sabato 4 aprile 2009

ADRIANO

sabato 4 aprile 2009

APPIANO GENTILE, 4 aprile 2009 - Josè Mourinho, a differenza di altre occasioni, non esprime giudizi severi, ma preoccupazione per Adriano che non ha fatto ritorno in Italia dopo gli impegni in nazionale.
TRISTEZZA – "Penso che non se ne debba parlare troppo - ha detto il portoghese -. Tutti hanno capito che non è una situazione facile, non si tratta di un giocatore che ha deciso di tornare un giorno più tardi e non è una questione di coincidenze aeree... Tutti abbiamo compreso di cosa si tratta. Non è uno scherzo, non è indisciplina, non è voglio di complicare le cose, è molto di più. L’unica cosa da fare, da parte mia, con tristezza e senza rabbia né critiche, è non dire niente. Vedremo come finirà tutto questo per lui, in questo momento penso alla persona più che al giocatore. La squadra? Ha tutto per non avere problemi, ci sono grandi attaccanti qui. E' una situazione che non fa piacere a nessuno".

Mi sa che stavolta orge e sambuca non c'entrano, sto qua è proprio sparito di circolazione. Ormai non mi ci incazzo neanche più, perchè è ovvio che si è di fronte a problemi impossibili da risolvere.
Stavolta non ci sarà un'altra occasione, non ci saranno i soliti buoni propositi, le promesse di rigar dritto e di lavorare sodo. Non ci sarà un progressivo reintegro in squadra, il posto da titolare garantito se solo si mosterà un po' di impegno. Non ci saranno più strette di mano dopo un gol o dediche a figli e nipoti vari.

Stavolta è proprio finita. O almeno, me lo auguro, sia per l'Inter che per lui. Perchè, vista la faccia e i toni di Mourinho in conferenza stampa, poco fa, stavolta sono davvero cazzi amari.
Cosa abbia combinato non lo so, e non lo voglio sapere. L'importante è che si arrivi ad una conclusione, che a giugno ognuno vada per la sua strada. Credo che anche in società si siano rotti di fare da balia ad Adri, di dargli fiducia illimitata, pagare profumatamente un giocatore che è stato tale solo per un paio d'anni, per poi ottenere questo in cambio.

Rimane una grande amarezza, sia per il giocatore, ormai perso, che per l'uomo, anche perchè si è capito che non si tratta del solito festino andato per le lunghe, o di una sveglia non suonata.

1 commenti:

Rob ha detto...

tanto ci siamo abituati ormai

tanto forti calcisticamente(un tempo)

tanto miseri umanamente

veramente tanti saluti

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