenta? Soffri di un male incurabile? Corri subito a fare l’abbonamento al Milan! E’ dimostrato che lo strabiliante spettacolo offerto da Dinho e compagni sia terapeutico, che favorisca la guarigione e che stimoli la diuresi. Respirando la gioia liberata nell’aria dai campioni rossoneri  ogni domenica i tuoi mali diverranno sempre più un ricordo, e potrai tornare il fringuello di un tempo.

Su, che aspetti? Controlla la posta. Adriano non si è certo dimenticato di te.

P.S.: ho un fondamentale annuncio da fare. In questi giorni turbolenti - nei quali sono passato da una grafica inguardabile ad una un po’, se vogliamo, da checche, per poi approdare finalmente a qualcosa di soddisfacente – ho trovato anche il tempo di concludere una grande trattativa. L’imitatore, quello del video Ibra-Moratti-Zanetti (questo qua, per chi se lo fosse perso), ha accettato la mia succulenta proposta e dalla prossima settimana inizierà la collaborazione con questo blog. No, voglio dire, trovatemi un blog che offre un intrattenimento simile.

Dovrei iniziare a vendere gli abbonamenti anch’io.

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mercoledì 4 novembre 2009

BOH

mercoledì 4 novembre 2009 5

Sono stato malato (a dir la verità, un po’ lo sono ancora), ma fortunatamente vedo che i vari King/Queen vi hanno intrattenuto a sufficienza. Per quanto riguarda le dichiarazioni di Platini – uno che parla poco, ma che quando parla dice sempre cazz..ehm, cose interessanti –, non ho voglia di commentarle, tanto l’hanno già detto in mille che l’Inter non ha debiti (si è addirittura scomodato il sito bulgaro, quindi, figuriamoci).

Stasera, il crocevia dei fegati bianco-rossoneri: se si perde/pareggia, salteranno i tappi e si brinderà per tutto l’anno, anche in caso di uscita agli ottavi e di salvezza all’ultima giornata. Se si vince, non so cosa tireranno fuori: magari le scottanti – quanto fantomatiche – dichiarazioni di Bobone, che si è detto pronto a smascherare il terribile Moratti, il genio del crimine che ha architettato la farsa calciopoli. Fregnacce, queste, che sono state chiaramente prese per verità assolute dai Gobbi&Gonzi, da sempre pronti a tirar fuori sproloqui come “Tanto prima o poi scoppia il bubbone anche per Moratti” o “ci siete dentro fino al collo anche voi!”. Ormai gli è rimasto solo questo.

A parte le ironie su chi è più sfortunato, una vittoria non farebbe schifo a nessuno, comunque.

Forza, eh.

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giovedì 29 ottobre 2009

VIA DI CORSA

giovedì 29 ottobre 2009 17

Tra le varie categorie di tifosi, una di quelle che mi fanno innervosire maggiormente è senza dubbio quella dei “fighi che se ne vanno via prima”. Mi chiedo da sempre che senso abbia, a dieci o cinque minuti dalla fine, alzarsi e lasciare il proprio posto. Forse c’è qualcosa in palio per chi esce prima dallo stadio o dal baretto? Non finire di vedere la partita fa di te un duro? La gente quando passi ti mormora dietro “oh, l’hai visto, è quello che va via sempre all’85esimo! Che tempra!” ?

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I cowboy in questione si dividono in due sottocategorie: quelli che vanno via perché stanno perdendo (stile mio nonno che se al 70esimo non si vinceva se la filava borbottando “Via, via”), ossia la totalità meno uno, e quello che va via perché sta vincendo, ossia Galliani. Se già i primi mi sembrano deprecabili – pensate un po’ a tutti quei geni che se ne sono andati sullo 0-2 della Samp quattro anni fa, o a De Laurentiis ieri sera: sono felicissimo che non abbiano potuto assistere allo spettacolo –, il secondo mi sconvolge davvero. Voglio dire, ma..perché? Per quale motivo a cinque minuti dalla fine, con la tua squadra sopra di due gol, prendi e te ne vai? Cosa vuoi dimostrare? Un tempo, almeno, se Adriano abbandonava la tribuna anzitempo era per andare in campo ad urlare “via, via, andiamo via!”, ora invece si dilegua in silenzio.

Ok, lo so che in campo c’erano gli Eroi dei secondi tempi e lui era giustamente convinto che il risultato non fosse in discussione, ma in una serata in cui il Milan era in vantaggio praticamente solo grazie ad un Dida incredibile non c’era molto da fare gli splendidi.

A proposito, Dida. Una decina d’anni fa, su Topolino, ho letto una storia nella quale si narrava di Plottigat e Macchia Nera che avevano inventato un marchingegno per rubare il talento ai migliori calciatori del mondo e trasferirlo a undici brutti ceffi di loro conoscenza, che avrebbero poi dato vita ad un dream team imbattibile in grado di stravincere la coppa del Mondo. Ecco, non vorrei che a Milan Lab avessero assunto Plottigat e nell’ultima settimana avessero rapito Julio Cesar, Muslera e Consigli per creare un Dida bionico, visto che alla rinascita di Nelson è coincisa una strana pioggia d’errori degli estremi difensori del nostro campionato.

Nella storia, comunque, il Mondiale fu salvato da Pippo - reso un portiere invincibile da un paio di guanti di un suo pro-zio trovati in soffitta e subito convocato in Nazionale -, che in finale murò tutti i tentativi del dream team. Quindi, alle brutte, potremmo sempre ingaggiare Pippo.

In ogni caso, per tornare ai “fighi che se ne vanno via prima”, per un motivo o per un altro entrambi i presidenti (ma Galliani è presidente? mah) si sono alzati dalle loro poltrone. Io, invece, mi sono collegato con la Tv cinese intorno al quarantesimo, proprio quando De Laurentiis (che comunque poi è tornato per salire sul carro dei pareggianti) è stato inquadrato mentre diceva “dai, andiamo via”, e mi sono potuto gustare tutta la festa. Anche il telecronista cinese si è entusiasmato: al gol di Denis ha cominciato ad urlare “Gnapiuli, 南船北馬, Gnapiuli!”. Io invece no, perché alla fine il Milan è comunque una squadra di Milano e..mavvaccagà.

Che peccato: le nostre p.i. avevano già pronti titoloni, articoli, sburrate varie ed odi agli Eroi, che ora che si erano sbloccati anche nei primi tempi erano finalmente pronti per la conquista dell’universo. Niente elogio alla panchina lunga, che permette di avere alternative del livello di Kaladze, niente esaltazione della fame (sportiva) di Ronaldinho che s’immestrua per la sostituzione, niente “Per lo scudetto ci siamo anche noi”, niente crisi Inter. Conosco una decina di persone che su facebook, nel momento del gol di Denis, avevano certamente appena terminato di scrivere “NELSON NELSON DIDA INZAGHI PATO SFINTERISTI STIAMO ARRIVANDOOOOOOO” e sono stati costretti a fare destro-seleziona tutto-elimina-pioggia di bestemmie. Peccato.

La verità è che stasera le temperatura potrebbero farsi sempre più polari, che Chievo ed Udinese incalzano e, soprattutto, che Denis si è messo in pari con l’anno scorso.

Arrivederci.

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Come? Non ho scritto niente sulla Juve?

E’ perché ho le occhiaie, è meglio se vado a dormire.

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mercoledì 28 ottobre 2009

ALCORCON

mercoledì 28 ottobre 2009 31

Quando spendi 240 milioni e poi, in una settimana, ti ritrovi a pareggiare con lo Sporting Gijon e a perdere col Maifredi Team e l’Alcorcòn, capisci che forse era meglio fare beneficenza. I presupposti per la fucilata c’erano già da mercoledì scorso, ma almeno quelli del Maifredi un tempo giocavano bene. Ora hanno l’artrite e l’osteoporosi, ma il pallone lo sanno trattare, eccheccazzo.

L’Alcorcòn però, dai, no.

Alcorcòn. Sembra il nome di una delle squadre che sfida il Milan nelle prestigiose amichevoli organizzate per far segnare Huntelaar. Perdere con questi qua, e per 4-0 per giunta, è davvero paradossale: un po’ come se, in Italia, il Milan perdesse con la Cavese, o la Juve col Mantova. Magari ho esagerato con i paragoni (in effetti, due cose del genere credo proprio che siano impossibili), ma era giusto per farvi capire la portata della cosa.

A questo punto, visto quanto successo ad Alcorcòn (non è un nome bellissimo? Al-cor-còn. Passerei giornate intere a dirlo), c’è da trovare qualcuno che spieghi ai gonzi che la scorsa settimana hanno battuto un’accozzaglia di capre, capaci prendere quattro pere da una squadra poco più che amatoriale, undici amici che avevano affittato il campo per farsi due risate. Sarà dura scovare una persona adatta: ci vuole tatto, per parlare con chi ha dei problemi.

Ora che ci penso, credo che sia il caso di mandare questo qualcuno anche da Blanc, per fargli capire che, quando la Juve vincerà il suo prossimo scudetto, non ci sarà nessuna terza stella, nè reale nè morale. Ah, e già che c’è, anche che “ce li hanno tolti” non è la frase giusta da usare, per parlare di due scudetti rubati che si è stati costretti a restituire. Voglio dire, se io domani scippo una vecchia, mi arrestano e le restituiscono la borsa, non andrò in giro a dire “La mia borsa! Me l’hanno tolta”, perchè, come dire, non avrebbe senso.

Allora, ricapitolando: ci serve qualcuno che vada a dire ai milanisti che battere il Real non è un’impresa, che spieghi a Blanc che le stelle sono due e rimarrano tali ancora per tanto tempo e che l’appropriazione indebita non comporta l’acquisizione del diritto di proprietà.

Mi sa che ci vuole uno bravo. Parecchio bravo.

filini(nella foto: il centravanti dell’Alcorcòn)

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lunedì 28 settembre 2009

GOBBI & GONZI

lunedì 28 settembre 2009 14

Ieri, sia dopo Juve-Bologna che dopo Milan-Bari, sono andato su facebook in cerca di qualche gruppo pro-Pazzini o pro-Samp, ma non ne ho trovati. Un vero peccato.

Un po’ strano, perché le splendide partite dei nostri “rivali” avrebbero sicuramente dovuto accendere gli entusiasmi dei Gobbi&Gonzi, rendendoli ancor più sarcastici di quando, sabato sera, hanno festeggiato rispettivamente il 28esimo e il 18esimo scudetto.

Impossibile non essere felici della prestazione dei ragazzi di Ferrara all’Olimpico. Bastava la presenza di Diego, il non plus ultra del maschio (e dell’essere vivente in generale), a scatenare orgasmi sconquassanti nella tifoseria gobba. La prestazione del brasiliano, poi, è stata tale da far crollare ogni residuo dubbio circa la sua netta superiorità nei confronti degli scarponi ai quali viene solitamente paragonato. Avrei proprio voluto vedere cosa sarebbe stato capace di fare Zico, con Mingazzini e Britos a mordergli le caviglie. Avrei proprio voluto vedere!

Se poi a questo essere sovrumano aggiungi un killer spietato come Amauri, capisco perché i gobbati abbiano già in mano lo spumante. Ormai sui livelli di suor Nicola in quanto ad astinenza (sebbene di diversa natura…cioè, almeno credo), il prossimo acquisto di Lippi si è ben disimpegnato, dimostrando di avere uno straordinario feeling con la porta (non con quello del Barcelona, eh). Che dire, c’è da augurarsi che la sua presenza in campo continui a non essere messa in discussione.

I Gladiatori disputano una grande partita, deliziando il proprio pubblico. Dopo la rete venuta da uno spunto sulla fascia di Zebina, un qualcosa che aveva le stesse probabilità di concretizzarsi di uno scatto di Ronaldinho, controllano la gara, venendo presi a pallate da una squadra che schiera frombolieri come Valiani e il Panteròn Zalayeta (che, notoriamente, è in grado di segnare solo ad una certa squadra).

Quando tutto ormai pare deciso, ecco l’episodio-chiave: entra lui, l’Emerson di nuova generazione, il talismano in cui tutti noi confidavamo. Gli bastano pochi minuti per propiziare il pareggio del Bologna, ad opera addirittura di Adailton col destro. Un po’ come se Recoba, una volta, avesse segnato di testa con uno stacco imperioso stile Crespo in Ajax-Inter.

Spumante in frigo per gli amici gobbi, quindi. Come sempre, però, le note più dolci vengono dai mitici audio-dopati, ormai sempre più nei nostri cuori.

Il Bari di Ventura - che pur bene si era comportato nelle precedenti giornate di campionato, prima compresa -, appena tocca il prato di San Siro e vede gli eroi rossoneri, si trasforma in un dream team di fuoriclasse oltremodo dotati, un po’ come la squadra degli alieni in Space Jam. Rivas e Alvarez prendono coscienza del brutto stato in cui sono ridotti i binari esterni dei Papi Boys (non che quelli interni siano messi meglio, eh), e prendono l’ottovolante ogni volta che cercano di guadagnare il fondo. Lo spettacolo è imbarazzante: Zambrotta ed Abate sono messi continuamente alla frusta da gente che qualche anno fa faceva la terza categoria a Montespertoli, e non sanno più dove battere la testa.

In particolare, Abate sembra davvero a suo agio nel nuovo ruolo: Rivas (certo che uno che si chiama così non può che essere un fenomeno) lo spettina continuamente e crea una decina di situazioni pericolose, costringendo tra l’altro il numero 20 rossonero a rimanere ancorato sulla linea difensiva, impossibilitato a sfruttare quelle che, almeno in teoria, dovrebbero essere le sue caratteristiche migliori. Con una prova così si sarà certamente guadagnato la nazionale: è questo lo standard di prestazioni che Lippi chiede per poter entrare nel suo gruppo vincente.

Il Bari attacca indiavolato, mentre i bambini sugli spalti si divertono a dare da mangiare a Ronaldinho. Il massacro non pare volersi placare e, per rendere più sopportabile il Bari Show, il buon Caressa intrattiene i gonzi ricordando più volte che andrà presto in onda un’imperdibile intervista a Kakà.

Nel Milan il migliore è Thiago Silva, incollato al divano di casa sua davanti a “Un medico in famiglia”. Storari, per la gioia dei numerosissimi tifosi milanisti sugli spalti, sembra l’Ispettore Gadget ed arriva ovunque, disinnescando i tentativi del Matador Rivas e della sua allegra banda. Per vedere il primo tiro in porta del Milan bisogna aspettare il secondo tempo: ci prova Pirlo su punizione, Gillet respinge e Ronaldinho riesce a non centrare la porta, essendo oltretutto in fuorigioco. Huntelaar, là davanti, si disimpegna egregiamente con un paio di giocate alla Javi Moreno.

Il Bari, nonostante una quarantina di occasioni, non pare proprio voler infierire sui rossoneri, che in effetti fanno un po’ tenerezza. Nel finale si vedono un altro paio di miracoli di Storari ed addirittura un tiro di Ronaldinho, ma il risultato non cambia: al fischio dell’arbitro la partita si conclude sullo zero a zero. I giocatori del Bari si avviano verso la propria curva a ricevere gli applausi, i milanisti fanno lo stesso e ricevono cappi e lamette.

Grazie per la splendida domenica. Se ad ogni sconfitta dell’Inter succede questo, spero di perdere, ogni tanto. Qualche altra giornata così la passerei volentieri.

ada

E comunque, siamo dei ladri: a Genova meritavamo di perdere.

Come? Abbiamo perso? Abbiamo rubato lo stesso. Meritavamo..boh, un attacco di dissenteria. A testa.

P.S.: da oggi, novità succulente. Avevo bisogno di un collaboratore, un vignettista in particolare: volevo contattare Vauro, ma tanto fra un paio di settimane lo arrestano, quindi non ne vale la pena. Poi ho pensato a Carl Barks, ma sfortunatamente pare che sia morto. Mi sono dunque rivolto al terzo della lista, che ha accettato: si metterà al servizio del blog già da oggi.

Chi è?

Ciccio Valenti.

No, scherzo. Dategli il tempo di scegliersi un nome (o meglio, un nick).

Intanto, alle 17.00 di oggi, prima vignetta onlain.

Pace e bene.

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